Newsletter febbraio 2005

2/02/05

In Vermont si vota sulla moratoria sugli ogm.

Fonte: Bennington Banner, USA, di Chris Parker.

Si terrà durante la prossima riunione del consiglio comunale la votazione sull’approvazione di una moratoria sulla coltivazione degli ogm a scopo commerciale nel Vermont. Uno dei punti a dibattito è anche lo spostamento delle responsabilità dagli agricoltori alle multinazionali in caso di danni arrecati dalla coltivazione di ogm.

2/02/05

Passa la petizione sul bando agli ogm in California.

Fonte: The Press Democrat, USA, di Spencer Soper.

Nella provincia californiana di Sonoma gli ambientalisti sono riusciti a raccogliere un numero sufficiente di firme per legalizzare la petizione con cui si chiede un bando decennale sugli ogm.  Spetta ora all’organo governativo locale decidere se cambiare la petizione in legge, indire una votazione speciale o commissionare una riceca sui potenziali effetti di un simile bando sulla regione.

4/02/05

In Europa niente ogm nella maggior parte dei supermercati.

Fonte: Reuters, di Jeremy Smith.

Greenpeace ha reso noto che, grazie alla massiccia opposizione da parte dei consumatori, le principali catene di distribuzione alimenatre europee continuano a rifiutarsi di vendere ogm nelle proprie filiali.  Tra le migliaia di marche presenti nei principali supermercati d’Europa Greenpeace è riuscita a scovare solo 77 prodotti chiaramente etichettati come contenenti ogm in 10 stati, principalmente in Francia, Germania, Olanda, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. L’ingrediente gm più frequentemente utilizzato in tali prodotti è l’olio di semi di soia importato dal Canada, dal Giappone, dalla Korea e dagli USA.

4/02/05

Le Isole Prince Edward propense a bandire gli ogm.

Fonte: The Dominion, Canada.

Il governo provinciale delle Isole Prince Edward ha attirato l’attenzione internazionale a seguito dell’organizzazione di un dibattito sul possible bando degli ogm. Gli ambientalisti statunitensi e canadesi stanno unendo le forze nel tentativo di fare delle Isole un precedente nella lotta gli ogm.

4/02/05

Gli scienziati si oppongono al granturco della Monsanto.

Fonte: Genet.

Il New Zealand Institute of Gene Ecology (NZIGE) ha invitato il comitato per la sicurezza alimentare ad agire con estrema prudenza riguardo all’approvazione del mais gm della Monsanto. L’Istituto si espresso contro l’approvazione a causa della scarsità delle informazioni scientifiche fornite dalla multinazionale.

4/02/05

Nasce il primo network europeo “GMO-free”.

Fonte: Genet.

A Firenze è nato il primo network delle regioni europee “ogm-free”.  I membri hanno sottoscritto un documento denominato “Carta delle Autorità Locali e dei Governi Regionali Europei” che promuove e sostiene la cooperazione nel campo dei sistemi di agricoltura tradizionale.  Il documento contiene inoltre linee guida sulla salvaguardia della genuinità e dell’alta qualità dei prodotti locali e sull’autonomia degli agricoltori. Il network conta fin’ora 19 membri: Emilia Romagna, Marche, Lazio, Sardegna, Provincie Autonome dell’Alto Adige, la provincia di Salisburgo, l’Austria settentrionale, la Burgenland, la Styria (Austria), le Highlands e le Islands (Scozia), il Galles, lo Schleswig-Holstein (Germania), l'Ile de France, la Bretagna, l’Aquitania, le regioni francesi di Limousin e Poitou-Charentes, i Paesi Baschi e la regione greca di Drama-Xavala-Xanthi.

7/02/05

Il Canada riesuma la tecnologia Terminator.

Fonte: ETC Group News Release, USA/Canada.

Fonti non ufficiali hanno lasciato trapelare un documento in cui si rivela che il governo canadese, durante il meeting delle Nazioni Unite che si terrà prossimamente a Bangkok, vuole chiedere la revoca della moratoria sulla tecnologia genetica che rende sterili le sementi, tecnologia meglio nota con il nome di Terminator. Tale tecnica fu per la prima volta sviluppata dal governo americano per impedire agli agricoltori di riutilizzare le sementi ed è considerata la più controversa ed immorale pratica agricola fin’ora ottenuta tramite l’ingegneria genetica.

9/02/05

Il padre di Dolly pronto a clonare l’uomo.

Fonte: Reuters, di Kate Holton.

Ian Wilmut, lo scienziato britannico che ha creato la pecora Dolly, ha ottenuto l’autorizzazione a clonare embrioni umani a scopo di ricerca. Nel Regno Unito la clonazione umana a scopo riproduttivo è vietata ma la clonazione a scopo terapeutico  per la produzione di embrioni da cui ricavare cellule staminali come fonte per la cura delle malattie può essere approvata a seconda dei casi.

10/02/05

L’USDA rivela coltivazioni di ogm nelle Hawaii.

Fonte: Farm Progress, USA.

Per la prima volta l’USDA è stata costretta dall’ingiunzione di un tribunale a rivelare la posizione delle coltivazioni sperimentali di ogm per la produzione di farmaci nelle Hawaii.

10/02/05

La California prossima a bandire la clonazione di animali domestici.

Fonte: Reuters.

In California è stata recentemente presentata una proposta di legge che vieta la vendita di cloni di animali domestici. La necessità di un bando sul commercio di tali cloni è evidente non solo perchè a tuttoggi non esiste alcuna norma regolamentativa su tali procedure ma soprattutto perchè i centri di raccolta di animali randagi pullulano di cani e gatti da adottare!

13/02/05

No al brevetto sulle chimere animale-uomo.

Fonte: Associated Press / Washington Post, USA.

Sono andati tutti in fumo gli sforzi di uno scienziato di New York che per ben sette anni aveva tentato di ottenere un brevetto su una creatura mezza uomo e mezza animale da lui stesso progettata. L’ufficio brevetti statunitense ha respinto la richiesta con la motivazione che l’ibrido, ideato a scopo di riceca medica, avrebbe caratteristiche troppo simili all’uomo e perciò non è brevettabile.

14/02/05

Vinta la battaglia dei brevetti contro la Syngenta!

Fonte: Genet.

Dopo ben 72 ore di negoziati via e-mail, per telefono ed in persona con l’associazione ambientalista ETC la Syngenta ha finalmente acconsentito a ritirare la richiesta del brevetto su una sequenza genetica commune ad almeno 40 specie di piante. La richiesta è stata ritirata sia dall’ufficio brevetti europeo (EPO) che da quello statunitense (USPTO).

14/02/05

Il Giappone chiede all’Australia di rifiutare gli ogm.

Fonte: Genet.

Ventuno associazioni di consumatori giapponesi hanno inviato una lettera aperta al governo federale del West Australia chiedendo che la regione si mantenga ogm-free per scongiurare i rischi di danni all’ambiente e all’uomo.  Il Giappone è il principale paese importatore di colza del West Australia in un mercato che frutta 100 milioni di dollari all’anno.

15/02/05

Greenpeace smaschera le fallaci politiche europee sugli ogm.

Fonte: Genet.

Greenpeace ha accusato l’UE di esporre i consumatori europei all’irreversibile rischio di contaminazione da parte degli Ogm e di soprassedere sull’implementazione delle misure di sicurezza nei singoli stati membri. Al contrario di quanto afferma la Commissione, Greenpeace ha infatti appurato che, a livello comunitario,  non esiste alcun piano di monitiraggio del mais MON810 della Monsanto per l’individuazione di eventuali rischi all’ambiente. Pertanto Greenpeace ha esortato gli stati membri a fermare la commercializzazione di tale prodotto. Nel settembre 2004 la Commissone aveva dichiarato che il programma di monitoraggio del mais presentato dalla Monsanto era conforme alla normativa europea ed era stato accettato dagli stati membri, tuttavia varie richieste per la visione del programma presentate da Greenpeace alle autorità governative di Germania, Austria e Danimarca sono state negate in quanto esse non lo hanno mai ricevuto!

16/02/05

Gli USA contaminano l’America Centrale con lo StarLink.

Fonte: Genet.

Sono più di 70 le associazioni di ambientalisti, consumatori e agricoltori di sei regioni dell’America Centrale e dei Caraibi che hanno denunciato la presenza del granturco StarLink nelle forniture distribuite dal World Food Programme sotto l’egida delle Nazioni Unite e in quelle importate dagli USA. In un totale di più di 50 campioni di mais e soia distribuiti in Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Costa Rica e Repubblica Dominicana e analizzati in un laboratorio indipendente, più dell’80% sono risultati positivi ai test per il rilevamento della presenza dello StarLink.  Tale prodotto non è mai stato approvato per il consumo alimentare umano a causa dei componenti allergenici derivati dalla modificazione genetica delle sue proteine.

17/02/05

Norme più severe sugli ogm in Giappone.

Fonte: Reuters, di Aya Takada.

Le autorità governative della principale regione agricola giapponese stanno lavorando all’introduzione di una serie di norme che includono, tra l’altro, il bando sulla produzione degli Ogm. Le nuove leggi, proposte dal governo della provincia di Hokkaido, vietano la coltivazione di ogm nonchè la loro sperimentazione in campo aperto senza la preliminare approvazione del governo. I trasgressori potrebbeto incorrere in multe o persino nell’incarcerazione.  Se approvata, la nuova legge entrerà in vigore nel gennaio prossimo e farà di Hokkaido la prima regione giapponese ad imporre norme addizionali sugli Ogm a parte quelle già previste dal governo centrale.

17/02/05

La Monsanto mette le grinfie anche sul cotone gm.

Fonte: Genet.

La Monsanto ha annunciato l’acquisizione della Emergent Genetics Inc. in una mossa che permetterà alla multinazionale di applicare al cotone le stesse tecniche applicate nella modificazione genetica del granturco e della soia. La Emergent Genetics è infatti l’azienda americana al terzo posto per la produzione di cotone.

18/02/05

La Bayer ora prova a contaminare il Sud Africa.

Fonte: Genet.

Dopo essere stata costretta a far fagotto in Gran Bretagna, a rinunciare al progetto di commercializzare la propria colza gm in Australia e ad abbandonare le ricerche in India, la Bayer ha ora deciso di provare a contaminare il Sud Africa. La multinazionale è infatti attualmente impegnata nella lobby al SASRI, l’istituto sudafricano per la ricerca sulla canna da zucchero, affinchè esso ottenga per suo conto l’autorizzazione del Ministero dell’Agricoltura ad avviare la sperimentazione in campo aperto di canna da zucchero transgenica.

18/02/05

La Monsanto scalpita ancora sulle royalty in Argentina.

Fonte: Reuters.

La Monsanto ha annunciato di volersi appellare al WIPO, l’organizzazione mondiale sui brevetti, riguardo la riscossione delle royalty sulla propria soia gm in Argentina.

19/02/05

Greenpeace contro gli ogm a Cipro.

Fonte: Genet.

Alcuni membri di Greenpeace si sono travestiti da Ogm e hanno organizzato un movimento di protesta a Cipro. Durante la manifestazione è stato distribuito ai consumatori materiale informativo sui recenti test eseguiti da un laboratorio di stato e i cui risultati hanno rilevato la presenza di ingredienti transgenici in 12 dei 63 campioni di prodotti alimentari analizzati tra cui salsa di soia, omogenizzati, prodotti derivati dalla soia e dal mais. Cinque dei dodici prodotti erano stati etichettati come Ogm-free. Greenpeace ha ribadito che i risultati di un recente sondaggio hanno dimostrato che l’85% dei consumatori ciprioti è contrario agli Ogm e ha chiesto siano rese note le marche dei prodotti contaminati e che i responsabili dell’inganno perpetrato ai danni dei consumatori vengano debitamente puniti.

21/02/05

Le Nazioni Unite a favore del bando sulla clonazione.

Fonte: SciDec.Net, di David Dickson.

Le Nazioni Unite hanno espresso il proprio consenso alla risoluzione che invita  gli stati membri a vietare ogni forma di clonazione umana, inclusa quella a scopo di ricerca. La proposta verrà ora sottoposta al vaglio dell’Assemblea Generale.

22/02/05

Il cotone BT è una minaccia per gli agricoltori.

Fonte: The Financial Express, India, di Ashok B. Sharma.

Nel 2004 i coltivatori indiani di cotone Bt hanno dovuto sostenere costi del 690% più elevati rispetto a quelli dei coltivatori di prodotto convenzionale che si sono serviti di pesticidi biologici e agenti di controllo naturali. Un’analisi condotta dal centro per l’agricoltura sostenibile (CSA) sulla coltivazione di cotone nelle provincie agricole di Andhra Pradesh ha dimostrato che il costo delle sementi Bt è di circa 1.600 rupi per acro mentre quello delle varietà convenzionali è di circa 450 rupi per acro!

24/02/05

Friends of the Earth rivela le incongruenti politiche europee sugli ogm.

Fonte: Genet.

A seguito di una recente fuga di informazioni Friends of the Earth è riuscita a smascherare l’incoerente approccio dell’UE riguardo alla questione degli Ogm al WTO. Nel corso del dibattimento legale la Commissione ha dichiarato di nutrire serie preoccupazioni sulla sicurezza degli ogm e ha ammesso che è opportuno che i singoli stati membri determinino i livelli di protezione in maniera indipendente. Tuttavia, dall’apertura del processo nel 2003, la Commissione ha fatto di tutto affinchè due prodotti gm facessero il loro ingresso nei mercati europei e ha preteso che gli stati membri revocassero le moratorie nazionali su vari Ogm!

24/02/05

In Sud Africa Biowatch vince la battaglia per il diritto all’informazione.

Fonte: Genet.

Biowatch Sud Africa ha vinto battaglia per l’accesso ad importanti informazioni sulle politiche del governo sugli Ogm. Dopo cinque anni di instancabile lotta verrà finalmente garantito ai consumatori il sacrosanto diritto di informazione sulle decisioni del governo riguardo la coltivazione degli Ogm nel paese.

24/02/05

“Ogm? No grazie”, ribatte la Grecia.

Fonte: Friends of the Earth Europe.

Da Rhodope nel nord, alla Tessaglia al centro, all’isola di Zakynthos ad ovest e a Creta nel sud, autorità locali, associazioni ambientaliste e altri gruppi della società civile hanno chiesto a gran voce che le proprie regioni e l’intera Grecia vengano dichiarate aree “Ogm-free”. Tale strenua e diffusa opposizione è incrementata dal timore che gli Ogm finirebbero per compromettere gli ecosistemi locali e interferirebbero con lo sviluppo dell’agricoltura biologica e della produzione delle varietà indigene. Lo stesso punto di vista è stato espresso dalla Commissione Nazionale per la Bioetica che ha proposto che il paese adotti una moratoria sulla coltivazione degli Ogm e concentri i propri sforzi sullo sviluppo di pratiche agricole sostenibili.

17/02/05

Gli agricoltori americani bandiscono l’ormone della crescita.

Fonte: Genet.

Le preoccupazioni e le lamentele dei consumatori riguardo la salute del bestiame e la sicurezza alimentare per l’uomo hanno convinto l’associazione di agricoltori statunitensi Tillamook Creamery ad abbandonare l’utilizzo dell’ormone della crescita gm nell’allevamento dei propri bovini. Studi recenti hanno infatti dimostrato che l’ormone sintetico, prodotto dalla Monsanto e denominato "Posilac", determina un aumento dei livelli di un altro ormone, l’ IGF-1, presente nel latte prodotto; tale ormone è stato più volte associato alla insorgenza di tumori nell’uomo. Come se non bastasse, è stato appurato che il Posilac può avere devastanti effetti collaterali nelle mucche, tra questi si sono registrati abnormi rigonfiamenti, problemi alle zampe e infezioni alle mammelle, con la conseguente produzione di latte visibilmente anomalo.

25/02/05

Si infiamma la campagna anti-ogm in Iowa.

Fonte: Genet.

In Iowa la campagna anti-Ogm si è infiammata a seguito delle proteste contro una proposta di legge che vieta ai governi locali il sacrosanto diritto di bandire gli Ogm.  Nello specifico, la nuova normativa rende nullo ogni tentativo da parte di una contea, una città o qualsiasi altra autorità locale di regolamentare in maniera indipendente la produzione, l’utilizzo e la vendita di sementi geneticamenete modificate.

28/02/05

Rivelate in Australia le coltivazioni sperimentali di ogm.

Fonte: Genet.

GeneEthics ha pubblicato l’elenco delle coltivazioni sperimentali della colza gm della Bayer nella regione australiana Victoria. Fino a questo momento, infatti, la posizione di tali siti era stata tenuta nascosta ai numerosi produttori i cui raccolti potrebbero essere stati inavvertitamente contaminati dalla migrazione dei pollini e dei semi transgenici. GeneEthics si è inoltre appellata al ministro dell’agricoltura affinchè gli Ogm vengano del tutto messi al bando a seguito dei rischi economici, legali, e sociali che essi pongono per i produttori di latticini, miele e oli biologici.