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ATTIVITA'

 

Jean-Pierre Berlan
(direttore di ricerca presso l'Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) di Montpellier)
WORLD SOCIAL FORUM Porto Alegre 2003

Gli Ogm o la rapina sugli esseri viventi!
La selezione di piante e animale si basa su una tecnica vecchia di due secoli (molto anteriore alla scienza della genetica) la tecnica dell'isolamento inventata nel momento in cui la rivoluzione industriale è al suo apice. I gentiluomini-miglioratori inglesi dell'inizio del diciannovesimo secolo osservano che i loro cereali (grano, orzo, avena)"breed true to type", cioè che queste piante conservano le loro caratteristiche individuali da una generazione alla seguente. Questo fatto li porta a isolare le piante che sembrano loro più interessanti, a riprodurle e a moltiplicare questi esemplari, a testarle per sostituire il miscuglio iniziale con la pianta migliore isolata all'interno di questo miscuglio.
All'inizio del ventesimo secolo, la riscoperta delle leggi di Mendel (1900) permette di estendere questa tecnica dell'isolamento al maïs, pianta che non conserva le sue caratteristiche individuali da una generazione alla seguente. La forza di attrazione di questa tecnica è irresistibile: poiché la pianta perde le caratteristiche che avevano spinto l'agricoltore a comprarne i semi, quest'ultimo deve rinnovarne l'acquisto ogni anno. Appena nata, la genetica trionfa sull'ingiustizia che commette il maïs riproducendosi e moltiplicandosi nel campo del contadino. Essa crea un nuovo mercato: gli stessi esseri viventi.
Inizio promettente. Questa scienza non ha mai smesso di essere "condizionata". Ma il tempo di Terminator, questa ammissione che la legge del profitto impone di sterilizzare in un modo qualunque gli esseri viventi, non era ancora arrivato. Così la genetica si affretta a camuffare la sua tecnica di espropriazione in tecnica di miglioramento. In questo modo il metodo dell'isolamento applicato al mais diventa tecnica degli "ibridi", termine orwelliano che svia l'attenzione dalla realtà di queste piante prigioniere per concentrarla sui misteri insondabili delle virtù genetiche dell'ibridismo.
In questa prospettiva storica Dolly e la clonazione, non sono un progresso trionfale della scienza, ma piuttosto una nuova manifestazione della tecnica dell'isolamento, applicata, questa volta, ai mammiferi. L'uniformità industriale sostituisce la diversità del vivente. L'agricoltore non può riprodurre questi cloni. Proprio come per gli OGM brevettati dell'agricoltura transgenica. Perchè è questa la vera rivoluzione: il brevetto permette di separare la produzione, che resta in possesso del contadino, dalla riproduzione che diventa monopolio del cartello degli avvelenatori dell'agricoltura, che ha preso il controllo delle sementi nel mondo.
Dal punto di vista del cartello l'espropriazione legale del vivente non presenta che vantaggi. Essa è sicura; essa è gratuita perché il contribuente la finanzia con imposte; la propaganda filantropica e verde del complesso dell'industria genetica la spaccia facilmente nel nome del"progresso e degli usi che la protezione del brevetto-permette." Invece Terminator (e i suoi derivati) è brutale, costoso, poco sicuro, e rivela il carattere mortifero delle cosiddette "biotecnologie".
In questo modo, lungi dall'essere una apertura verso un mondo migliore, gli Ogm, l'agricoltura transgenica e la clonazione segnano il punto d'arrivo del movimento secolare di standardizzazione, di uniformità, di specializzazione, in breve d'industrializzazione dell'agricoltura e di confisca di organismi viventi. Il ritorno al passato si maschera cosi da progresso.
Ma questo movimento è fallito al nord come al sud. Un fallimento economico, sociale, umano, ambientale, morale, estetico.
La lotta contro l'agricoltura transgenica e contro il brevetto su organismi viventi sono inseparabili dalla lotta per un'altra agronomia,un'altra biologia, in breve per una scienza diversa il cui obiettivo non sia quello di colonizzare il mondo, di opprimere i poveri, di accrescere il potere dei potenti di ridurre esseri umani in schiavitù economica, di torturare gli animali, di sfruttare le risorse naturali di trasformare la terra, l'acqua, l'aria in discariche e di fare la guerra. L'agronomia di domani si opporrà dunque, punto per punto, ai principi passatisti impliciti nella teoria dello sviluppo agricolo (Levins 1986) che conduce al transgenico: essa sarà fondata sul lavoro fatto in comune e non sull'individualismo,sulla cooperazione tra sapere scientifico e agricoltore e non sulla negazione del secondo, su u8n procedimento globale e non sul solo riduzionismo che porta a lucrare irrazionalmente sull' insieme, sull'uso ecologico del terreno e sulla diversità delle economie e non sul primato dell'economia di scala, sulla diversità razionale degli agro-ecosistemi e non sulla monocultura industriale, su una collaborazione amichevole con la natura e non su una sua illusoria sottomissione, sul radicamento nei terreni e non su una agricoltura fuori- terra per liberarsene, sul rispetto degli animali e non sulla loro tortura, sull'autonomia dei produttori e non sul loro asservimento.

 

 

 
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