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In memoria di Pietro Croce

Francarita Catelani

Il Premio Pietro Croce vuole essere il nostro contributo per mantenere e trasmettere ai posteri il valore di questo medico, che ha avuto il coraggio di affermare l’assoluta futilità di una “ricerca” fondata su un pesante errore metodologico. Una ricerca che non può portare nulla di positivo.

Io posso solo dire che nel ricordo imperituro di Pietro Croce non ho mai cessato di combattere per far capire come sia vano sfruttare il dolore di altri esseri viventi nell’illusione di trovare cure per patologie umane, spesso indotte dal nostro stesso comportamento e dal non saper adottare stili di vita diversi.

La vivisezione deve essere rapidamente sostituita per il bene di tutti noi. Numerosi ricercatori, tra i quali quelli da noi premiati negli anni scorsi, hanno dimostrato l’elevato valore aggiunto dei risultati ottenuti senza l’uso del modello animale.

 

Dalla prima pagina di “Vivisezione o scienza” di Pietro Croce:

“Per raggiungere la sorgente

nuoterai contro corrente”,

Anonimo tedesco

Sulla via di Damasco:

Ho eseguito esperimenti sugli animali per molti anni.

Obbedivo ad un’ammuffita logica positivistica che m’era stata imposta durante gli studi universitari e che a lungo mi ha condizionato durante gli anni successivi.

“Il positivismo scientifico”: la sola logica possibile nella ricerca medico-biologica.

Ma già il sostenere che il pensiero umano possa avere una “sola logica possibile” equivale ad ammettere l’incapacità di guardare in più di una direzione.

Con la mente affollata di nozioni apprese ex-cathedra, dai libri, dalla pratica in ospedali italiani ed esteri, cercavo di dare un ordine al mio pensiero, mi sforzavo di disporre su un filo logico le mie convinzioni. Ma era come cercare di comporre le figure di un puzzle uscito difettoso dalla fabbrica: le tessere non si combinavano tra di loro; ne uscivano figure sbilenche, separate da vuoti incolmabili, in un incastro che alla minima scossa si sfasciava sparpagliandosi in un disordine caotico.

Mi dissi allora: ci dev’essere qualcosa di sbagliato nel pensiero e nella prassi medica.

E questo qualcosa dev’essere fondamentale ed elementare allo stesso tempo: capace di minare tutto alla base e di vanificare tutto ciò che gli consegue. Un errore metodologico, dunque.

Scheda biografica:

Pietro Croce, medico-chirurgo, laureato all’Università di Pisa, allievo della Scuola Normale Superiore. Borsa di Studio dell’Institute of International Education di New York; Borsa Fullbright. Ha lavorato nel Dipartimento di Ricerche del National Jewish Hospital della Colorado University di Denver, Colorado (USA) e nel laboratorio e Dipartimento di Ricerche del Toledo Hospital, Toledo Ohio (USA). Borsista presso la Ciudad Senatorial di Tarrasa (Barcellona, Spagna). Dal 1952 al 1982, primario del laboratorio di analisi chimico-cliniche di Microbiologia e di Anatomia patologica dell’Ospedale L.Sacco di Milano. Libero docente dell’Ueniversità di Milano. Membro del College of American Pathologists.

E’ autore di numerosi libri, il più importante dei quali è “Vivisezione o scienza”.

 



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