Roma, 2 aprile 2004
Gentile Onorevole Schmidt,
L'attuale momento storico è denso di profondi mutamenti - culturali, etici, scientifici, sociali e politici - che non possono non riflettersi sui metodi di ricerca scientifica.
La sperimentazione animale è tuttavia uno di quei temi per i quali un sereno dibattito, indispensabile per promuovere qualsiasi innovazione, è stato fino ad oggi impedito dalla segretezza imposta a tale pratica (per tutelare i grandi interessi economici e per evitare lo sdegno dell'opinione pubblica).
Infatti, tutto è rimasto pressoché immutato da oltre 70 anni.
E' per questo che noi, tutti facenti parte del "Gruppo Antivivisezionista", pur senza illuderci di veder nascere una proposta di legge "abolizionista", avevamo riposto qualche speranza nella Sua iniziativa: essa avrebbe potuto segnare l'inizio di un processo graduale di riforma e di riflessione. Abbiamo, come Lei ha visto, investito oltre che pazienza e tolleranza, parecchie energie e risorse nel Suo "Tavolo di lavoro" (e, creda, nel difficile bilancio delle associazioni di volontariato, sia il tempo sia il denaro sono beni molto preziosi). Tuttavia oggi dobbiamo, con molta amarezza, costatare che è mancata la volontà di far valere, sia pure in parte, le nostre ragioni.
E se vi è, in qualche percentuale minima, un lieve miglioramento rispetto al DLgs 116/92, vi è, in una percentuale assai più grande, un peggioramento rispetto ad essa.
Ci risulta adesso più chiaro quanto Lei disse nell'incontro del 6 febbraio: "alla fine di questo lavoro dovranno essere un pò contente sia l'una che l'altra parte". La frase ci parve oscura poiché, secondo gli accordi, la legge doveva essere migliorativa per gli animali e doveva compensarci della promessa non mantenuta su cani e gatti: non poteva, di conseguenza, rendere contenta "l'altra parte". Vediamo ora che, in effetti, i motivi di contentezza per l'altra parte esistono e sono numerosi.
Essi corrispondono a tutti quei punti in cui, a nostro avviso, l'ultima bozza - che può essere considerata ormai testo pressoché definitivo - è peggiorativa rispetto al DLgs116/92. Le saremmo grati se volesse attentamente leggere l'elenco di questi punti, qui di seguito allegato.
Le delusioni sono state moltissime. Ma vorremmo anche ribadire che solo l'introduzione di vere innovazioni avrebbe potuto per noi giustificare il "rilancio" della legge sulla sperimentazione animale, in particolare oggi, prima della revisione della direttiva 86/609 e mentre si levano tante voci, negli ambienti più qualificati della scienza, per chiedere la verifica scientifica di tale metodo di ricerca. Riproporre la legge senza introdurre, almeno in fase embrionale, un pensiero innovativo, significa riconfermare tutto quanto abbiamo tentato, dal '92 in poi, di modificare, soprattutto nella mente dei legislatori. Significa dare una veste di modernità a dei principi vecchi di 70 anni senza nuove verifiche.
Ci vediamo dunque costretti, facendo seguito al nostro messaggio del 6 febbraio, a comunicarLe che ci dissociamo dal Suo tavolo di lavoro, ringraziandola per l'ospitalità che ci ha dato, ma rammaricandoci per non avere avuto ascolto.
Cercheremo altre strade per diffondere la nostra conoscenza e portare avanti le cause che riteniamo giuste. Abbiamo fiducia di trovare la strada che ci consenta di uscire dal medioevo della ricerca e di denunciare i condizionamenti imposti a quest'ultima dagli interessi privati.
La Sua iniziativa avrà avuto, tuttavia, il merito (ci auguriamo) di portare altri a discutere sulla validità scientifica della sperimentazione animale ed a proporre leggi in tale senso.
Con i migliori saluti a Lei ed alla Dott.ssa Del Tutto,
EQUIVITA Comitato Scientifico
ANIMALISTI ITALIANI
MOVIMENTO UNA
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