Se vuoi sostenerci vai alla sezione
http://www.equivita.it/index.php/it/comesostenerci

Per continuare la nostra battaglia abbiamo bisogno di te

 ANCHE UNA PICCOLA DONAZIONE PUO’ FARE LA DIFFERENZA

 

 

 Newsletter sperimentazione animale ottobre 2011

 

 Scandaloso recepimento della direttiva europea 2010/63 sulla vivisezione
FONTE: LEAL
S
ottratto a ogni dibattito pubblico e parlamentare: così minaccia di essere il recepimento inglese della Direttiva sulla vivisezione approvata a Strasburgo nel settembre 2010. Il Governo di Londra ha, infatti, dichiarato di voler puntare su un iter di tipo amministrativo anziché politico,  affidandolo al Ministero degli Interni inglese, che elaborerà il testo senza presentarlo al Parlamento, se non per la votazione finale. Secondo la più antica società antivivisezionista inglese, la Società reale per la prevenzione della crudeltà sugli animali (RSPCA), la situazione è da “allarme rosso“. Altre importanti associazioni animaliste hanno unito le forze per denunciare questa prospettiva e chiedere al Governo di non abbassare gli standard di protezione degli animali da laboratorio di cui gode il Regno Unito. Ma è proprio quello che succederà se la Direttiva sarà recepita così com’è stata votata dal Parlamento europeo otto mesi fa.
Secondo le associazioni inglesi: “il Governo dovrebbe perseguire standard di benessere animale superiori a quelli definiti dalla legge europea, così da riflettere l’etica e la cultura dell’opinione pubblica britannica” .
Se le associazioni inglesi non ottengono ciò che chiedono, è molto probabile che gli altri 26 paesi europei si accodino promulgando testi di facciata, totalmente inefficaci a difendere la vita degli animali da laboratorio europei.
Il Comitato Scientifico Antivivisezionista EQUIVITA, pur considerando importante il benessere animale,  intende non soffermarsi sulle possibili migliorie alla direttiva europea 2010/63 (per quanto riguarda il recepimento in Italia e negli altri paesi europei) ma affermare la necessità dell’abolizione della vivisezione. Nessuna miglioria potrebbe, infatti, ovviare ai danni che la sperimentazione umana produce sugli animali umani e non. La sua inesattezza e infondatezza scientifica mette costantemente in pericolo la tutela della salute umana.

Per il Botox mai più test su animali
FONTE: TECNOLOGIA E AMBIENTE (http://www.tecnologia-ambiente.it/)
Il futuro degli animali da laboratorio sembra vedere un nuovo spiraglio di luce, grazie al Botox. I responsabili del Botox, le iniezioni che servono ad appiattire le rughe, hanno annunciato che la FDA ha approvato il nuovo metodo per i test di laboratorio. Questi test non prevedono cavie animali, ma l’utilizzo di cellule artificiali, come ha annunciato Irvine Allergan Inc. Il Vice presidente Senior dell’Allergan Inc. Tim Terrel,afferma: “Il nuovo approccio consente agli scienziati di testare molte più partite di farmaco e ottenere risultati più precisi per la valutazione dei nuovi farmaci” .
Secondo uno studio della rivista Nature, il 78%% dei biologi ricercatori preferisce non effettuare esperimenti su animali e afferma che i metodi alternativi non solo sono più etici ma anche più affidabili.
Tuttavia le stime effettive vedono ogni anno solo nei laboratori statunitensi l’utilizzo di milioni di animali. Nella stima effettiva sono stati inclusi anfibi, rettili, pesci, uccelli e roditori.
I test sugli animali sono esperimenti classici ma non danno risultati attendibili: l’organismo umano è molto diverso da quello animale, quindi gli animali vengono seviziati inutilmente. Ora gli scienziati hanno un metodo sicuro che farà gioire gli animalisti e i ricercatori.

Continuano le proteste a Montichiari
FONTI: Coordinamento Fermare Green Hill, Montichiari contro Green Hill

La protesta contro l’allevamento di cani beagles per la vivisezione (Green Hill) non accenna a fermarsi.
Dopo l’occupazione del tetto dell’allevamento del 14 ottobre scorso il Coordinamento Fermare Green Hill ha organizzato per il 19 novembre una manifestazione nazionale contro Green Hill e contro la vivisezione.
Moltissime persone (circa 4000) hanno voluto gridare in tale occasione il loro sdegno contro la vivisezione e chiedere la chiusura immediata dell’allevamento della morte. Ma la battaglia non si arresta.L’ultimo appuntamento sabato 2 dicembre, per richiedere la chiusura di Montichiari a fronte degli illeciti riscontrati, con due presidi. Il primo dinanzi al comune di Montichiari indetto dal “Comitato Montichiari contro Green Hill”, l’altro indetto dal “Coordinamento fermare Green Hill” dinanzi all’Asl di via Falcone.
In tale occasione, alcuni ragazzi hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame a oltranza davanti al municipio di Montichiari, per fare ulteriori pressioni al sindaco, Elena Zanola.

Presidio contro la mostra delle multinazionali del farmaco
FONTE: GEAPRESS

Sabato 26 novembre, fuori dalla Mostra d’Oltremare di Napoli ,in occasione del salone dell’Industria farmaceutica Pharma Expo, si è svolto un presidio antivivisezionista organizzato da Veg_in_Campania.
Gli attivisti presenti hanno sfruttato la presenza di importanti nomi del settore farmaceutico per denunciare l’infondatezza scientifica della sperimentazione animale, oltre alla sua ripugnanza etica.
In tale contesto è stato letto e distribuito diverso materiale informativo incentrato in particolare sulla non predittività dei test animali per valutare i farmaci da immettere in commercio. Ne risulta un grave rischio per la salute umana, dimostrato dal copioso numero di decessi ogni anno a seguito degli effetti collaterali dei farmaci (la stima è sulla centinaia di migliaia) non rivelati dai test su animali. Il motivo? A causa delle molteplici differenze tra le specie non è assolutamente possibile determinare la risposta di una specie studiandone un’altra. Senza considerare l’aggravante creata dalle condizioni di laboratorio, artificiali oltre che crudeli, che non permettono all’animale di essere modello scientifico valido neanche per la specie a cui appartiene.

Test di tossicità robotizzati delle sostanze chimiche: non usano animali, sono veloci, affidabili e decisamente meno costosi rispetto ai test su animali.
Fonte: AGIREORA NETWORK http://www.agireora.org
<http://www.agireora.org/>  
Scientific American illustra, in un suo recente articolo, un metodo robotizzato per i test di tossicità delle sostanze chimiche, che non usa animali, è veloce, affidabile - al contrario dei test su animali - e decisamente meno costoso.
Questa tecnica robotizzata viene usata all'interno del programma ToxCast dell'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) del governo statunitense.
L'articolo di Scientific American spiega che delle oltre 80.000 sostanze chimiche utilizzate negli USA, solo 300 circa sono state sottoposte a test di tossicità, e solo 5 sono finora state vietate o sono state in qualche modo limitate nell'uso.
Ora saranno sottoposte a test circa 10.000 sostanze usate nell'agricoltura e nell'industria, utilizando questo nuovo e rapido test per caratterizzarne la bioattività e poterne prevedere gli eventuali rischi.
L'apparecchiatura è formata da lastre in plastica su cui si trovano 1536 minuscoli fori in cui il robot lascia cadere quantità variabili delle diverse sostanze chimiche, che vanno a reagire con cellule e proteine umane. In pratica, ogni lastra ha 1536 sperimentazioni in corso in contemporanea. Una pila di 100 lastre può dunque contenere oltre 150.000 combinazioni di sostanze e cellule target.
Nell’articolo si specifica: “Oltre a essere lenti e oggetto di controversie, i test su animali non rivelano come una sostanza chimica possa agire sull'organismo umano, né danno alcuna indicazione sul meccanismo attraverso cui una data sostanza produce effetti tossici. Eseguendo semplicemente i test robotizzati, l'EPA e le agenzie collegate genereranno in pochi anni più informazioni sulla tossicità delle sostanze chimiche di quanto sia stato fatto nell'ultimo secolo. Le nuove informazioni che il metodo robotizzato farà scoprire potranno consentire alla tossicologia di evolvere da scienza reattiva a scienza predittiva; per esempio, i modelli della tossicità sul fegato basati sui test chimici potranno predire come le nuove sostanze interagiranno con il fegato, sulla base della struttura molecolare e di altre informazioni." (Scientific American, Robot Allows High-Speed Testing of Chemicals, 13 ottobre 2011)


Le medicine complementari ed omeopatiche riducono la spesa sanitaria ed allungano la vita
FONTE: LA LEVA DI ARCHIMEDE( http://www.laleva.org)

La prestigiosa rivista internazionale European Journal of Health Economics ha pubblicato uno studio condotto da due ricercatori olandesi Peter Kooreman ed Erik W, Baars, che evidenzia come i pazienti dei medici che hanno maturato anche una formazione in medicina complementare presentino un tasso di mortalità inferiore fino al 30%. A questo è correlata una ingente riduzione della spesa sanitaria per eventuali trattamenti medici, dovuta a un numero inferiore di ricoveri ospedalieri e a un minore ricorso a farmaci da prescrizione. Ciò è attribuito al fatto che i medici formati nelle medicine complementari tendono a privilegiare la prevenzione ed a promuovere la salute invece che ricorrere a priori a trattamenti farmacologici invasivi. Secondo Alessandro Pizzoccaro, presidente di GUNA S.p.a.,la più grande azienda italiana nel settore della produzione e distribuzione di farmaci e prodotti omeopatici, i dati provenienti dallo studio dovrebbero offrire uno spunto di riflessione sulle reali possibilità di un sistema sanitario che, integrando medicina tradizionale e complementare, possa avere un rapporto costo-benefici  più favorevole, puntando in particolar modo sulla preparazione dei medici in ambito universitario.
 
Individuata una nuova alternativa alla sperimentazione animale, utilizzabile sia in cosmetica che nel regolamento Reach
FONTE:
LE SCIENZE http://lescienze.espresso.repubblica.it <http://lescienze.espresso.repubblica.it/>
I ricercatori dell’università di Lund, in Svezia, hanno pubblicato una ricerca sulla rivista on-line BMC Genomics che dimostra come la risposta di cellule umane coltivate in laboratorio possa essere utilizzata per studiare la dermatite da contatto. E’ possibile in tal modo classificare le sostanze chimiche come sensibilizzanti o non-sensibilizzanti, e prevedere l'intensità dell'eventuale risposta allergica, fornendo un’alternativa valida e veloce alla sperimentazione animale.
I ricercatori hanno inoltre utilizzato il profilo genomico per misurare la risposta a sostanze chimiche conosciute di una linea affetta da leucemia mieloide umana.
Sulla base dei risultati ottenuti essi hanno definito una procedura in grado di individuare con precisione gli agenti chimici sensibilizzanti e non-sensibilizzanti, nonché la potenza allergenica, ossia l'intensità della risposta del sistema immunitario.
Carl Borrebaeck, direttore dello studio, evidenzia come questa alternativa, oltre ad essere più veloce rispetto alle altre modalità in cui vengono usati modelli animali, sia anche più rilevante.
Le cellule utilizzate, infatti, sono di origine umana, e il loro uso permette di adempiere, con l’unica modalità scientificamente esatta, alle prescrizioni imposte dal regolamento REACH.Tale regolamento prevede che tutte le sostanze chimiche nuove e esistenti siano testate sotto il profillo della sicurezza) per la valutazione delle nuove sostanze da immettere nell’ambiente.

Il dalmata di nome Queenie muore nel corso di esperimenti illegali alla Wayne State University
FONTE: www.pcrm.org

Queenie e molti altri cani hanno subito  traumatici esperimenti cardiaci alla Wayne State University di Detroit (Michigan) in violazione, secondo una petizione presentata da PCRM (Physicians Committee for Responsible Medicine ), la legge  sulla protezione degli animali.
Secondo le cartelle cliniche ottenute attraverso il Freedom of Information Act del Michigan, il petto di Queenie, cagnolina proveniente da un rifugio, è  stato tagliato ed aperto in modo tale da permettere agli sperimentatori di installarvi dei dispositivi, dopodichè è stata costretta a correre nel corso di decine di esperimenti su dei tapis roulant con dei cateteri sporgenti dal  corpo e pesanti incisioni che causavano continue perdite di fluidi corporei, provocando dolore e angoscia costante e un'ipertensione indotta dalla riduzione del flusso di sangue ai suoi reni. Il 29 giugno 2010, Queenie  è stato uccisa in laboratorio dopo che uno dei dispositivi, una volta spezzatosi, è rientrato nel suo corpo.
"Gli esperimenti illegali sui cani nello stato del Wayne devono essere interrotti e soppressi immediatamente", afferma John J. Pippin, , direttore degli affari accademici per PCRM. "Come cardiologo, io so che i progressi nel trattamento di pazienti con insufficienza cardiaca e ipertensione provengono da studi epidemiologici , clinici ed altri metodi di ricerca basati sul funzionamento dell’organismo umano. L'uso di animali negli esperimenti cardiaci non protegge la salute umana e infligge sofferenze terribili sui cani come Queenie ".
 
L’esercito americano porrà fine all’utilizzo di scimmie  nei corsi di addestramento.
FONTE
: www.pcrm.org
L'esercito americano  fermerà l’avvelenamento delle scimmie destinate agli esercizi di addestramento sulle armi chimiche. Dopo la recente denuncia legale di PCRM (Physicians Committee for Responsible Medicine), il Dipartimento della Difesa ha accettato di passare a metodi di allenamento che non prevedono l’utilizzo di animali.
John J. Pippin, MD, FACC, direttore degli affari accademici per PCRM dichiara: "Medici militari professionisti dovrebbero essere pienamente preparati ad affrontare un attacco di armi chimiche, e la migliore formazione si effettua con i simulatori di pazienti umani ed altri metodi tecnologici".
Se però i funzionari dell'esercito hanno deciso di porre fine a questo uso di animali a favore di tali metodologie, non si sono espressi riguardo le tempistiche di tale avvenimento , affermando solo che l'uso di scimmie terminerà nel prossimo futuro.
 
Il Canada pone fine ai crudeli esperimenti eseguiti su animali vivi in traumatologia
FONTE: www.pcrm.org
Il Canada ha messo fine all’utilizzo letale di animali vivi per la formazione in traumatologia. Le ultime due istituzioni nel paese che adoperavano ancora animali-l'Università di Sherbrooke e l’Hôpital du Sacré-Coeur di Montreal- recentemente sono passati ai metodi alternativi.
 Se precedentemente molte procedure chiamate Advanced Trauma Life Support (ATLS) utilizzavano  cani e maiali anestetizzati e tagliati chirurgicamente come modello per esercitare le procedure di emergenza medica,  dal 2009 otto programmi ATLS hanno sostituito l'uso di animali con simulatori sviluppati appositamente per l’esercitazione traumatologica . Ora tutti i programmi ATLS in Canada utilizzano soltanto metodi di formazione medica moderni che meglio istruiscono i professionisti medici per  curare le lesioni da trauma.
Solo cinque tra 240 programmi ATLS negli Stati Uniti continuano a usare animali vivi nella formazione medica: questo cambiamento è stato facilitato dalle innovazioni nella tecnologia di simulazione medica, da una crescente consapevolezza delle problematiche etiche, e da un riconoscimento crescente che la formazione medica deve essere centrata sull’essere umano.