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SPERIMENTAZIONE ANIMALE

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24/1/08

SOS contro la sperimentazione animale

Fonte: Blog di David Hammerstein (Deputato al Parlamento europeo, Spagna) - http://www.davidhammerstein.org/

Nonostante accordi politici europei e una pressione popolare crescente a favore della sostituzione degli esperimenti su animali con nuovi metodi di ricerca, il progresso verso la fine della sperimentazione animale continua a essere eccessivamente lento e a incontrare molti ostacoli sul suo cammino.

Ne’ lo stato regolatore, ne’ la mentalità scientifica, ne’ le industrie e i laboratori, ne’ il traffico di animali favoriscono la validazione dei metodi sostitutivi.

Lo scorso 22 gennaio, insieme agli altri deputati europei che compongono l’Intergruppo sul benessere degli animali, ho incontrato il Commissario per la Scienza e la Ricerca Janez Potocnik e i responsabili del Centro Comune di Ricerca della Commissione europea (Joint Research Centre - JRC) per fare il punto della situazione sul processo di validazione dei metodi di sperimentazione non basati su animali (ad esempio quelli basati su cellule e tessuti umani). L’istituzione che propone la validazione dei nuovi metodi è un organo del Centro Comune di Ricerca denominato Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi (European Centre for the Validation of Alternative Methods –ECVAM).

Il processo con cui si attesta che un nuovo metodo di sperimentazione è scientificamente valido è arduo e costoso. La validazione di un solo nuovo metodo costa, infatti, intorno ai 300.000 euro. Dal 2002, sono passati attraverso questo processo più di 170 metodi di sperimentazione senza animali. Di questi, 34 sono stati approvati dall’ECVAM ma solo 9 sono stati adottati dalle industrie e dai laboratori non avendo ricevuto l’approvazione degli enti regolatori nazionali. Vi è, cioè, nel passaggio dalla decisione europea sui nuovi metodi di ricerca al nulla osta degli stati membri che ne paralizzano l’approvazione, un evidente ostacolo di natura politica.

Interrogato sulle cause degli intralci burocratici e amministrativi presenti a livello nazionale, il Commissario Potocnik ha dichiarato che esse sono di due tipi: in primo luogo clientelari ed economiche (per i vantaggi generati dagli esperimenti su animali); in secondo luogo conseguenza di preconcetti errati molto cristallizzati nel mondo scientifico sulla necessità di una “scienza robusta” e considerata superiore laddove ricorra a esperimenti su animali in quanto i metodi sostitutivi, pur dotati di validità metodologica e di ricerca, non sono considerati parimenti affidabili.

Il Commissario ha promesso comunque di aumentare i finanziamenti destinati allo sviluppo dei metodi sostitutivi per quest’anno portandoli a un milione di euro, quasi il doppio dell’ammontare di quelli attuali.

La responsabile scientifica dell’ECVAM, inoltre, ha fatto notare che presso le autorità nazionali e i laboratori sussiste contro i metodi sostitutivi un fattore di “puro pregiudizio” estraneo a ogni razionalità e obiettività scientifica che si traduce in un’inerzia a favore del proseguimento della sperimentazione animale.

Ella ha spiegato, infatti, che ogni nuova validazione di metodi deve essere favorevolmente confrontata con i risultati ottenuti con l’anacronistico “standard aureo” vigente: ancora una volta la sperimentazione animale. Ciò malgrado, ha precisato ancora la responsabile, molti degli stessi esperimenti su animali non siano mai stati scientificamente validati.

La cosa più preoccupante è che lo stesso Commissario Potocnick ha espresso dubbi sulla possibilità che la Direttiva sui cosmetici, che vieta la sperimentazione animale in questo settore a partire dal 2009, possa essere attuata proprio per l’assenza di metodi sostitutivi.

Chiudiamo lanciando un SOS contro tanto ritardo e tanta inadempienza e speriamo che il movimento animalista di lotta e azioni civili possa mobilitarsi per esigere con forza e ragione il rispetto degli impegni europei a favore della progressiva riduzione ed eliminazione della sperimentazione animale.

 

 

 

 
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