BIOTECNOLOGIE: "IGNORANTI" PER DULBECCO
ALCUNI DEI MAGGIORI NOMI DELLA SCIENZA?
Risposta all'affermazione di Dulbecco "solo una profonda ignoranza può portare a creare un contrasto tra lo sviluppo delle biotecnologie e gli interessi della società civile" e "non c'è nulla di mostruoso nelle biotecnologie"
La "mostruosità" non è nel riprodurre in laboratorio un trasferimento di geni, la mostruosità è nell'introduzione irresponsabile di organismi modificati in natura (come avviene con le colture biotecnologiche), senza conoscere gli effetti che questi organismi, che non hanno subito il vaglio della selezione naturale, potranno avere sull'ambiente e sulla salute (effetti che peraltro si sono già rivelati in numerosi casi negativi, al punto da annullare qualsiasi eventuale, ed ancora tutto da dimostrare, effetto positivo per l'umanità), senza tenere conto inoltre degli effetti socio-economici, certamente molto gravi per le popolazioni agricole e per le nazioni più povere del mondo. E' ben noto che in tutti e tre questi settori, ambiente, salute ed economia, i rischi che si profilano con l'abbinamento tra modifiche genetiche e brevetti sugli ogm (organismi modificati geneticamente), ovvero i brevetti sui prodotti di queste modifiche genetiche, sono angosciosi: non è un caso che da ogni parte del mondo si sollevino gridi d'allarme.
I gridi d'allarme vengono da persone ignoranti, dice Dulbecco?
"Allora vuol dire che tra le persone ignoranti figurano scienziati tra i più famosi al mondo, come : Richard Lewontin, professore di genetica all'Università di Harvard, nonchè uno dei più famosi genetisti al mondo (vedi articolo "Un racket confisca la materia vivente" su "Le monde diplomatique", dic.98), Jean Pierre Berlan, direttore della ricerca all'istituto per la ricerca agronomica ad Inra (Parigi) e Patrice Courvalin, direttore dell'Unità per gli agenti antibatterici, che si sono tutti e tre dichiarati molto preoccupati per il danno che la diffusione delle biotecnologie può recare agli interessi della società civile" dice Fabrizia Pratesi, coordinatrice del CSA, che ieri ha presentato il "Manifesto per la tutela del patrimonio genetico" , firmato da 36 personalità della cultura tra cui DarioFo, Umberto Eco, Beppe Grillo, Dacia Maraini, Paolo Sylos Labini, Adriano Celentano, Moni Ovadia, ecc.
La "società civile" non ha alcun bisogno dell'introduzione di modifiche genetiche in agricoltura (esse non "sfameranno il mondo", esse hanno costi molto elevati ed insostenibili per le nazioni povere, ed appiattendo la biodiversità potranno al contrario essere la causa di vere e proprie carestie e famine), là dove i problemi dell'agricoltura possono essere risolti con metodiche tutte diverse.
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