Logo Equivita
 
sperimentazione animale chi siamo attività campagne pubblicazioni
  home > sperimentazione animale > archivio news > newsletter 2/07
 
PERIMENTAZIONE ANIMALE
Per approfondire | Lettere ai giornali | Metodi alternativi| Didattica| Archivio newsletter | Atti normativi
 

 

 

Settembre 2008

Inutili i modelli animali per la ricerca sulle malattie neurologiche

Fonte: EMP (Europeans for Medical Progress)

Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature (454 – agosto 2008)  ha criticato l’uso dei topi come modelli per la sperimentazione di farmaci umani definendoli “sostanzialmente inutili”. Soltanto nell’ultimo anno tre importanti potenziali farmaci contro l’Alzheimer sperimentati sui topi hanno dato esito negativo. Benché, infatti, gli scienziati siano in grado di creare nel cervello dei topi placche (deformazioni caratteristiche della malattia) simili a quelle contenute nel cervello dei pazienti umani, i topi non soffrono di demenza e i farmaci sviluppati per combattere le loro placche hanno più volte dato risultati negativi nei test effettuati sull’uomo.

Ciò sta inducendo gli scienziati a chiedersi se i topi possano veramente mimare quel che si verifica nel cervello umano.

Inoltre, più di una decina di farmaci risultati benefici nel trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia degenerativa dei nervi generalmente letale, è risultata inefficace sull’uomo.

In verità,

“nel più recente e spettacolare di questi fallimenti, [un farmaco] che in 4 diversi studi su topi effettuati a partire dal 2002 appariva come moderatamente efficace, è risultato persino peggiorativo dei sintomi in un trial clinico eseguito su oltre 400 pazienti umani”.

L’autore continua dichiarando che non esistono modelli di topi efficaci per il morbo di Parkinson e che persino il modello del morbo di Huntington, originato da una semplice causa genetica, non presenta tutti gli stessi sintomi.

Ciò mostra ancora una volta come persino ricreare un difetto genetico apparentemente semplice in un’altra specie non conduca ad un’attendibile simulazione del comportamento umano perché la biologia di fondo di ciascuna specie è troppo differente e complessa.

L’articolo termina chiedendo se i ricercatori saranno disposti ad accettare che i modelli di topo non sono soltanto difficili e costosi da utilizzare ma anche non predittivi della risposta umana.

Per citare le parole del neurologo clinico Michael Benatar della Emory University School of Medicine degli Stati Uniti:

“Penso che abbiamo un disperato bisogno di trovare modelli efficaci per la sperimentazione preclinica dei farmaci” ma ciò, aggiunge, non giustifica il perdurante uso di un modello sbagliato.

“E’ un po’ come l’ubriaco del proverbio, che continua a cercare le chiavi che ha smarrito sotto il lampione solo perché lì c’è più luce”.

Standard Model: Questions raised about the use of ‘ALS mice’ are prompting a broad reappraisal of the way that drugs are tested in animal models of  neurodegenerative disease. Jim Schnabel, Nature, Vol 454,682-685.

 

 

 

 

 

 

 

Raccolta fondi
Sostieni la nostra attività con una piccola donazione! Qualsiasi aiuto, anche il più piccolo, può fare la differenza
Invia il tuo contributo
Newsletter
Clicca qui per iscriverti
e ricevere direttamente nella tua mail le notizie sulla Sperimentazione Animale e sulle Manipolazioni genetiche, provenienti da tutto il mondo.
Sito ottimizzato per Internet Explorer 5 o superiori - Risoluzione 800 x 600 Designed by Studio Graffiti