Gianni Tamino
(docente di biologia dell'Università di Padova ed ex membro del Parlamento Italiano ed Europeo)
WORLD SOCIAL FORUM - Porto Alegre 2003
All'origine del moderno pensiero scientifico vi è l'ipotesi si possano indagare e conoscere solo fenomeni percepibili con i nostri sensi, ottenendo dati sperimentali misurabili e trasformabili in relazioni matematiche, che divengono leggi scientifiche. In tal modo sono state ottenute le leggi fisiche della meccanica, cioè di fenomeni lineari, facilmente riproducibili e dunque prevedibili. Ma si è, poi, creduto che tutti i fenomeni naturali siano spiegabili con leggi matematiche, sempre vere, arrivando a definirle verità scientifiche. In realtà le conoscenze scientifiche sono sempre suscettibili di verifica e di miglioramento e dunque più che verità assolute, come lo sono solo le rivelazioni (e quindi atti di fede), sono parziali verità, sempre confutabili. Ma le prime scoperte e conoscenze scientifiche vanno collegate all'evoluzione sociale del '700, che, attraverso verso la rivoluzione industriale, trasformerà l'approccio scientifico utilizzato per lo studio della meccanica in un'ideologia. A partire da queste prime leggi della meccanica, e poi della termodinamica, si cercò di spiegare, con lo stesso metodo, ogni sorta di fenomeno naturale, compresi i complessi fenomeni biologici, cercando di scomporre, di ridurre i fenomeni complessi in singoli fenomeni più semplici, meccanici. Si arriva così al meccanicismo e al riduzionismo, che ben presto, da metodo per conoscere aspetti semplificati di complicati processi, diviene un'ideologia, per cui anche gli organismi viventi sono equiparati a macchine, tutte uguali tra loro. Le conseguenze, ideologiche e non scientifiche, di una simile equiparazione degli esseri viventi alle macchine sono anzitutto il tentativo di estendere il sistema di produzione industriale in serie anche all'agricoltura e all'allevamento, riducendo drasticamente la biodiversità e utilizzando prodotti chimici, fonti energetiche fossili e manipolazioni genetiche (OGM).
Si assiste in tal modo ad un rovesciamento della logica delle cose: anziché metodologicamente semplificare le cose, per conoscerle, si applicano le parziali conoscenze alla realtà, semplificandola.
Cosi piante e animali sono trattati come macchine e i cicli produttivi naturali sono sconvolti, fino a divenire processi lineari, come quelli industriali. Ma se gli organismi viventi sono equiparati a macchine, possono essere modificati per semplice aggiunta o eliminazione di un elemento o di un gene. Ed anche gli esseri umani sono equiparabili a macchine e quindi studiando l'animale-macchina, vivisezionandolo, si pensa di poter capire il funzionamento della "macchina-uomo": non c'è da stupirsi se poi l'attuale medicina ritiene di curare l'uomo con la semplice sostituzione delle parti non più funzionanti e se le strutture sanitarie privilegiano la cura rispetto alla prevenzione delle malattie, che, tra l'altro, traggono sempre più origine dalla trasformazione-semplificazione meccanica della realtà in cui viviamo.
Questo modello sociale meccanicistico-riduzionista favorisce in tal modo i profitti delle multinazionali che producono e vendono prodotti chimici e farmaceutici, ma anche fitofarmaci e OGM, funzionali a questa trasformazione della società in cui viviamo.
Infine, quest'approccio riduzionista porta all'illusione che, conoscendo i vari parametri semplificati di un processo complesso, sia possibile prevederne in modo esatto l'evoluzione, sottintendendo che tutti i processi naturali sono determinabili e determinati.
Ma così un'ideologia deterministica ha implicita la negazione della libertà individuale e favorisce scelte eugenetiche, attraverso metodi di manipolazione genetica e di clonazione anche degli esseri umani.
Pertanto superare l'attuale modello di società riduzionista e determinista è la condizione per riprenderci la libertà di decidere autonomamente, come esseri pensanti e non essere trattati come ingranaggi predeterminati di una macchina.
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