Newsletter marzo 2010


Una notizia di portata storica:
I brevetti sui geni umani, fortemente contestati dal Comitato Scientifico Antivivisezionista (EQUIVITA) sin dai primi anni ’90, sono, come da noi sempre sostenuto, una “mostruosità giuridica” in quanto privatizzano un elemento della natura (e più precisamente del corpo umano) che è bene comune dell’umanità. Ecco quanto annunciano il New York Times e il Sindacato per il rispetto delle libertà civili (ACLU) negli Stati Uniti:

29/03/10
Stati Uniti: giudice distrettuale boccia brevetti sui geni umani
Fonte: The New York Times e ACLU
I brevetti che oggi coprono due geni umani associati al tumore al seno e alle ovaie non sono validi. Lo ha stabilito una Corte Distrettuale di New York pronunciandosi sulla causa intentata dal Sindacato per il rispetto delle libertà civili (ACLU) e dalla Fondazione per i brevetti pubblici (PUBPAT) contro l’Ufficio Marchi e brevetti statunitense, responsabile della concessione di migliaia di brevetti sui geni umani, e Myriad Genetics e la Fondazione per la ricerca della University of Utah, attuali detentori di sette brevetti sui geni BRCA1 e BRCA2. Nella sentenza il giudice Robert W. Sweet ha dichiarato che i brevetti sono stati concessi in modo improprio poiché si riferiscono a “prodotti di natura”. Il giudice ha aggiunto che secondo quanti avversano la brevettazione dei geni umani, l’idea che un gene possa essere brevettato dopo essere stato isolato rappresenta un cavillo legale che consente di aggirare il divieto della brevettazione diretta del DNA umano pur conducendo in pratica allo stesso risultato. In quanto titolare di brevetti sui geni BRCA1 e BRCA2, la Myriad Genetics è l’unica azienda autorizzata a somministrare un test diagnostico capace di rilevare la predisposizione genetica al tumore al seno e alle ovaie al costo di oltre 3.000 dollari. La Myriad, inoltre, impedisce alle pazienti di cercare riscontro presso altre strutture sull’esito del test o anche di usare test alternativi. Secondo la ACLU: “Mettendo in discussione la nozione della brevettabilità dei geni nel suo complesso, la sentenza può produrre conseguenze di ampia portata per i brevetti che oggi gravano su migliaia di geni umani e contribuire alla ridefinizione della legge sulla proprietà intellettuale”.
EQUIVITA rende merito al giudice Robert Sweet per avere con la sua sentenza segnato un’importante inversione alla tendenza che oggi si sta diffondendo ovunque: la privatizzazione di ogni forma di vita, anche quando non geneticamente modificata (vedi il brevetto sul broccolo convenzionale EP 1069819 rilasciato dall’Ufficio Europeo dei Brevetti).

25/03/10
Stati Uniti: mais gm causa diffusione di un nuovo parassita vegetale
Fonte: TestBiotech
Nella “cintura del granturco” statunitense la coltivazione su larga scala del mais MON810 sta causando la diffusione di un nuovo parassita vegetale. Il mais gm, infatti, sopprime il rivale naturale di una farfalla notturna (Striacosta albicosta) creando una nicchia ecologica in cui quest’ultima può proliferare. Nel corso della “Seconda conferenza internazionale sulle implicazioni della coltivazione su larga scala degli Ogm” (Brema 25-26 marzo 2010), Christopher Then di TestBiotech ha illustrato i risultati di un rapporto che fa il punto sulle informazioni ad oggi disponibili. Pur risalendo all’anno 2000, ha sottolineato Then, il fenomeno della diffusione del parassita negli stati produttori di granturco resta ancora largamente inesplorato perché le società di biotech se ne servono per vendere nuove varietà di mais gm (tra cui lo Smartstax, capace di resistere a sei diversi insetticidi) e insetticidi altamente tossici.

18/03/10
Bulgaria: Parlamento approda a divieto di fatto sulla coltivazione degli Ogm
Fonte: Novinite Sofia News Agency
I deputati all’Assemblea bulgara hanno approvato emendamenti fortemente restrittivi alla Legge sugli Ogm in discussione al Parlamento da oltre due mesi. Tali emendamenti pur non stabilendo un divieto totale di coltivazione degli Ogm nel paese, ne rendono di fatto impossibile la coltivazione sia a livello commerciale che sperimentale. Gli articoli 79 e 80, in particolare, proibiscono la coltivazione degli Ogm nelle zone tutelate dalla "Legge sulle aree protette" e in quelle facenti parte della Zona ecologica nazionale regolata dalla "Legge sulla Biodiversità". I vegetali gm non potranno essere coltivati entro 30 km dalle aree protette, entro 10 km dagli alveari ed entro 7 km dalle coltivazioni biologiche: in pratica un divieto globale e nazionale di coltivazione degli Ogm.

18/03/10
Polonia: apicoltori protestano davanti al Parlamento contro la “minaccia Ogm”
Fonte: Polskie Radio
Agricoltori e apicoltori si sono radunati a Varsavia davanti al palazzo del Parlamento per protestare contro l’autorizzazione concessa dalla Commissione europea alla coltivazione della patata gm Amflora ed esprimere l'intenzione di non rispettare la decisione adottata da Bruxelles come già annunciato da sette paesi europei. Uno dei manifestanti ha dichiarato a Polskie Radio: “Siamo qui in rappresentanza dell'”Associazione degli apicoltori professionisti”. La gente non sa che il polline dei fiori gm è molto tossico per le api perché ne danneggia l'apparato digestivo: nessun’ape nutritasi di mais gm sopravviverà all’inverno”.

17/03/10
Argentina: sentenza inaspettata mette un freno all’uso degli agrotossici e crea un precedente giuridico
Fonte: Página 12
Con una sentenza inedita e suscettibile di generare ripercussioni importanti per il modello agricolo argentino, una Corte d’Appello della provincia di Santa Fe ha confermato il divieto di irrorare glifosate e altri fitofarmaci in prossimità delle aree urbane della città di San Jorge. La Corte, inoltre, ha imposto al Governo di Santa Fe e all’Università Nazionale del Litorale (UNL) l’obbligo di dimostrare entro sei mesi di tempo che i fitofarmaci non danneggiano la salute umana e l’ambiente, operando un vero e proprio ribaltamento rispetto alla pratica consolidata quanto iniqua di richiedere alle vittime delle irrorazioni di provare la nocività delle sostanze chimiche. La sentenza crea un precedente giuridico importante anche in quanto stabilisce che davanti al rischio di danni ambientali irreversibili occorre adoperare il principio di precauzione.
A marzo del 2009 il giudice Tristán Martínez ha accolto il ricorso intentato da alcune famiglie vittime delle irrorazioni pesticide e dal Centro per la salvaguardia della Natura (Cepronat) di Santa Fe ordinando l'immediata cessazione delle irrorazioni nelle zone adiacenti le aree urbane di San Jorge. I produttori, la Municipalità e il Governo provinciale hanno risposto presentando ricorso in appello, ma la Corte di secondo grado ha confermato la sentenza del giudice Martínez: divieto totale di irrorare fitofarmaci in prossimità delle abitazioni, a meno di 800 metri per via terrestre e a meno di 1500 per via aerea. Il dossier è ora nuovamente nelle mani di Martínez che allo scadere dei sei mesi dovrà decidere rapporto alla mano se confermare il divieto.

09/03/10
Vaticano: nuovo capo del Consiglio Giustizia e Pace mette in guardia dagli Ogm
Fonte: Catholic News Service
Se gestite in modo ingiusto, le colture geneticamente modificate possono essere usate come “armi per infliggere fame e povertà”. Lo ha dichiarato il cardinale Peter Turkson, nuovo capo del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace del Vaticano, all’agenzia d’informazione cattolica statunitense “Catholic News Service”. Il cardinale ha invocato l’adozione di un approccio precauzionale e lo studio approfondito dei possibili danni degli Organismi geneticamente modificati. Durante il mandato del suo predecessore, cardinal Renato Martino, il Consiglio Giustizia e Pace ha patrocinato diverse conferenze sulle colture gm come mezzo per combattere la fame nei paesi poveri. Il cardinale Turkson ha chiarito che il desiderio dell’industria del biotech di rientrare dei costi sostenuti per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti è giustificato, ma che la questione si fa problematica quando una società che controlla le sementi e le colture gm è mossa più dal profitto che “dall’intento dichiarato di voler sfamare il mondo”. Secondo il cardinale, inoltre, vi sono dubbi sull’efficacia e sugli effetti a lungo termine delle colture gm.

06/03/10
India: Monsanto ammette il fallimento del cotone Bt
Fonte: India Today
Il cotone Bt è risultato inefficace nel controllo del parassita verme rosa in quattro distretti dello stato indiano del Gujarat. Lo ha riferito la Mayco-Monsanto alla Commissione per l’Approvazione dell’ Ingegneria Genetica (GEAC) riportando l’esito di monitoraggi effettuati nel corso dell’anno 2009. Secondo la Monsanto, la capacità di resistenza del parassita al cotone Bt sarebbe da attribuirsi alla mancata creazione di adeguate aree di rifugio tra coltivazioni transgeniche, nonché all’uso di sementi non approvate dalla GEAC e contenenti minori quantità di proteina Cry1AC. La multinazionale ha esortato gli agricoltori a fronteggiare l’emergenza con l’applicazione di altri insetticidi e ha assicurato che nessun caso di resistenza si è invece evidenziato sui campi seminati con cotone Bt di seconda generazione (Bollgard II), geneticamente manipolato per produrre due proteine tossiche per gli insetti (Cry1Ac e Cry2Ab).
Devinder Sharma del “Forum per le biotecnologie e la sicurezza alimentare” commenta così la “rivelazione” della Monsanto: “La Monsanto ha usato questa strategia dappertutto. Constatato il fallimento di Bollgard I, la società inizia a promuovere il Bollgard II, contemporaneamente spingendo i contadini a usare più fitofarmaci. E’ questo il circolo vizioso in cui sono intrappolati i coltivatori di cotone”.
Il cotone Bt, tuttavia, perde terreno anche su altri i fronti. Secondo un rapporto elaborato dall’Istituto Centrale per la Ricerca sul Cotone e presentato al ministro dell’Ambiente Jairam Ramesh, Bollgard I è anche all’origine della diffusione di parassiti mai prima conosciuti nel paese. Tra il 2007 e il 2009, inoltre, la produttività del cotone gm è scesa da 560 a 512 kg per ettaro, e tra il 2002 e il 2009 i costi per l’acquisto di fitofarmaci sono aumentati passando da 597 a 791 Rs.

03/03/10
Perù: posticipato il dibattito sulla legge sugli Ogm
Fonte: Living Peru – Isabel Guerra
Registrata l’opposizione della maggioranza della popolazione ai prodotti geneticamente modificati, il governo peruviano ha deciso di posticipare il dibattito sulla legge sugli Ogm. Il ministro dell’Ambiente Antonio Brack ha fatto notare che negli Stati Uniti i prodotti biologici stanno generando esportazioni per 1.200 milioni di dollari e danno lavoro a oltre 30.000 agricoltori. Per questo motivo il ministro si è dichiarato contrario alla semina di mais o cotone gm nel paese. Brack ha aggiunto, inoltre, che le regioni di Cusco e Ayacuho si sono dichiarate libere da Ogm e che saranno presto seguite da quella di Huánuco.