Logo Equivita
 
sperimentazione animale chi siamo attività campagne pubblicazioni
  home > manipolazione genetica > archivio newsletter > aprile 2006
 
MANIPOLAZIONE GENETICA
Per approfondire | Lettere ai giornali | Brevetti | Xenotrapianti | Wto | Archivio Newsletter | Atti normativi
 

 

Newsletter febbraio 2008

 

26/2/08

Super patata e mais, cresce il fronte anti-Ogm

Fonte: Coldiretti

Nel corso della seduta di lunedì scorso, il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura non è stato in grado di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per adottare, o respingere, le quattro proposte di decisione riguardanti l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o ottenuti da quattro varietà di granoturco geneticamente modificato, MON863xNK603, MON863xMON810, MON863xMON810xNK603, GA21 e la proposta di decisione per l’immissione  in commercio di mangimi ottenuti della varietà di patata EH92-527-1, nota come “Amflora”.

Secondo quanto stabilito dalla procedura comunitaria i dossier ritorneranno adesso nelle mani della Commissione che dovrà decidere, autonomamente e in via definitiva, sull’autorizzazione alla commercializzazione dei cinque Ogm. Per la patata “Amflora” si tratta della seconda decisione rimessa all’Esecutivo comunitario, già impegnato in un dibattito interno per autorizzarne l’utilizzo ai fini della coltivazione. L’esito del Consiglio ricalca quanto avvenuto, in precedenza, nell’ambito del Comitato Permanente per la Catena Alimentare e la Salute degli Animali, anch’esso incapace di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per l’adozione, o il rigetto, delle proposte  della Commissione relative alla loro autorizzazione alla commercializzazione. Al riguardo, è importante sottolineare come il parere positivo dell’Agenzia europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) non sia stato, ancora una volta, ritenuto sufficiente per convincere le delegazioni della sicurezza di questi Ogm.

20/2/08

Organizzazioni della società civile sollecitano la messa al bando degli alberi gm

Fonte: Movimento Mondiale per le foreste pluviali - http://www.wrm.org.uy/

Il 19 febbraio un elevato numero di organizzazioni della società civile ha inviato una lettera aperta ai membri del SBSTTA (Organo sussidiario per la consultazione scientifica, tecnica e tecnologica della Convenzione sulla Biodiversità) riunito a Roma questa settimana esprimendo la propria profonda preoccupazione per la manipolazione genetica degli alberi.

Nel giro di una settimana soltanto, la lettera è stata firmata da 138 organizzazioni con sede nei paesi in cui sono in corso (o sono state eseguite di recente) ricerche per la manipolazione genetica degli alberi.

I paesi sono: Germania, Nuova Zelanda, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Spagna, Stati Uniti, Finlandia, Francia, Olanda, Italia, Giappone, Polonia, Portogallo, Gran Bretagna e Svezia.

Gli aderenti hanno aperto la lettera dichiarando che la loro “preoccupazione nasce, in primo luogo, dal fatto che la manipolazione genetica mira al consolidamento e all’espansione di un modello di monocoltura degli alberi che ha già provocato gravi e riconosciuti danni sociali e ambientali in molti dei paesi da cui provengono i firmatari”.

Quindi, hanno presentato diversi esempi di come le ricerche in corso possono nuocere all’ambiente, considerato che la manipolazione genetica degli alberi si propone di ottenere:

  • una crescita più rapida “che aggraverebbe ulteriormente l’impatto negativo già constatato sulle risorse idriche” in quanto comporterebbe un consumo maggiore di acqua da parte delle piantagioni;
  • resistenza alle basse temperature con l’intento di piantare alberi nelle regioni più fredde e nelle zone più alte di montagna. Ciò provocherebbe danni sociali e ambientali in aree non ancora interessate dalle attuali monocolture”.
  • alberi con proprietà insetticide “che possono causare la morte di un numero elevato di specie non bersaglio, con conseguenti danni alla catena alimentare della fauna locale”;
  • resistenza agli erbicidi “che condurrebbe a danni sociali e ambientali ancora più gravi causando, tra le altre cose, la distruzione della flora locale e danneggiando la salute dell’uomo;
  • aumento del contenuto di cellulosa che “comporterebbe una riduzione della quantità di lignina, componente che fornisce agli alberi la loro forza strutturale, rendendoli così più suscettibili di essere gravemente danneggiati durante le tempeste”.

I firmatari della lettera aperta ricordano ai delegati nazionali che “l’ultimo COP-8 (Conferenza delle parti alla Convenzione sulla Biodiversità – Curitiba 13-31 marzo 2007) ha adottato la decisione VIII/19 che “raccomanda alle Parti di adottare un approccio precauzionale nell’affrontare il tema degli alberi gm”. In virtù di questa risoluzione i firmatari esortano i delegati a raccomandare alla Convenzione la definitiva messa al bando gli alberi gm, compresi gli esperimenti sul campo, perché altamente pericolosi per la biodiversità del pianeta.

18/2/08

Più gravi le conseguenze della contaminazione con le farmacolture, Ogm di seconda generazione

Fonte:The Guardian - James Randerson

La Union of Concerned Scientists ha chiesto al Dipartimento per l’Agricoltura statunitense (USDA) di proibire la coltivazione all’aperto delle farmacolture per impedire che le sostanze a uso farmaceutico e industriale da esse prodotte contaminino le specie convenzionali e danneggino la salute dell’uomo.

E’ assodato, infatti, spiega il Prof. Paul Gepts dell’Università della California, che il flusso di geni si verifica regolarmente tra piante e che i geni immessi nell’ambiente si trasmettono ad altre varietà della stessa specie o ai loro parenti selvatici rendendo impossibile limitare la contaminazione.

Nel caso delle farmacolture, tuttavia, la contaminazione può rivelarsi particolarmente pericolosa poiché sono allo studio varietà modificate capaci di produrre farmaci, vaccini, ormoni e sostanze chimiche per l’industria che possono danneggiare la salute umana e risultare tossiche per gli animali selvatici.

Secondo Karen Perry Stillerman della Union of Concerned Scientists, la grande varietà delle sostanze potenzialmente producibili con questa forma di manipolazione genetica non consente in questa fase di tracciare un quadro esauriente delle conseguenze della contaminazione ma è certo che essa causerà gravi danni alla salute e all’ambiente e notevoli perdite sul fronte economico.

16/2/08

Brasile approva due mais gm

Le ONG: il maggior disastro dell'amministrazione Lula

Fonte: Inter Press Service News Agency - Fabiana Frayssinet

Il Consiglio Nazionale di Biosicurezza brasiliano ha autorizzato con 7 voti favorevoli e 4 contrari la coltivazione e la vendita di due mais transgenici: il MON810 della Monsanto e il Liberty Link della Bayer.

E’ stato così confermato il giudizio emesso a gennaio dalla Commissione Tecnica Nazionale di Biosicurezza (CTNBio) nonostante le due agenzie governative ANVISA (Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria) e IBAMA (Istituto brasiliano dell’ambiente e le risorse naturali rinnovabili) ne avessero richiesto l’annullamento contestando la mancanza di dati sulla sicurezza del MON810 per l’uomo e l’assenza di studi di carattere ambientale.

Il mais geneticamente modificato è la terza coltura transgenica autorizzata in Brasile dopo la soia e il cotone.

Secondo Maria José Da costa del Movimento dei piccoli agricoltori, nel caso del mais, i danni della contaminazione supereranno di gran lunga i disastri già provocati dalle altre colture transegniche.

Le piante di soia, infatti, sono quasi totalmente autoimpollinanti, mentre il mais è generalmente a impollinazione incrociata e il polline, trasportato dagli insetti e dal vento, può viaggiare per diversi km e contaminare altri tipi di mais posti a grande distanza.

Preoccupanti, inoltre, le conseguenze per gli agricoltori. In assenza di una giurisdizione chiara essi non potranno valersi di mezzi legali contro la contaminazione e saranno costretti ad acquistare sementi al di fuori della comunità diventando dipendenti da specie transgeniche protette da brevetto.

I consumatori, infine, si vedranno privati della libera scelta alimentare ed esposti a rischi per la salute poiché il decreto approvato nel 2003 sull’etichettatura obbligatoria per i prodotti contenenti oltre 1% di ingredienti transegnici è di fatto lettera morta ed entrambi i mais approvati presentano non pochi motivi di inquietudine.

Il Liberty link, ha spiegato Andrea Salazar dell’Istituto per la difesa dei consumatori di San Paolo, contiene un gene per la resistenza agli antibiotici nettamente condannato dal ministero della Salute e dalle organizzazioni scientifiche sanitarie internazionali, mentre il MON810 è stato recentemente messo al bando in Francia per i danni arrecati agli insetti.  

8/2/08

Ogm: un vantaggio pe chi? In aumento l'uso di pesticidi

Fonte: Friends of The Earth

Il nuovo rapporto di Friends of the Earth sugli Ogm (Who Benefits from GM Crops: the Rise in Pesticide Use), rivela che le colture transgeniche sono in perdita su tutti i fronti.

Gli Ogm non servono a contrastare la fame e la povertà nel mondo ne’ ad accrescere la resa agricola ma hanno determinato un massiccio aumento dell’uso di pesticidi e continuano ad essere respinti in Europa.

Le popolazioni rurali, invece, beneficiano positivamente dei sistemi agricoli verdi, primo tra tutti quello biologico, che creano nuovi posti di lavoro, preservano l’ambiente e garantiscono la crescita economica delle comunità.

Il rapporto di Friends of the Earth è stato pubblicato in concomitanza con il rilascio annuale dei dati sulle biotecnologie da parte dell’industria del biotech.

Sintesi delle conclusioni:

L’adozione delle colture gm ha condotto a un massiccio aumento dell’uso di pesticidi:

Studi governativi dimostrano che l’uso dell’erbicida Roundup (glifosato) è aumentato 15 volte negli Stati Uniti e quasi dell’80% in Brasile. Ciò ha causato a livello mondiale un aumento del numero di erbe infestanti resistenti al glifosato, più elevati costi di produzione per gli agricoltori e gravi danni all’ambiente.

Gli Stati Uniti, inoltre, hanno evidenziato un aumento nell’uso di pesticidi tossici, uno dei quali vietato in Europa:

  • Il maggior ricorso al glifosato non serve più a far diminuire l’uso di altri pesticidi. Tra il 2002 e il 2006 l'uso di 2,4 D (componente dell'agente Orange) per la soia è più che raddoppiato;
  • Tra il 2002 e il 2005 l’uso dell’atrazina (vietata in Europea perché dannosa per la salute) per il mais è aumentato del 12% negli Stati Uniti.

Le colture gm non servono a combattere la fame e la povertà

La grande maggioranza delle colture gm finora commercializzate viene utilizzata nei mangimi per animali e serve ad alimentare i mercati della carne e del bestiame dei paesi ricchi industrializzati, non a sfamare i poveri.

Le colture gm, in quanto parte del modello dell’agricoltura intensiva, concorrono a sottrarre terra e fonte di sostentamento ai piccoli agricoltori e non contrastano la povertà.

L’industria dichiara sovente che il cotone Bt ha determinato un aumento della resa complessiva del cotone determinando un miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori. Un’analisi più approfondita di tali dichiarazioni dimostra, tuttavia, che l’aumento della resa è stata causata da condizioni metereologiche favorevoli e dal passaggio all’irrigazione e all’uso di sementi migliorate ma non geneticamente modificate. In molti paesi, inoltre, gli agricoltori che hanno pagato un costo aggiuntivo per acquistare il cotone Bt hanno finito con lo spendere in insetticidi chimici quanto quelli che hanno piantato cotone convenzionale.     

La resa delle colture gm non è superiore a quella delle colture convenzionali

Persino il Dipartimento per l’Agricoltura statunitense ha ammesso che nessun Ogm immesso sul mercato è stato modificato per aumentare la resa agricola. I fattori che più influiscono sulla resa delle colture sono le condizioni metereologiche, l’irrigazione e i fertilizzanti, la qualità del suolo e la capacità di gestione degli agricoltori.

Gli Ogm continuano ad essere rifiutati in Europa

Meno del 2% di tutto il mais coltivato in Europa è geneticamente modificato e cinque stati europei hanno vietato il mais della Monsanto per le crescenti prove del suo impatto negativo sull’ambiente. Un’analisi dell’andamento delle biotecnologie in Europa ha confermato che il settore non produce risultati positivi.

E’ stato dimostrato invece che metodi agricoli “verdi” come quello biologico creano più posti di lavoro, sostengono lo sviluppo delle economie rurali e sono più sicure per l’ambiente.

3/2/08

Ogm, Bruxelles chiede test sul riso cinese

Fonte: La Nuova Ecologia

La Commissione europea ha richiesto la certificazione obbligatoria sull'importazione di prodotti a base di riso che potrebbero contenere l'Ogm Bt63, non autorizzato in Europa ma individuato sul mercato comunitario nel 2006 e nel 2007.

Bruxelles ha quindi deciso che dal prossimo 15 aprile solo i prodotti indicati in allegato alla decisione potranno entrare nell'Ue e solo opo che saranno risultati negativi al test di un laboratorio ufficiale o accreditato, che sia stato effettuato in base ad un specifico metodo di controllo. Per essere messo in commercio il prodotto dovrà essere accompagnato da un rapporto analitico in cui si conferma che non vi è traccia di Bt63.

Il commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou ha tenuto a sottolineare "che secondo la regole di sicurezza alimentare in vigore in Europa solo gli Ogm che sono stati sottoposti ad una valutazione, e a procedure scientifiche complete di autorizzazione, possono essere immessi sul mercato europeo. La decisione di oggi ha l'obiettivo di impedire che riso Bt63 non certificato giunga ai consumatori.

10/2/08

Helicoverpa Zea. La natura sfida le multinazionali

Fonte: Greenplanet

La pubblicazione scientifica "Nature Biotechnology " ha riportato la scoperta di un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Arizona che hanno documentato l'esistenza di un insetto, l'Helicoverpa Zea appunto, capace di attaccare una coltivazione transgenica.

Il fatto che la pianta in questione, il cotone ogm Bt, integri il gene per la produzione della tossina del Bacillus thuringiensis, avrebbe dovuto renderla immune agli attacchi dei parassiti. Ma questa si è rivelata un'aspettativa vana che condanna il prodotto ad un fallimento e lascia anche intravedere quei rischi, da sempre denunciati, sul perché l'applicazione delle biotecnologie nel settore agricolo sia pericoloso. La possibilità che i parassiti sviluppino resistenza agli effetti del Bt, deriva dal fatto che un costante contatto con le tossine delle piante ogm favorisce la sopravvivenza di insetti nocivi che dimostrano immunità genetica al Bt. Col passare del tempo, però questo può concorrere alla proliferazione di insetti resistenti fino al punto in cui il Bt non avrà alcun effetto. 

Il Bacillus thuringiensis, è utilizzato fin dagli anni ‘50, nell'agricoltura biologica per eliminare insetti nocivi, senza danneggiare insetti non-target o altre forme di vita. La variante sintetica di questa tossina, rispetto a quella naturale, è molto meno selettiva ed è quindi tossica non solo per gli insetti target, ma anche per molte altre specie.

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 
 
 
 
 

 

 
 

 

 

 

 
Raccolta fondi
Sostieni la nostra attività con una piccola donazione! Qualsiasi aiuto, anche il più piccolo, può fare la differenza
Invia il tuo contributo
Newsletter
Clicca qui per iscriverti
e ricevere direttamente nella tua mail le notizie sulla Sperimentazione Animale e sulle Manipolazioni genetiche, provenienti da tutto il mondo.
  Sito ottimizzato per Internet Explorer 5 o superiori - Risoluzione 800 x 600 Designed by Studio Graffiti