Newsletter gennaio 2011

31/01/11
Stati Uniti: nuovo sì dell'USDA alla coltivazione dell'erba medica gm
Fonte: Center for Food Safety, The Green Plate Blog, New York Times
Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) autorizzerà nuovamente la coltivazione commerciale dell’erba medica gm Roundup Ready della Monsanto. Nonostante la sua Dichiarazione d’Impatto Ambientale abbia evidenziato gravi rischi di contaminazione per i coltivatori biologici e convenzionali, la pianta gm potrà essere coltivata su tutto il territorio nazionale, senza vincoli né restrizioni. “L’onere di prevenire la contaminazione”, denuncia il Center for Food Safety, “sarà posto interamente sulle spalle degli agricoltori”.
L’erba medica è la quarta coltura più importante del paese dopo il mais, la soia e il frumento. Secondo l’autore Michael Pollan, il 93% dell’erba medica attualmente seminata negli Stati Uniti è coltivata senza uso di erbicidi. L’erba medica della Monsanto, geneticamente manipolata per resistere all’azione dell’erbicida Roundup, è quindi “una cattiva soluzione per un problema inesistente”.
Caduta la censura a lungo imposta dalla lobby del biotech, infatti, la nazione inizia a fare i conti con l’ormai conclamata malattia della resistenza al glifosate. 11 specie di infestanti capaci di resistere al principio attivo dell’erbicida Roundup Ready si contano oggi in 22 diversi stati del paese e tengono in ostaggio milioni di acri di terra coltivabile.
Continua Michael Pollan: “Il polline dell’erba medica è eccezionalmente volatile e può viaggiare per miglia sospinto dal vento e dagli insetti. L’erba medica transgenica è dunque destinata a contaminare le colture biologiche e convenzionali mediante impollinazione incrociata. L’erba medica è alimento di base per il bestiame da carne e da latte. La sua contaminazione comporta la contaminazione dell’intera filiera alimentare e dunque la soppressione dell’opzione non Ogm per produttori e consumatori”.
La decisione scellerata del Dipartimento dell’Agricoltura sarà impugnata da diverse associazioni. Oltre al Center for Safety, pronto a continuare la battaglia legale iniziata nel 2007, anche il PUBPAT (Fondazione pubblica sui brevetti) ha annunciato di voler intervenire in rappresentanza di quasi 30 soggetti tra contadini e organizzazioni di contadini. La Fondazione incentrerà la sua azione sul tema dei brevetti.

04/01/11
Malesia: posticipato il rilascio delle zanzare gm nell'ambiente
Fonte: Agence France Press, Appello sottoscritto da 87 Ong internazionali

Accogliendo la pressante richiesta della società civile il governo malese ha posticipato l’introduzione delle zanzare Aedes aegypti gm nell’ambiente. Gli esemplari maschi della zanzara Aedes aegypti sono stati geneticamente modificati per generare insetti che muoiono allo stadio larvale. Ciò dovrebbe consentire di ridurre o persino di debellare la popolazione di zanzare in grado di diffondere la dengue.

Secondo le organizzazioni della società civile, tuttavia, una strategia anti-dengue così concepita è intrinsecamente fallimentare. Il 3-4% degli insetti generati da zanzare gm, infatti, sopravvive nonostante la modifica dei geni. Una parte della popolazione, quindi, potrebbe acquisire nel tempo capacità di resistenza al requisito della letalità, mentre i geni immessi nell’ambiente artificialmente perdurerebbero dando luogo a conseguenze potenzialmente pericolose. Qualora, inoltre, la tecnologia dovesse essere applicata in forma commerciale, sarebbe necessario introdurre a più riprese e in siti diversi milioni di zanzare gm, con conseguente potenziamento delle incognite e dei rischi ambientali. Quand’anche, infine, si giungesse all’effettiva totale distruzione della specie bersaglio, si verrebbe a creare una nicchia ecologica che sarebbe prontamente colmata da specie affini e parimenti portatrici di malattie (la Oxitec, non a caso, sta lavorando allo sviluppo di un'altra zanzara gm, della specie Aedes albopictus).

Territori liberi da Ogm
26/01/11

Paesi Bassi: la Frisia sceglie un'agricoltura verde e a prova di futuro
Fonte: Grienlinks
IIl Consiglio provinciale frisone ha stabilito che nella provincia non c’è spazio per la coltivazione degli Ogm. La mozione è stata presentata in Parlamento dal gruppo dei Verdi frisoni e sostenuta a larga maggioranza dal Partito Socialista e dal Partito Social Democratico. A questa prima fase seguirà un giro di consultazioni aperte ad agricoltori, esperti e politici nel corso delle quali saranno vagliati costi e benefici delle colture gm. Acquisiste le necessarie informazioni il Parlamento prenderà una decisione definitiva. Nel frattempo coltivare Ogm sarà vietato sia in forma sperimentale che commerciale. L’agricoltura ha un posto molto importante nell’economia e nella vita della provincia.

19/01/11
Germania: Nord Reno-Westfalia pronto a dichiararsi libero da Ogm
Fonte: Gmo-free Europe

Il Parlamento del Nord Reno-Westfalia, stato più popoloso della Germania, ha chiesto al governo di conservare libero da Ogm il proprio territorio consentendogli di unirsi alla rete nazionale delle regioni Gm-free. Secondo la rete europea “Gmo-Free Europe” ad agosto 2010 la Germania contava 198 regioni e 235 municipalità libere da Ogm. Si ritiene che il ministro Verde dell’agricoltura Johannes Rimmel accoglierà di buon grado e in breve tempo la richiesta presentata dal Parlamento.

03/01/11
Perù: il Lambayeque tutela la sua straordinaria biodiversità
Fonte: articolo di Enildo Iglesias
IIl Consiglio regionale di Lambayeque ha dichiarato la propria giurisdizione “libera da transgenici e prodotti contaminati” allo scopo di preservare la biodiversità e ricchezza ecologica della regione con particolare riguardo per le coltivazioni di cotone. Secondo le autorità regionali nel paese in generale e a Lambayeque in particolare gli Ogm sono introdotti in modo illegale mediante l’importazione di sementi o l’immissione in commercio di prodotti contenenti Ogm non etichettati. La misura protettiva adottata con ordinanza regionale e già pubblicata sulla gazzetta ufficiale “El Peruano” mira a garantire il patrimonio della magabiodiversità e il diritto delle comunità a conservare e ampliare le conoscenze ad essa associate. Lambayeque è situata sulla costa settentrionale del Perù, fa parte della Regione del Marañón e la capitale Chiclayo dista da Lima 770 km.