Newsletter agosto 2006

21/08/06

India, tra i suicidi nei campi di cotone

Fonte: Corriere della Sera – articolo di Cecilia Zecchinelli

“…I suicidi di migliaia di contadini — l'attuale governo di New Delhi ne ammette «quasi 10 mila» dal 1997, stime indipendenti ne quadruplicano almeno la cifra — sono diventati un'enorme tragedia collettiva. Una piaga nemmeno immaginabile finché l'agricoltura — da cui dipendono ancora i due terzi della popolazione indiana, ovvero 750 milioni di persone — era gestita su basi comunitarie o basata sui grandi latifondi e lo Stato sosteneva il settore. Soprattutto fino a quando le multinazionali americane non hanno iniziato a imporre i loro carissimi semi — in particolare per la diffusissima coltivazione del cotone, per di più geneticamente modificato — costringendo i contadini a ricomprarli ogni anno per mantenere gli standard richiesti dal mercato internazionale nonostante il crollo dei prezzi della materia prima…

…Anche il prestigioso e ben poco rivoluzionario Tata Institute of Social Sciences di Mumbai, a cui si era rivolto mesi fa il tribunale supremo della capitale finanziaria indiana per capirne di più, si è trovato alla fine d'accordo. «I suicidi sono avvenuti a partire dal 1997 nelle zone più ricche del Paese e sono l'indubbio sintomo di una profonda crisi del settore agricolo — si legge nel rapporto del Tata Institute —. Tra i motivi che abbiamo individuato c'è il crollo degli investimenti pubblici nel settore, in linea con le direttive di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale che hanno soprattutto costretto l'India ad aprire le porte, dal 1998, a corporation come Monsanto, Cargill e Sygentas i cui semi sono più cari e richiedono più fertilizzanti, pesticidi e acqua. Fattori, questi, che diminuiscono la fertilità dei terreni, aumentano i costi di produzione, mettono i contadini in balia degli usurai e del mercato internazionale. Il tutto, mentre l'Organizzazione mondiale per il commercio impone di togliere le tariffe all'import, e gli Stati Uniti continuano a finanziare il loro export»”.

Per leggere l’intero articolo: http://www.equivita.it/suicidiinIndia.htm