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COMUNICATI STAMPA
 

LETTERA APERTA AL PROF. DULBECCO

 

Prof. Dulbecco, ci dica per favore quale è il momento in cui il maiale diventerà ufficialmente uomo ed il momento in cui l'uomo diventerà ufficialmente maiale (solo per un problema di anagrafe)

Gentile Prof. Dulbecco,

abbiamo letto sul Corriere della Sera la buona notizia, da Lei annunciata, per cui entro uno o due anni potremo avere un cuore di maiale, ed anche il fegato, i reni, i polmoni. Le facciamo i nostri rallegramenti per avere contribuito a questi grandi progressi della scienza, che, lei ci dice, sta per superare il problema del rigetto.

Abbiamo qualche preoccupazione per quanto riguarda la trasmissione di virus da una specie all'altra, poiché buone fonti scientifiche (J. Allan e G. Michaels - American Society for Microbiology e molti altri importanti scienziati) ci fanno sapere che è molto difficile fare lo "screening" di virus di cui non si conosce null'altro che la possibile esistenza.

Ma non è questo il punto, e non lo è neanche l'altra preoccupazione che da sempre ci accompagna riguardo alla diffusione nell'ambiente (scontata, anche se gli organismi vengono prodotti in laboratorio) di esseri "transgenici" che non hanno subito il vaglio della selezione naturale e che potrebbero arrecare qualche danno agli equilibri naturali del pianeta.

Quelle che ci lasciano molto perplessi sono le seguenti considerazioni:

1) poiché l'introduzione nel maiale destinato al trapianto di alcuni geni umani ha ridotto in qualche misura il rigetto che segue il trapianto, e poiché il rigetto è pur sempre ancora il problema maggiore da affrontare, è facilmente ipotizzabile che si vogliano in futuro aumentare i geni umani introdotti nel maiale, in un crescendo tale da consentire alla fine al maiale di non essere rigettato più. Ma in quale fase di umanizzazione del maiale dovremo fermarci? In quale momento di questa umanizzazione dovremo considerare che il maiale è più simile ad un essere umano che ad un maiale e dovremo riconoscergli i diritti um

2) Poiché, come Lei ben sa, e come ha molto bene illustrato (Lancet, 1992:339,1579-1582 e Lancet, 1993,341,65-71) il Prof. T.E. Starzl, "padre" degli xenotrapianti, una volta trapiantato un organo di animale nell'uomo le cellule dell'animale si diffondono in tutto il corpo ed egli diventa ciò che Starzl definisce una "chimera umana", ovvero creatura parte umana e parte animale, e poiché Lei parla di potere in futuro trapiantare dai maiali non solo cuori, ma anche polmoni, fegato, reni: a quale numero di organi d'animale trapiantato occorrerà fermarsi perché il trapiantato non perda i suoi diritti umani per il fatto di essere più maiale che uomo? La valutazione si farà in base ad un calcolo delle cellule o in base al suo comportamento (più da maiale, più da uomo ...)?

Occorrerebbe sapere anche questo, in modo che il paziente non si sottoponga ad un trapianto multiplo per poi venire trasformato in salsicce..

Gentile Prof. Dulbecco, noi riteniamo che non sia in alcun modo accettabile l'impiego di capitali pubblici per una ricerca che mette a rischio la sopravvivenza stessa dell'umanità, che non rispetta i principi di precauzione ed i principi etici, entrambi oggetto di numerose convenzioni internazionali e base stessa della società civile. Noi crediamo in un valore della vita umana che tenga conto della dignità. Noi crediamo, come dice il Prof. Bercoff (2a Catt. di Virologia, Univ. "La Sapienza") che sia "nostra responsabilità di uomini e di scienziati fermare il processo di realizzazione di questo losco futuro prima che esso si possa avverare" e che gli investimenti fatti dalle industrie non debbano condizionare delle decisioni tanto gravi per l'umanità.

 
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