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SPERIMENTAZIONE ANIMALE
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Lettera al Corriere della Sera pubblicata il 9/06/06

BLAIR E LA SPERIMANTAZIONE ANIMALE

Gentile direttore,
con il Tgn1412, due mesi fa, l’ennesima dimostrazione a Londra della pericolosità – oltre che inutilità - degli esperimenti su animali. Dopo che le prove su venti scimmie macaco, numerosi conigli, ratti e topi (in dosi fino a 500 volte maggiori che non per l’uomo) avevano dato questo farmaco per totalmente innocuo, i sei giovani “volontari sani” ai quali è stato somministrato sono finiti in pochi minuti in camera di rianimazione, sconvolgendo, oltre che le loro famiglie (due di essi sono ancora gravi), la ditta produttrice del farmaco, l’agenzia che controlla tali test, e quella a cui vengono subappaltati … Un episodio emblematico ma certamente non unico, se si pensa alle tante catastrofi farmacologiche degli ultimi anni.
Quale poteva essere la decisione di Blair? Voi direte: quella di accogliere la mozione sottoscritta da 240 parlamentari inglesi (e condivisa dall’80% dei medici generici) che, in difesa della salute umana, richiede una verifica del valore scientifico della sperimentazione animale! Voi direte: quella di informarsi presso gli ambienti scientifici internazionali che in modo sempre più deciso negano questo valore e sostengono (vedi Nature del 10/11/05) che la sperimentazione su animali è “cattiva scienza”, che essa è “dispendiosamente inutile e spesso ben poco predittiva”, che “il progetto europeo REACH (per regolamentare le sostanze chimiche) costituisce un’opportunità per sviluppare test che abbiano reale valore predittivo (ad esempio con la tossicogenomica, ndt)… e per dare modo alla tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile” …
No, vi sbagliate: la decisione di Blair, oggi, è stata (vedi Corriere, 4/06/06), in totale contrasto con la logica, quella di sostenere la vacillante credibilità della sperimentazione animale e dichiarare che deve essere posta fine alla moratoria vigente nel suo paese sulla sperimentazione sulle grandi scimmie. Con buona pace di Zapatero… che, al contrario, ha deciso di concedere loro dei diritti.

Fabrizia Pratesi de Ferrariis

Coordinatrice Comitato Scientifico EQUIVITA

equivita@equivita.it

 

 

 
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