Newsletter marzo 2006

5/3/06

La Monsanto costretta ad abbassare il prezzo del cotone Bt.

Fonte: The Financial Express, India, di Ashok B. Sharma.

Davanti alle accuse di chiedere prezzi troppo elevati per il proprio cotone Bt, la Monsanto ha deciso di abbassare la cifra del 30%. È da sottolineare che la performance delle tre varietà di prodotto gm, il Mech 162, il Mech 184 e il Mech 12 è stata clamorosamente deludente nella stagione 2004. Anche in seguito a ciò il governo di  Andhra Pradesh ha minacciato di cancellare l’autorizzazione della multinazionale se questa non acconsente a risarcire i coltivatori indiani, entro l’inizio della prossima stagione commerciale, per le devastanti perdite subite. La causa è ancora in corso presso il tribunale di Andhra.

7/3/06

La Polonia si oppone alla coltivazione degli ogm.

Fonte: Agence France Press.

Il governo polacco ha dichiarato di opporsi alla coltivazione di ogm e alla loro introduzione nell’ambiente a scopo sperimentale. Le autorità hanno inoltre precisato che le importazioni potranno continuare solo se verranno rispettate rigide condizioni. Stando ai risultati di un sondaggio recentemente condotto da Greenpeace, circa il 76% di consumatori polacchi si oppone fermamente agli ogm.

7/3/06

La Repubblica Ceca chiede test standard sugli ogm.

Fonte: Czech News Agency / Prague Daily Monitor.

Il ministro dell’ambiente ceco Libor Ambrozek ha dichiarato che nel corso del prossimo Consiglio dei Ministri Europeo avanzerà la proposta che l’Unione Europea adotti test sugli ogm unificati e standard in modo da garantire conclusioni chiare per tutti e facilmente comparabili.

8/3/06
Studio rivela la diffusione di ogm illegali in tutto il mondo.

Fonte: Greenepace International, GeneWatch UK.

Greenpeace e GeneWatch hanno pubblicato uno studio che rivela una serie di scandalosi episodi verificatisi in vari paesi del mondo e che provano che gli ogm non autorizzati si stanno diffondendo a macchia d’olio. Tra gli incidenti citati ci sono: la vendita di carni prodotte da maiali transgenici; la contaminazione di prodotti convenzionali con raccolti modificati per la produzione di farmaci; la coltivazione e la distribuzione a livello internazionale di semi di mais non approvati contenenti antibiotici; il contrabbando di ogm illegali e il loro impiego nella produzione di alimenti destinati ai mercati mondiali, tra cui anche quelli donati ai paesi in via di sviluppo. Il rapporto cita in tutto centotredici episodi in trentanove paesi, mentre dal 1996 ad oggi la coltivazione di ogm è stata autorizzata ufficialmente soltanto in diciotto. Altra fonte di preoccupazione è la frequenza con cui tali “incidenti” si verificano: ben undici i paesi colpiti nel 2005. Fenomeni di contaminazione sono stati riscontrati anche in paesi come la Gran Bretagna che si pregiano di condurre sperimentazione “attentamente monitorata”. La pubblicazione del rapporto è avvenuta alla vigilia del meeting dei 132 paesi firmatari del Protocollo Cartagena sulla Biosicurezza e in cui si discuterà degli standard di sicurezza a seguito dei fenomeni di contaminazione e sui metodi di informazione ed etichettatura. Nel corso dell’ultimo meeting il raggiungimento di un accordo definitivo di tutti i paesi partecipanti era stato bloccato dal Brasile e dalla Nuova Zelanda appoggiati da USA, Argentina e Canada i quali, non essendo membri della coalizione che ha abbracciato il Protocollo Cartagena, premono affinchè la dicitura relativa a potenziale contaminazione sia limitata ad un ridicolo “può contenere tracce di ogm”!

9/03/06

Confermato: Snuppy è il primo clone di cane al mondo.

Fonte: Reuters.

Una commissione di esperti koreani e statunitensi ha confermato che Snuppy, il cane creato nei laboratori dell’Università di Seoul, è il primo esemplare al mondo ottenuto tramite clonazione. I risultati dei test hanno mostrato che Snuppy è stato clonato da un gruppo di ricercatori guidati da Hwang Woo-suk, lo scienziato caduto in disgrazia dopo aver falsificato dati riguardanti due esperimenti in cui egli dichiarava di aver clonato con successo embrioni umani per ricavarne cellule staminali.

10/03/06

In Europa niente legge sulla coesistenza.

Fonte: Genet.

Un recente rapporto pubblicato dalla Commissione Europea ha concluso che, data la limitata esperienza che l’UE ha con la coltivazione di organismi transgenici, la messa a punto di una legislatura sulla coesistenza tra ogm e prodotti convenzionali e biologici al momento non è giustificabile. La Commissione ha invece annunciato di voler collaborare più da vicino con i singoli stati membri al fine di sviluppare misure di segregazione studiate caso per caso. Tuttavia, l’imposizione di bandi sugli ogm non è autorizzata in nessuna circostanza e gli stati che creano zone “ogm-free” nei propri territori rischiano la denuncia presso la Corte di Giustizia.

10/03/06

L’Argentina chiede aiuto all’UE contro la Monsanto.

Fonte: Reuters, di Karina Grazina.

L’Argentina ha chiesto alla Commissione Europea di intervenire nel conflitto che la vede opposta alla Monsanto sulla questione del pagamento delle royalty sulla soia Roundup Ready. La multinazionale ha denunciato gli importatori di soia in almeno tre paesi europei e nel corso dello scorso anno ha bloccato sei carichi di prodotto argentino allo scopo di far prevalere il proprio diritto a ricevere il pagamento delle royalty in Europa.  Nonostante la Monsanto non detenga alcun brevetto in Argentina, quasi tutti gli agricoltori del paese coltivano la sua soia gm. Alcuni di essi acquistano i semi legalmente ma altri li acquistano di contrabbando, li coltivano e li riutilizzano senza corrispondere alla multinazionale le royalty previste dal brevetto. A seguito di tale situazione l’Argentina rischia di incorrere nella perdita di profitti sui mercati europei pari ad oltre due miliardi di dollari.

16/3/2006

La protesta de La Via Campesina contro la Syngenta

Fonte: La Via Campesina, Brasile, comunicato stampa

Un migliaio di agricoltori e contadini del movimento La Via Campesina ha occupato lo scorso 14 marzo un’area in località Santa Teresa do Oeste per denunciare la sperimentazione illegale di semi transgenici ad opera della corporazione transnazionale Syngenta. I contadini accusano la multinazionale di aver effettuato sperimentazioni nella zona di assorbimento che circonda il Parco Nazionale di Iguaçu. L’accusa lanciata dal movimento è già stata confermata dall’IBAMA (National Institute for the Environment and for Renewable Resources) che a seguito di un’ispezione effettuata l’8 Marzo ha rilevato la presenza di 12 ettari di soia GM seminata oltre il limite di sicurezza. La Via Campesina ha anche denunciato la criminalizzazione dei movimenti di protesta ad opera di multinazionali il cui agire illegale minaccia la biodiversità e i diritti delle generazioni future.

16/3/2006

Assenti diversi delegati degli stati africani al MOP3

Fonte: SciDevNet, UK, a cura di Rod Harbinson

Diversi delegati degli stati africani sono rimasti esclusi dai negoziati del MOP3, Conferenza delle parti al Protocollo sulla biosicurezza, per assenza di finanziamenti. L’allarme è stato lanciato proprio a ridosso dell’evento dal segretario esecutivo della Convenzione sulla biodiversità, Ahmed Djoghlaf, che in una lettera inviata agli stati donatori il 3 marzo ha denunciato la mancanza di adeguate risorse finanziarie per la partecipazione di tutti i Paesi in via di sviluppo. Per quella data era stata stanziata solo la metà della somma necessaria a coprire i costi con un disavanzo pari a 350.000 dollari. Il contributo di tutti i Paesi in via di sviluppo sarebbe stato di vitale importanza per discutere della responsabilità e degli obblighi di compensazione in eventuali casi di contaminazione nonché dei costi da sostenere per una piena implementazione delle disposizioni del protocollo.

18/3/2006

Il commento di Greenpeace sulla decisione chiave adottata al MOP3

Fonte: Greenpeace International

Greenpeace ha così commentato la decisione sugli obblighi di documentazione per gli OVM (Organismi Viventi Modificati) adottata a Curitiba al termine di difficili negoziati: ‘La responsabilità di questa decisione di compromesso ricade direttamente su un gruppo minoritario di interessi facente capo a multinazionali dell’agrobiotecnologia, commercianti di materie prime, USA, Canada e Argentina (non aderenti al Protocollo). Questi hanno utilizzato stati come Messico e Paraguay come interlocutori fittizi attraverso cui dirottare il corso delle trattative sin dall’inizio, trasformando cruciali negoziati internazionali su temi come la biodiversità, la biosicurezza e la salute umana in accordi commerciali informati a esigenze esclusivamente pratiche’.

22/3/2006

Adottata decisione chiave sulla documentazione di accompagno degli OVM

Fonte: South-North Development Monitor

Si è tenuta a Curitiba dal 13 al 17 marzo la terza riunione della Conferenza delle parti al Protocollo sulla biosicurezza (MOP3). Nel corso della riunione è stata adottata una decisione chiave in merito a manipolazione, trasporto e imballaggio di carichi transfrontalieri di OVM. A seguito dell’accordo gli OVM circolanti tra stati firmatari che siano stati chiaramente identificati e separati dalle merci convenzionali dovranno essere dotati di documentazione attestante il contenuto transgenico mediante la formula ‘contiene OVM’. Quelli non identificati e non separati all’origine, invece, saranno accompagnati da documentazione in cui si attesta che il carico ‘può contenere OVM’. In entrambi i casi, tuttavia, i transgenici saranno corredati da informazioni che ne garantiscano identificazione, tracciabilità e sicuro utilizzo.

Le disposizioni non si applicano ai paesi non aderenti. Nel corso della 5° riunione delle Parti prevista per il 2010 saranno analizzate esperienze di implementazione del provvedimento e nella 6°, nel 2012, si valuterà se adottare una decisione che assicuri la chiara identificazione di tutti gli OVM. Entro il 2012 dunque, sviluppate le infrastrutture necessarie all’applicazione del provvedimento, dovrebbe venire a cadere l’opzione della dicitura ‘può contenere OVM’.

24/3/06

Confermata la moratoria internazionale su Terminator

Fonte: Greenpeace International

La decisione di confermare la moratoria su Terminator è stata accolta con grande entusiasmo dalla vasta coalizione di contadini, popolazioni indigene e organizzazioni della società civile mobilitatasi in questi giorni. La tecnologia Terminator, o Tecnologia di restrizione dell’uso genetico (TRUG), consente alle società di immettere sul mercato sementi il cui frutto sterile non può essere riutilizzato e obbliga pertanto i contadini ad acquistare nuovi semi ogni anno. In occasione dell’8° riunione delle parti alla Convenzione sulla Biodiversità (COP8) Australia, Canada e Nuova Zelanda insieme a Stati Uniti (non aderenti alla convenzione) e alcune società di biotecnologia hanno tentato di indebolire i termini della moratoria internazionale adottata nel corso del COP5, sei anni fa, sostenendo l’opportunità di valutare i rischi posti dalla tecnologia ‘caso per caso’. La proposta, criticata in quanto apre la strada alla sperimentazione in loco di Terminator, è stata respinta all’unanimità dal gruppo di lavoro incaricato di vagliarla. La decisione dovrà essere solo formalmente confermata dalla sessione plenaria.

24/3/06

Premio Capitan Uncino per la biopirateria 2006

Fonte: ETC group and Coalition Against Biopiracy

Sarà reso noto nel corso della giornata il nome dei vincitori del premio Capitan Uncino, riconoscimento riservato a corporazioni, governi, istituzioni e privati distintisi in atti di biopirateria. La cerimonia di premiazione avrà luogo nell’area dei movimenti sociali adiacente al centro ove è in corso il COP8 a testimoniare la mancata adozione di misure volte a contrastare il fenomeno della biopirateria nel corso dell’evento. Accanto a candidati Capitan Uncino ben noti come Monsanto e Syngenta anche nuovi arrivati come Google (per la sua recente incursione nel campo della ricerca dei genomi) e National Geographic Society (per il progetto di raccolta del DNA delle popolazioni indigene). L’elenco completo dei vincitori sarà disponibile all’indirizzo: www.captainhookawards.org