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PERIMENTAZIONE ANIMALE
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Newsletter 9/07

 

20/11/07

Fegato facsimile

I ricercatori di Boston sono riusciti a ricreare un modello in miniatura che presenta molte delle funzionalità epatiche. Verrà utilizzato per i test tossicologici dei farmaci

Fonte: Galileo

Dal Mit di Boston arriva il fegato in miniatura per la sperimentazione dei farmaci. La tecnologia messa a punto dai ricercatori dell’istituto statunitense consente di allestire microcolonie di cellule epatiche umane che si comportano in modo del tutto simile a un organo “vero”. La scoperta, descritta sull’ultimo numero di Nature Biotechnology, offre nuove prospettive per la sperimentazione farmacologica, perché potrebbe ridurre sia i rischi connessi alla potenziale tossicità epatica di alcune molecole, sia i costi legati allo sviluppo dei farmaci. La tossicità epatica è una delle ragioni più frequenti di ritiro dal mercato di un farmaco. Alcune molecole dannose per il fegato, infatti, superano comunque i processi di approvazione a causa di studi tossicologici non sempre adeguati. Da un lato, le indicazioni degli studi preclinici vanno interpretate con grande cautela, poiché la risposta ai farmaci da parte dei tessuti animali (siano essi animali da laboratorio o colture cellulari) è spesso diversa rispetto a quella delle cellule umane. D’altro canto, la sperimentazione clinica sull’uomo nelle prime fasi comporta rischi molto elevati.

Per leggere la notizia: http://www.galileonet.it/news/9138/fegato-facsimile

7/11/07

Autorità di controllo sulla pubblicità britannica (ASA) conferma: mai valutata scientificamente la sperimentazione animale

Fonte: Europeans for Medical Progress

Pro-test, gruppo di Oxford che si batte in favore della sperimentazione animale, ha sporto reclamo presso l’Advertising Standards Authority (ASA) per due dichiarazioni contenute in un volantino prodotto e diffuso da Europeans for Medical Progress Trust (EMP).

Secondo la prima delle due dichiarazioni contestate:

“E’ stupefacente che la sperimentazione animale non sia mai stata oggetto di una valutazione scientifica, essa doveva avere luogo molto tempo fa”.

(Mike Hancock, deputato al Parlamento)

Pro-test ha contestato tale affermazione ricordando che sulla sperimentazione animale sono state effettuate tre indagini e sostenendo che queste equivalgono a una valutazione scientifica del metodo. EMP ha fatto notare che le indagini hanno riguardato aspetti etici e legislativi della pratica e non sono in alcun modo assimilabili a una valutazione di tipo scientifico. Ciascuna delle tre indagini, inoltre, si è conclusa con la richiesta di un’ulteriore verifica dell’attendibilità del metodo e della sua rilevanza per l’uomo.

Il reclamo di Pro-test è stato quindi respinto.

 

La seconda dichiarazione riguarda la terapia ormonale sostituiva:

“La terapia ormonale sostitutiva aumenta il rischio di malattie cardiache e ictus cerebrale nelle donne.

Milioni di prescrizioni sono state effettuate sulla base di dati ricavati da esperimenti sulle scimmie che indicavano esattamente il contrario”.

             

Pro-test ha negato che il farmaco sia stato prescritto sulla base di dati ricavati dalle scimmie ma EMP ha fornito prove che hanno abbondantemente dimostrato il contrario. La bozza di raccomandazione dell’ASA prevedeva, anche in questo caso, il respingimento della difesa di Pro-test ma l’organizzazione ha preferito ritirare il reclamo per non dover assistere alla pubblicazione di un secondo rifiuto dell’ASA.

30/10/07

Premiazione Etnalead: analisi finalmente senza test su animali

Fonte: Jobonline

Una piattaforma “in silico-in vitro” capace di integrare tutte le fasi di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, in grado di mandare in pensione i tanto controversi test sugli animali.

E’ questa l’”idea vincente” dei ricercatori Salvatore Guccione e Marco Pintore, che domani pomeriggio (mercoledì 31 ottobre) alle 17 – nella sede della Casa della Cultura dell’Università di Catania riceveranno il premio relativo alla terza edizione della Start Cup Catania, la competizione locale fra progetti di impresa collegata al Premio nazionale per l’innovazione 2007 e promossa dal Liaison office dell'Università di Catania e dal Consorzio Medspin.

“EtnaLead – spiegano gli ideatori - sarà capace di garantire un servizio completo di analisi in fase preclinica, integrando tutte le più moderne tecniche in vitro e in silico, per innumerevoli tematiche di ricerca e sviluppo relative all’identificazione di nuove molecole ad alto interesse terapeutico. Questa soluzione permetterà al cliente di realizzare delle importanti economie durante l’intero processo R&S e di avere un rapido ritorno su investimento”.

Particolare attenzione è inoltre rivolta allo sviluppo di softwares basati sui metodi più moderni di modellizzazione molecolare (Fuzzy logic, Algoritmi Genetici, Reti Neurali), capaci di stimare la druk-likeness (proprietà Admet) delle molecole.

Il progetto vincitore, illustrato dal prof. Salvatore Guccione, riceverà un premio in denaro e parteciperà, il prossimo 4 dicembre a Napoli, alla finale del Pni 2007, concorrendo con i vincitori delle altre 14 competizioni locali, organizzate da 22 atenei italiani.

Settembre/ottobre 2007

Il difficile processo di abbandono del “paradigma animale”

Fonte: Best Friends Magazine - Ted Brewer

Un caso esemplare di non predittività

Nel marzo del 2006 sei volontari coinvolti nella sperimentazione di un nuovo farmaco vengono ricoverati in tutta fretta in un ospedale londinese con forti mal di testa, convulsioni e gonfiori. Assegnati al reparto di cura intensiva, due di essi entrano in coma; tutti riportano danni molteplici agli organi.

Poche ore prima, hanno assunto un farmaco sperimentale sviluppato per curare la leucemia e malattie autoimmuni e infiammatorie. Il farmaco, prodotto da una multinazionale tedesca e noto con il codice di TGN1412, è risultato innocuo su topi, ratti e scimmie e può dunque essere sperimentato sugli uomini.

I test clinici di fase 1 sono in genere molto cauti, pertanto i sei volontari hanno assunto una dose 500 volte inferiore a quella somministrata alle scimmie.

I volontari sopravvivono ma riportano danni gravi e permanenti agli organi.

Un’inchiesta della British Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency consente di appurare che il disastro del TGN1412 non è stato causato dalla violazione dei protocolli stabiliti, da errori di produzione o da contaminazione bensì dagli effetti del farmaco sull’uomo: effetti non predetti dagli esperimenti su animali.

Per leggere la notizia: http://www.equivita.it/Difficile_abbandono_paradigma_animale.htm

 

 

 

 

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