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Jean Pierre Berlan*
"Ogm, brevetti e fame nel mondo: le verità sconosciute di una strategia di conquista"
Roma 18/6/2003.

E' innegabile che fintanto che il grano raccolto costituisce anche la semente dell'anno successivo, e fintanto che le piante si riproducono e si moltiplicano nel campo del contadino, l'industria sementiera non possa fare grandi profitti.
Di questo si resero già conto, circa un secolo e mezzo fa, i primi selezionatori professionali.
Ed è da allora che, per mettere fine a tale "ingiustizia", ha preso inizio la loro guerra; una guerra che si propone, anche oggi, di frazionare l'unità stessa della materia vivente: se la produzione resta nelle mani dell'agricoltore, la riproduzione deve diventare un privilegio esclusivo dei selezionatori. Occorreva che tale guerra rimanesse segreta: se qualcuno avesse rivelato il fine mortifero (la sterilizzazione delle piante) legato alla ricerca di un maggiore profitto, la guerra sarebbe stata persa. Il segreto che gli scienziati di ogni disciplina hanno tentato di nascondere con schermi di menzogne per 150 anni è stato dunque questo: la legge del profitto si oppone alla legge di natura.
Ma nel marzo del 1998 il segreto è stato infranto: il Ministero dell'Agricoltura degli US ed una ditta privata, la Delta and Pine Land Co., hanno annunciato di avere depositato un brevetto "per il controllo dell'espressione dei geni". Terminator (questo il nome che è stato dato al brevetto) è una tecnica di transgenesi per la sterilizzazione delle piante. Esso impedisce l'uso non autorizzato di sementi di varietà agricole protette (le sementi non germinano alla seconda risemina).
Terminator è dunque il più grande trionfo degli ultimi 150 anni della biologia applicata all'agricoltura. E' il trionfo della legge del profitto sulla legge di natura.
Ma è anche il più grande errore politico che gli industriali della "scienze della vita" (un gruppetto di fabbricanti di pesticidi) potessero fare. Terminator svelava il loro gioco: sterilizzare il vivente, impedire la pratica fondante dell'agricoltura (ovvero la risemina del raccolto), ed espropriare, per privatizzarla, la materia vivente, fino ad oggi bene comune dell'umanità.
Le transnazionali agrochimiche, che hanno preso il controllo della selezione delle piante, dispongono di mezzi biologici, giuridici ed economici per raggiungere il loro fine (il brevetto fa infatti della riproduzione un privilegio esclusivo delle transnazionali). E lo fanno con l'aiuto dei governi, della scienza, della Commissione Europea, e perfino di organizzazioni professionali di agricoltori.

 

* Jean Pierre Berlan
Ricercatore del'INRA (Institut National Recherche Agronomique, France)

 
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