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COMUNICATI STAMPA

 

 

COMUNICATO EQUIVITA
26/2/10

Scienziati che insorgono contro la Commissione europea

per un nuovo tentatitvo di aggirare i loro diritti

 

Scienziati di ogni parte della UE hanno presentato una formale protesta al Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek e al Presidente del Consiglio dell’UE Herman Van Rompuy per denunciare un sorprendente quanto irregolare comportamento della Commissione UE che appare, molto chiaramente, finalizzato ad “accelerare il processo di approvazione degli Ogm in Europa”
 
La protesta trae origine dalla pubblicazione sul sito del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), della bozza di un nuovo “Regolamento applicativo” della normativa UE per l’approvazione degli Ogm, presentata dalla Commissione in grande segretezza per un parere al WTO, mentre il Parlamento Europeo e tutte le autorità competenti per gli Ogm ne sono completamente all’oscuro. Il programma annunciato è quello di trasformarlo in norma a maggio e renderlo applicativo entro giugno!
 
Facile capire il fine politico di tale mossa, che vuole accontentare l’Amministrazione USA e il WTO, in seguito alla famosa azione degli Stati “pro-biotech” contro la UE, per le restrizioni che questa metteva all’importazione degli Ogm. La bozza, che ha avuto la supervisione dell’EFSA (Autorità europea per la valutazione della sicurezza alimentare, fortemente criticata per la sua propensione alle facili autorizzazioni anche dal Consiglio dei Ministri UE nel dicembre scorso) è stata “venduta” quale passaggio verso una “più rigida” autorizzazione agli Ogm ad un “Gruppo di esperti” con i rappresentanti degli Stati membri.
 
Ma anche una rapida lettura dimostra l’esatto contrario: il nuovo regolamento apre ad un’approvazione molto più facile alle colture transgeniche e ne riduce le restrizioni, conferendo all’EFSA poteri di deroga  tanto estesi da rendere l’intera normativa, secondo i promotori, una “cosa risibile”.
Sembra dunque che una volta ancora i cittadini europei siano stati privati di ogni diritto ad esprimere un parere, pur essendo la stragrande maggioranza di essi contrari agli Ogm. Ciò senza alcun rispetto  della  convenzione di Aarhus, che sancisce tale diritto, e senza alcuna considerazione per la priorità che la salute deve avere su ogni altro tema commerciale.

 
Nel ribadire ciò gli scienziati si appellano al Parlamento e al Consiglio dei Ministri affinché intervengano tempestivamente e blocchino il nuovo Regolamento. Affinchè la Commissione venga fermata, non solo perché agendo in questo modo essa sconfina dalle sue competenze (che sono solo esecutive e di proposte al Parlamento), ma anche e soprattutto perché, nel modificare profondamente e “in sordina” le attuali regole di approvazione degli Ogm, essa va contro i principi basilari di democrazia:
 
1)    Si ostina a non voler riconoscere i numerosi recenti dati scientifici e statistici sui danni da Ogm, che riguardano sia la salute che l’ambiente. (vedi studi di Charles Benbrook e molti altri).
2)    Aiuta la privatizzazione delle risorse genetiche alimentari, bene comune di tutti, mettendole nelle mani di alcune poche aziende che detengono i brevetti biotech . Creando, in tal modo, perdita di Biodiversità e di Sovranità alimentare, entrambe indispensabili per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la sopravvivenza futura di ogni nazione.
 
Il Comitato Scientifico Antivivisezionista EQUIVITA si unisce a questo appello augurandosi che questa volta l’abuso venga bloccato. EQUIVITA (in passato CSA) che da quasi 20 anni si batte in Italia contro l’uso improprio degli Ogm e contro la brevettabilità del vivente, ricorda le infinite irregolarità (e spesso illegalità) che hanno contraddistinto l’ascesa degli Ogm in questi 20 anni. Ricorda in particolare il 16 giugno 1999, quando l’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, il cui mandato era di far rispettare la Convenzione Europea dei Brevetti, non esitò a modificare gli articoli della suddetta Convenzione (che comprendeva il divieto ai brevetti sulla materia vivente) onde poter rilasciare alla Novartis il primo brevetto su di un pianta transgenica. Fece ciò senza il voto - indispensabile - dei Governi che avevano sottoscritto la Convenzione. Lo fece allo stesso modo: cambiando semplicemente il Regolamento applicativo.
Per consultare l’appello: vedi www.gmfreecymru.org <http://www.gmfreecymru.org>

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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