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MANIPOLAZIONE GENETICA
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Newsletter luglio 2008

 

25/07/08
L’Austria mette al bando il mais MON 863
Fonte: Greenpeace International
L’Austria ha proibito l’importazione del MON 863, una varietà di mais geneticamente modificata per produrre una tossina in grado di combattere la piralide del mais.
Il MON 863 è stato approvato per l’importazione in Europa nel 2006 e autorizzato per il consumo alimentare umano in numerosi paesi del mondo nonostante studi scientifici ne abbiano ripetutamente evidenziato la tossicità.
“Ora il veto emesso dall’Austria invia un chiaro messaggio ai Commissari UE e ai governi di tutto mondo”, dichiara Geert Ritsema di Greenpeace International. “Il MON 863 costituisce un rischio per la salute umana e deve essere ritirato da tutti i mercati mondiali il prima possibile. I governi devono mettere la salute dei cittadini al centro delle loro decisioni”.
L’Austria ha già proibito la coltivazione del mais MON810 per ragioni di sicurezza e altrettanto hanno fatto Francia, Ungheria, Italia, Grecia e Polonia. Il MON 810 è risultato dannoso per la fauna, il suolo e la salute umana. La tossina in esso contenuta, infatti, introdotta anche in questo caso per combattere la piralide del mais, penetra nel suolo danneggiando specie cruciali per la sua salute come vermi, farfalle, formiche e ragni.
Il MON 810, unica coltura gm di cui sia attualmente autorizzata la coltivazione in Europa, dovrà nuovamente ricevere l’approvazione delle autorità come previsto dalla legge europea.


25/07/08
Da martedì test su riso cinese Ogm
Fonte: La Nuova Ecologia

Da martedì scattano in tutta Europa i test obbligatori per accertarsi che il riso e i prodotti a base di riso originari o importati dalla Cina, non contengono l'Ogm "Bt63" non autorizzato dall'Ue e contro il quale l'Europa ha deciso di alzare una vera e propria barriera sanitaria. In base alla decisione approvata ora formalmente dalla Commissione europea, solo le partite certificate 'libere da Ogm Bt63', potranno essere vendute sul mercato europeo ma limitatamente ad una lista di prodotti di grande diffusione tra i consumatori.
Nella lista ci sono infatti vari tipi di riso, ma anche farine, preparazioni alimentari per bambini e adulti, Muesli e paste alimentari come i vermicelli, fino ai fogli sottilissimi in pasta di riso per gli involtini. I consumatori troveranno nei supermercati solo i prodotti che saranno risultati negativi al test di un laboratorio ufficiale o accreditato dell'UE, che sia stato effettuato in base ad un specifico metodo di controllo.
Per essere messo in commercio il prodotto dovrà essere accompagnato da un rapporto analitico in cui si conferma che non vi è traccia di 'Bt63'. Alla decisione si è giunti dopo la scoperta della presenza sul mercato comunitario, tra il 2006 e il 2007, di prodotti a base di riso d'origine cinese che contenevano l'Ogm Bt63 non autorizzato dall'Europa.
Dopo l'annuncio da parte delle autorità di Pechino che misure di prevenzione erano state prese, è scattato però nel 2007 nuovamente l'allarme su un carico di concentrato di proteine di riso destinato alla produzione di mangimi giunti in Grecia attraverso l'Olanda. L'UE è quindi corsa ai ripari con l'introduzione dei test obbligatori. La decisione sarà riesaminata dagli esperti europei al più tardi il 15 ottobre 2008.


24/07/08
La BASF porta la Commissione UE in tribunale per la patata Amflora
Fonte:
Bloomberg – USA, Sheenagh Matthews

La BASF ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo accusando la Commissione UE di non aver dato seguito alla sua richiesta di approvazione per la patata geneticamente modificata Amflora. La casa farmaceutica ha dichiarato che la mancata approvazione di Amflora, patata modificata per incrementare la produzione di amido utilizzabile nell’industria tessile e cartaria, le impedisce di riscuotere diritti di brevetto per un valore di 30 milioni di euro all’anno.
La richiesta di autorizzazione per la coltivazione della patata gm è stata girata alla Commissione EU a luglio del 2007, dopo che i governi UE non erano riusciti a raggiungere un accordo.
Se approvata, Amflora sarebbe la prima coltura gm autorizzata per la coltivazione in Europa dopo 10 anni.


23/07/08
Vuoi produrre meno? Passa agli Ogm!

Fonte: La Jornada – Silvia Ribeiro

La Monsanto ha recentemente dichiarato alla stampa che la prossima pubblicazione del “regime di protezione del mais” le consentirà di impiantare in Messico i primi campi sperimentali di mais trangenico.
Il regime di protezione speciale del mais, dunque, non proteggerà la coltura e le popolazioni che da essa dipendono ma si trasformerà in un altro regalo del governo alle multinazionali che hanno privatizzato le sementi, chiave di tutta la rete alimentare e patrimonio contadino lasciato in eredità all’umanità intera.
 
Il colmo è che le colture transgeniche producono meno.

Uno studio dell’Università del Kansas ha analizzato per tre anni i livelli di produzione delle regioni cerealicole degli Stati Uniti e ha scoperto che le colture gm hanno prodotto meno di quelle convenzionali.
La resa della soia gm, infatti, è diminuita del 10%, mentre quella del mais è diminuita in alcuni anni ed è rimasta invariata o è aumentata impercettibilmente in altri registrando nel complesso un andamento negativo rispetto alle varietà convenzionali. Altrettanto è accaduto per il cotone e il colza transgenici (e in ogni caso, il maggior costo delle sementi gm riduce ulteriormente il margine di guadagno degli agricoltori).
 
Pubblicato ad aprile del 2008, lo studio corrobora vari altri precedenti tra cui quello dell’Università del Nebraska (2007) e persino uno dell’USDA (2006) smentendo il mito della maggiore produttività dei transgenici.
Esso, inoltre, individua nella manipolazione genetica stessa la causa della minore produttività dei vegetali sostenendo che la pianta modificata geneticamente per esprimere caratteri estranei necessita di un maggior apporto energetico e stenta a svilupparsi completamente.
La Monsanto, replicando ai dati contenuti nello studio, ha dichiarato che la soia gm non è stata modificata per incrementare la produzione (The Independent 20/04/07).
 
La Monsanto è, con Dupont-Pioneer e Syngenta, la maggiore impresa transnazionale per gli Ogm e per ogni tipo di sementi commerciali. Essa controlla da sola quasi il 90% delle sementi gm e, insieme alle altre due, il 39% del mercato mondiale di tutte le sementi e il 44% di quello delle sementi protette da brevetto.
Perché, dunque, pur essendo proprietarie anche di sementi ibride non gm, le tre multinazionali si ostinano a voler vendere sementi transgeniche meno produttive e che richiedono maggiore quantità di sostanze agrochimiche?
In parte, perché sono anche grandi produttrici di sostanze agrochimiche, ma soprattutto perché tutti gli Ogm sono brevettati e la contaminazione da essi generata si trasforma in un grande affare.
 
Infatti, qualsiasi contadino utilizzi per una nuova semina il raccolto prodotto con sementi transgeniche, ritiene di averne piena facoltà in quanto esercita il secolare “diritto dell’agricoltore”. In realtà, in base alle leggi sui brevetti, egli commette una violazione per cui può essere perseguito. Più grave è che lo stesso accada anche ai contadini che vedono contaminate le proprie sementi da quelle transgeniche (vedi il notissimo caso del canadese Percy Schmeiser).
 
La Monsanto ha già guadagnato più di 21.500 milioni di dollari per cause contro gli agricoltori negli Stati Uniti (dati del Centre for Food Safety) ed ha appena avviato una causa più ancora aggressiva contro tutta la cooperativa agricola Pilot Grove Cooperative Elevator Inc. del Missouri accusandola di non aver versato royalty insufficienti.
 
Questo è ciò che aspetta gli agricoltori del Nord del Messico che vogliono gli Ogm e anche quelli che pur opponendovisi ne saranno contaminati.
Una volta nei campi, la contaminazione degli Ogm è inevitabile: è solo questione di tempo. Le misure stabilite dal regime di protezione e ostentate dai ministeri di Ambiente e Agricoltura non sono solo limitate e frutto di ignoranza ma sono prive di senso perché non potranno essere in alcun modo applicate nei campi dei contadini se sarà autorizzata la coltivazione commerciale degli Ogm.


23/07/08
In USA cresce la rivolta contro l’etanolo

Fonte: New York Times – USA – David Streitfeld

Il governatore del Texas Rick Perry ha chiesto all’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Environmental Protection Agency - EPA) una deroga d’emergenza dai regolamenti che impongono all’industria petrolifera di miscelare quantità sempre crescenti di etanolo nella benzina.
La richiesta del governatore, che porterebbe la quota di etanolo a 4.5 miliardi di galloni dai 9 previsti per quest’anno e dai 10.5 richiesti per il 2009, è sostenuta da un’ampia coalizione di gruppi ambientalisti, dell’industria alimentare e zootecnica.
Un portavoce dell’EPA ha dichiarato che la proposta può essere accolta, respinta o condurre a una decisione di compromesso. Il verdetto è atteso per giovedì 24 luglio, ma l’Agenzia ha fatto sapere di aver bisogno di più tempo per poter esaminare i 15.000 commenti ricevuti.
L’autorità dell’Agenzia per l’Ambiente sulla questione deriva da una legge sull’energia del 2005 che ha fissato alcune delle più importanti quote di etanolo. La legge stabilisce che gli stati possono chiedere una riduzione delle quote del biocarburante in caso di grave danno all’economia o all’ambiente. Le decisioni devono essere adottate dopo aver ascoltato il parere dei Segretariati dell’Energia e dell’Agricoltura.
Dalle istituzioni e dai gruppi di interesse arrivano segnali contrastanti.
Kay Bailey Hutchinson, senatore repubblicano del Texas, ha presentato un progetto di legge che prevede il congelamento delle disposizioni sui biocarburanti ai livelli attuali dichiarando che “essi stanno evidentemente generando conseguenze inaspettate sul prezzo degli alimenti”. La misura è sostenuta da altri 11 senatori repubblicani tra cui John McCain.
Da parte degli altri governatori, tuttavia, l’appoggio stenta a venire e Rick Perry ha finora potuto citare solo quello del governatore del Connecticut.
Nel Midwest, regione da cui proviene buona parte del grano da cui si ricava l’etanolo, la proposta di Perry ha incontrato l’opposizione di 12 governatori e il senatore Charles Grassley dell’Iowa ha accusato la Grocery Manufacturers Association, il gruppo che guida le relazioni pubbliche per la lotta all’etanolo, di “condotta sleale”.
Lo stesso Perry è stato accusato di aver chiesto un’inversione di rotta sui biocarburanti dopo che il direttore dell’industria di pollame Pilgrime’s Pride ha donato 100.000 dollari alla Republican Governors Association da lui presieduta ma ha così liquidato le accuse: “sono sempre stato del parere che quando un avversario tira in ballo un finanziamento politico invece di entrare nel merito della questione ha buone probabilità di perdere”.


16/07/08
Rilasciato esteso brevetto sui suini, Greenpeace pronta a presentare ricorso
Fonte: Genetic Engineering Policy Project, USA

L’Ufficio brevetti di Monaco rilascerà oggi un brevetto molto esteso (EP 1651777) su un metodo di riproduzione dei suini, nonostante le critiche internazionali e la mancanza di chiarezza sulla sua legalità. Secondo le analisi di Greenpeace, le condizioni genetiche descritte nel brevetto sono presenti in tutte le razze di suini.

La richiesta, inoltre, è stata formulata in modo da riguardare non soltanto il metodo di riproduzione ma, in caso di controversia, i suini stessi e tutta la loro progenie.
Greenpeace presenterà ricorso nella convinzione che il brevetto violi il divieto di brevettare “procedimenti essenzialmente biologici” finalizzati alla riproduzione (Convenzione del brevetto europeo). L’Ufficio brevetti UE sta decidendo la misura in cui è possibile in linea di principio concedere brevetti sulla riproduzione di normali piante e animali. Il verdetto è atteso per il 2009.
"Le corporazioni possono usare brevetti come questi per monopolizzare la riproduzione degli animali in Europa", dichiara l’esperto di brevetti Christoph Then per conto di Greenpeace. “E’ incredibile che l’Ufficio di Monaco rilasci un brevetto basato su una forma di riproduzione convenzionale e priva di qualsiasi carattere di invenzione. Questa acquisizione della produzione alimentare attraverso i brevetti non può essere tollerata".
 
La corporazione statunitense Monsanto ha originariamente presentato la propria richiesta nel 2005. Rendendo evidente una stretta collaborazione con la Monsanto, la Lengsham Choice Genetics ha acquistato il brevetto mentre la richiesta era ancora sotto esame.
Secondo Greenpeace, il brevetto viola la legge poiché non contiene invenzione e non descrive in modo appropriato in che modo il metodo di riproduzione può essere utilizzato.
Greenpeace si oppone ai brevetti sulle sementi e sugli animali in quanto membro di una coalizione internazionale (No patents on seeds – No ai brevetti sulle sementi) costituita da oltre 50 organizzazioni di agricoltori.

11/07/08

India: necessaria una moratoria di cinque anni sul cotone Bt

Fonte: Business Standard, India – Pushpa Mitter Bhargava

Da aprile scorso Pushpa Mitter Bhargava partecipa su incarico della Corte Suprema alle riunioni della GEAC, più importante organo indiano per la regolamentazione delle biotecnologie. Noto per il ruolo svolto nella creazione del maggiore istituto di ricerca nazionale per le biotecnologie (il Centro per la Biologia Cellulare e Molecolare dell’Hyderbad), lo scienziato si dichiara sorpreso della negligenza della GEAC ed “esclusivamente sulla base della documentazione da essa fornita” nota con stupore che nessuno ha rilevato le gravi omissioni commesse nella valutazione della sicurezza dei transgenici.
In una dettagliata intervista a Latha Jisnu, egli spiega perché è necessario imporre una moratoria quinquennale sul cotone Bt e sulle sperimentazioni su campo delle altre colture fino a quando il sistema non sarà emendato.
 
Negli ultimi anni, spiega Bhargava, la ricerca sugli effetti degli Ogm ha fatto molti progressi e ha portato all’individuazione di evidenze scientifiche che impongono il ritiro immediato del cotone Bt dal mercato. Studi sul flusso genico, ad esempio, hanno dimostrato che occorre essere cauti sui rischi causati dalle colture gm alle piante convenzionali. Per questo motivo, la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiveristà ha dichiarato il 16 maggio scorso che gli Ogm sono nocivi per le altre colture.
In India, non è stata ancora fatta luce sulle reazioni allergiche provocate dal cotone Bt e sulla morte delle greggi in Andra Pradesh. La verifica da me effettuata sulla base di documentazione ufficiale, inoltre, ha consentito di accertare che, al contrario di quanto dichiarato dalla GEAC, l’impatto del cotone Bt sull’ambiente e sugli animali non è stato valutato come doveva (mancano, in particolare, studi sugli effetti del consumo prolungato di cotone Bt negli animali).
 
Latha Jisnu: come si spiega tanta inadempienza?
Bhargava: ad ogni fase del processo di autorizzazione si rileva una prevenzione in favore degli Ogm se non un vero e proprio inganno.
Latha Jisnu: considerato che il cotone Bt costituisce il 60% della produzione (sementi sia legali che illegali) è possibile proibirne la coltivazione?
Bhargava: Certamente, in fin dei conti i farmaci sono ritirati dal mercato con l’emergere di nuove informazioni. La Svizzera ha appena annunciato che imporrà una moratoria sugli Ogm fino al 2012 ed ha incontrato larghissimo favore presso l’opinione pubblica.
Latha Jisnu: qual è la sua principale preoccupazione sul fronte della salute umana?
Bhargava: non è stata effettuata un’esauriente valutazione dei rischi. Alcuni dei più importanti test non eseguiti sono i test di tossicità cronica, il fingerprinting del DNA, le analisi di proteomica e gli studi sui disturbi riproduttivi. Inoltre, la cosa più preoccupante, è che tutti i dati consegnati alla GEAC sono stati forniti dalle stesse società di produzione e non vi è alcuna prova del fatto che le società abbiano effettivamente eseguito i test. Per quanto mi riguarda non esistono dati validi.
Latha Jisnu: quale potrebbe essere una politica sana sugli Ogm?
Bhargava: dobbiamo prima capire le alternative. Il Consiglio Indiano della Ricerca Agricola (Indian Council of Agricultural Research – ICAR) ha fatto molti studi su circa 85 colture per dimostrare l’efficacia della gestione integrata dei parassiti e del protocollo dei biopesticidi. Questo è un modo molto migliore e molto più economico di incrementare la produzione agricola, eppure è stato ignorato. Occorre ricordare che solo 11 paesi del mondo hanno adottato gli Ogm e tra questi solo 4, Stati Uniti, Canada, Argentina e Brasile, producono la stragrande maggioranza degli Ogm.
Latha Jisnu: le obiezioni ai transgenici mosse dalle lobby anti Ogm sono esagerate?
Bhargava: basta leggere il recente studio pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences degli Stati Uniti, una delle riviste scientifiche più citate del mondo. Lo studio afferma che il DNA degli Ogm assunto per via alimentare entra nel sangue ed è in grado di trasformare le cellule somatiche. Queste trasformazioni possono avere effetti altamente nocivi sull’organismo ospite.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 
 
 
 
 

 

 
 

 

 

 

 
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