Newsletter OGM agosto 2011


29/08/2011
Stati Uniti: erbicida Roundup trovato nell'acqua dei fiumi e nella pioggia del bacino del Mississippi
Fonte: USGS, GMFreeze, Reuters

L'erbicida Roundup della Monsanto è stato rinvenuto nell'acqua dei fiumi e nelle precipitazioni del bacino del Mississippi, regione ove da quindici anni a questa parte il prodotto è massicciamente impiegato per la coltivazione del mais, della soia e del cotone geneticamente modificati. La notizia giunge dallo US Geological Survey (USGS), agenzia del Dipartimento dell'Interno USA incaricata di monitorare lo stato di salute degli ecosistemi e dell'ambiente statunitensi, e dimostra che il Roundup si disperde nell'ambiente dai terreni di coltivazione andando a contaminare le risorse naturali.
Rilevamenti effettuati su campioni di acqua piovana, dei fiumi e di aria in tre zone degli stati del Mississippi, dell'Iowa e dell'Indiana hanno permesso di accertare che il principio attivo del Roundup (glifosate) e il suo principale metabolita (AMPA) erano presenti in oltre il 60% dei casi esaminati. I rilevamenti hanno dimostrato, inoltre, che dal 1992 al 2007 la quantità di glifosate utilizzata nel paese è aumentata di 8 volte, passando da meno di 11.000 a 88.000 tonnellate. Lo stesso vertiginoso incremento è stato registrato in altri paesi in cui le colture gm sono state adottate a livello commerciale. In Brasile, dal 2003 al 2007 la quantità di glifosate utilizzata è passata da 57.000 a 300.000 tonnellate (dati dell'Agenzia nazionale si vigilanza sanitaria - ANVISA).
Dichiara Paul Capel, chimico e coordinatore delle ricerche presso l'USGS: "Il glifosate è diffusamente presente nell'ambiente in livelli significativi".
E' urgente, quindi, riconsiderare l'impatto dell'erbicida sulla salute umana e sull'ambiente, sospendere in via precauzionale l'uso del Roundup e congelare ogni nuova autorizzazione di prodotti gm resistenti all'erbicida. Nota ancora Paul Capel: "Nonostante il Roundup sia l'erbicida più usato al mondo, sappiamo molto poco sui suoi effetti ambientali a lungo termine".
I dati ottenuti dalla ricerca dell'USGS sono stati trasmessi all'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA) degli Stati Uniti che entro il 2015 dovrà decidere se imporre limiti alla vendita del prodotto. In UE, la data per il riesame del Roundup previsto per il 2021 è slittata al 2015.

11/08/2011
India: la Monsanto sarà processata per biopirateria per la melanzana Bt
Fonte: ESGIndia (www.esgindia.org
)
L'Autorità Nazionale indiana per la Biodiversità (NBA) ha deciso di avviare un'azione legale contro la Monsanto e altre organizzazioni coinvolte nello sviluppo della melanzana Bt. Secondo la NBA, nel mettere a punto la melanzana transgenica, la Monsanto e i suoi collaboratori hanno usato varietà tradizionali senza richiedere la necessaria autorizzazione alle autorità competenti. I collaboratori della Monsanto comprendono, tra gli altri, la sua sussidiaria indiana Mahyco, le università agricole del Karnataka e del Tamil Nadu e la Satguru Management Consultant, impresa indiana che rappresenta, a sua volta, un consorzio di soggetti facente capo all'Agenzia per lo sviluppo internazionale statunitense (USAID) e alla Cornell University.
La legge sulla diversità biologica del paese (Biological Diversity Act, 2002) prevede che l'uso delle varietà tradizionali possa avvenire solo su autorizzazione delle autorità locali e nazionali competenti. La legge prevede, inoltre, che laddove queste siano utilizzate per fini commerciali, scientifici o di altro tipo, le comunità locali - che le hanno tutelate per secoli - siano consultate e messe a parte dei profitti secondo quanto dispone anche il "Protocollo internazionale sull'accesso alle risorse genetiche e l'equa condivisione dei benefici".
L'introduzione nell'ambiente della melanzana Bt, primo ortaggio gm destinato al consumo umano, è stata scongiurata dalla moratoria emanata a febbrario 2011 dall'allora ministro dell'Ambiente Jairam Ramesh. Al termine di una serie di consultazioni pubbliche organizzate in tutto il paese, il ministro ha deliberato che immettere nell'ambiente la melanzana Bt fosse prematuro alla luce dell'ancora scarsa conoscenza degli effetti ambientali, sanitari e sociali degli Ogm. In occasione della consultazione pubblica tenutasi nello stato del Bangalore, a febbrario del 2010, la questione dell'uso illegale delle varietà tradizionali è stata portata all'attenzione del ministro Ramesh dall'ESG India, associazione ambientalista con sede nella regione autrice del ricorso da cui ha preso le mosse l'inchiesta dell'autorità nazionale. Secondo l'associazione, Monsanto e collaboratori hanno consapevolmente violato le leggi che tutelano la biodiversità del paese commettendo un atto di biopirateria, "reato grave, perseguibile dalla legge, che non consente la libertà su cauzione e che può costare multe salate agli interessati".

09/08/11
USA: agricoltotri intrappolati nella spirale di pesticidi
Fonte: PAN (Pesticide Action Network) North America

http://www.panna.org

Il disastro ecologico, economico e agronomico provocato dalle colture resistenti a erbicidi è ormai noto: oltre 10 milioni di ettari di infestanti resistenti all'erbicida Roundup della Monsanto, macchine agricole danneggiate da piante di amaranto resistenti al glifosate spesse quanto mazze da baseball, la Monsanto costretta a sovvenzionare gli agricoltori perché irrorino i loro campi con erbicidi prodotti da società rivali, in cantiere una nuova generazione di colture geneticamente manipolate  per resistere all'azione di erbicidi più vecchi e più pericolsi (vedi  reportage di ACBNews: http://abcnews.go.com/WNT/video?id=8767877).
La scorsa settimana, tuttavia, ha portato nuove cattive notizie per la Monsanto. A distanza di pochi giorni, infatti, due autorevoli testate statunitensi, Wall Street Journal e Business Week, hanno riferito di accertati casi di resistenza al mais Bt della mutinazionale negli stati dell'Iowa e dell'Illinois. In entrambi i casi, il parassita incriminato è la diabrotica del mais, insetto che attacca la pianta alle radici provocandone l'allettamento e compromettendone gravemente la crescita. Notizie dello stesso tenore, inoltre, sono giunte  nel 2010 da altri paesi del mondo, tra cui India (ove la resistenza degli insetti ha generato gravi perdite nei raccolti) e Sud Africa.
Secondo lo scienziato Marcia Ishii-Eiteman del PANNA, siamo in presenza di un classico di “spirale di pesticidi”.L'applicazione di un pesticida (con mezzi convenzionali o mediante piante geneticamente modificate per produrre una certa tossina), cioè, consente di eliminare molti, ma non tutti, gli organismi bersaglio. Tra i sopravvissuti, alcuni trasmettono i tratti genetici della resistenza alle generazioni successive, dando luogo a popolazioni via via più resistenti. Intrappolati in questa spirale, gli agricoltori non possono che usare sempre più sostanze chimiche nonché sostanze sempre più tossiche nel tentativo di tenere sotto controllo popolazioni di parassiti che finiscono comunque col diventare immuni a ogni nuovo tipo o classe di pesticidi. Se a questo, poi, si aggiunge l'insorgenza di parassiti secondari, venuti a colmare la nicchia ecologica lasciata libera dalla seppur temporanea eliminazione di quelli primari, il quadro della disfatta di una strategia venduta come capace di debellare efficacemente i parassiti riducendo allo stesso tempo l'inquinamento causato dai pesticidi è evidente.
Rattrista particolarmente che la resistenza degli insetti alla tossina Bt metta a rischio l'efficacia di una sostanza usata per oltre 40 anni nella sua forma naturale nelle coltivazioni biologiche, e che l'infausto epilogo di questa avventura fosse stato pronosticato con precisione dagli scienziati sin dal 1993. Dieci anni più tardi, gli scienziati dell'EPA chiesero lumi su come prevenire il fenomeno della resistenza, ma edotti sulla necessità di istituire zone rifugio di colture non gm pari al 50% del seminato, optarono invece per un'estensione del solo 20% per non intaccare i profitti della Monsanto.
Del resto, nota ancora Ishii-Eiteman, il fenomeno della resistenza di piante e insetti e il rafforzamento dei parassiti secondari nel linguaggio dell'industria si chiama "obsolescenza programmata" ed è un ottimo affare perché obbliga gli agricoltori all'acquisto di prodotti sempre nuovi e sempre più potenti.

19/08/11
Argentina: approvata soia gm resistente all'erbicida glufosinate della Bayer
Fonte: You Tube, Equivita, Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

http://www.youtube.com/watch?v=80CYlK0isIs

A 15 anni dall'approvazione della prima varietà di soia gm (soia Roundup Ready della Monsanto), il ministero dell'Agricoltura si prepara ad approvare una nuova varietà di soia resistente a erbicidi: la soia Liberty Link resistente al glufosinate ammonio della Bayer. Secondo il sottosegretario all'agricoltura Lorenzo Basso, che ha annunciato il provvedimento, l'approvazione della nuova varietà costituisce un passo importante per il paese in quanto accresce la competitività della sua agricoltura, offre una soluzione al problema delle infestanti resistenti al glifosate e consente di adeguare il sistema delle autorizzazioni nazionali a quello statunitense e brasiliano.
"Difficile immaginare come possa una simile decisione portare qualcosa di buono all'agricoltura o al paese tutto", dichiara Fabrizia Pratesi del Comitato Scientifico EQUIVITA. "Sul piano della produttività, dati ufficiali del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) dimostrano che laddove le colture gm sono state adottate per la produzione commerciale, i rendimenti sono risultati pari o inferiori a quelli delle colture tradizionali (http://www.ers.usda.gov/Briefing/Biotechnology/chapter1.htm). L'idea che si possa risolvere il problema della resistenza al glifosate introducendo nell'ambiente una nuova varietà di pianta resistente a erbicidi, inoltre, è del tutto insensata. La resistenza, infatti, si sviluppa con l'uso insistito e ripetuto nel tempo e nello spazio di un unico agente di controllo. Se adottata massicciamente, la soia Liberty Link non farà che dar vita a una nuova generazione di piante resistenti. Un discorso a parte merita, infine, l'erbicida glufosinate. Commercializzato dalla Bayer con il marchio "Liberty" e "Basta", tra i diserbanti più venduti al mondo, nel 2009 è stato incluso dal Parlamento europeo in un elenco di 22 sostanze pesticide da rimuovere dal mercato perché cancerogene, mutagene o reprotossiche. Come tutte le colture resistenti a erbicidi, la soia resistente al glufosinate ammonio della Bayer provocherà un rialzo esponenziale nella quantità di diserbante utilizzato, un'eventualità da evitare con ogni mezzo considerata la tossicità del prodotto e la grave condizione di contaminazione in cui il paese già versa per effetto delle colture gm. Per non citare poi i danni alla salute che questi pesticidi stanno recando, come dimostrato dall’aumento esponenziale di malattie tumorali e neurodegenerativa. Questo è legato a tale imponente inquinamento chimico, come confermano numerosi studi scientifici.

03/08/11
USA: una sentenza tutela il biologico: la deriva di pesticidi è una forma di violazione della proprietà
Fonte: Natural News

La deriva di pesticidi su campi biologici può costituire violazione della proprietà. Così ha deciso il 25 luglio scorso una Corte di Appello dello stato del Minnesota pronunciandosi sul caso presentato da Oluf e Debra Johnson, proprietari di un'azienda biologica, contro la Paynesville Farmers Union Cooperative Oil Company, rea di aver ripetutamente contaminato le coltivazioni biologiche dei coniugi irrorando pesticidi su adiacenti campi tradizionali. Dopo l'ultimo episodio di contaminazione, avvenuto nel 2007, il Dipartimento dell'Agricoltura del Minnesota ha imposto ai Johnson di distruggere parte del proprio raccolto e di interrompere la produzione biologica per un periodo di tre anni. I Johnson hanno deciso allora di avviare una causa civile contro la Paynesville Farmers Union, citandola per violazione di proprietà, turbativa e negligenza. La corte di primo grado ha respinto tutte e tre le accuse giudicando che la deriva di pesticidi non potesse essere considerata una forma di violazione della proprietà e che i coniugi non avessero dimostrato di essere stati danneggiati dalla deriva delle sostanze. La Corte di Appello, tuttavia, sulla base di sentenze emanate da altre giurisdizioni, ha stabilito che il particolato proveniente da proprietà altrui può costituire violazione di proprietà.

25/08/11
WikiLeaks: il governo statunitense è lo sponsor mondiale dell'industria biotech
Fonte: WikiLeaks, Truth Out

(http://wikileaks.org/)
Decine di comunicazioni riservate, diffuse in questi giorni da WikiLeaks, confermano che il governo statunitense lavora assiduamente alla promozione delle agro-biotecnologie presso i governi stranieri, anche attraverso le proprie rappresentanze diplomatiche estere.
In un cablo del 2010, la Sezione economia, agricoltura e affari pubblici dell'ambasciat a statunitense di Rabat chiede al Dipartimento di Stato USA di stanziare fondi per un "programma di sensibilizzazione sulle biotecnologie", ovvero un ciclo di seminari di approfondimento da tenersi presso istituzioni chiave del paese (l'Istituto nazionale di ricerca agronomica - INRA, il Reale istituto di studi strategici – IRES, e le università) per influenzare positivamente scienziati ed esponenti delle istituzioni, compresi consulenti vicini al palazzo reale. Nel cablo si spiega come, considerate le relazioni commerciali che intercorrono tra Marocco e UE, non sia opportuno, in prima istanza, premere per l'approvazione degli Ogm alimentari, ma che le colture gm destinate alla produzione di biocarburanti e quelle progettate per resistere alla siccità possono risultare appetibili in un paese che importa il 97% dell'energia utilizzata e già avverte gli effetti dei cambiamenti climatici. L'obiettivo è dunque ammorbidire la resistenza nazionale agli Ogm facendo leva sui bisogni specifici della regione. Il costo dell'intera operazione ammonterebbe a quasi 18.000 dollari e garantirebbe la partecipazione di due o tre esperti statunitensi del settore.
In un cablo inviato dall'ambasciata statunitense di Tunisi nel 2010, invece, si evidenzia come il paese sia prossimo al varo di una legge che potrebbe consentire l'importazione, la commercializzazione e la coltivazione dei transgenici entro lo stato. Sullo sfondo, ancora la presunta interferenza culturale dell'UE scettica sull'utilità e la convenienza delle biotecnologie. L'ambasciata chiede allora al governo finanziamenti per un workshop internazionale di una giornata, ancora destinato a scienziati e politici, ma anche a Ong locali, e attività di lobby presso centri di ricerca e uffici dei ministeri. Il tutto, per controbilanciare gli effetti della politica europea e incoraggiare l'adozione di un "approccio regolatorio basato sulla scienza". E così procedendo, in Mozambico, dove a dispetto di un clima politico complessivamente molto favorevole e alcuni progressi sul fronte della legislazione, gli investimenti nella ricerca stentano a venire, o in Sud Africa, dove gli Ogm sono già stati adottati, ma preoccupa l'approvazione di una legge particolarmente rigorosa sull'etichettatura dei transgenici ecc ...
I cabli in lingua originale sono disponibili ai seguenti indirizzi:
Marocco: http://wikileaks.org/cable/2010/01/10RABAT14.html
Tunisia: http://wikileaks.org/cable/2010/01/10TUNIS18.html
Mozambico: http://wikileaks.org/cable/2010/01/10MAPUTO51.html
Sud Africa: http://wikileaks.org/cable/2010/01/10PRETORIA75.html