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ATTIVITA'

2004 | 2003 | 2002
 

INTERROGAZIONE PREPARATA DAL CSA PER I VERDI

Roma, 23 aprile 2002

Premesso che:

1) La brevettabilità della materia vivente, ovvero la possibilità di privatizzare, per fini commerciali, le parti del corpo umano (ad esempio le nostre sequenze geniche e l'embrione umano stesso), così come interi organismi di piante ed animali, è stata riconosciuta dall'Unione Europea il 12/5/98 con il voto della direttiva 98/44, e poi nuovamente con la sentenza della Corte del Lussemburgo del 9/7/01, in cui veniva respinto il ricorso presentato contro tale direttiva da Olanda, Italia e Norvegia.

2) Con la scelta di una base giuridica illegittima nel presentare la direttiva (art100 A del Trattato dell'UE) fu a suo tempo messa in atto una strategia con la quale non solo si è potuto votare a maggioranza anzichè ad unanimità , ma si è fatto in modo che tutte le altre parti di Governo fortemente implicate, come i Ministri della Sanità, dell'Ambiente, dell'Agricoltura, della Ricerca scientifica, di esprimere il loro parere. Ciò ha consentito al dibattito di essere limitato al solo Consiglio di Industria e Commercio,

3) E' ormai evidente che i brevetti sulla materia vivente (che portano alla privatizzazione della stessa) hanno implicazioni su quasi ogni settore di attività umana ed anche gravi implicazioni etiche.

Per citare solo alcuni dei loro effetti più immediati e preoccupanti:
a) I brevetti sui geni umani, privatizzando la conoscenza, oppongono un forte ostacolo al progredire della ricerca scientifica . Sono sempre più numerosi gli Istituti di ricerca, tra i quali ad esempio il National Institute of Health negli US e l'Istituto Curie a Parigi, che si sono appellati per una modifica della legge. I brevetti sul corpo umano aprono inoltre inevitabilmente la strada ad una modifica della specie umana.
b) La brevettabilità delle piante destinate all'agricoltura favorisce la diffusione delle colture transgeniche rispetto a quelle tradizionali, poichè il detentore del brevetto ha forte interesse a spingere il suo prodotto sul mercato. Essa crea, sul mercato, delle condizioni di disuguaglianza, che sono contrarie agli stessi principi del WTO.
c) I brevetti su piante ed animali, nel determinare una vasta diffusione di Ogm nel mondo, portano alla violazione di svariati principi democratici e costituzionali sulla tutela della salute, dell'ambiente (non ultima la tutela della biodiversità) ed in particolare dei diritti umani, dal momento che, annullando una legge di natura, impediscono all'agricoltore di riseminare il proprio raccolto

Premesso inoltre che:

1) Fino al 1980 non esisteva in alcun luogo del mondo una legge che consentisse il brevetto su di un organismo vivente, e che considerasse "invenzione" ciò che in realtà è una scoperta. Se tale stravolgimento è stato apportato alla legislazione internazionale ed al concetto stesso di brevetto, lo si deve ad un errore di valutazione iniziale della Corte Suprema degli US, dove tre giudici su 5 hanno votato a favore del rilascio del primo di questi brevetti.

2) Nell'UE come nelle altre parti del mondo l'approvazione dei brevetti sul vivente e la diffusione di Ogm sono state possibili grazie ad una totale disinformzaione (o non-informazione) delle molte parti politiche in causa e dell'opinione pubblica.

3) La legge che consente i brevetti sul vivente e sul corpo umano contraddice un numero elevato di accordi internazionali. Per citarne solo alcuni: il Trattato stesso dell'Unione Europea (1994), la Convenzione di Rio sulla Biodiversità (1992), la Convenzione Europea sui Brevetti (1973), la Convenzione sulla Bioetica (1996), la Dichiarazione dell'Unesco in difesa del Genoma Umano (1997), lA Dichiarazione dell'ONU sui Diritti Umani (Aggiornata nel '98)

Considerando inoltre che oggi :

1) Il dissenso sulla brevettabilità del vivente cresce, insieme ad una presa di coscienza di questi temi, tra i cittadini del mondo intero . Ciò avviene anche negli Stati Uniti.

2) Per quanto riguarda l'Europa, quasi due anni dopo lo scadere dei termini di recepimento della 98/44, sono numerosi gli Stati membri della UE che non l'hanno tuttora recepita . Numerosi sono inoltre gli Stati membri che hanno ufficialmente chiesto la sua revisione: Germania, Belgio, Francia, Italia e Lussemburgo. Il Lussemburgo ha anche dichiarato ufficialmente di non volerla recepire. D'altronde, lo stesso Parlamento Europeo ha votato due risoluzioni: la A5-0076:2001 del 13/3/01 contro "la brevettabilità di piante, animali, microrganismi, processi biologici e microbiologici" e la PE293;752/1e 7 del 7/9/00 contro la clonazione dell'embrione umano. Lo stesso rifiuto è stato espresso chiaramente dal Comitato Nazionale di Bioetica Italiano, da quello francese, nonché dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa

3) L'appello più accorato contro i brevetti e contro la diffusione delle colture biotec è quello che viene da i paesi del 3° mondo, che spesso si vedono imporre gli alimenti modificati con la minaccia degli accordi WTO (vedi il caso di Bolivia, Sri Lanka e Croazia). Il danno che ad essi deriva dai brevetti sui farmaci (danni che, dopo lunghe battaglie, sono riusciti a limitare) sono poca cosa rispetto ai danni che a loro deriveranno dai brevetti sulle piante: essi stanno infatti subendo una nuova forma di colonizzazione da parte delle multinazionali dei paesi ricchi, che, dopo avere sfruttato le loro risorse genetiche e distrutto le loro tradizioni locali, impongono loro un'agricoltura biotecnologica dai costi elevatissimi, tra i quali figurano i diritti di brevetto (che, coprendo tutta la discendenza delle piante, devono essere pagati ogni anno)

Dal momento che:

Da tali considerazioni si deduce che il problema dei brevetti sul vivente deve trovare oggi una soluzione globale. Anche per il fatto che la ragione addotta da chi li sostiene è la difesa della competitività sul mercato globale. Occorre dunque modificare la legislazione sui brevetti (per quanto concerne i brevetti sulla materia vivente) a livello internazionale.

Si rende noto che:

E' nata , per questo fine importante, l'iniziativa, il cui l'ideatore è Jeremy Rifkin, di un Trattato Internazionale per la Condivisione del Patrimonio Genetico del Pianeta, di cui sono prime firmatarie e copromotrici18 ONG di tutto il mondo (per l'Italia il CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista, da sempre impegnato su questo fronte).

Cosa si prefigge il Trattato:

L'iniziativa del Trattato Internazionale, lanciata il 2/2/002 a Porto Alegre, ha già ottenuto il consenso di oltre 400 Ong di ogni parte del mondo e verrà presentata al Vertice Rio+10 di Johannesburg.
L'iniziativa si prefigge di giungere ad un accordo tra i governi di tutto il mondo affinchè, all'inizio di questo secolo che vede la trasformazione storica dall'età della Fisica e Chimica all'età della Biologia, i popoli del mondo assumano tutti insieme la loro responsabilità collettiva nella gestione del patrimonio genetico della Terra, costituito dai vegetali, dagli animali e dal corpo umano stesso.
La posizion del Trattato è che non sia accettabile la privatizzazione del patrimonio genetico attualmente in atto, perchè esso costituisce, in ogni sua forma e manifestazione biologica, un bene comune che non può essere dichiarato proprietà intellettuale, né nel suo complesso, né nelle sue parti costituenti.

Si chiede al Ministro interrogato:

di esprimere il suo sostegno all'Iniziativa del Trattato in considerazione del fatto che i brevetti sul vivente hanno messo il nostro bene maggiore, la vita di tutto il pianeta, nelle mani di chi vuole modificarla per farne un suo privato strumento di profitto. L'iniziativa del Trattato è l'unica che oggi può farci intravedere una soluzione per quanto si profila, allo stato attuale, l'inizio di una vera e propria guerra mondiale: quella per il possesso della materia vivente del pianeta, per il controllo del mercato alimentare, del mercato sanitario e di ogni altra attività umana attinente alla vita sul pianeta.

 

 
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