Newsletter novembre 2009

30/11/09
Rapporto pubblicato negli Stati Uniti stila un bilancio conclusivo: nei primi tredici anni di impiego le colture biotech hanno incrementato in modo massiccio l’uso dei pesticidi
Disattese, dopo le promesse di maggiore produttività, anche quelle di minore inquinamento
Fonte: The Organic Center - Charles Benbrook

http://www.organic-center.org/science.pest.php?action=view&report_id=159

Nei primi tredici anni di uso commerciale, le colture geneticamente modificate hanno incrementato l’uso dei pesticidi negli Stati Uniti di 318 milioni di libbre. Lo afferma, sulla base di dati ufficiali del Dipartimento dell’Agricoltura e della sua agenzia per le rilevazioni statistiche (NASS), il terzo rapporto su colture gm e uso dei pesticidi di Charles Benbrook, agronomo eminente, già direttore della commissione Agricoltura dell’Accademia Nazionale delle Scienze, oggi responsabile scientifico dell’Organic center.
Secondo il rapporto, tra il 1996 e il 2008 le colture geneticamente modificate di tipo Bt (mais e cotone) hanno ridotto l’uso degli insetticidi di 64,2 milioni di libbre, ma quelle resistenti agli erbicidi (soia, mais e cotone) hanno incrementato l’uso degli erbicidi di 382 milioni di libbre: l’impronta chimica complessiva delle colture gm è pertanto del tutto negativa.
La causa: la diffusione di infestanti resistenti al glifosate (principio attivo dell’erbicida Roundup abbinato alla quasi totalità delle piante gm resistenti a erbicidi), che gli agricoltori hanno cercato di contrastare sia con un uso più massiccio della stessa sostanza pesticida sia con l’applicazione di erbicidi aggiuntivi e più tossici come il paraquat e il 2,4D. Spiega Benbrook: “Il ricorso quasi esclusivo a un unico agente di controllo degli organismi nocivi per tutta la durata della stagione, anno dopo anno e su vaste aree di terreno coltivato, crea le condizioni ideali per l’insorgere e la diffusione del fenomeno della resistenza”.
Preoccupa, per il futuro, che l’industria del biotech non preveda altro che un potenziamento della stessa fallimentare strategia, ovvero lo sviluppo di piante geneticamente modificate per tollerare dosi più elevate di glifosate, per resistere a un numero più elevato di erbicidi o entrambe le cose.
Il rapporto segna la fine del mito della maggiore sostenibilità delle colture gm anche presso il grande pubblico e fornice alle istituzioni strumenti per iniziare a guardare finalmente altrove.

30/11/09
Unione europea: due mais gm ritirati dal processo di autorizzazione per motivi di sicurezza
La Commissione UE accusata di aver nascosto i fatti per salvaguardare gli interessi dell’industria del biotech
Fonte: CheckBiotech e GM Free Cymru

La Monsanto ha ritirato le richieste di autorizzazione presentate in Europa per il mais geneticamente modificato LY038 e la varietà stack LY038 x MON810 dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha avanzato obiezioni in merito alla sicurezza dei prodotti e richiesto ulteriori studi.
Lo ha rivelato, a distanza di sei mesi dai fatti, un sito web della Nuova Zelanda*, paese in cui il mais gm LY038 ad alto contenuto di lisina è stato approvato per il consumo umano. Nessuna comunicazione del fatto, senza precedenti nella storia delle valutazioni del rischio condotte dall’EFSA, è invece stata data dalla Commissione UE o dalla stessa EFSA, per ragioni che è facile intuire. Ricorda Brian John di “GM Free Cymru” in una circostanziata richiesta di chiarimenti indirizzata al presidente della Commissione UE Manuel Barroso, che nel periodo del maggio-ottobre 2009 molte decisioni significative sulle colture e il cibo gm erano pendenti in Europa (e sono poi state prese). In particolare, quelle riguardanti i divieti di coltivazione emessi in diversi stati membri sul mais MON810 (una delle varietà usate per creare il mais LY038 x MON810), e quelle sui mais gm MON88017 e MON89034 della Monsanto e la varietà stack 59122 x NK603 della Pioneer, tutti autorizzati a tempo record dalla Commissione a solo una settimana dall’infruttuoso voto del consiglio dei Ministri, probabilmente allo scopo di prevenire una possibile fuga di notizie.
*http://www.stuff.co.nz/national/3020246/Europe-balks-at-GE-corn-in-NZ

30/11/09
Unione europea: un “super commissario” prenderà in carico il dossier sugli Ogm nella nuova Commissione Barroso
Fonte: European Biotechnology News
Nella nuova Commissione costituita da Manuel Barroso, l’attuale ministro maltese per gli Affari sociali John Dalli sarà responsabile per quasi tutte le questioni riguardanti le agrobiotecnologie. In qualità di commissario designato alla Salute e politica dei consumatori, John Dalli non soltanto guiderà una Direzione generale Salute e consumatori con competenze allargate alle biotecnologie e ai pesticidi (prima di pertinenza della Direzione generale Ambiente), ma controllerà anche agenzie chiave come l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), l’Agenzia europea per i medicinali (EMEA), l’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori (EAHC) e l’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (CPVO).
Nel concentrare un così elevato numero di competenze nelle mani di un unico commissario dichiaratamente favorevole alle agrobiotecnologie, Barroso intende superare i conflitti che nella precedente legislatura hanno contrapposto i commissari pro biotech Verheuegn (Industria), Fischer-Boel (Agricoltura) e Potocnik (Ricerca) al Commissario Stavros Dimas (Ambiente).
Altre figure di rilievo per la sorte delle colture biotech saranno l’ex ministro dell’Agricoltura romeno Dacian Ciolos, successore designato di Marianne Fischer Boel all’Agricoltura e Connie Hedegaard commissario per l’azione sul clima di nuova istituzione.
La Commissione designata da Barroso deve essere approvata dal Parlamento europeo prima di entrare in carica fino al 31 ottobre 2014. Le votazioni del Parlamento UE si terranno il 26 gennaio 2010.

19/11/09
Germania: nuovo logo per i prodotti “Gm-free”
Fonte: Agernova
In Germania è stato recentemente approvato il logo “Ohne Gentechink” (senza OGM) da utilizzare per l’identificazione di alimenti di derivazione animale prodotti senza l’utilizzo di mangimi contenenti OGM, come il mais e la soia. Il Ministro tedesco per l’Agricoltura, Ilse Aigner, ha sottolineato che il nuovo logo servirà a “rendere più facile per i consumatori la scelta di prodotti alimentari senza OGM in modo consapevole”. L’obiettivo è quello di fornire ai consumatori una maggiore libertà di scelta e una maggiore trasparenza nel momento dell’acquisto. Per molti produttori, e per coloro che producono prodotti biologici, potrebbe risultare difficile rispettare i parametri stabiliti poiché nei processi di produzione alimentare, enzimi, additivi e aromi sono derivati da organismi geneticamente modificati sia in modo diretto che indiretto. D’altra parte alcune applicazioni di tecnologia genetica sono consentite nel caso di prodotti alimentari di origine animale come il latte, le uova o la carne. Il nuovo logo sarò utilizzabile gratuitamente dai produttori che ne faranno richiesta ed è ampiamente apprezzato da ambientalisti e consumatori.
Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo: http://www.gmo-compass.org/eng/news/460.docu.html

02/11/09
Unione europea: approvati tre dei quattro mais gm che hanno contaminato le derrate di soia la scorsa estate
Il CRIIGEN definisce “scandalosa” l’autorizzazione del mais 59122 x NK603
Fonte: Reuters, CRIIGEN
La Commissione europea ha autorizzato l’importazione dei mais geneticamente modificati MON88107, MON89034 e 59122 x NK603. Le tre varietà, rinvenute lo scorso agosto in diverse partite di soia provenienti dagli Stati Uniti, hanno causato il respingimento alla frontiera di numerosi carichi di soia e il blocco temporaneo delle importazioni di soia statunitense. La loro autorizzazione potrebbe ora consentire il rilascio dei carichi rimasti in attesa nei porti spagnoli, ma una portavoce della Coceral (Associazione europea dei commercianti di agroforniture) avverte: solo l’approvazione del mais MIR604, quarto e ultimo mais geneticamente modificato rinvenuto nei carichi di soia in estate, potrà garantire la regolare ripresa delle importazioni dagli Stati Uniti.
Con la “legalizzazione a posteriori” dei tre agenti contaminanti, la Commissione europea sacrifica il diritto alla salute dei cittadini europei agli interessi dell’industria.
Il “Comitato per la ricerca e l’informazione indipendenti sull’ingegneria genetica” (CRIIGEN - Francia) ha definito “scandalosa” l’autorizzazione del mais gm 59122 x NK603 in Europa: “I governi e le industrie ci hanno promesso una “seconda generazione” di colture geneticamente modificate a servizio dell’umanità. Ad esempio, colture capaci di combattere la fame nel mondo perché in grado di adattarsi alla siccità e alla salinizzazione del suolo causate dai cambiamenti climatici*. In realtà, però, questa presunta seconda generazione di colture geneticamente modificate comprende solo versioni più sofisticate dei vecchi Ogm, ovvero vegetali in grado di produrre un numero maggiore di insetticidi o di tollerare un numero maggiore di erbicidi. Il mais 59122 x NK603 è un “Ogm-pesticida alla quarta potenza” poiché produce due insetticidi e tollera l’azione di due erbicidi. Tutte queste sostanze presentano rischi ambientali e sanitari cumulativi che si potenziano reciprocamente”.

*Nota del Comitato EQUIVITA: A questa importante osservazione del CRIIGEN aggiungiamo un’indispensabile premessa: la fame nel mondo, lungi dall’essere dovuta alla scarsità di cibo, ha come maggiore causa l’accentramento della produzione alimentare nelle mani di poche multinazionali. Gli Ogm, rendendo i popoli maggiormente dipendenti da queste ultime, sono lontani dall’essere strumento di un’equa distribuzione del cibo e sono, al contrario, concausa della grave crisi di fame nel mondo.

30/11/09
Unione europea: approvato anche il quarto mais geneticamente modificato responsabile della contaminazione delle derrate di soia
Fonte: ANSA
La Commissione europea ha adottato definitivamente il mais transgenico MIR604 della Syngenta. La decisione è stata presa dopo che il consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'UE non si è pronunciato, il 20 novembre scorso, sulla proposta di dare il via libera o no al nuovo mais Ogm. Resistente agli insetti, il MIR604 è destinato all'impiego negli alimenti e soprattutto nei mangimi, quindi a essere trasformato ma non coltivato nell'UE.