Newsletter dicembre 2009

15/12/09
Copenaghen: Monsanto e la “Tavola Rotonda sulla soia responsabile” insignite del “Premio Sirenetta arrabbiata 2009” per la peggiore azione di lobby volta a sabotare l’adozione di efficaci misure di contrasto dei cambiamenti climatici
Fonte: The angry mermaid award

(http://www.angrymermaid.org)
Nella competizione lanciata da Friends of the Earth, ATTAC Denmark, SpinWatch e altre importanti Ong internazionali in concomitanza con il Vertice delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, la Monsanto ha scalzato avversari del calibro della Shell e dell’American Petroleum per un’ardita operazione di greenwashing delle colture biotech.
La Monsanto è risultata vincitrice per aver cercato di carpire, complice la “Tavola Rotonda sulla soia responsabile”, l’etichetta di “responsabile” per la sua soia geneticamente modificata Roundup Ready e per aver fatto pressioni affinché la coltura biotech fosse considerata destinataria di crediti di carbonio nell’ambito del Meccanismo di Sviluppo Pulito (CDM) istituito dal Protocollo di Kyoto. Tale meccanismo consente ai paesi industrializzati di compensare le proprie emissioni inquinanti col sostegno a progetti capaci di ridurre le emissioni di CO2 nei paesi in via di sviluppo, al duplice scopo di ridurre la quantità complessiva delle emissioni nocive e di favorire il trasferimento di tecnologie benefiche per l’ambiente ai paesi più poveri.
Secondo la Monsanto, le colture geneticamente modificate possono combattere i cambiamenti climatici in quanto non richiedono l’aratura del suolo e riducono la quantità di biossido di carbonio immessa nell’atmosfera. Le monocolture di soia Roundup Ready, tuttavia, diffuse in Sud America su un totale di oltre 40 milioni di ettari di terreno, ha provocato la distruzione di foreste di inestimabile valore ambientale causando il rilascio di enormi quantità di CO2 e obbligando comunità rurali e indigene ad abbandonare i propri habitat originari. Le colture biotech, inoltre, sono causa di dimostrati danni ambientali e sanitari perché provocano un massiccio incremento nell’uso dei pesticidi.

09/12/09
Nuovo rapporto del “Sindacato degli scienziati responsabili” denuncia: le colture biotech non servono neppure per combattere il problema dell’inquinamento agricolo da nitrati
Fonte: Union of Concerned Scientists

(http://www.ucsusa.org)
In oltre un decennio di ricerca, l’industria del biotech non è riuscita a produrre nessuna coltura geneticamente manipolata capace di ridurre l’inquinamento causato dai fertilizzanti a base di azoto, mentre le tecniche della riproduzione convenzionale, e altri metodi, hanno migliorato l’efficienza d’uso dell’azoto nel grano, nel riso e nel mais in una percentuale compresa tra il 20 e il 40%.
Lo afferma un nuovo rapporto del “Sindacato degli scienziati responsabili” (USA) intitolato “Biotecnology No Sure Fix for World’s Nitrogen Fertilizer Pollution Problem” (“Biotecnologie: una soluzione tutt’altro che sicura al problema mondiale dell’inquinamento causato dai fertilizzanti all’azoto”).
Nell’ambito di una valutazione scientifica che ha riguardato sette fattori di rischio ambientale capaci di mettere a repentaglio lo sviluppo umano, l’inquinamento causato dall’azoto è risultato il solo, insieme ai cambiamenti climatici e alla perdita della biodiversità, ad aver raggiunto livelli di gravità tali da poter provocare conseguenze disastrose in assenza di efficaci misure di correzione.
L’agricoltura industriale dominante utilizza enormi quantità di fertilizzanti sintetici a base di azoto per accrescere la produttività delle colture agricole, ma solo la metà di tutto l’azoto applicato può essere assorbito dai vegetali. La restante metà si disperde nell’ambiente inquinando le falde idriche e sprigionando diossido di azoto, un gas serra responsabile del surriscaldamento del pianeta insieme al biossido di carbonio e al metano.
Le tecniche della riproduzione convenzionale, l’agricoltura di precisione e l’uso di colture di copertura, capaci sia di produrre azoto in modo naturale sia di assorbire quello in eccesso, hanno fatto molto per migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto, mentre nullo è stato il contributo apportato dall’industria del biotech. Nessuna coltura geneticamente modificata capace di ridurre la quantità di azoto necessario al prosperare delle piante è mai stata approvata dalle agenzie di regolamentazione ne’ commercializzata in nessuna parte del mondo, nonostante oltre un centinaio di sperimentazioni in campo accertate. I geni implicati nel metabolismo dell’azoto, infatti, interagiscono con altro materiale genetico presente nella pianta dando luogo a effetti secondari indesiderati (ad esempio indebolendo la capacità di resistenza della pianta agli insetti o alle infestanti).
Il rapporto pubblicato dal “Sindacato degli scienziati responsabili” invita le pubbliche autorità a sostenere la ricerca di misure di contrasto dell’inquinamento da azoto in ogni direzione, nella convinzione che la risposta a un problema tanto urgente possa essere rinvenuta solo nella messa a punto di una pluralità di metodi capaci di apportare benefici differenti e non in un’unica illusoria soluzione.


18/12/09
La mobilitazione internazionale per una Polonia libera da Ogm incassa un primo successo: stallo nel dibattito parlamentare sulla legge che potrebbe autorizzare la coltivazione dei transgenici nel paese
Fonte: Icppc (International Coalition for the Protection of the Polish Countryside)
(http://www.icppc.pl/eng/)

Nel corso della prima lettura della proposta di legge sugli Ogm, e del successivo dibattito parlamentare del 16 dicembre, oltre quaranta membri del Parlamento polacco hanno sollevato obiezioni sul provvedimento. Il dibattito in Parlamento sarà prolungato fino a febbraio 2010. La proposta di legge sarà poi discussa dalle commissioni Ambiente e Agricoltura e dovrà essere approvata da ognuna di queste per diventare effettiva. La “Coalizione internazionale per la tutela della campagna polacca” ringrazia tutti coloro che aderendo all’appello hanno contribuito a rendere tangibile l’attenzione della comunità internazionale su quanto sta accadendo in Polonia e dà appuntamento alla prossima azione telematica. Il tempo guadagnato sarà utilizzato per indurre i membri delle commissioni Ambiente e Agricoltura ad adottare la via della precauzione proibendo la coltivazione del mais MON810 nel paese e respingendo una proposta di legge che introdurrebbe la coltivazione degli Ogm nel paese.


22/12/09
Il ministero dell’Agricoltura argentino autorizza la coltivazione di un nuovo mais geneticamente modificato
Fonte: Agernova
Il ministero dell’Agricoltura argentino ha autorizzato la coltivazione del mais Bt11xGA21 della Syngenta. Il mais Bt11xGA21 è un vegetale geneticamente modificato capace di tollerare l’azione degli erbicidi e di resistere agli insetti nocivi. Il mais gm potrà essere coltivato in Argentina già dalla prossima stagione. Il vegetale è stato già autorizzato negli Stati Uniti, in Canada e, a novembre, in Brasile.