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Biotecnologie e loro diffusione nel mondo
Ottobre 2011

9/10/2011
Tossine intelligenti contro i predatori divenuti resistenti
FONTE: Università dell’Ariizona, USA

Nature Biotechnology
ha pubblicato uno studio del Prof. Bruce Tabshnik in cui viene dimostrato che con l’introduzione di in una modifica genetica nella struttura molecolare  delle  proteine chiamate “tossine Bt” di una pianta gm, si ottiene uno strumento nuovo per la lotta contro la resistenza, che sempre più frequentemente si sviluppa in alcuni predatori. Il gruppo di ricerca del Prof. Bruce Tabashnik, sostiene che tale modifica, pur se molto piccola, può distruggere le difese di alcuni predatori che normalmente resistono alle tossine B  nella loro forma naturale (non modificata).
Tabashnik ha aggiunto. “Ancora non sappiamo, però, per quale ragione le tossine modificate sono così efficaci con alcune specie di predatori e non lo sono affatto con altre… Dai risultati di laboratorio si può pensare che le tossine modificate possano avere qualche utilità, ma lo si saprà soltanto qando faremo le prove in campo aperto”. La Pioneer (una delle principali multinazionali biotech) ha tuttavia ritenuto che i risultati ottenuti fossero sufficienti per investire una cifra considerevole nel proseguimento di questa tecnologia.

13/10/2011
Denuncia contro il marketing di alcuni prodotti chiamati “naturali”
FONTE:Cornucopia Institute, environmental leader (USA) –

L’Istituto non-profit Cornucopia ha accusato varie aziende, quali Kellogs, PepsiCo, e Whole Foods, di pratiche di marketing illecite, incolpandole di avere dichiarato in etichetta l’origine “naturale” di alcuni alimenti, nonostante essi contenessero pesticidi tossici e Ogm.
L’istituto fa rilevare che nessuna agenzia statale e nessun gruppo di certificazione ha dato una definizione chiara di quello che può corrispondere alla definizione di “naturale”. Un sondaggio tra i consumatori ha rivelato che per essi la parola “naturale” implicava assenza di pesticidi, erbicidi e Ogm, ed era anche preferibile, per la tutela della salute, alla parola “biologico”. L’istituto fa rilevare anche che alcune aziende hanno conquistato la fiducia dei clienti vendendo I loro prodotti come “biologici”, ma poi sono passati ad ingredienti non-biologici e hanno continuato a venderli come prodotti “naturali”.
Per quanto riguarda invece l’etichetta USDA “biologico certificato”, gli alimenti devono essere prodotti senza l’apporto di fertilizzanti derivati dalla petrolchimica, senza liquami di fogna, pesticidi sintetici tossici, e senza Ogm. Cornucopia dice pure che l’agrobusiness sta cercando di creare l’illusione che non vi sia alcuna differenza tra prodotto “naturale” e prodotto “biologico”, per ingannare i consumatori. Molti prodotti definiti “naturali” anche da marchi famosi contengono anche il 28% di Ogm.
Altri prodotti vengono infine venduti come “non contenenti Ogm”, mentre invece ne contengono.

17/10/11
Unione europea: riaperte le porte ai semi di lino canadesi, ma la contaminazione gm continua
FONTE: Gm-Freeze, Manitoba Co-Operator, Greenpeace Italia

La produzione canadese di semi di lino è ancora contaminata dalla varietà gm illegale CDC Triffid, ma l'Unione europea ha riaperto il proprio mercato alla derrata proveniente dal Canada. E' quanto si ricava dalle dichiarazioni del presidente del "Flax Council of Canada", Will Hill, che esprime soddisfazione per i "progressi" compiuti nell'eliminazione dell'agente contaminante, presente nel 4% dei campioni analizzati a fronte del 7% del 2010 e del 10% del 2009. Egli specifica che le esportazioni verso l'Europa sono limitate al solo mercato industriale, mentre resta fermo il divieto per quello alimentare. Secondo Hill, il problema del persistere della contaminazione potrebbe essere facilmente risolto con la modifica dei protocolli sperimentali, e cioè elevando a 0,1 anziché a 0,001 la soglia di tolleranza europea nei confronti dell'Ogm non autorizzato. Di diverso avviso la Ong britannica Gm-Freeze che ricorda come secondo la legge dell'Unione europea nessun Ogm non autorizzato possa entrare entro il blocco, quale che ne sia l'utilizzo. Sviluppato dall'Università dello Saskatchewan (Canada) e inserito nel registro nazionale delle varietà autorizzate nel 1998, il vegetale resistente a erbicidi Triffid CDC è stato deregistrato già nel 2001 su richiesta dei produttori di semi di lino, e mai coltivato a livello commerciale. Mentre la successiva distruzione delle riserve doveva assicurarne la definitiva eliminazione, Triffid è inaspettatamente ricomparso in Germania nel 2009. La contaminazione, inizialmente denunciata dai traders, è stata riscontrata da un rivenditore privato tedesco mentre è passata del tutto inosservata alle autorità di controllo europee.  "La lezione da trarre dalla vicenda del Triffid", dichiara Pete Riley di Gm-Freeze, "è che è facile contaminare le sementi con tratti gm ma pressoché impossibile eliminarli. Chi crede che una coesistenza tra colture convenzionali e gm sia possibile s'inganna. Poiché i meccanismi di segregazione sono fallibili e gli Ogm non portano alcun beneficio a lungo termine occorre promuovere un'agricoltura libera da Ogm senza ulteriori esitazioni".
Altre info: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2010/agricoltura/contaminazione-lino-ogm.pdf

13/10/11
Messico: popolazioni selvatiche di cotone contaminate dalle piante trasngeniche
FONTE: SciDevNet, La Jornada

Geni provenienti da piante di cotone gm sono stati rinvenuti per la prima volta in popolazioni spontanee della coltura. Dopo il colza e l’agrostis stolonifera (graminacea molto usata per il manto erboso dei campi da golf), il cotone è la terza specie vegetale di cui sia stata accertata la contaminazione in piante spontanee.
La scoperta è avvenuta in Messico ad opera di sei ricercatori dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e della "Commissione per la conoscenza e l'uso della biodiversità" (CONABIO), che hanno studiato il flusso genico verso  popolazioni selvatiche della specie Gossypium hirsutum.
I ricercatori hanno rinvenuto transgeni di cotone modificato per resistere a insetti, erbicidi o antibiotici in quasi un quarto delle 270 sementi di cotone selvatico analizzate nell'ambito del loro studio. Uno dei semi contaminati proveniva da una pianta spontanea ubicata a quasi 755 chilometri dalla più vicina piantagione di cotone gm. Altri semi erano ibridi oltre la prima generazione poiché contenevano transgeni multipli e differenti. Secondo i ricercatori, le sementi possono essere state trasportate a grande distanza da camion che trasportavano semi per gli animali da allevamento o per la produzione di olio, da venti forti o deboli, acqua dolce o salata, oppure da uccelli e altri animali che se ne sono nutriti.
Norman Ellstrand, docente di genetica dell'Università della California, Riverside, ha fatto notare che questo è il primo studio che identifica transgeni in popolazioni non domesticate di cotone. Secondo Ellstrand lo studio dimsotra, inoltre, che il ruolo della dispersione delle sementi nel flusso di transgeni è stato finora sottovalutato. Il flusso di geni tra piante coltivate di cotone gm e loro parenti selvatiche riduce la diversità genetica della coltura. Ciò causa danni all'ambiente, all'alimentazione e alla salute, ed ha implicazioni di ordine legale e commerciale.
In quanto centro di origine e diversificazione del Gossypium hirsutum, specie di cotone più coltivata al mondo, e di molte altre (mais, cacao, fagiolo ecc ...), il Messico è considerato una delle culle dell'agricoltura mondiale. Dall'inzio delle prime semine sperimentali, gli scienziati hanno denunciato il rischio che i transgeni si diffondessero al di là delle zone designate, e, cosa ancor più grave, nelle zone di origine. Il cotone gm, tuttavia, è stato coltivato in forma sperimentale nel nord del paese a partire dal 1996 e oggi copre migliaia di ettari di terra.

10/11
Stati Uniti: "Right2Know March" per l'etichettatura dei cibi transgenici
FONTE:  Right2Know March

(http://www.right2knowmarch.org)
Si è tenuta negli Stati Uniti la prima marcia della storia del paese per l'etichettatura degli Ogm alimentari. La “Right2Know March” è partita da New York, davanti al palazzo delle Nazioni Unite, il 1° ottobre, ha attraversato quattro stati della costa atlantica e si è conclusa a Washington, davanti alla Casa Bianca, il 16 ottobre, nella giornata mondiale dell'alimentazione.
Accanto ad agricoltori, organizzazioni della società civile, esponenti dell'industria del biologico e cittadini hanno sfilato personaggi chiave della campagna anti-Ogm internazionale come Joseph Wilhelm (ideatore delle marce europee anti Ogm 2007 e 2009), Percy Schmeiser (vincitore di un'importante controversia legale contro la Monsanto), Vandana Shiva (attivista e ambientalista indiana) e Frances Moore Lappé (autrice del bestseller "Diet for a Small Planet").
Nei mesi scorsi, eventi come la deregolamentazione dell'erba medica gm, l'azione legale preventiva lanciata contro la Monsanto da agricoltori biologici e imprese sementiere, la realizzazione di un fatturato di quasi 29 miliardi di dollari da parte dell'industria del biologico per il 2010 e l'emanazione di linee guida per l'etichettatura degli Ogm da parte del Codex Alimentarius hanno preparato il terreno per la marcia.
Attualmente, il 60-70% dei cibi lavorati in vendita negli Stati Uniti contiene Ogm e la maggioranza degli animali da allevamento è alimentata con mangimi contenenti Ogm
. Ciononostante, gli alimenti gm o contenenti Ogm non recano etichette di riconoscimento in virtù del principio della sostanziale equivalenza tra alimenti transgenici e tradizionali imposto dalla Food and Drug Administration (FDA) a partire dal 1992. Tale principio, già contestato da esperti dell'agenzia governativa nei primi anni '90, è oggi apertamente denunciato come a-scientifico da scienziati e osservatori internazionali.
Dichiara Frances Moore Lappé: “Esattamente come è avvenuto per la carne bovina prodotta in allevamenti intensivi, ora concausa dimostrata di malattie cardiache, impoverimento delle falde acquifere, resistenza agli antibiotici e altro, nessun cittadino è stato mai chiamato a dire la propria sul rapporto tra rischi e benefici delle colture gm. Quando una sola società, Monsanto, detiene l'85% di tutto il germoplasma geneticamente modificato e può controllare interamente il mercato delle sementi commerciali, è tempo di domandarsi se viviamo realmente in una democrazia”.

06/10/11
Cina: STOP alla produzione di cereali e soia gm per i prossimi 5-10 anni
FONTE: Third World Network (TWN), Economic Observer, Greenpeace East Asia

Per i prossimi 5-10 anni la Cina non produrrà riso, frumento o soia gm. Lo riferisce l'Economic Observer, settimanale finanziario cinese, citando una fonte vicina al ministero dell'Agricoltura. Più incerta, invece, la sorte del mais, che il governo cinese ritiene più facilmente accettabile dalla popolazione perché non destinato direttamente al consumo umano, ma principalmente a quello animale. L'indiscrezione sarebbe confermata dal "Piano 2011-2020 per lo sviluppo di una moderna industria delle sementi” di prossima pubblicazione, che non contemplerebbe lo sviluppo di varietà gm per i cereali e per la soia.
In Cina, attualmente, nessuna coltura agricola gm è coltivata a livello commerciale, ma una varietà di mais e due varietà di riso gm si sono aggiudicate certificati di biosicurezza nel 2009, come primo passo per una possibile autorizzazione. L'evento ha sollevato proteste dentro e fuori il paese. Il riso, infatti, è alimento base per 1,3 miliardi di persone e qualsiasi decisione sulla coltura deve essere ponderata attentamente oltre che sottoposta al vaglio della popolazione. Critiche più specifiche, inoltre, si sono appuntate su una delle due varietà di riso gm approvate dalle autorità sanitarie. Nel corso di un seminario organizzato dal Consiglio di Stato, infatti, l'esperto di ibridazione Tongpinya ha fatto notare che il riso Bt Shanyou 63 altro non è che la varietà geneticamente manipolata di un ibrido sviluppato nel 1981 e in seguito interamente ritirato dal mercato. La fonte interna al ministero dell'Agricoltura, inoltre, ha dichiarato all'Economic Observer che nessuna delle sementi gm sviluppate nei laboratori nazionali contiene geni capaci di accrescere la produttività delle colture.  La società civile incassa con soddisfazione questo primo risultato esortando il governo a ripensare globalmente la propria politica sugli Ogm e a dirottare a favore di una moderna agricoltura ecologica gli ingenti investimenti finora inutilmente riversati nelle biotecnologie.

20/10/11
FAO: progressi nell'approvazione delle linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste
FONTE: FAO Radio Mundo Real, FIAN
(http://www.radiomundoreal.fm)
Il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale della FAO, riunito in sessione plenaria a Roma dal 17 al 22 ottobre, ha approvato al 75% le “Linee guida volontarie per la gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste”. In gestazione dal 2009, il documento è notevole non soltanto per il contenuto, ma anche in quanto frutto del lavoro condiviso di governi e società civile, riunitisi prima della 37° sessione del Comitato per un intenso round di negoziazioni.
E’ stato rispettato l’intento primario di fare delle linee guida uno strumento per difendere la proprietà delle risorse naturali delle popolazioni maggiormente colpite dalla fame (specie tra agricoltori, pescatori, popoli indigeni ecc …), e di conseguenza la difesa di queste ultime. Importanti passi avanti sono stati fatti, poi, nel riconoscimento della proprietà collettiva e consuetudinaria della terra, fondamentale in paesi del mondo come Africa e Asia, in cui le ricchezze naturali sono saccheggiate da società private o governi stranieri col pretesto che sono inutilizzate, improduttive o non soggette a proprietà privata. Anche il riconoscimento della proprietà informale è uscita rafforzata dalle negoziazioni, in quanto si è tornato a parlare di redistribuzione delle risorse. Rimandata a una nuova sessione negoziale che dovrebbe tenersi all'inizio del nuovo anno la discussione su altri temi importanti, come la regolamentazione degli investimenti per l'acquisto della terra, e la messa a punto di dispositivi legali che rendano più cogenti le linee guida approvate. Le linee  guida volontarie, infatti, non hanno carattere vincolante per gli stati, ma costituiscono un punto di riferimento per l'elaborazione di strategie, politiche e legislazioni, nonché uno standard internazionale condiviso o diritti.

10/11
G20: Appello di 450 economisti ai ministri delle finanze: "Contro la speculazione finanziaria sul cibo per combattere la fame"
FONTE: World Development Movement (WDM)(
www.wdm.org.uk)
Alla vigilia del G20 450 economisti di ogni parte del mondo hanno rivolto un appello pubblico ai ministri delle finanze per esortarli a prendere provvedimenti contro la speculazione finanziaria sui prezzi del cibo che nei soli ultimi 6 mesi del 2010 ha contribuito ad affamare 44 milioni di persone. Mentre, infatti, l'incremento dei prezzi dei generi alimentari nel lungo periodo è riconducibile a una pluralità di fattori (cambiamenti climatici, incremento della domanda di agro-carburanti, divieti di esportazione, cambiamenti delle abitudini alimentari nei paesi in via di sviluppo ecc ...), la loro volatilità e repentino incremento, registrati dapprima nel biennio 2007-2008 e di nuovo a partire dalla fine del 2010, sono da imputare principalmente alla speculazione finanziaria sui derivati delle materie prime (vedi anche rapporto elaborato da FMI, OCSE e altre organizzazioni internazionali per il G20 dello scorso giugno*)Gli economisti hanno chiesto ai ministri di porre limite alle quote di mercato dei derivati sulle materie prime agricole che possono essere deteneute dagli speculatori. I erivati infatti possono esserescambiati in borsa senza che ciò comporti lo spostamento di merci fisiche ma ciò che avviene sul mercato finanziario al contrario condiziona l’andamento dei prezzi degli alimenti veri e propri.

*“Price Volatility in Food and Agricultural Markets: Policy Responses"