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Notiziario n° 14

 

Il 21/6/04, l'assemblea dei soci del Fondo Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale (FIN), ha formalmente costituito EQUIVITA* quale organo operativo dell'associazione, di cui condivide il presidente (Gianni Tamino) ed il segretario (Fabrizia Pratesi). Equivita si è dotata di un comitato scientifico, formato dai medici e scienziati del CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista, e da eventuali futuri membri proposti dal Consiglio di Amministrazione del FIN.  Il CSA, che negli ultimi anni ha firmato la maggior parte delle iniziative promosse dal FIN, ha preso dunque il nome di Comitato Scientifico EQUIVITA.

 

                             

Roma, dicembre 2004

Cari amici,

La scelta del nome "Equivita", già collaudato con grande successo nelle nostre ultime conferenze, lungi dal volersi sostituire al marchio "Imperatrice nuda contro la sperimentazione animale", vuole, al contrario, fornire uno strumento nuovo per rilanciare i temi che Hans Ruesch, per primo, rese noti all'opinione pubblica con il suo famoso, omonimo, libro.

Due sono le ragioni che hanno ispirato la nostra decisione.

La prima: esprimere nel nome l'allargamento delle nostre finalità. Il nostro impegno contro la sperimentazione animale, come già sapete, è sinonimo di impegno contro una scienza riduzionista, che vede nell'essere vivente un insieme di parti da scomporre, studiare e ricomporre, trascurando la complessità delle relazioni che intercorrono tra queste parti e che legano lo stesso essere al suo ambiente di vita. Quest’impegno non poteva non portarci ad essere in prima linea - e lo siamo stati - nel combattere manipolazione genetica e brevettabilità della materia vivente (contribuendo certamente alla riduzione dell'impatto degli Ogm nel nostro continente e, di riflesso, nel mondo intero), ambedue usate oggi come strumenti di conquista e di dominio in un mondo in cui è imperante il libero mercato, o mercato globale, ma in cui una giustizia globale non ha ancora trovato la sua strada.


La seconda
: agevolare, con un nome facile per chi non conosce la nostra lingua, un allargamento dei confini geografici della nostra battaglia in difesa della scienza e di un uso onesto e socialmente corretto della stessa. Contribuire ad una globalizzazione del nostro movimento, indispensabile per contrastare l'attuale ordine mondiale, in cui i poteri economici determinano le politiche dei governi, in cui le multinazionali decidono del nostro futuro. Perché la strategia politica più devastante oggi non è la guerra militare, ma la guerra economica.

Infatti, se la diffusione degli Ogm è da considerarsi una strategia politica perché, attraverso il binomio modificagenetica-brevetto, le multinazionali chimico-farmaceutiche (oggi divenute anche agro-biotecnologiche) mirano al controllo del mercato alimentare mondiale, è sicuramente anche una strategia politica l'ostinazione a mantenere in uso, malgrado le evidenze scientifiche, un metodo di ricerca errato come la sperimentazione animale, che ha un solo pregio: quello di conservare alle stesse multinazionali il dominio del mercato di farmaci e salute.

Le nostre mete possono apparire esageratamente ambiziose, ma solo a chi non conosce la portata dei nuovi strumenti di comunicazione oggi a disposizione, a chi non conosce l'importanza che il Movimento della Società Civile sta acquistando poco a poco, con i raduni annuali dei Forum Sociali nei vari continenti e del Forum Sociale Mondiale, dove migliaia di organizzazioni grandi e piccole perseguono, come noi, una globalizzazione della democrazia e della solidarietà.

L'azione a livello globale non riduce, del resto, la nostra attività a livello locale, ugualmente importante e che prosegue di pari passo, quanto più possibile.

Ecco alcune delle più importanti attività svolte quest'anno:

Ricorderete forse che il 2003 ci aveva visto organizzare, nel mese di novembre, un seminario al Forum Sociale Europeo di Parigi, intitolato "Sperimentazione animale: frode scientifica, minaccia mortale per l'uomo e per l'Ambiente". In esso, pur sostenendo il progetto REACH (regolamentazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche) proposto dalla Commissione Europea per tutelarci dalle sostanze tossiche immesse nell'ambiente negli ultimi decenni - causa prima dell'enorme incremento di malattie come cancro, alzheimer, parkinson, sclerosi multipla, ecc. - denunciavamo, con la testimonianza di alcuni dei nostri migliori scienziati, l'uso del tutto illogico, proposto da REACH, del modello animale per la valutazione di tossicità delle sostanze.

Lo stesso tema è stato oggetto, il 16 di ottobre scorso, di un nuovo seminario al Forum Sociale Europeo del 2004 a Londra, intitolato “In combating the chemical warfare claiming hundreds of thousands of victims a year in the EU, AFRS (Alliance for Responsible Science) challenges the validity of animal-based toxicology tests and calls for reliable toxic risk assessment”. Hanno partecipato, su nostro invito, DLRM (Doctors and Lawyers for Responsible Medicine), ed EMP (Europeans for Medical Progress) associazione giovane e dinamica composta da validi scienziati che condividono le nostre finalità. Ha partecipato, tra gli altri, Caroline Lucas (UK), Membro dei Verdi al Parlamento Europeo.

Ma sul fronte di REACH abbiamo lavorato in varie direzioni; ad esempio, cercando il sostegno delle associazioni ambientaliste: abbiamo convocato il Consiglio ed i dirigenti del WWF Italia per illustrare loro, con l’aiuto di Gianni Tamino, le ragioni del nostro dissenso sull’attuale bozza … ottenendo per ora parziale solidarietà (espressa in una delibera del Consiglio del 12/12/04) ed anche l’apertura, in seno all’associazione, di un nuovo dibattito sul tema della sperimentazione animale, richiesta da vari membri del Consiglio.

Il primo e più grande successo ottenuto quest'anno su questo tema è stato tuttavia l'approvazione di una nostra “Mozione in difesa della salute dei cittadini europei” da parte del neo-costituitosi partito Verde Europeo, nella sua Assemblea Fondante, tenutasi a Roma lo scorso febbraio. Il nuovo Partito Verde Europeo, che racchiude ben 32 Partiti Verdi di tutta Europa (un numero di nazioni assai maggiore di quelle che oggi formano l'Unione Europea) ed è il primo partito europeo con uguale simbolo e uguale programma in tutti gli Stati aderenti, ha espresso, sottoscrivendo la nostra mozione, la sua posizione contraria (per fini scientifici) alla sperimentazione animale, e contraria, di conseguenza, alla formulazione attuale del progetto REACH.

In seguito al nostro seminario di Londra, il Gruppo Verde al Parlamento Europeo si è impegnato ad organizzare nello stesso Parlamento, insieme ad Equivita, una conferenza che consenta ai nostri scienziati, di illustrare a tutti i Parlamentari di Bruxelles la necessità di escludere le prove su animali per la sperimentazione tossicologica nel progetto REACH. E' una straordinaria opportunità offertaci per incidere sulla decisione dell'UE. Ci auguriamo che, subito dopo, venga messa in discussione dall’UE la validità scientifica delle prove su animali e venga fatta richiesta per esse di una "validazione", come quella necessaria per l’accettazione dei metodi di ricerca detti "alternativi".

Ci sembra di veder sorgere, infine, l'alba di un cambiamento culturale per quanto riguarda l'uso della sperimentazione animale in UE, e poi nel mondo: dopo l'eccellente articolo uscito sulla Rivista “Biologi Italiani”, di Marco Mamone Capria (membro di Equivita), sono apparsi a febbraio, su due delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, degli articoli che sostengono, prove alla mano, che “è urgente fare (attraverso un processo di revisione degli esperimenti già effettuati) la valutazione formale del contributo che gli esperimenti sugli animali recano alla pratica clinica". (2)

Per quanto riguarda la nostra partecipazione al tavolo di lavoro creato dall'On.le Schmidt (di Forza Italia), per la modifica del Ddl 116/92 che regolamenta la sperimentazione animale, abbiamo partecipato per qualche mese agli incontri, pur con molte titubanze e senza illuderci di veder nascere una proposta di legge abolizionista, ma con la speranza di poter incidere su qualche modifica significativa.

Dopo numerose riunioni, in cui erano presenti, in grande maggioranza, le associazioni "animaliste" italiane, ma anche (purtroppo in numero sempre crescente) i protagonisti dell'"altra parte", ovvero i fautori e difensori della sperimentazione animale (Farmindustria, ISS, Ministero Sanità, Istituti di Ricerca, CNR, ecc. ecc.), abbiamo riscontrato che nessuna delle nostre richieste era stata introdotta nelle futura bozza di legge e che questa bozza si avviava ad essere sostanzialmente peggiore della attuale legge 116/92.

Dopo esserci scontrati con un rifiuto categorico all’inserimento non solo di un’ipotesi di verifica della validità scientifica della sperimentazione animale, ma perfino di un accenno all'esistenza di un movimento di scienziati che la contestano quale metodo di ricerca (vedi gli articoli sopra citati sulle riviste "British Medical Journal” e “New Scientist”), e dopo avere potuto constatare che la nostra presenza al tavolo veniva utilizzata per vantare sui media una "ottima collaborazione tra vivisezionisti e movimento anti-vivisezionista", abbiamo ritenuto obbligatorio abbandonare il tavolo di lavoro, sottoscrivendo una dichiarazione congiunta con Animalisti Italiani e Movimento UNA. L'ultimo testo da noi visionato era tale da potersi considerare decisamente peggiorativo rispetto alla attuale legge (ma riserviamo il nostro commento ufficiale a stesura finale della bozza). Rimane il nostro stupore davanti al lavoro svolto da Forza Italia per modificare la legge in un momento in cui è in atto la revisione della Direttiva Europea 86/906, che determinerà la necessità di una nuova revisione. Rimane anche lo stupore nel vedere che si possa, con il presunto intento di migliorare la situazione degli animali da laboratorio, peggiorare gravemente questa situazione "rilanciando" una vecchia legge che propone un metodo palesemente errato di ricerca, e cristallizzando in tal modo, per chissà quanti anni ancora, i principi che la ispirano.

Sul tema degli Ogm abbiamo curato vari eventi nel corso dell'anno.

Il nuovo libro di Editori Riuniti "Ogm, le verità sconosciute di una strategia di conquista”, curato da Laura Silici, che comprende contributi di Jean Pierre Berlan, Vandana Shiva, Charles M. Benbrook, Miguel A. Altieri, Gianni Tamino, Grazia Francescato, me medesima e vari altri, è stato presentato con due interessanti conferenze. La prima si è svolta a Roma il 1° Aprile, presso la libreria Bibli, con la partecipazione degli autori e dei Verdi.

La seconda si è svolta l’11 maggio nella libreria Feltrinelli di Via Manzoni a Milano, per l’occasione affollatissima. E’ stata organizzata per noi dall'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica e ha visto gli interventi, oltre che degli autori (Berlan incluso), di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Simone Vieri ed altri. Svariati articoli hanno riportato l’evento.

Il 18 maggio abbiamo organizzato una nuova visita di Jeremy Rifkin a Roma: dopo avere presentato in anteprima il film "L'alba del giorno dopo" sui cambiamenti climatici, Rifkin ha presenziato una conferenza sugli Ogm in cui sono intervenuti Alfonso Pecoraro Scanio, Domenico De Masi e molti altri.

Molte altre interviste, articoli e conferenze, sia sul tema sperimentazione animale che su quello degli Ogm ci hanno visto viaggiare in varie città d'Italia e d'Europa (Bruxelles, Londra, e recentemente Dublino per il 1° Consiglio dei Verdi Europei, con una mia relazione sugli Ogm).

E’ impossibile chiudere il nostro notiziario senza fare riferimento al drammatico maremoto che ha colpito il sud-est asiatico: le immagini e le cifre di questo dramma sono talmente impresse nella nostra mente e nei nostri cuori da non potersi mai cancellare. Si tratta di un altro evento di carattere globale (sia per la varietà delle popolazioni che ha colpito, sia perché solo con una solidarietà globale si potrà fare fronte al lavoro immenso di soccorso e di ricostruzione che quei paesi necessitano) che ci dimostra, ancora una volta, come oggi sia impossibile non sentirsi tutti responsabili dei popoli più sfortunati di noi e come sia indispensabile fare del nostro meglio per cercare di colmare le differenze di ricchezza, causa, in grande parte, di effetti così devastanti. Basti pensare, infatti, che un sistema di controllo come quello oggi esistente sulla costa occidentale degli Stati Uniti avrebbe potuto salvare grande parte della popolazione.

Pensiamo che si debba concludere chiedendo, a tutti noi, un maggiore approfondimento dei temi della società globale, della politica globale, dell'economia globale: è in questa dimensione che i nostri figli e nipoti dovranno vivere ed è solo partendo da una visione olistica del pianeta (che miri al benessere di tutti gli esseri viventi che con noi vi abitano), che potremo elaborare regole di convivenza tra nazioni e tra popoli in cui non prevalgano più le leggi del più forte (oggi spesso chiamate “competitività”, “libero commercio”, o altro) ma al loro posto democrazia e solidarietà. (3)

Anche quest’anno, ma ancora più quest’anno, ci appelliamo a Voi per un contributo economico che consenta alla nostra associazione di proseguire tutto ciò che ha intrapreso. Le nostre spese sono ridotte al massimo, ma malgrado ciò dobbiamo appellarci alla vostra generosità per poter proseguire il lavoro.

Ringraziamo di tutto cuore coloro che ci hanno aiutato durante il 2004 e ringraziamo anticipatamente quelli che riusciranno ad inviarci un contributo, anche se piccolo, per il 2005.

Nel frattempo vi inviamo i pensieri più affettuosi per un felicissimo Anno Nuovo, che porti a tutti noi un mondo un poco migliore

 

                        (Fabrizia Pratesi de Ferrariis)

 

(1)  Il nome Equivita è stato ideato dalla Nomen, prestigiosa agenzia italiana per l'ideazione di nomi, che ha fornito per noi gratuitamente la sua collaborazione.

Abbiamo anche beneficiato del contributo gratuito di uno dei maggiori studi italiani di “brand design”, AREA (Antonio Romano e Associati), per la creazione del nostro nuovo logo, che vedete in questa carta intestata.

Siamo estremamente grati a tutti questi professionisti di spicco che con noi hanno mostrato tanta generosità, e che consideriamo nostri maggiori sostenitori.

(2) Il primo articolo, del British Medical Journal (n. 328-28/02/04), in un'analisi degli studi effettuati per varie sostanze chimiche, dopo avere raffrontato i risultati ottenuti sugli animali con quelli ottenuti nelle prove cliniche, osserva che "non si dovrebbero fare nuovi esperimenti su animali fino a quando non sarà stato fatto l'uso migliore di quelli già esistenti e fino a quando non sarà stata valutata la loro validità e la possibilità che essi hanno di venire generalizzati al campo della pratica clinica"

L'altro articolo, comparso su New Scientist (vol. 182, issue 2436 - 28/02/04), illustra uno studio sulla Sclerosi Multipla (SM) condotto sul tessuto cerebrale di 300 pazienti, che ha dimostrato come la malattia derivi dalla morte delle cellule cerebrali che producono mielina. Si osserva quindi che la ricerca condotta per decine di anni su animali ha causato perdita di tempo e di denaro. Infatti, l'avere assimilato l'EAE (Experimental Allergic Encephalitis), indotta artificialmente nell'animale, alla SM, malattia che si manifesta spontaneamente nell'uomo, ha portato alla convinzione errata che essa dipenda da una reazione autoimmune.

(3) Libri molto interessanti su questo tema sono "L'era del consenso" di George Monbiot (2004), Longanesi, e "La privatizzazione del mondo" di Jean Ziegler, Marco Tropea Editore.

 

 
 
 
 
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