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COMUNICATI STAMPA
 

CLONAZIONE UMANA"TERAPEUTICA"
oppure
VERSO IL GRANDE BUSINESS DEL XXI° SECOLO:
PRODUZIONE E COMMERCIO DI ESSERI UMANI
(interi o in pezzi)
A proposito dell'annuncio dato dalla Act (USA) dell'avvenuta clonazione di un embrione umano.

Poichè non occorre costruire embrioni clonati per ottenere cellule staminali, che possono trovarsi nel sangue, nel cordone ombelicale, nel midollo ed anche, all'occorrenza, nei feti di aborti spontanei, vi sono altre finalità dietro a questa ricerca. Ecco quali sono i reali pericoli:

Il primo è che si vada verso quanto annunciato dal Prof. Lee Silver della Princeton University, che già nel gennaio '98 ha espresso il suo desiderio di utilizzare cloni di embrioni umani per trasformarli in depositi di organi (già formati) per i trapianti, inibendo la crescita del cervello.Ciò non comporta alcun problema etico, diceva Silver, dal momento che gli esseri così creati, essendo privi di cervello, non avrebbero sensibilità!

Il secondo che si vada, malgrado i divieti internazionali, verso la clonazione umana riproduttiva . Facciamo riferimento ad un convegno di top-genetisti (Long Island,12-15 marzo 2000)tra i quali Watson,Wilmut e lo stesso Silver già citato, in cui si è parlato, a porte chiuse, senza pubblico o giornalisti, di "ripro-genetica" ovvero di riproduzione clonale dell'uomo, che consente di trasmettere ad un clone il proprio patrimonio genetico incontaminato, senza l'introduzione di una altro genoma.
Facciamo riferimento anche alla conferenza stampa a Roma del 9 marzo scorso di Antinori, che, equivocando volutamente sulle parole, chiama tale clonazione "clonazione terapeutica", in quanto può essere la cura per l'infertilità....

L'utilizzo dell'embrione clonato rischia di infrangere ogni divieto legale per le attrattive commerciali di ambedue queste finalità.

Occorre infatti ricordare che l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha già illegalmente concesso ben due brevetti sulla clonazione dell'embrione umano (il brevetto copre anche l'embrione stesso) e che la Corte Europea ha un mese fa, respingendo il ricorso presentato da Italia, Olanda e Norvegia, approvato definitivamente la direttiva 98/44 che consente tale clonazione, nonchè la sperimentazione scientifica sull'embrione clonato.
Chi si indigna oggi su quanto annunciato dalla ACT avrebbe fatto meglio a sostenere le iniziative del movimento in difesa della non brevettabilità della materia vivente, che ha tentato di fermare questa direttiva: l'approvazione dei brevetti sulla materia vivente (ivi comprese le parti del corpo umano e del suo embrione) dà l'avvio, anche in Europa, a tali usi mercantili della vita umana.

 

 
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