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Abstract Dr Andre Menache
Direttore Antidote Europe

Buonasera Signore e Signori,

a nome della mia organizzazione Antidote Europe, sono orgoglioso e onorato di essere qui oggi per sostenere il lavoro di Fabrizia Pratesi e del Comitato Scientifico EQUIVITA, in memoria di una persona meravigliosa e di un buon amico: Pietro Croce.

Oggi viviamo immersi in un mare di sostanze chimiche: alcune benefiche, alcune nocive e alcune molto nocive. La società può incolpare l’industria e l’industria incolpare la società, ma ciò non risolverà il problema. Quello di cui abbiamo bisogno adesso è un metodo rapido ed affidabile con cui identificare ed eliminare le sostanze chimiche dannose. Solo una scienza di buona qualità può consentirci di raggiungere questo obiettivo. Uno degli strumenti di cui dispone la scienza moderna è la tossicogenomica, ovvero lo studio di come i geni presenti nelle cellule del corpo umano reagiscono alle sostanze nocive. Poiché ciò che ci interessa salvaguardare è la salute umana, useremo cellule umane, non cellule animali.

Antidote Europe ha riconosciuto ormai da diversi anni l’importanza della tossicogenomica ed è lieta che gli Stati Uniti stiano attivamente promuovendo l’applicazione di questa scienza moderna alla valutazione del rischio chimico. Antidote ritiene, tuttavia, che l’Unione europea dovrebbe fare altrettanto, soprattutto in vista del programma REACH finalizzato alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.

Allo stato attuale il programma REACH fa ancora grande affidamento sui test su animali. L’uso di dati animali è richiesto per legge ma è da considerarsi cattiva scienza in quanto nessuna specie animale può costituire un modello attendibile per gli esseri umani. Nonostante il termine “tossicogenomica” appaia nella Direttiva su REACH, il suo impiego nella valutazione del rischio non è previsto per legge. Antidote sta pertanto facendo pressione sulla Commissione europea perché adotti la tossicogenomica come metodo di screening precoce per le 30.000 sostanze chimiche che dovranno essere valutate con il programma REACH. Utilizzando cellule umane, infatti, possiamo ottenere i dati di cui abbiamo bisogno nel giro di sole 24 o 48 ore, senza aspettare i 2 o 3 anni necessari per acquisire i dati ricavati dai test sui topi.

L’approccio tradizionale alla tossicogenomica si basa sull’espressione genica globale, ovvero sullo studio di tutto il genoma. Nel caso di REACH, tuttavia, tale approccio presenta due grossi inconvenienti. Da una parte la gestione dell’enorme quantità di dati generati dall’analisi dell’intero genoma risulta molto difficile, dall’altra i costi sono troppo elevati. Se, infatti, testassimo ogni sostanza chimica in 5 diverse concentrazioni, per 5 tempi di esposizione e su 5 diverse linee cellulari, dovremmo utilizzare un numero enorme di chip di DNA. Poiché un chip di DNA dell’Affymetrix costa circa 400 euro, il costo di una simile operazione diverrebbe proibitivo.

La soluzione prospettata da Antidote prevede invece l’analisi del comportamento dei principali geni marcatori: geni di cui si conosce a fondo la funzione e il cui malfunzionamento è intimamente legato ai percorsi patologici considerati più importanti per la salute pubblica (alterazioni genotossiche e non genotossiche, neurotossicità, reprotossicità, tossicità dello sviluppo, citotossicità e immunotossicità). Una volta stabilito l’IC50 per una sostanza chimica, si potrà poi condurre uno studio di PCR (Reazione a catena della polimerasi) utilizzando solo 2 concentrazioni per 2 tempi di esposizione sulle linee cellulari interessate. Poiché i geni presi in esame in questo modo sono tra 50 e 100 invece che 25.000, i costi diverrano più abbordabili e sarà possibile analizzare le miscele chimiche e il cosiddetto “effetto cocktail”.

Il Professor Croce era solito dire che gli esperimenti su animali sono più simili alla “plastilina” che alla scienza: essi, infatti, possono offrire praticamente qualsiasi risposta si desideri, basta scegliere la specie o la razza animale “giuste”. Oggi esistono circa 250 differenti razze di ratti e topi tra cui scegliere. Molte delle sostanze chimiche dannose presenti nel cibo che mangiamo e nell’ambiente si devono ai test su animali che le hanno date per innocue. Se vogliamo proteggere i nostri figli e l’ambiente dobbiamo, invece, usare cellule umane e metodi basati sull’uomo.

E’ arrivato il momento di fare scienza di buona qualità.

 



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