Newsletter aprile 2008

29/4/08

Finalmente sconfitto il brevetto sul Fagiolo  Enola, ma per ETC Group è una vittoria di Pirro

Fonte: ETC Group

L’Ufficio Brevetti e Marchi di Washington ha respinto il brevetto detenuto dalla Monsanto sul fagiolo Enola.
Salutato da molte organizzazioni come un’importante vittoria, il tardivo riconoscimento dell’Ufficio di Washington è secondo ETC Group null’altro che una parodia.
Nonostante il brevetto fosse indiscutibilmente ingiusto, infatti, una lunga serie di rinvii e cavilli burocratici ha consentito alla Monsanto di imporre legalmente il proprio monopolio sul prodotto per quasi la metà del tempo di durata del brevetto (8 anni su 20). Gli agricoltori messicani danneggiati dagli effetti del monopolio non saranno risarciti e la Monsanto può ancora ricorrere in appello contro il verdetto della Corte.
Secondo ETC Group il fatto che l’azione legale si sia infruttuosamente protratta per 8 anni evidenzia che il sistema dei brevetti statunitense è incapace di correggere gli effetti degli abusi perpetrati dalle transnazionali. Non diversa è la situazione in Europa. Kathy Jo Wetter di ETC Group ricorda: “Abbiamo già assistito a lunghe battaglie sui brevetti. Proprio un anno fa l’Ufficio Europeo dei Brevetti ha revocato un brevetto che la Monsanto deteneva su un’intera specie di soia gm, ma ci sono voluti un appello e 13 anni”.
E conclude: “Il sistema dei brevetti è in crisi su entrambe le sponde dell’Atlantico”.

28/4/08
Il tallone d'achille del cotone Bt: i parassiti
Fonte:
The Financial Express, India – Ashok B. Sharma

La resistenza dei parassiti bersaglio al cotone Bt sta emergendo come grave problema in alcune aree di Gujarat, Andhra Pradesh e Maharasthra.
Un’equipe  guidata KR Kranthi, capo della divisione per la salvaguardia delle colture del Central Institute for Cotton Research (Istituto centrale per la ricerca sul cotone), ha condotto uno studio sulla popolazione del parassita più importante (helicoverpa armigera), raccogliendone campioni in diversi distretti cotonieri dell’India settentrionale, centrale e meridionale tra il 2001 e il 2007.
Secondo Kranthi: “i dati non indicano livelli di resistenza tali da consentire la sopravvivenza del parassita in condizioni operative, ma indicano una netta diminuzione nella proporzione delle popolazioni suscettibili”.
Lo studio ha inoltre evidenziato l’aumento della resistenza di altri parassiti minori.

18/2/08

Il ritorno di Terminator

Fonte: El Periódico de Catalunya – Gustavo Duch
I prossimi mesi saranno fondamentali per il futuro dell’alimentazione. A otto anni dalla moratoria, l’ONU riapre il dibattito sull’uso di Terminator.
Le sementi transgeniche Terminator sono programmate per essere sterili alla seconda generazione e per impedire agli agricoltori di conservare parte del raccolto per la semina dell’anno successivo.
Se Terminator dovesse contaminare le sementi convenzionali trasferendo a loro il tratto della sterilità la minaccia sarà ulteriormente aggravata.
L’ONU affronterà anche il tema delle sementi Zombie, programmate per mantenersi sterili fino a quando non sono irrorate con una sostanza chimica specifica.
NdR: inutile far rilevare quanto sia astuta la strategia delle industrie chimiche biotech: oltre a guadagnare sulle sementi esse potranno trarre profitto anche dalle sostanze chimiche “riattivanti” (con buona pace della salute e dell’ambiente).

17/4/08

No agli embrioni umani gm!

Fonte: Human Genetics Alert (www.hgalert.org)

Il Parlamento britannico sta discutendo un disegno di legge che autorizza la creazione di embrioni umani gm.
Secondo Human Genetics Alert la creazione di embrioni umani modificati non serve a prevenire l’insorgere di malattie genetiche né a far progredire la ricerca biomedica di base come assicura il governo, ma è premessa indispensabile per la creazione di bambini geneticamente “migliorati” vero obiettivo dell’iniziativa e fulcro di interesse per gli speculatori.
La creazione di bambini gm è considerata dalla maggior parte dei governi equivalente alla clonazione umana ed è perciò vietata: la Gran Bretagna sarebbe la prima a rompere questo accordo.
In virtù della forte opposizione alla modifica genetica umana, gli ultimi due  programmi quadro di ricerca UE non prevedono l’erogazione di fondi comunitari per il tipo di ricerca che il governo britannico vorrebbe oggi autorizzare.
Human Genetics Alert  rivolge a tutti i cittadini un pressante appello alla consapevolezza e alla mobilitazione: “Questo è il momento di aprire un dibattito democratico. Dobbiamo evitare che si ripeta l’esperienza dei cibi transgenici: allora la gente sentì parlare di Ogm per la prima volta quando la soia gm della Monsanto era già sugli scaffali del supermercato”.

11/4/08

Ogm: largo alla vera scienza!

Fonte: Antidote Europe

In una lettera aperta indirizzata al Primo Ministro francese François Fillon e ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, il Comitato Scientifico Antidote Europe dichiara che il dibattito sugli Ogm deve essere affrontato da un punto di vista rigorosamente scientifico e sulla base di dati riferiti all’uomo. Occorre cioè verificare una volta per tutte quali sono gli effetti provocati sull’uomo dagli Ogm andando ad analizzare le reazioni da essi innescate a livello cellulare.
Oggi disponiamo sia delle metodiche di indagine necessarie ad attuare questa verifica, nella forma delle tecnologie cosiddette “omiche” già in circolazione da 15 anni, sia dell’esperienza e della competenza necessarie ad adoperarle.
Antidote Europe ha sviluppato una solida esperienza nel campo della tossicogenomica, una tecnologia che consente di misurare i cambiamenti dell’espressione genetica delle cellule esposte a sostanze chimiche o ad altre fonti di stress ambientale.
Rispetto agli Ogm Antidote Europe ha identificato tre aree di rischio valutabili con l’ausilio della tossicogenomica:

1a area di rischio: legata alla composizione genetica del prodotto gm
E’ stato dimostrato che quando gli uomini o gli animali consumano prodotti gm, una parte del materiale gm si ritrova nelle cellule dell’organismo e in particolare in quelle dell’intestino. Tale materiale può includere promotori genetici capaci di interferire con la normale attività genetica. Degna di nota è talvolta l’azione degli oncogeni. Naturalmente presenti nel corpo, essi sono essenziali per la rapida crescita delle cellule in fase di sviluppo embrionale ma sono associati a patologie cancerose se continuano ad esprimersi in età adulta.
2a area di rischio: legata alla presenza di sostanze immesse nell’ambiente mediante la modifica genetica
E’ il caso, ad esempio, della proteina Bt, i cui effetti nocivi sono già stati dimostrati sugli insetti. La tossicogenomica consentirebbe di valutarne gli effetti sull’uomo.
3 a area di rischio: legata ai pesticidi cui sono resistenti le colture gm e che di conseguenza vengono usati in abbondanza
Ad esempio il glifosato tollerato dal Roundup Ready. La tossicogenomica consentirebbe di studiare anche gli effetti del glifosato sulle cellule umane.
Antidote Europe ha già condotto uno studio pilota su diversi altri pesticidi:
http://www.antidote-europe.org/substances_gb.htm

10/4/08

Concessi brevetti sulla riproduzione sessuale del bestiame

Gli agricoltori, Misereor e Greenpeace si oppongono

Fonte: No patents on seeds

Una vasta coalizione di ONG e associazioni di agricoltori ha impugnato oggi il brevetto europeo EP 1141418 sulla riproduzione di bovini e suini. Contravvenendo ai dettami della Convenzione del brevetto europeo, che proibisce la concessione di brevetti su processi di riproduzione essenzialmente biologici per piante e animali, l’Ufficio di Monaco ne ha recentemente rilasciati due proprio sulla riproduzione convenzionale degli animali da allevamento a cui sono stati aggiunti trascurabili input tecnici.
I due brevetti coprono persino la riproduzione per via sessuale. La rivendicazione 8 del brevetto EP 1506316 recita infatti: “Il metodo comprende inoltre la raccolta dei potenziali maschi e femmine parentali della stessa specie per consentire la propagazione della stessa”.
La coalizione ha esortato il governo tedesco e i governi europei a prendere provvedimenti e ha annunciato che se le autorità tedesche non interverranno tempestivamente procederà a impugnare anche il brevetto EP1506316.
La coalizione, composta tra gli altri da Misereor (Organizzazione dei vescovi cattolici tedeschi per lo sviluppo), Greenpeace Germania, l’associazione degli agricoltori produttori di latte, l’associazione dei piccoli agricoltori (ABL) e l’iniziativa “No patents on Life!” (No ai brevetti sulla vita!), ha già riportato un’importante vittoria inducendo la Monsanto a ritirarsi completamente dal business della riproduzione degli animali per la forte contestazione seguita al deposito di ampie richieste di brevetto sui suini.

3/4/08
L'assemblea nazionale francese adotta un emendamento che limita fortemente l'uso degli Ogm
Fonte: GM Watch UK

Dopo aver lungamente discusso una nuova proposta di legge sugli Ogm, l’Assemblea nazionale ha adottato un emendamento dell’opposizione proposto dal deputato comunista della Puy-de-Dome André Chassaigne. Collocato all’inizio del testo di legge, l’emendamento altera radicalmente il suo equilibrio stabilendo che i prodotti gm possono essere coltivati purché siano rispettati “le strutture agricole, gli ecosistemi locali, le linee commerciali e la produzione GM-free e la piena trasparenza”. L’emendamento è stato votato da deputati socialisti, comunisti e verdi ma anche da quattro rappresentanti del partito di maggioranza che ne hanno determinato l’approvazione .
L’originaria proposta del governo conteneva soltanto una generica clausola per il rispetto della salute e dell’ambiente. Per i socialisti l’adozione dell’emendamento rappresenta un passo fondamentale verso il rispetto dell’agricoltura libera da Ogm e un’importante premessa per la creazione di zone libere da Ogm.

2/4/08
Le colture transgeniche possono persistere per 10 anni

Fonte: Nature - UK

Secondo uno studio svedese, le sementi di colza gm possono  sopravvivere e generare nuove piante anche a 10 anni di distanza dalla prima semina.
Un equipe di ricercatori guidata da Tina D’Hertefeldt della Lund University è giunta a questa conclusione dopo aver studiato alcune piantine prelevate alla Lönnstorp Experimental Farm.
Nel 1995, nell’ambito di un trial, l’azienda biotech Plant Gentic Systems ha seminato su un’area di terreno diverse specie di colza transgenica, alcune delle quali resistenti agli erbicidi. A partire dal 1996 il terreno è stato usato invece per produrre grano, orzo e barbabietola da zucchero.
Nel 2005 D’Hertefeldt e i suoi colleghi hanno prelevato delle piantine dall’ex sito sperimentale ed hanno inaspettatamente scoperto che accanto alle nuove colture erano cresciute 38 piante di colza. Testate con erbicidi, 15 sono risultate resistenti alla sostanza chimica e dunque discendenti dalle piante gm coltivate in passato.
La persistenza dei semi di colza gm dimostra l’assoluta impossibilità di contenere la contaminazione da Ogm e pone pressanti interrogativi sul piano della sicurezza alimentare.