Newsletter dicembre 2007

12/07
Il punto della situazione sui mais gm

Approvare o non approvare?
Fonte: Save our Seeds

Le varietà geneticamente modificate "BT 11" (Syngenta) e "1507" (Dupont /Pioneer), di cui è attualmente consentito l’uso negli alimenti e nei mangimi ma non la coltivazione, sarebbero le prime varietà di mais gm ad essere approvate per la coltivazione all’interno dell’Unione europea dal 1998.

Nonostante il parere favorevole dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), il 25 ottobre 2007 il Commissario europeo per l’Ambiente Stavros Dimas ha proposto di non procedere all’autorizzazione dei due prodotti a causa delle incognite che ancora gravano sugli effetti a lungo termine degli Ogm (tra gli altri, i danni agli insetti e alla qualità del suolo).

Di regola le proposte del Commissario competente sono accolte dal collegio dei Commissari, ma le pressioni della lobby del biotech potrebbero ora indurre alcuni ad opporsi alla sua risoluzione per ottenere l’autorizzazione dei due mais gm.

Favorevole o contraria, la decisione della Commissione costituirà un importante precedente per il futuro degli Ogm nell’Unione. Se il commissario Dimas dovesse prevalere, la Commissione sceglierebbe per la prima volta di prendere in considerazione fattori di rischio e obblighi precauzionali diversi da quelli abitualmente considerati dagli scienziati dell’EFSA in valutazioni del rischio di stretto respiro e finora sempre positive. La sua sconfitta, invece, segnerebbe il prevalere di interessi commerciali che nulla hanno a che vedere con la necessità di salvaguardare l’ambiente.

Dopo essere stata rimandata più volte, la decisione è ora attesa per la fine di gennaio 2008.

Secondo fonti vicine alla Commissione, alcuni Commissari pro-Ogm tra cui Peter Mandelson (Commercio) e Marianne Fischer-Boel (Agricoltura) potrebbero proporre di rinviare il dossier all’EFSA per una valutazione delle nuove prove scientifiche addotte da Dimas. Gli scienziati dell’EFSA, dal canto loro, sarebbero già a lavoro per dimostrare che le evidenze portate dal Commissario non presentano alcun carattere di novità.

Il Presidente della Commissione Barroso ha proposto di avviare un più generale “dibattito di orientamento” sulle problematiche degli Ogm alla fine di gennaio o all’inizio di febbraio.

13/12/07
Brasile multa Syngenta per la soia transgenica: il tribunale federale dello stato del Paranà conferma che la multinazionale agro-chimica svizzera è colpevole di crimini contro l’ambiente
Fonte: Swissinfo

E’ stato ieri reso noto il giudizio del Tribunale federale dello stato del Paranà.
Il Tribunale ha confermato che nel realizzare piantagioni di soia transgenica in una zona considerata riserva ecologica la Syngenta ha commesso un crimine contro l’ambiente.
La sanzione: una multa di 630.000 franchi svizzeri accolta con riserbo dal gruppo svizzero

Attività illegali
La Giustizia federale dello stato del Paranà ha stabilito che le attività realizzate a partire dal 2005 dalla transnazionale Syngenta Seeds (specializzata nella commercializzazione di sementi) a Santa Teresa de Oeste, Parco Nazionale dell’Iguazù, sono illegali.

L’infrazione era stata denunciata dall’Istituto brasiliano dell’Ambiente (IBAMA) già nel 2006.

Pur essendo stata adottata il 30 novembre, la decisione di carattere giudiziale è sta divulgata solo lo scorso lunedì (12 dicembre) mediante una comunicazione scritta della giudice Vanessa de Lazzarin Hoffman.

La decisione vieta alla Syngenta di continuare le propria sperimentazioni di soia o mais gm all’interno del parco dell’Iguazù. Per non lasciar alcun margine di dubbio, la giudice ha espressamente dichiarato: “la produzione di Ogm resta severamente proibita”.

Un lungo conflitto
Nel febbraio del 2006 la ONG brasiliana Tierra de Derechos, specializzata in tematiche ambientali, ha rivelato che la Syngenta e altre otto imprese straniere stavano effettuando alcune sperimentazioni con la soia transgenica.

Il caso che si è subito imposto all’attenzione del pubblico è stato quello della Syngenta, sia per la mole della multinazionale sia per il luogo in cui erano state impiantate le colture transgeniche sperimentali: il Parco Nazionale dell’Iguazù, nel 1986 dichiarato patrimonio naturale dell’umanità dall’UNESCO.

Poco dopo l’allarme lanciato da Tierra dei Derechos, un gruppo di 500 aderenti alla ONG Via Campesina ha pacificamente occupato le terre in questione dando vita a un accampamento denominato “Terra libre”.

I manifestanti hanno potuto contare sull’appoggio dello stato del Paranà, il cui governatore Roberto Requiao ha persino tentato di espropriare le terre della Syngenta nel novembre dello stesso anno.

Per sostenere l’azione di Requiao, l’IBAMA ha confermato la violazione della legge federale ambientale del Brasile da parte della Syngenta e ha imposto alla multinazionale una prima multa di 538.500 franchi svizzeri ad oggi non ancora pagata.

Controffensiva della Syngenta
La multinazionale non è stata a guardare. Nel dar vita all’accampamento pacifico nel parco dell’Iguazù, gli aderenti a La via Campesina si sono appellati all’articolo 10 della Costituzione brasiliana secondo cui la terra deve adempiere a una funzione sociale.

I legali della Syngenta, invece, hanno ottenuto ad aprile e a ottobre che giudici statali ingiungessero ai manifestanti di abbandonare volontariamente le terre minacciando la loro evacuazione forzata.

Vittoria dei contadini
La sentenza giudiziaria resa nota questa settimana è una chiara vittoria per i contadini di Terra libre e sopraggiunge al riacutizzarsi delle tensioni. All’alba del 21 ottobre scorso, un centinaio di contadini ha nuovamente occupato le terre disputate per sollecitare l’adozione di una decisione definitiva da parte delle autorità.

L’occupazione ha provocato violenti scontri tra i contadini e la milizia armata privata ingaggiata dalla Syngenta e la morte del manifestante Vladimir Mota de Oliveira e dell’agente Fabio Ferriera.

La sentenza ora emanata prevede che, qualora la Syngenta non dovesse versare la somma stabilita o incorresse nuovamente nell’infrazione, riceverebbe una sanzione giornaliera e correrebbe il rischio del blocco immediato delle sue attività

Per il momento il gruppo svizzero non si è pronunciato ma ha fatto sapere che i suoi legali sono all’opera e che resta fedele alla convinzione di non aver violato alcuna legge dello stato brasiliano.

Contesto
Geigy Ltd, oggi singenta Syngenta, è stata fondata a Berna (Svizzera) nel 1758. Inizialmente specializzata nella commercializzazione di coloranti tessili oggi è uno dei gruppi mondiali più solidi per la vendita delle sementi e nel campo della biotecnologia.

In Brasile la coltivazione di soia gm è stata legalizzata nel 2002. La Syngenta è stata multata dal potere giudiziario in quanto le piantagioni da essa create si trovano all’interno di una riserva ecologica contenuta nel Parco dell’ Iguazù.

La Svizzera ha sottoscritto insieme a circa altri centoi paesi gli accordi scaturiti dalla Conferenza di Curitiba (capitale del Paranà). Essi sono entrati in vigore nel 2003 e prevedono regole per la produzione e la commercializzazione degli Ogm.

Dati chiave

La Syngenta è presente in 88 paesi e conta 19.740 dipendenti

Per il 2007 il suo fatturato annuale supererà gli 11.000 milioni di franchi svizzeri

In Brasile il gruppo conta 1.200 dipendenti.

7/12/07

Dichiarazione di Euro Coop sull'etichettatura degli Ogm

Come rendere possibile l'alternativa non gm

Fonte: Euro Coop

La Commissione europea ha deciso di non accogliere la petizione sottoscritta da un milione di cittadini dell’Unione per l’etichettatura dei prodotti di derivazione animale contenenti Ogm.
La Commissione ha deciso, invece, di conservare il regime di etichettatura attualmente in vigore per gli alimenti e i mangimi gm, confidando nell’opinione scientifica dell’EFSA sull’assorbimento dei transgeni nei tessuti animali o nei prodotti ottenuti da bestiame alimentato con Ogm.
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/Statement/gmo_EFSA_statement_DNA_proteins_gastroint,0.pdf

Euro Coop ricorda che, oltre alla considerazione dei possibili danni alla salute, ragioni etiche inducono a non voler consumare Ogm o alimenti da essi derivati. I consumatori europei hanno il diritto di sapere di cosa si nutrono e di scegliere di cosa nutrirsi.
Le cooperative di consumatori europee stanno cercando di adattare la propria offerta alle esigenze, ai valori e alle convinzioni dei loro soci-consumatori nell’intento di restituire loro il diritto di scelta alimentare. Nonostante i costi e le complessità che ne derivano, alcune cooperative sono riuscite ad eliminare completamente gli Ogm dai loro prodotti di marchio, istruendo i fornitori affinché utilizzino mangime certificato libero da Ogm e fornendo etichettature trasparenti.

Euro Coop esorta a praticare volontariamente l’etichettatura che certifica l’assenza da Ogm come valido strumento per:

Questi obiettivi potranno essere raggiunti solo se il contesto politico ed economico in Europa lo consentirà.

Euro Coop si rivolge quindi ai consumatori, agli agricoltori e alle aziende affinché operino congiuntamente e utilizzino la loro influenza per rendere possibile l’alternativa non Ogm. Euro Coop chiede inoltre alle istituzioni europee di mettere un più forte impegno politico nell’assicurare un sistema di approvvigionamento alimentare libera da Ogm in Europa.

EURO COOP è l’associazione europea delle cooperative di consumatori, i cui membri sono le organizzazioni nazionali delle cooperative di consumatori di 15 paesi europei. Creata nel 1957, EURO COOP rappresenta oggi oltre 3.200 cooperative locali e regionali, i cui soci ammontano a oltre 22 milioni di consumatori in tutta Europa.

Per un elenco delle cooperative che aderiscono a Euro Coop: http://www.eurocoop.org/members/en/member/default.asp

4/12/07

Effetti del DNA contenuto negli Ogm sul sistema immunitario umano

Fonte: Stdio di Wener Mueller e Anna Jaschok

Un nuovo studio ha dimostrato che il DNA sintetico degli Ogm, una volta immesso nel corpo umano, non viene interamente degradato nel tratto intestinale ma penetra nel sistema linfatico e nel sangue e si deposita negli organi.

Lì svolge una funzione immunomodulatoria dagli effetti ancora sconosciuti.

Le valutazioni del rischio dell’EFSA, sulla cui base sono approvati gli Ogm dalla Commissione europea, non tengono conto degli effetti immunomodulatori del DNA estraneo.

Testo integrale dello studio:

http://www.eco-risk.at/de/stage1/download.php?offname=FOOD-DNA-risk&extension=pdf&id=69>Werner

Ne’ questo è il solo limite del metodo di valutazione adottato dall’EFSA.
Nel corso di una lezione dibattito tenutasi a Wuppertal, il professor Werner Meuller, autore dello studio insieme a Anna Jaschok dell’Università di Kassel, ha passato in rassegna le diverse falle del metodo di valutazione del rischio adottato dall’autorità per la sicurezza alimentare. Il professore ha dimostrato come nel richiedere l’autorizzazione per il rilascio commerciale dei propri prodotti l’industria del biotech sia invariabilmente favorita delle istituzioni o, per così dire, giochi in casa.
Precedenti come quelli che hanno riguardato il DDT, il metil-bromide e il più moderno vinclozolin, tutte sostanze chimiche immesse nell’ambiente e poi ritirate perché dannose, dimostrano che gli scienziati possono commettere degli errori nel valutare i rischi legati all’uso di prodotti chimici.

Poiché è impossibile ritirare dall’ambiente gli Ogm e i geni sintetici in essi contenuti, ogni errata valutazione determina danni irreversibili all’ambiente e alle generazioni future.

Nell’autorizzare gli Ogm, l’EFSA viola il principio di precauzione e contravviene al senso comune:

Nessuna  valutazione dei rischi a lungo termine (test di 730 giorni);
Nessuna valutazione dei possibili effetti degli Ogm sulle generazioni future;
Nessuna valutazione dell’effetto cumulativo delle sostanze chimiche tossiche;
Disatteso l’obbligo giuridico dell’analisi caso per caso;
Nella valutazione del rischio è necessario tenere conto degli elementi di incertezza analizzandoli;
Minimizzazione di tutti i risultati significativi da parte dell’EFSA;
In molti casi l’EFSA adotta direttamente le conclusioni delle aziende interessate con conseguente minimizzazione dei dati “scomodi”;
Mancanza di studi sugli insetti (lombrichi, farfalle ecc …) durante il processo di autorizzazione;
Mancanza di studi tritrofici (effetti causati dagli Ogm assunti per via alimentare);
Respingimento non motivato delle obiezioni sollevate dagli stati membri (Austria, Italia ecc …),

(“non sono state presentate nuove evidenze scientifiche”).