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ATTIVITA'

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EQUIVITA
con il contributo del Gruppo Verde al Parlamento Italiano

vi invita al Seminario
"La cultura riduzionista, gli Ogm e la sperimentazione animale"

Forum Sociale Mondiale Porto Alegre, Brasile
23 - 28 gennaio 2003

La complessità dei sistemi naturali, ovvero delle infinite relazioni che legano le parti di un organismo vivente o di un ecosistema - è la ragione del vistoso fallimento dei molti tentativi fatti recentemente di governare i processi biologici attraverso le modifiche genetiche: si trascura l'importanza di una selezione naturale che dura da centinaia di milioni di anni e si applica una visione "riduzionista", o meccanicista, del vivente.

La stessa visione riduzionista, parcellizzata, si trova in un altro metodo di ricerca, in uso da molti più anni: il metodo di sperimentazione animale, che si basa sul presupposto che l'animale, usato come modello da laboratorio, possa dare negli esperimenti delle risposte orientative per la medicina umana. Questo metodo trascura infatti le infinite differenze che intercorrono tra una specie e l'altra, nell'anatomia, nella fisiologia, la genetica, la struttura cellulare di base, ecc. ecc. . Come denunciano scienziati sempre più numerosi (recentemente anche nella rivista "Science"), le reazioni alle diverse cure o sostanze chimiche variano immensamente da una specie all'altra e l'avere insistito nelle prove su animali è stato causa di colpevolissimi ritardi nell'individuare le cause di alcune malattie; è anche la ragione per cui le prove di tossicità sono inattendibili, con la conseguenza che in tutto il mondo si susseguono scandali farmacologici e "danni da farmaci" (le malattie iatrogene, ovvero malattie provocate dalle cure mediche, sono diventate negli US ed in Germania la 4a causa di morte).

All'atteggiamento riduzionista si aggiunge quello, sempre più diffuso, derivante dalla filosofia cartesiana, di chi vede negli animali non umani l'equivalente di macchine da sfruttare secondo una logica di profitto.

Oggi dobbiamo imparare a riconoscere come un'ingiustizia da combattere non solo l'oppressione degli altri esseri umani, ma anche quella degli altri animali. A maggior ragione nel movimento no-global, dove uno dei valori fondamentali è la salvaguardia della diversità.
Come molti crimini che derivano dalla globalizzazione, anche quelli contro gli animali sono coperti dal silenzio, sia dei mezzi di comunicazione di massa che delle istituzioni e delle autorità politiche e religiose. E' importante che il movimento no-global si faccia carico della denuncia di questi crimini.

Relazioni:
Jean Pierre Berlan (Francia), direttore di ricerca presso l'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) di Montpellier, autore, di "La guerra al vivente" (Bollati Boringhieri)
Gianni Tamino (Italia), docente di biologia dell'Università di Padova, ex membro del Parlamento Italiano e del Parlamento Europeo, autore, con Fabrizia Pratesi, di "Ladri di geni"
Enrico Moriconi (Italia), veterinario, presidente ASVEP, consigliere Verdi Regione Piemonte
Claude Reiss (Francia), tossicologo molecolare, direttore del Comitato Scientifico Pro Anima

Interventi:
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi Italiani;
Laura Cima, deputata al Parlamento Italiano, gruppo dei Verdi.

Conclusioni:
Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato Scientifico Antivivisezionista (EQUIVITA).

Moderatrice:
Federica Barbera, responsabile campagne EQUIVITA.

 

 

 

 

 

 

 

 
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