Newsletter marzo 2009

18/03/09
La contaminazione transgenica come business

Fonte: La Jornada - Silvia Ribeiro (Ricercatrice di ETC Group)
Il 6 marzo scorso, il governo messicano ha annunciato che considera esaurito il quadro normativo di biosicurezza del Messico, aprendo le porte alla sperimentazione con il mais transgenico. Un delitto storico, con cui il governo decide di alienare e mettere in grave condizione di rischio il patrimonio genetico alimentare più importante del paese.
I funzionari governativi hanno eliminato de facto l’istituzione di un Regime Speciale di Salvaguardia del Mais, cui erano obbligati dalla Legge di Biosicurezza e sugli Organismi Geneticamente Modificati, ed hanno invece introdotto alcuni paragrafi nel regolamento della legge stessa. Come hanno solidamente argomentato specialisti della materia, questa disposizione viola la legge in diversi punti.
Per ovviare all’accusa d’illegalità, i funzionari dichiarano che questa apertura è necessaria perché il mais gm farà aumentare la produzione senza mettere in pericolo le zone che saranno classificate come centro di origine del mais. Si tratta solo di esperimenti, puntualizzano, il cui esito sarà valutato prima che sia autorizzata la coltivazione di tipo commerciale.
Si tratta, tuttavia, di argomenti falsi. In primo luogo, perché tutto il Messico è centro di origine e diversificazione del mais e non dovrebbe esserci spazio per il mais transgenico da nessuna parte e, soprattutto, perché occultano il vero nodo del dibattito sui transgenici.

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Appello di “No Patents on Seeds”: presto a Monaco la manifestazione “No ai brevetti sulla selezione dei suini! No ai brevetti sulla vita!”
Fonte: No Patents on Seeds
Il prossimo 15 aprile, una rete di ONG tedesche e di organizzazioni di agricoltori - tra cui Misereor, Greenpeace Germania, No Patents on Life (No ai brevetti sulla vita) e le associazioni dei produttori caseari (BDM), dei selezionatori di suini (BESH) e dei piccoli agricoltori tedeschi (ABL) - terrà una manifestazione davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti di Monaco. In questa data, infatti, scade il termine per presentare ricorso contro un brevetto originariamente richiesto dalla Monsanto nel 2005.
Il brevetto EP 165 1777 rivendica la selezione convenzionale dei suini come un’invenzione ed è stato concesso nel 2008, dopo che la Monsanto l’ha venduto a un’altra società. Nonostante l’enunciazione del brevetto abbia subito alcune modifiche formali, esso copre ancora la selezione convenzionale dei maiali, basata su caratteristiche genetiche presenti in tutte le razze della specie. Il brevetto non serve, quindi, a proteggere un’invenzione, ma è soltanto uno strumento per acquisire il controllo delle risorse genetiche in campo agricolo e nel campo della produzione alimentare. Esso potrà essere usato per estorcere ingiustificati diritti di proprietà agli agricoltori, ai selezionatori e ai produttori di cibo, ma anche per ostacolare la competizione e la scelta nella selezione degli animali.
Il prossimo 15 aprile, la Coalizione delle ONG manifesterà insieme agli agricoltori e ai selezionatori per inviare un segnale chiaro ai decisori e agli Uffici Brevetto di tutto il mondo.  La partenza è fissata per le ore 12 da Marienplatz, l’arrivo per le ore 14 davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), Erhardtstr. 27.
Contatti: info@no-patents-on-seeds.org


03/03/09
Voci dall’Africa: il futuro della nostra agricoltura si chiama “Sovranità alimentare”
Fonte: Oakland Institute – Comunicato stampa
Il nuovo rapporto dell’Oakland Institute, “Voices from African Farmers and Environmentalists Speak Out Against A New Green Revolution in Africa”, lancia un attacco frontale ai progetti occidentali che promuovono per l’Africa una nuova Rivoluzione Verde basata sull’ingegneria genetica. Il rapporto dà voce alla resistenza africana e delinea soluzioni radicate nella conoscenza diretta delle necessità del continente.
Spiega Diamantino Nhampossa: “L’Africa non ha bisogno del dumping degli aiuti alimentari dai paesi ricchi che distruggono la produzione interna, ne’ che le sia imposta un’agricoltura di tipo industriale basata sull’uso di sostanze chimiche e di sementi a resa elevata, con il risultato paradossale di una maggiore produzione di poche colture alimentari a fronte di fame e deterioramento ambientale ancora peggiori”.
L’aggravarsi del problema della fame, causato dal forte incremento del prezzo degli alimenti, è stato usato per sostenere la necessità di accrescere la produzione agricola mediante soluzioni tecniche come l’ingegneria genetica. Tuttavia, l’idea che per risolvere il problema della fame o del cambiamento climatico, sia necessario ricorrere alla tecnologia è falsa.
“Voices from Africa” chiarisce che per affrontare il problema della fame e del deterioramento ambientale occorre invece adottare un nuovo paradigma, che valorizzi le soluzioni locali e tradizionali e lasci spazio a politiche commerciali capaci di proteggere i mercati locali, a beneficio dei piccoli agricoltori, dei pastori e dei pescatori. “Per combattere la povertà in Africa, dobbiamo abbracciare la proposta della Sovranità alimentare elaborata dai movimenti delle popolazioni indigene, dei migranti, delle donne e delle comunità rurali”, afferma Nhampossa. “La sovranità alimentare mette chi produce, distribuisce e consuma il cibo al centro del sistema e delle politiche alimentari, al posto delle esigenze del mercato e delle multinazionali”.

02/03/09
Divieti di Austria e Ungheria sul MON810: vittoria al Consiglio dei ministri UE!
Fonte: Rete delle regioni libere da Ogm

22 stati membri su 27 hanno respinto, con una maggioranza netta e qualificata di 282 voti, la proposta della Commissione europea per l’abolizione dei divieti di Austria e Ungheria sul mais MON810.
Solo Gran Bretagna, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia ed Estonia hanno sostenuto la proposta della Commissione al Consiglio dei ministri UE. Contro la Commissione, e a fianco dell’Ungheria e dell’Austria: Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna
(282 voti, 22 paesi).
Un esordio eccellente per la campagna promossa dalla Rete delle Regioni Libere da Ogm, che proseguirà per assicurare il mantenimento dei divieti di Francia e Grecia sul MON810 (il voto è atteso per fine marzo) e il rigetto dei mais gm Bt11 e 1507. Intanto, la lettera ai ministri diffusa dalle organizzazioni della società civile, è stata sottoscritta da oltre 17.000 persone nella sola prima giornata. Continuate a firmare e a far firmare:

http://www.gmo-free-regions.org/stop-the-crop-action/it.html