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COMUNICATI STAMPA
 

FABRIZIA PRATESI, coordinatrice del Comitato Scientifico Antivivisezionista e candidata per i Verdi alle Elezioni Europee del prossimo 13 giugno,

sarà presente

oggi alle ore 12:00 alla MANIFESTAZIONE IN PIAZZA NAVONA

in cui

i Verdi denunciano, come fanno da numerosi anni, la logica del profitto che ha trasformato gli animali da allevamento in macchine per la produzione di carne, di uova e di latte.

Il CSA (Comitato Scientifico Antivivisezionista) si oppone a questa logica aberrante, che non vede negli "altri animali" degli esseri viventi (con proprie caratteristiche genetiche e fisiologiche, con propri diritti ad una qualità di vita) perché:

 - non rispetta gli altri animali  nei confronti dei quali si commettono quotidianamente i più atroci crimini;

 - non rispetta i più elementari diritti umani (come quello alla salute) perennemente calpestati dai grandi poteri economici, con la connivenza di molti organi istituzionali e delle stesse leggi;

 - non rispetta il "Principio di Precauzione" (che si trova nel trattato stesso dell'Unione Europea), poiché vengono modificati (ignorando i più basilari principi scientifici) cicli naturali e alimentazione naturale, con grave danno non solo per gli animali e per la salute dei cittadini, ma anche per l'economia di interi paesi.

Oltre a promuovere, insieme ai Verdi, un'agricoltura biologica rispettosa dell'ambiente, della salute, del benessere di uomini ed animali (sempre strettamente legati), rispettosa dell'economia dei paesi poveri, delle tradizioni e culture locali, il Comitato Scientifico Antivivisezionista mette in guardia, ancora una volta, i consumatori, dagli effetti ancora più gravi della stessa visione "meccanicista" degli organismi viventi che si manifesta con le manipolazioni genetiche di piante ed animali.

Le industrie agro-biotecnologiche propongono infatti insistentemente, con il pretesto di una “miglioria” nel rendimento (ma con il fine evidente di trarre profitto dai brevetti) le modifiche genetiche sia negli animali d’allevamento che nei vegetali. Mentre i primi sono ancora in fase sperimentale, i secondi sono già largamente diffusi, ed in Europa stessa, perfino in Italia, consumiamo, a nostra insaputa, mais e soia transgenici. Gli effetti (che non hanno limiti di spazio e di tempo) di questi alimenti manipolati geneticamente sulla nostra salute e sull'ambiente, sono ignoti ed incontrollabili.

Serviamoci della tragica esperienza dei "polli alla diossina" per pretendere, oltre ad un'abolizione degli allevamenti in batteria, una moratoria in tutta l'Europa alla coltivazione e commercializzazione di alimenti modificati geneticamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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