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MANIPOLAZIONE GENETICA
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Newsletter febbraio 2009

 

26/02/09
Autorizzazione dei mais Bt11 e 1507: nulla di fatto alla riunione del Comitato di esperti
Fonte: EU Observer, Andrew Willis
Gli esperti che compongono il Comitato permanente per la catena alimentare e il benessere animale degli stati membri non sono riusciti ad approvare o a respingere la proposta di autorizzazione di due mais gm presentata dalla Commissione europea. La coltivazione dei mais Bt11 e 1507 in UE è stata approvata dagli esperti di 6 stati membri (91 voti) e respinta da quelli di altri 12 (127). Gli scienziati di 6 stati membri si sono astenuti e quelli di Germania e Malta non hanno presenziato le votazioni. Poiché i 127 voti contrari non costituiscono una maggioranza qualificata, la richiesta di autorizzazione presentata da Pioneer e Syngenta passa ora all’esame del Consiglio dei ministri dell’Ambiente. Anche questa volta, occorrerà una maggioranza qualificata; in sua assenza la Commissione potrà procedere ed emettere le autorizzazioni.

20/02/09
Lussemburgo, capitale europea, dichiarata "Città libera dagli Ogm"
Due terzi dei comuni del Lussemburgo rifiuta gli Ogm
Fonte: Yahoo France
Lussemburgo si è dichiarata “Città libera dagli Ogm” insieme a due terzi dei propri comuni, rifiutando l’uso degli Ogm sui propri campi e nei servizi di catering alimentare da essa finanziati.
L’iniziativa “Lussemburgo libera dagli Ogm” è una coalizione di 25 organizzazioni della società civile che nell’estate del 2006 ha fondato e lanciato una campagna per proibire la coltivazione e il consumo di Ogm a Lussemburgo. Da allora, due terzi dei comuni della città si sono dichiarati liberi da Ogm, adeguandosi alla volontà dei consumatori dello stato (secondo un sondaggio effettuato dall’Istituto ILRes nel 2005, l’83% dei lussemburghesi è contrario all’uso di Ogm in agricoltura).
"Questa decisione”, ha dichiarato il coordinatore della campagna Maurice Losch, “ha un notevole significato politico, se si considera che la Commissione europea sta cercando di imporre nuovi pericolosi Ogm contro la volontà di oltre il 60% dei consumatori europei”. Viviane Loschetter, vice Sindaco della città e responsabile per le questioni ambientali ha così commentato: “Gli Ogm sono un problema globale con conseguenze locali, perciò ci interessano tutti. Pertanto abbiamo tutti una responsabilità e la città del Lussemburgo ha fatto la sua parte. Nel rispetto del Principio di precauzione, abbiamo deciso di proteggere la salute dei consumatori e di proibire l’uso degli Ogm nelle mense e in altri servizi di catering. D’ora in avanti, coltivare Ogm sarà proibito. Esortiamo le altre capitali europee a seguire il nostro esempio e a dichiararsi “Capitali europee libere dagli Ogm”.
 
17/02/2009
Sentenza della Corte di giustizia europea: i cittadini hanno il diritto di sapere dove si trovano i campi coltivati con Ogm
Fonte: European Voice - Zoë Casey
La Corte di giustizia europea ha deciso oggi che l’ubicazione esatta dei campi coltivati con colture geneticamente modificate deve essere resa pubblica su richiesta dei cittadini.
Il tribunale ha dichiarato che, in base alle norme sulla trasparenza contenute nella Direttiva europea che regola l’immissione nell’ambiente degli Ogm, l’identità dei siti su cui si coltivano colture gm “non può in nessun caso restare riservata”, in quanto i transgenici possono arrecare rischio alla salute e all’ambiente.
Il caso è nato da una richiesta di Pierre Azelvandre, cittadino francese che nel 2004 ha scritto al Sindaco dell’Alta Alsazia e alla Commissione sull’accesso ai documenti amministrativi, chiedendo di conoscere l’ubicazione dei siti gm della sua regione. Non avendo ricevuto risposta dal sindaco e avendo la Commissione emesso parere sfavorevole per motivi di privacy e sicurezza degli agricoltori, Pierre Azelvandre ha interpellato il Consiglio di Stato, che ha a sua volta richiesto il parere della Corte di giustizia europea.

14/02/2009

Perché la Potificia Accademia delle Scienze ospita un dibattito a senso unico sulle colture biotech?

di Seàn McDonagh

Il sito web della Santa sede, nella sezione dedicata alla Pontificia Accademia delle Scienze, riporta informazioni su una Settimana di studio intitolata “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, che si terrà a Roma dal 15 al 19 maggio 2009 (1). L’evento potrebbe apparire lodevole, se non fosse che quel che segue è una campagna totalmente unilaterale volta a promuovere le colture geneticamente modificate. Il travisamento dei fatti inizia a pagina 2, dove si vede una foto di Papa Benedetto XVI con le braccia aperte, pronto ad abbracciare il mondo e, presumibilmente, la nuova tecnologia. Una volta letto il testo, risulta evidente che il Pontefice è preoccupato per le ripercussioni della crisi finanziaria sul prezzo del cibo per i poveri, ma non sta esprimendo il proprio sostegno agli Ogm.

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13/02/09
Nuovo mais gm contiene proteine ricavate da misteriose creature marine
Gli esperti ammoniscono: se autorizzato, il cereale transgenico contaminerà la catena alimentare
Fonte: Union of Concerned Scientists
 Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha annunciato, a novembre del 2008, l’intenzione di deregolamentare una varietà di mais geneticamente modificata dalla Syngenta per la produzione di etanolo, sollecitando l’invio di commenti pubblici sia sulla propria decisione preliminare, sia sulla bozza di valutazione ambientale che ne illustra le motivazioni. Se il “mais-etanolo” dovesse essere deregolamentato, il vegetale non sarebbe più soggetto al controllo dell’USDA e potrebbe essere coltivato negli Stati Uniti senza alcuna restrizione e su qualsiasi scala.
La Syngenta ha sviluppato questa varietà di mais per  ridurre i costi di produzione dell’etanolo e renderlo maggiormente competitivo. La società spera, infatti, che la proteina introdotta nella pianta mediante modifica genetica possa rompere la catena dell’amido del mais nella fase delle alte temperature, e che il nuovo metodo sostituisca quello più costoso attualmente in uso, basato su proteine ricavate da microbi. La proteina creata dalla Syngenta, tuttavia, deriva dall’assemblaggio di proteine provenienti da tre organismi insoliti e alquanto sconosciuti che proliferano in acque marine estremamente calde.
Nei commenti fatti pervenire all’USDA, il Sindacato degli Scienziati Responsabili, ha sottolineato che se l’Agenzia dovesse autorizzare la coltivazione del cereale nelle proporzioni richieste dalla Syngenta, la contaminazione del mais destinato ad uso alimentare e mangimistico sarebbe inevitabile. I cittadini si ritroverebbero così a consumare proteine non nate per il consumo alimentare ed esposti a grave rischio di allergie. Il Sindacato ha chiesto all’USDA di salvaguardare l’integrità della catena alimentare proibendo la produzione in campo aperto del nuovo cereale gm e di tutte le altre colture geneticamente modificate a scopo industriale o farmaceutico.

04/02/09

La società civile fa appello alle autorità per bloccare l’ingresso in UE di due nuovi inquinanti Ogm e mantenere i divieti degli stati membri sul MON810

Fonte: Greenpeace, Save our Seeds, Via Campesina Europa, IFOAM, EuroCoop

La Commissione europea ha recentemente proposto di autorizzare all’interno dell’Unione europea la coltivazione dei mais Bt11 e 1507 e di indurre Francia, Grecia Ungheria ad abrogare i propri divieti nazionali sul mais MON810.

Nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri dell’Ambiente UE (4 dicembre 2008), tuttavia, i governanti hanno concordato sulla necessità di una fondamentale revisione dei criteri di valutazione dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e stabilito che gli Ogm che producono pesticidi, come i due mais Bt11 e 1507, devono essere considerati pesticidi a tutti gli effetti e come tali valutati in termini di impatto ambientale e sanitario.

A settembre 2008, inoltre, la Direzione generale per la salute e l’ambiente della Commissione UE ha incaricato l’EFSA di valutare in che modo gli Ogm resistenti agli erbicidi hanno modificato il consumo di erbicidi.

In un appello rivolto ai ministri UE, le organizzazioni della società civile hanno chiesto alle autorità di rispettare le raccomandazioni emesse dai diversi organismi europei e di respingere la proposta di autorizzazione presentata della Commissione. I mais Bt11 e 1507, infatti, pur essendo pesticidi e contenendo anche un gene che li rende resistenti all’erbicida glufosinate, non sono mai stati valutati alla luce dei nuovi e più stringenti criteri. Il glufosinate, inoltre, in base al Regolamento sui pesticidi adottato il 13 gennaio 2008 sarà proibito in Europa.

Occorre ricordare che le varietà vegetali resistenti al glufosinate inducono un consumo non solo certo ma anche più abbondante di tale erbicida, come già si è visto con gli erbicidi al glifosate della Syngenta, il cui consumo è aumentato del 43% nell’ultimo anno. 

Anche l’abrogazione dei divieti nazionali di Francia, Grecia e Ungheria sul mais MON810 è stata fortemente contestata. Risultato dannoso per organismi non target, il suolo e gli ecosistemi acquatici, il MON810 è attualmente al centro di un nuovo processo di valutazione in Europa. “Per questo”, sostengono le ONG “anche solo pensare di abrogare i divieti emessi su base nazionale, prima che sia portata a termine una nuova valutazione del prodotto, appare contrario a ogni logica e buon senso”.

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 
 
 
 
 

 

 
 

 

 

 

 
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