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Comunicato 28/06/07


Quale avvertimento ci viene dalla morte fulminante del pensionato del Vercellese, dovuta al fungo Amanita phalloides

 

Ci viene un avvertimento molto semplice:

non “testare” la commestibilità dei funghi sul gatto di casa, perché,

come ogni tossicologo vi può confermare:

il fungo Amanita phalloides può essere somministrato, anche ad ogni pasto, a gatti ed a conigli (animali comunemente usati nei laboratori proprio per i test di tossicologia …) senza che rechi loro alcun danno!

(Allo stesso modo si può somministrare al gatto la mortale tossina botulinica, far leccare i baffi alla pecora o al porcospino con l’arsenico o l’acido cianidrico, lasciare in ottima salute cavie, polli e scimmie con dosi pesanti di stricnina, nutrire topi, cavalli, pecore, capre, tordi e fringuelli con la cicuta; mentre potrete avvelenare gatti e conigli col succo di limone, i pappagalli con il prezzemolo, e potrete far morire cavie e criceti somministrando loro la penicillina …; migliaia gli altri esempi disponibili).

L’avvertimento si trasforma oggi in un 

Appello del Comitato Scientifico EQUIVITA

per i nostri legislatori:

Se volete tutelare la nostra salute, non consentite che nell’attuazione del Regolamento europeo REACH la tossicità delle sostanze chimiche da regolamentare venga ancora valutata su animali!

Il Regolamento europeo REACH, che si prefigge di tutelare la salute e l’ambiente, regolamentando ogni nuova sostanza introdotta nell’ambiente, prevede che i test di tossicità in base ai quali verranno rilasciate le autorizzazioni VENGANO EFFETTUATI CON I TEST SU ANIMALI, in base ad arcaiche procedure OCSE. Sono disponibili invece oggi, grazie ai recenti avanzamenti della scienza, metodi scientifici, come la tossicogenomica e la proteomica (vedi “Nature 10/11/05), che offrono affidabilità di gran lunga maggiore, tempi cento volte più veloci e costi di gran lunga inferiori, oltre ad essere standardizzabili e replicabili.

La sovrapponibilità della risposta dell’animale con quella dell’uomo, come da dati pubblicati su Pubmed, è solo del 18%. I test su animali, nel caso delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente, non saranno neppure seguiti dalle prove cliniche (come nel caso dei farmaci) e dunque costituiscono un vero attentato alla nostra salute, oltre che uno sperpero dei soldi del contribuente

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it, www.equivita.org

 
       
Per leggere i nostri comunicati: http://www.equivita.it/comunicatistampa.htm

 

 

 

 
 
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