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ATTIVITA'

2004 | 2003 | 2002
 

La cultura riduzionista e la sperimentazione animale

 

FORUM SOCIAL EUROPEO
FIRENZE, Fortezza da Basso
8/11/2002 - ore 9:30 - 13:30

 

La complessità dei sistemi naturali, ovvero delle infinite relazioni che legano le parti di un ecosistema - ed anche quelle di un organismo vivente - è la ragione del grossolano fallimento di molti tentativi fatti recentemente di governare a piacimento i processi biologici attraverso le cosiddette "biotecnologie", o modifiche genetiche, trascurando l'importanza di una selezione naturale che dura da centinaia di milioni di anni, ed applicando una visione "riduzionista" - o meccanicista - del vivente.

La stessa visione riduzionista si trova in un altro metodo di ricerca, in uso da molti più anni: il metodo di sperimentazione animale, che si basa sul presupposto che l'animale, usato come modello da laboratorio, possa dare negli esperimenti delle risposte orientative per la medicina umana. Sappiamo bene, oggi, che non è così: come denunciano scienziati sempre più numerosi (recentemente anche nella rivista "Science" con un articolo intitolato "ma allora perché?"), le reazioni alle diverse cure o sostanze chimiche variano immensamente da una specie all'altra e l'avere insistito nelle prove su animali è stato causa di colpevolissimi ritardi nell'individuare le cause di alcune malattie; è la ragione anche per cui le prove di tossicità sono inattendibili, con la conseguenza che in tutto il mondo si susseguono scandali farmacologici e "danni da farmaci" (le malattie iatrogene, ovvero malattie provocate dalle cure mediche, sono diventate negli US ed in Germania la 4a causa di morte).
A questo si aggiunge un atteggiamento che vede negli animali non umani l'equivalente di macchine da sfruttare secondo una logica di profitto (vedi Ogm e animali).E' un atteggiamento che trova la sua origine in due momenti cardine della definizione dell'ideologia occidentale: la filosofia cartesiana e la rivoluzione industriale.

Tale atteggiamento miope e violento si è imposto in tutto il mondo cancellando o marginalizzando una visione molto diversa, quella delle culture e religioni indigene che, in paesi lontani e diversi tra di loro come l'Australia aborigena, l'America precolombiana o l'India, consideravano gli animali come esseri senzienti, dotati di una propria dignità e portatori di valori autonomi, con cui la specie umana si trovava a condividere le risorse dell'ambiente e del pianeta.

Uno dei valori fondamentali del movimento no-global è la salvaguardia della diversità, l'affermazione concreta e incondizionata della dignità del non omologabile. Ma quello che dovrebbe essere oggetto di profonde riflessioni, è che ogni specie animale, ogni singolo animale, incarnano il diverso in maniera profonda e radicale, e quindi estremamente degna di rispetto e di tutela. Ogni animale rappresenta un universo alieno,un mondo meravigliosamente diverso dal nostro, dunque prezioso e sacro. Dobbiamo imparare a riconoscere come un'ingiustizia da combattere non soltanto l'oppressione di altri esseri umani - che sappiamo essere spesso effetto della globalizzazione - ma anche l'oppressione, ancora più diffusa, degli "altri animali", che trova nelle manipolazioni genetiche uno strumento nuovo e terribile. Questa cultura di violenza e di sopraffazione é incompatibile con il movimento no-global, il cui fine sono la pace e la giustizia.

Interverranno:

- Vandana Shiva (IN INGLESE), India, direttrice Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse naturali di Dehra Dun, autrice di "Il mondo sotto brevetto" (Feltrinelli);

- Jean-Pierre Berlan (IN FRANCESE), Francia, direttore di ricerca presso l'Institut National de la recherche agronomique (INRA) di Montpellier, autore, di "La guerra al vivente" (Bollati Boringhieri);

- Claude Reiss (IN FRANCESE), Francia, tossicologo molecolare, direttore del Comitato Scientifico Pro Anima;

- Gianni Tamino (IN ITALIANO), Italia, docente di biologia dell' Università di Padova ed ex membro del Parlamento Italiano ed Europeo, autore con Fabrizia Pratesi di "Ladri di geni";

- Stefano Cagno (IN ITALIANO), Italia, psichiatra, autore di "Sperimentazione animale e psiche: un'analisi critica"; "Gli animali e la ricerca".

Moderatrice: Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato Scientifico EQUIVITA

 

 

 
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