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MANIPOLAZIONE GENETICA
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LA SICUREZZA DEGLI OGM: IMPREVISTI E RISCHI

Rapporto del PSRAST, associazione “Medici e Scienziati per l'applicazione responsabile della tecnologia e della scienza”, firmato da 206 scienziati al 16/08/00

 

1. Conclusioni generali

Secondo quanto dimostrato sia dalla teoria scientifica che dai dati sperimentali, non esiste alcun dubbio sul fatto che la modificazione genetica di piante ed animali possa determinare in questi organismi la presenza di sostanze nocive per i consumatori. Tuttavia, gli scienziati non sono ancora in grado di stabilire il grado di probabilità con cui tali sostanze potranno presentarsi nel caso specifico, poiché non abbastanza è noto su questo nuovo campo di applicazione dell'ingegneria genetica. », comunque, certo che alcune delle sostanze in questione potrebbero causare allergie o reazioni ad elementi tossici. Inoltre, dal momento che la conoscenza del DNA delle piante commestibili e degli animali è lacunosa, gli scienziati non escludono che ci si potrebbe imbattere in problemi ancora del tutto imprevisti. In conclusione, gli Ogm sono intrinsecamente pericolosi e, quel che peggio, a tutt'oggi la conoscenza scientifica è insufficiente a determinarne gli effettivi rischi, anche a causa dell'assenza di attendibili metodi di controllo.

2. Perché le modificazioni genetiche causano la comparsa di sostanze inaspettate

I biologi molecolari, attraverso esperimenti eseguiti in laboratorio, hanno dimostrato che l'inserimento di un gene estraneo può determinare inaspettati cambiamenti nel metabolismo degli organismi riceventi, cambiamenti che, nel peggiore dei casi, potrebbero risultare nella produzione di sostanze nocive per i seguenti motivi:

Le tecniche attualmente utilizzate non consentono di guidare l'inserimento del gene, ragion per cui esso si sistema a caso nella sequenza del DNA dell'organismo ricevente. Ciò disturba i normali processi di controllo del DNA sul metabolismo, determinando effetti imprevedibili. Il verificarsi di tale situazione è, per altro, inevitabile, dal momento che, per avere successo, il gene estraneo deve essere inserito in una regione in cui il DNA è attivo (la maggior parte del DNA è inattivo e i geni ivi inseriti vanificherebbero l'operazione).
Il cosiddetto promoter, (il più comunemente usato è il Cauliflower Mosaic Virus “CaMV”) incluso nelle sequenze geniche inserite, può generare disturbi metabolici. L'utilizzo del promoter è assolutamente necessario in quanto permette al gene inserito di essere "letto", cioè copiato nell'RNA e tradotto nella nuova proteina. Inoltre, altre sequenze con funzione di regolazione, definite "potenziatici", vengono spesso incluse per stimolare l'espressione del gene. Tuttavia, i potenziatori stimolano anche l'attività dei geni locali circostanti, con conseguenze pericolose per il normale funzionamento del metabolismo cellulare. Per di più, i potenziatori possono attivare geni normalmente inattivi. Ad esempio una proteina tossica che di solito è prodotta soltanto nelle foglie di una pianta commestibile può diventare attiva anche nei frutti e nei semi utilizzati dall'uomo. L'attività dei geni è, normalmente, il risultato della sofisticata regolazione della loro espressione, per cui nessun gene è attivo oltre il necessario. In definitiva, il complesso di promotori-potenziatori artificialmente impiantato non si adegua ai meccanismi regolatori della cellula e può determinare effetti imprevedibili sul suo funzionamento.
Nella maggior parte dei casi la modificazione genetica comporta l'inserimento di geni di proteine estranee in una specie ospite e non c'è modo di prevedere gli effetti che tale inserimento avrà sul suo metabolismo.
L'effetto di un gene dipende dal contesto in cui avviene la manipolazione. In un ambiente estraneo si possono avere effetti imprevedibili difficili da rintracciare e che, nel peggiore dei casi, possono risultare nella produzione di sostanze dannose.
La maggior parte delle proteine utilizzate nelle modificazioni genetiche non è mai stata presente nei cibi e non c'e modo di sapere in anticipo e senza i dovuti accertamenti, se consumare cibi contenenti tali proteine sia o meno pericoloso.
I geni di regolazione possono inavvertitamente essere inclusi nelle sequenze geniche inserite, con imprevedibili complicazioni (anche se con il tipo di geni attualmente utilizzati il rischio è minimo). Le conoscenze scientifiche sui geni di regolazione sono ancora lacunose, per cui esiste il serio rischio che una sequenza inserita nel DNA possa sviluppare capacità regolatorie impreviste. Questa tipologia di geni controlla l'attività di altri geni e il fenomeno potrebbe determinare disfunzioni in tutti quei processi cellulari che coinvolgono il DNA e l'RNA, risultando nella produzione di una serie di effetti imprevisti, tra cui la produzione di sostanze nocive (per ulteriori dettagli si veda The underlying mechanism involved in the "reading" of regulatory information, di John Fagan).
Se le cosiddette proteine di fusione vengono generate tramite la manipolazione genetica possono causare allergie impreviste, molto più forti di quelle prodotte dalle proteine esistenti nelle sequenze geniche originarie. Le proteine di fusione sono create attraverso l'unione di sequenze di DNA provenienti da due o più fonti diverse. Le regioni in cui le due proteine si saldano possono assumere conformazioni molto diverse da quelle di entrambe le proteine originarie. Inoltre, la probabilità che le proteine di fusione generino allergeni aumenta in funzione del fatto che i punti in cui le due proteine si uniscono assumono spesso configurazioni non comuni alle proteine naturali. (Per maggiori dettagli si veda l'articolo Allergens generated in recombinant food, di John Fagan).

Particolarmente pericolosi possono, inoltre, essere gli effetti imprevisti delle sostanze note. A questa categoria appartengono, ovviamente, gli organismi modificati per produrre pesticidi, sostanze create per essere tossiche. Un esempio particolarmente significativo in proposito è la tossicità di una varietà di patata geneticamente modificata da Arpad Pusztai (Lancet, Ott. 1999; 354 (9187); 1353-4).

Conclusioni

Molti sono i sistemi oggi noti con cui l'inserimento artificiale di un gene può generare complicazioni inaspettate che non si verificano mai durante le ibridazioni tradizionali. Alcune di esse sono state provate sperimentalmente (si veda Exemples of unexpected effects of genetic engineering). Inoltre, a causa della conoscenza lacunosa del DNA si potrebbero verificare effetti che, a tutt'oggi, non sarebbe possibile neanche immaginare (si veda in proposito Incomplete knowledge about DNA).

Ci sono voluti quasi 50 anni per verificare i rischi per l'ambiente e la salute umana provocati dall'introduzione della tecnologia nucleare e dei pesticidi sintetici. Data la maggiore complessità dell'ingegneria genetica e data anche l'assoluta mancanza di esperienza in materia è ragionevole aspettarsi, in futuro, spiacevolissime sorprese. L'organo statunitense FDA e l'Unione Europea hanno negato qualsiasi possibile rischio derivante dagli OGM ed è soddisfacente il fatto che siano state trovate prove che tali affermazioni sono soltanto il risultato dell'insabbiamento della verità.

3. E' attualmente possibile calcolare il rischio della produzione di sostanze nocive a causa delle manipolazioni genetiche?

Quando si parla di rischio ci si riferisce alla possibilità che si verifichino futuri effetti indesiderati. Ovviamente, nessuno è in grado di prevedere il futuro con assoluta certezza. Il grado di attendibilità del calcolo dei rischi dipende dal bagaglio di informazioni disponibile, dalla qualità delle informazioni stesse e, ancora, dalla loro corretta interpretazione. Perciò, alcuni sistemi di calcolo dei rischi sono più attendibili di altri. Ad esempio, dal momento che le compagnie di assicurazione possono contare su anni e anni di esperienza in fatto di incidenti stradali, esse possono predire abbastanza facilmente le caratteristiche degli automobilisti che, con maggiore probabilità, saranno vittime di un incidente (utilizzando dati relativi all'età, al sesso, al tipo di automobile ed alla storia dell'incidente). D'altro canto, poiché soltanto i fenomeni fisici di un numero esiguo di terremoti sono stati monitorati con sofisticate apparecchiature sismiche e, poiché, non ci sono certezze su quali siano i segnali fisici rilevanti, non è ancora possibile predire con che probabilità si verificheranno i terremoti nel pianeta. Più specificamente non è possibile accertare i pericoli che potrebbero derivare dal consumo di Ogm in quanto:
né il controllo genetico del funzionamento cellulare né le sequenze di DNA di piante gm attualmente immesse nel mercato sono pienamente noti agli scienziati. Va da sé che, per poter comprendere dove un sistema può presentare problemi e per valutare la loro gravità è prima necessario conoscere a pieno il sistema. Un cardiologo deve conoscere perfettamente l'anatomia, la fisiologia, la biochimica e la farmacologia per diagnosticare una patologia cardiaca, predirne le conseguenze e prescrivere le cure appropriate. Analogamente, dal momento che il controllo genetico del funzionamento cellulare costituisce un sistema straordinariamente complesso di cui si hanno conoscenze limitate, la consapevolezza di tutti i problemi che possono presentarsi a causa dell'inserimento di geni estranei nei cibi, la capacità di predire i rischi conseguenti al consumo di tali cibi e la possibilità di dichiarare sicuri gli alimenti transgenici è altamente limitata. Inoltre, com'è di certo noto a chiunque utilizzi un computer, la possibilità di un malfunzionamento del sistema è direttamente proporzionale alla complessità del sistema stesso ed ai processi casuali ed incontrollati della sua manipolazione.
Gli esperimenti condotti sugli Ogm sono assai limitati. Per alcuni (ma non per tutti) i cibi gm sono stati condotti brevi studi su cavie animali. Tuttavia, non esistono studi sugli sviluppi tossicologici, neurologici, metabolici, endocrinologi o riproduttivi di tali alimenti. Tali studi sono assolutamente necessari per la valutazione degli effetti cumulativi e riproduttivi ad azione lenta (per maggiori dettagli si veda “The approval of RR GE-Soy based on incomplete evidence" e “Testing the safety of genetically engineered foods” del Prof. Fagan).
L'esperienza diretta del genere umano sugli Ogm è assai limitata. Essi sono sul mercato da soli cinque anni, per cui è impossibile conoscerne gli effetti a lungo termine. Pochi ed approssimativi sono stati gli studi che hanno condotto all'approvazione di questi alimenti. Per di più, non esistendo l'obbligo di etichettatura, gli scienziati non possono confrontare le condizioni di salute di persone che ne hanno fatto uso con quelle delle persone che, al contrario, non li hanno mai consumati. Per converso, il genere umano ha alle spalle migliaia di anni di esperienza con i cibi tradizionali e le condizioni in cui essi possono causare problemi (ad esempio il consumo della solanina delle patate verdi) sono assai note. I problemi di accertamento dei rischi sono stati, altresì, complicati dal modo in cui le agenzie preposte alla regolamentazione degli Ogm hanno affrontato la questione.

Conclusioni

La conoscenza scientifica, a tutt'oggi, non è in grado di determinare la probabilità con cui sostanze nocive possono essere generate negli Ogm. Tuttavia, non esiste neppure alcuna base scientifica per affermare che la produzione di tali sostanze sia improbabile.

4. Problemi relativi all'accertamento della sicurezza degli alimenti

Il controllo della sicurezza degli Ogm è problematico poiché le manipolazioni genetiche possono determinare la presenza di sostanze sconosciute. Per capire meglio questo lato della questione può essere utile il paragone con un altro campo, quello dei tests dei medicinali, in cui, al contrario, l'attendibilità dei metodi è assai elevata.

Sulla base della conoscenza delle proprietà chimiche di un medicinale è possibile predirne, in maniera piuttosto attendibile, i possibili effetti collaterali. Nel caso degli Ogm non esiste alcun parametro che permetta di capire se una sostanza sconosciuta sarà tossica, se determinerà allergie, mutazioni, cancri o altri effetti nocivi sulla salute umana.
Nei tests effettuati sui medicinali è possibile somministrare alle cavie dosi superiori a quelle somministrate clinicamente. Attraverso tali procedure è possibile avere un'idea della pericolosità di tale medicinale. Per quanto riguarda gli alimenti, invece, è impossibile applicare tali procedure, in quanto si verrebbero a creare pericolosi scompensi alimentari.

Per queste ragioni, è molto più facile determinare gli effetti collaterali di un medicinale che degli Ogm. Tuttavia, circa il 3% di tutti i medicinali immessi sul mercato vengono ritirati a causa di effetti collaterali inaspettati rivelatisi soltanto in seguito all'uso di tali medicinali su larga scala. Addirittura il 10% ha comportato effetti collaterali talmente gravi da limitarne considerevolmente l'uso. Tuttavia, le aziende farmaceutiche utilizzano i migliori tests di controllo del mondo. Sia cavie umane che animali vengono correntemente utilizzate in questi studi clinici a lunga durata applicati con rigore ed accuratezza. Proprio per questo lo sviluppo di una medicina nuova è così costoso e proprio per questo il suo ritiro dal mercato comporta la perdita di miliardi di dollari. Il più grande problema dei tests tossicologici è quello di rivelare effetti dannosi a lungo termine. Al contrario di quanto avviene con i medicinali, è possibile affermare, con un buon grado di sicurezza, che per quanto riguarda gli Ogm, persino i sistemi di rilevamento di effetti secondari indesiderati più rigorosi sono destinati a fallire. L'unico modo per minimizzare il rischio dell'occorrenza di effetti nocivi è quello di testare le sostanze sconosciute per lungo tempo e poiché gli animali non sono affidabili sul piano dell'accertamento della sicurezza degli alimenti destinati agli uomini sarebbe opportuno effettuare studi a lungo termine sugli stessi esseri umani. Alcune strategie su come effettuare i tests sugli Ogm sono stati suggeriti da Arpad Pusztai nell'articolo The need for rigorous biological risk assessment e dal professor John Fagan testing the safety of genetically engineered foods.
Dal momento che i tests attualmente disponibili non sono sufficienti a determinare la sicurezza degli Ogm, Fagan suggerisce tests che prevedono la loro immissione monitorata sui mercati destinati a 2/3 milioni di persone per 2/3 anni e il costante controllo sullo stato di salute di questi consumatori. Tuttavia, anche dopo tali tests, Fagan afferma che rimarrà comunque un margine di "rischio residuo" di danni imprevisti. (Come si nota, queste procedure di controllo sono sostanzialmente diverse da quelle attualmente utilizzate per l'approvazione degli Ogm, si veda l'articolo Substancial equivalence versus scientific food safety assessment).

N.B. Gli autori del presente documento, insieme a numerosi altri scienziati, hanno firmato una Lettera Aperta per chiedere che tutti gli Ogm che non sono stati adeguatamente testati (in pratica tutti gli Ogm) vengano ritirati dal mercato.

 
 
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