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Newsletter manipolazioni genetiche
Maggio 2012


23 maggio 2012
Il salmone Ogm è in tavola
Fonte: Fondazione diritti genetici
Se non siete dell'idea che il tradizionale salmone, che nuota felice nelle acque fredde dell'Oceano, debba essere sostituito a breve dal suo sosia, geneticamente modificato, cresciuto su terraferma in grandi vasche di allevamento intensivo, può essere sarà possibile che entro breve abbiate qualche cruccio in più.
La Food And Drug Administration (Agenzia governativa americana che decide in campo alimentare e farmaceutico negli States) sta valutando l'impatto ambientale di tale nuovo organismo, dopo aver già decretato nel 2010  la sua sicurezza per i consumatori.
E' il primo dei tanti esperimenti di acquacoltura che finirà sulle nostre tavole in caso approvazione. Sono attività remunerative perché il pesce cresce in minor tempo e può essere ovviamente meglio controllato, senza che nemmeno debba essere pescato. l'AquaBounty, azienda biotech che ne detiene il brevetto, lo sa bene e ancor meglio lo sa il magnate russo Kakha Bendukidze , ex biologo molecolare a cui appartengono quasi la metà delle azioni della stessa.

11 maggio 2012
Arraffare terra
Fonte: Fondazione diritti genetici
Esiste un gigantesco registro in cui vengono inseriti in forma pubblica  tutti i contratti, dal 2000 a oggi, di compravendita di terre provenienti dai Paesi in via di sviluppo, che vengono arraffate a basso prezzo da poche ma potenti multinazionali.
“ Land Matrix”, il portale in questione, creato dalla ILC (International Land Coalition), coalizione di organizzazioni non governative, ha deciso di rendere visibile un fenomeno non molto conosciuto, ma non per questo meno pericoloso.
I contratti coprono 76,329,194 ettari di terra ( circa metà dell'Europa) e interessano il 48% del territorio africano, sopratutto la parte orientale, mentre l'Indonesia viene “comprata” sopratutto per deforestarla.
Le attività a cui i terreni vengono destinati sono di sfruttamento minerario e agricolo, di piantagioni e di monocolture che rappresentano ovviamente un danno sia economico per i governi locali, sia ambientale per tutti noi.
Gli investitori? Il governo dell’India, la compagnia di telecomunicazioni cinese ZTE International e la Indah Kiat Pulp & Paper, la più grande multinazionale della carta.
Questo fenomeno è stato battezzato “land grabbing” ma, purtroppo, non sembra essere una novità.
 
04 maggio 2012
Fonte: Fondazione diritti genetici
I maiali in Danimarca potrebbero riscoprire il buon vecchio mangime senza Ogm
Al di là delle nostre considerazioni negative sugli allevamenti di animali che  tolgono loro qualsiasi dignità, questa notizia ha un forte valore scientifico in quanto il cibo Ogm fa male sia agli esseri umani che animali.
L'idea di provare ad utilizzare un mangime per suini composto da farina di pesce e soia convenzionale è stata di un allevatore danese: Borup Pedersen aiutato da una Ong, “Gmfree Cymru”, che ha stilato un dossier sui risultati ottenuti dal danese con i suoi animali.
Dati sorprendenti hanno reso felice l'uomo: i maiali si ammalano meno, i fenomeni di malformazioni, ulcere, dissenteria e altre patologie riguardanti l'apparato gastrointestinale sono diminuiti fin quasi a scomparire. Le scrofe hanno più latte e partoriscono fino a 12 maialini in media, sono in netto calo anche i decessi alla nascita.
Ovviamente l'allevatore ha deciso che spendere di più per il mangime è più conveniente se poi diminuiscono le spese sanitarie e aumentano i profitti derivanti da animali sani e forti.
Il Centro di ricerca danese sui suini ha testato la differenza tra la soia transgenica sottoposta ad erbicida a base di glifosato e una non geneticamente modificata ed esente dal glifosato, sui maiali in età da macello. Quello che però non si è  preso in considerazione è che il periodo “critico “ è quello dello svezzamento in cui è più facile che si utilizzi il mangime Ogm.
Il dossier di Borup Pedersen è stato pubblicato da una rivista  danese
del settore perché i risultati siano di dominio pubblico.

26 aprile 2012
Il consumismo e la crescita demografica sono insostenibili
Fonte: Fondazione diritti genetici
La Royal Society ha pubblicato un rapporto in cui vengono descritti i due grandi mali del mondo contemporaneo: il consumismo nel nord e la crescita demografica nel sud del mondo, entrambi fenomeni incontrollati, entrambi gravanti sopratutto sui Paesi più poveri.
Quello che però emerge da tale ricerca è che i risultati ottenuti non sono più sostenibili, che le conseguenze saranno disastrose sulle generazioni future, che il nostro Pianeta è in declino.
Non c'è molto di nuovo in questo documento che aveva come obiettivo ovviamente gli incontri internazionali di questo periodo ( Rio +20 e la revisione del Millennium Development Goals del 2015) del settore. Per ora le nove raccomandazioni del rapporto inglese non sono state ascoltate con molto interesse negli incontri internazionali.

20 aprile 2012
Il mais transgenico e i funghi
Fonte: Fondazione diritti genetici
Una ricerca svolta dall'Università di Portland  mette in luce i danni che il mais Bt provoca all'ecosistema del suolo, impoverendolo e rendendolo meno fertile.
Sembra infatti che questo organismo,  sviluppato dalla Monsanto per essere resistente agli insetti dannosi, potrebbe allontanare anche la formazione di un particolare tipo di fungo,“arbuscular mycorrhizal fungi” , che crescendo sulle radici della pianta ospitante l'aiuta ad attirare una maggiore quantità di acqua e sostanze nutritive, ricavando per sé prodotti organici.
Si è osservata una coltura minore del fungo nel mais Ogm coltivato in serra rispetto al mais tradizionale ma sono ancora molti i test da fare. Il prossimo obiettivo è capire se l'effetto esiste anche nel terreno coltivato con questa pianta modificata, e se arreca danno anche alle altre colture.

02 maggio 2012
Piooner Hi Bred Italia Srl vs Il Ministero delle Politiche agricole
Fonte: Fondazione diritti genetici
L'avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Yves Bot, ha reso pubblica la sua dichiarazione riguardo la controversia tra l'industria sementiera ed il nostro Ministero.
Se infatti, secondo Bot, uno Stato dell'Unione può adottare la politica che ritiene migliore per evitare la presenza involontaria di Ogm nell'ambiente, è anche vero che non può opporsi alla coltivazione sul proprio territorio di ibridi accettati e regolarmente iscritti al catalogo comune delle varietà agricole; in questo elenco è infatti registrata la varietà di mais geneticamente modificato Mon 810, la quale rappresenta il pomo della discordia tra i due.
L'opinione dell'avvocato può dare risposta all'interrogativo del Consiglio di Stato riguardante l'interpretazione dell'art.26 bis della Direttiva europea 2001/18 sull'immissione nell'ambiente di Ogm.
Per fortuna queste conclusioni non sono vincolanti per la Corte.
 
14 maggio 2012
Si può camminare a braccetto con gli Ogm?
Fonte: Ag Professional
La coesistenza tra i prodotti agricoli convenzionali e quelli geneticamente modificati ha funzionato dalla loro scoperta alla loro immissione sul mercato, ma tutti noi abbiamo avuto paura che prima o poi questi organismi avrebbero soppiantato i primi. Più la loro varietà aumenta più queste paure diventano concrete.
Mike Gumina, presidente dell'Associazione Americana per il Commercio delle Sementi e vice della Piooner Hi-Bred afferma che la coesistenza non è un argomento valido solo per le biotecnologie, ma che sistemi differenti di produzione agricola sono stati praticati in prossimità gli uni degli altri per secoli, in ogni parte del mondo.
Gli esempi classici sono il mais giallo vicino a quello bianco o il peperone rosso vicino a quello verde o ancora la cipolla gialla e quella bianca.
L' Amministrazione Obama e il Segretario dell'Agricoltura Tom Vilsack hanno preferito tuttavia determinare la necessità di indirizzo sulla coesistenza formando una Commissione consultiva  di 23 esperti sulle Biotecnologie e l'Agricoltura del ventunesimo secolo (AC21).
Lo scopo di tale organo è quello di indirizzare e calcolare i rischi della coesistenza e i meccanismi di potenziale compensazione per le colture contaminate.
L'originale AC21 fu creata nel 2003con scarsi risultati.
Il medesimo tema è stato affrontato  durante la Conferenza del Nord America sulla coltura mondiale insieme a quello sul consenso di produzione/consumo di tali prodotti e a quello sulla loro sicurezza.
I partecipanti affermano che il principio che li accomuna è quello della qualità, essi infatti ricordano che storicamente colui che si specializzava su di un unico prodotto, era il solo che, forte delle garanzie della sua coltura, accettava le responsabilità di innalzare la qualità della stessa.
Purtroppo la coesistenza è guidata solamente dalle condizioni di domanda che detta il mercato e quindi spesso si perde di vista l'importanza della sicurezza della coltura.
La commissione AC21 continua il suo lavoro in modo professionale consapevole dei molti interessi contrastanti in campo.
 

10 maggio 2012
Se sei il presidente del consiglio di amministrazione  Efsa non puoi stare a capo di una fondazione finanziata dall'industria agroalimentare
Fonte: Parma Today
Si tratta di conflitto di interessi per la presidente Diana Banati costretta a dimettersi dalla sua carica presso l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
Uno dei tanti casi di “porte girevoli”, cioè di persone associate o presidenti di fondazioni finanziate da industrie del campo agroalimentare e delle biotecnologie che rivestono contemporaneamente ruoli decisionali importanti in campo europeo e che sono in tal modo in grado di manovrare al meglio le scelte politiche più vantaggiose per le aziende partner.
Banati era già da tempo membro del Consiglio scientifico dell' Ilsi, la fondazione in questione, senza che ciò fosse mai risultato durante la sua presidenza presso l'Autorità europea. Ora però la sua situazione si era aggravata in quanto essa aveva deciso di accettare la carica di direttore esecutivo e scientifico della stessa.
Questa è una ulteriore tacca negativa nella nostra valutazione dell'Efsa e della sua posizione pubblica. Infatti l'Efsa è già stata reputata in passato poco obiettiva nei suoi giudizi scientifici riguardanto la sicurezza dei prodotti Ogm.
 
22 maggio 2012
Richmond (Virginia) approva il divieto sulle colture geneticamente modificate
Fonte: www.vancouversun.com www.genet-info.org
Il consiglio di Richmond ha approvato una mozione che vieta piante e colture GM sul territorio, grazie ad un’aspra battaglia portata avanti dagli oppositori ai prodotti GM. Questi si sono presentati al consiglio della città con una petizione firmata da gran parte della popolazione.
La mozione prevede anche l’etichettatura di tutti i prodotti contenenti sostanze geneticamente modificate. Richmond non può legalmente applicare il divieto, essendo gli OGM regolamentati federalmente. Tuttavia è molto importante il messaggio trasmesso da questa decisione al resto del Paese. Richmond svilupperà inoltre un programma di sensibilizzazione pubblica, per educare e rendere consapevole la città della dinamica degli OGM.  

18 maggio 2012
Scoperte in Italia sperimentazioni illegali di ciliegia, kiwi, e ulivo GM dalla Fondazione Diritti Genetici
Fonte: www.fondazionedirittigenetici.org <http://www.fondazionedirittigenetici.org> ; www.genet-info.org <http://www.genet-info.org>   
L’associazione no profit Fondazione Diritti Genetici (FDR) ha scoperto un campo sperimentale di alberi GM, piantato dalla Facoltà di Agraria di Viterbo, il cui permesso è scaduto nel 2008. La Facoltà aveva infatti ottenuto un permesso decennale nel 1998 per effettuare ricerca su diversi tipi di piante da rendere resistenti alle infezioni di funghi.  Nel 2010 l’Autorità Nazionale Competente ha negato la proroga fino al 2014 dell'autorizzazione del progetto, ordinando inoltre l’eliminazione degli alberi e la depurazione del sito. Tuttavia, visti i costi che comporta la messa in sicurezza della zona, la Facoltà di Agraria non ha ancora provveduto ad adempiere l’ordinanza dell’autorità nazionale competente.
E' molto alto il rischio di incrocio, durante la fioritura, con piante non geneticamente modificate, vista la presenza vicino al sito universitario di campi di ciliegi e uliveti.
FDR chiede quindi alla Facoltà di Agraria di Viterbo di rimediare al più presto a tale problema, rispettare gli ordini dell’autorità nazionale competente e bonificare il sito al più presto.
Tuttavia, data la probabile contaminazione delle coltivazioni circostanti, FDR ha proposto di effettuare uno studio che investa l’area circostante il sito della facoltà, nel raggio di 5km, per verificare come i pollini delle piante GM possano interagire con piante endemiche dell’ambiente circostante e indurre modificazioni in queste.
 
10 maggio 2012
Il parlamento europeo vota contro i brevetti su piante e animali
Fonte: www.no-patents-on-seeds.org <http://www.no-patents-on-seeds.org>  <http://www.no-patents-on-seeds.org>  
Oggi il Parlamento Europeo ha firmato una risoluzione in cui chiede all’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, di sospendere la concessione di brevetti su piante e animali.
Negli ultimi anni l’escalation dell’EPO (Ufficio Europeo dei Brevetti) ci ha molto allarmato. Esso è giunto a rilasciare brevetti - in numero sempre crescente - anche su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali (senza far uso di modifiche genetiche) ovvero  su organismi esclusi che anche la direttiva 98/44 che regolamente i brevetti sulla materia vivente, esclude dalla brevttabilità. In molti casi, inoltre, i nuovi brevetti coprono l’intera filiera di produzione alimentare o agricola.
Questi brevetti creano nuovi vincoli di dipendenza per gli agricoltori, gli allevatori e i produttori di cibo. Ciò deve essere considerato come appropriazione indebita delle risorse basilari per la produzione agricola e alimentare e, in maniera più generale, una violazione della legge brevettuale.
Il Parlamento europeo è stato sollecitato da vari Parlament nazionali e in particolare da quello tedesco, che con voto maggioritario hanno adottato una risoluzionecontro tutti i brevetti su piante ed animali.
Christoph Then e Ruth Tippe, coordinatori di "No Patents on Seeds", la coalizione di Ong che sii muove per frenare e denunciare l'attività davvero bizzarra dell'EPO, hanno esèresso la loro preoccupazione nei confronti degli abusi che le grandi corporations chimico-fsrmsceutico-biotech  fanno delle leggi brevettuale e dell'agricoltura dei paesi poveri. Essi hanno incitato i governi degli Stati membri a risolvere il problema reintroducendo nella legge europea il cosidetto "privilegio dell'agricoltore" chw dà gli agricoltori, allevatori e selezionatori libero accesso ad ogni materiale genetico, anche quello già brevettato.o
Molti stati europei, Francia e Germania in primis, vorrebbero che cambiasse la sede dell’Ufficio Europeo dei brevetti, accusato di stringere accordi e favorire grandi multinazionali come Monsanto, Dupont, Syngenta e Bayer.
La stessa No Patents on Seeds ha espresso la propria preoccupazione in un audizione al Parlamento Europeo, forte di migliaia di firme alla propria petizione, contro i brevetti sulle piante e il monopolio che le grandi multinazionali delle sementi vogliono sviluppare su queste.
 
Maggio 2012
Agricoltori contro Monsanto
Fonte: http://aspta.org.br/ ; http://www.infogm.org/spip.php?article5124; http://www.rfi.fr/emission/20120510-cette-annee-le-burkina-faso-abandonne-le-coton-ogm
Il Tribunale Superiore di Giustizia del Brasile ha iniziato a esaminare la protesta di produttori ed agricoltori contro l'imposizione di una royalty del 2% sulla commercializzazione dei prodotti ricavati da sementi proprie, ottenuti con sementi di soia Roundup Ready (RR) della Monsanto. Secondo i ricorrenti, i diritti di proprietà imposti dalla multinazionale sulla soia GM possono essere fatti valere solo nel momento dell'acquisto delle sementi, e non sui raccolti successivi. I 354 sindacati che si sono mossi a favore dei lavoratori rurali intendono sottrarsi all'obbligo di pagare le royalty e contemporaneamente riavere indietro quanto versato finora: 15 miliardi di real. La Monsanto ha confutato la legittimità dei sindacati, affermando la mancanza di poteri da parte di quest ultimi. Il Tribunale Superiore di Giustizia è stato quindi chiamato ad esaminare le problematiche. Per il momento i ricorrenti hanno riscosso due voti favorevoli.

 
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