I BREVETTI SUGLI OGM, MAGGIORE OSTACOLO
PER LA SICUREZZA ALIMENTARE
In risposta al Ministro Bindi ed al suo sostegno del disegno di legge di recepimento della direttiva europea sui brevetti, contestato dal Ministro Ronchi e dagli ambientalisti, Fabrizia Pratesi, coordinatrice del CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista esprime il suo dissenso:
“La sicurezza alimentare è strettamente legata ai brevetti. Se il Ministro Bindi si documentasse, non avrebbe alcuna esitazione nel riconoscere che, come emerge da tutti i recenti studi scientifici anche americani, i presunti benefici delle colture transgeniche (aumento di produzione e riduzione nell’impiego degli erbicidi) si sono in realtà dimostrati del tutto inesistenti (la produzione è addirittura inferiore e l’uso di erbicidi è maggiore).
E’ sempre più chiaro che il vero scopo della promozione del biotech in agricoltura è di consentire alle grandi industrie transnazionali di utilizzare i brevetti SUGLI OGM per controllare la catena alimentare (riscuotendo i diritti sulle sementi modificate ogni anno), mettendo allo stesso tempo fuori gioco le varietà tradizionali che, non essendo brevettabili, non consentono questo stesso controllo.”
Fin tanto che lo strumento del brevetto sarà in mano alle industrie biotecnologiche, sarà impossibile ottenere una vera sicurezza alimentare.
Inoltre il CSA ritiene molto scorretto mettere avanti, come sempre viene fatto, l'utilità della ricerca biotecnologica su microrganismi in laboratorio, ovvero in ambiente confinato e controllabile (unica ricerca biotecnologica che ha prodotto risultati utili, in farmacologia, e che nessuno contesta perché, se operata con cautela, non comporta rischi) per giustificare i brevetti su OGM che verranno immessi nell'ambiente (ad esempio i brevetti sulle piante destinate alla nostra alimentazione), che con i brevetti avranno la massima diffusione, e che comportano rischi incalcolabili.
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