Lettera a L'Espresso pubblicata il 22/03/07
I VELENI IN CORPO
Rallegramenti per averci documentato con l’articolo “I veleni in corpo” di Daniele Fanelli i rischi derivanti dalle sostanze chimiche (in merito ai quali già nel 2004 Luc Montagnier, nella “Dichiarazione sui Pericoli dell’Inquinamento Chimico” presentata all’Unesco, scriveva “la specie umana è in pericolo”). E per avere descritto quale assai deludente il voto finale sul regolamento europeo REACH (che da tali rischi avrebbe dovuto tutelarci), avvenuto il 13/12/06 sotto la pressione dei colossi della chimica. Ancora una volta gli interessi commerciali di alcuni hanno prevalso sui diritti della collettività, e perfino sulla salute dei bambini (i cui tumori sono in costante crescita).
Ma nel regolamento tanto atteso un errore mina il progetto nelle sue stesse fondamenta: viene ancora considerata valida, per valutare la tossicità delle sostanze, la prova su animali! Ciò malgrado la condanna, oggi quasi generale, a tale metodo di sperimentazione, malgrado che, dalle pagine della prestigiosa rivista “Nature” (19/11/05) il direttore responsabile per la ricerca della stessa Commissione Europea, Thomas Hartung, abbia definito i test su animali “cattiva scienza” e abbia dichiarato che REACH sarebbe stata l’occasione per promuovere metodi scientifici e affidabili, che avrebbero ridato “rispettabilità alla tossicologia”.
Mentre si perde denaro e tempo con gli esperimenti su animali, si trascurano i metodi moderni (come la tossicogenomica) non solo attendibili per l’uomo, ma cento volte più economici e veloci, sacrificando ogni giorno nuove vite umane.
Fabrizia de Ferrariis Pratesi
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