Newsletter sperimentazione animale giugno 2011

6/7/11
Creato idrogel in grado di imitare mucose umane
Fonte: Physorg.com
http://www.physorg.com/news/2011-07-university-alternative-animals-drug.html

Uno studio della Reading School of Pharmacy, finanziato dal Biotechnology and Biological Sciences Reasearch Council, ha condotto alla produzione di un tessuto sintetico, un idrogel, in grado di imitare le proprietà dei tessuti delle mucose, come quelle della bocca e dello stomaco. Tale idrogel sarebbe utilizzato per valutare gli effetti dei farmaci nell’organismo, in sostituzione dei tessuti di mucosa prelevati dall’animale, inadatte a prevedere la reazione dei farmaci nell’uomo.

Regolamentazione dei pesticidi: tutto da rifare
Fonte: "Acute Human Lethal Toxicity of Agricultural Pesticides: A Prospective Cohort Study, "Plos Medicine"

http://www.plosmedicine.org/article/info:doi/10.1371/journal.pmed.1000357

Attualmente la regolamentazione dei pesticidi è fondata su una classificazione della tossicità dei composti derivante principalmente dal test DL50 (Dose letale 50). I test su animali, tuttavia, non sono in grado di identificare la risposta umana a tali sostanze. E' noto, infatti, che i roditori reagiscono diversamente ai pesticidi. Essi hanno, ad esempio, una maggiore capacità di neutralizzare gli effetti nocivi degli insetticidi organofosfati.
Un'inedita indagine sul campo condotta da un team di ricercatori internazionali corrobora le osservazioni già presenti in letteratura con nuove evidenze scientifiche dimostrando che è tempo di emendare la classificazione dei pesticidi stilata dall'OMS (Organizzazioni Mondiale della Sanità) sulla base degli studi su ratti e di ritirare dal mercato le sostanze più pericolose. L'indagine dimostra, inoltre, che è tempo di ripensare globalmente il modo in cui si sperimentano le sostanze chimiche di sintesi immesse nell'ambiente.
Lo studio è stato realizzato con l'intento di proporre possibili strategie di contrasto per un problema di salute pubblica grave ancorché sottovalutato. Quello del suicidio per avvelenamento da pesticidi, principalmente diffuso nei paesi in via di sviluppo, è la causa di un numero esorbitante di decessi l’anno: tra 250.000 e 370.000 decessi ogni anno. Monitorando la degenza ospedaliera di 9.302 sri-lankesi che tra il 2002 e il 2008 hanno tentato di togliersi la vita ingerendo una sostanza pesticida, i ricercatori hanno rilevato il tasso di letalità di una vasta gamma di sostanze d'uso comune. L'indagine è servita a evidenziare che esistono notevoli difformità tra le classificazioni OMS dei pesticidi e gli effetti da questi indotti nell'uomo. Essa ha evidenziato, inoltre, che le sostanze collocate dall'OMS in una stessa classe di tossicità e destinate allo stesso uso agricolo presentano livelli di pericolosità molto eterogenei tra loro.
Il paraquat, ad esempio, risultato essere l'erbicida più letale tra quelli analizzati perché ha causato la morte del 43% pazienti che l'hanno ingerito (243 su 569), è classificato dall'OMS come "moderatamente tossico". Gli insetticidi organofosfati di calsse II, invece, comprendono indifferentemente sostanze come il dimetoato, con tasso di letalità del 21%, e il clorpirifos, con tasso di letalità del 7,6%.
Alla luce dei dati raccolti i ricercatori chiedono che la regolamentazione dei pesticidi si avvalga di dati di tossicità umana. A questo proposito essi fanno notare che l'OMS già prevede la possibilità che la classificazione di un determinato composto sia emendata laddove si dimostri che il rischio di tossicità umana differisce da quello evidenziato dalle sole prove con DL50 ("The WHO recommended classification of pesticides by hazard and guidelines to classification: 2004").

06/11
Una campagna di boicottaggio
Fonte: Animal Aid, The Independent, Kent on Saturday

http://www.
independent.co.uk/news/uk/home-news/

L’associazione britannica Animal Aid ha dato inizio ad una campagna di boicottaggio  nei confronti delle associazioni inglesi operanti nel settore della ricerca (oncologica, delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative) che basano i loro studi su test animali. L’obiettivo è quello di denunciare come l’inaffidabilità scientifica del modello animale per studiare le malattie umane renda ancor più inaccettabile -oltre che gratuita- la crudeltà delle sperimentazioni. La campagna si basa sul documento “ Victims of Charity”: uno sconvolgente rapporto scientifico, firmato dai dottori Adrian Stallwood e André Menache.
Lo scopo di Animal Aid è dunque di utilizzare ogni spazio disponibile sui giornali per denunciare l’attuale modello di ricerca prevalente e per informare il cittadino sull’uso che viene fatto delle sue donazioni. Queste potrebbero rivelarsi inutili, se non addirittura dannose, quando destinate a sovvenzionare la ricerca con animali.
Si chiede inoltre al cittadino un impegno personale, attraverso la spedizione di cartoline che si oppongono alla sperimentazione animale, inammissibile da un punto di vista scientifico quanto etico, da indirizzare a quegli enti di ricerca che ne fanno maggiormente uso.

6/11
Fonte:Lancet, Sky News
http://uk.news.yahoo.com/scientists-fears-adverse-drug-reactions-045634901.html

Alcuni scienziati inglesi hanno scritto al Primo Ministro e al Segretario della Sanità Andrew Lansley per manifestare la loro preoccupazione riguardo ai fallimenti e alle reazioni nocive dei farmaci.
Più di 10.000 persone in Gran Bretagna muoiono ogni anno per effetti collaterali dei trattamenti loro prescritti e gli scienziati chiedono che venga adottato un approccio innovativo in quanto ritengono che i test sugli animali, che precedono la sperimentazione clinica, ne siano in parte la causa.
Lo scienziato Tony Dexter, che gestisce un laboratorio di ricerca nel Cheshire ed è  uno dei firmatari, ha dichiarato: "Un problema fondamentale è che un topo non è un essere umano. I topi sono diversi nella taglia, nel metabolismo, nella dieta alimentare, quindi l'uso di animali per prevedere gli effetti sugli esseri umani è difficile.
Il cinquanta per cento dei composti che si dimostrano innocui nei ratti danno prova di non essere innocui negli esseri umani, quindi è davvero come fare il lancio di una moneta".
Gli esperti ora chiedono esperimenti basati sulla biologia umana, dove per vedere come l'uomo reagisce ad un nuovo trattamento, vengono testati i prodotti chimici su cellule umane.
I costi annuali delle cure ai pazienti che hanno avuto effetti collaterali negativi a farmaci è di circa £ 2 miliardi l'anno.Si ritiene che milioni di morti potrebbero essere evitati con l'uso delle nuove tecnologie disponibili. Centoquarantotto membri del parlamento hanno firmato una mozione di supporto a tale proposta.