Eppur si muove

                                                                                                                                        Fabrizia Pratesi de Ferrariis

A partire dal 2005, quando Nature, la rivista scientifica più accreditata del mondo, pubblicò un famoso articolo intitolato “More than a cosmetic change” di Allison Abbot, le voci di dissenso alla sperimentazione animale si sono fatte via via sempre più incalzanti, fino ad infiltrare proprio quegli ambienti dove prima venivano aspramente criticate e censurate.

Il 2007 fu l’anno in cui ci lasciò il protagonista più importante del movimento antivivisezionista mondiale, Hans Ruesch, al quale dobbiamo l’aver svelato, con il famoso saggio “Imperatrice nuda”, i molteplici errori ed orrori nascosti dietro a quanto si voleva accreditare come “ricerca scientifica” o ricerca del “bene dell’umanità”. Volendo leggere in questa data il segno del destino, si può dire che Hans Ruesch aveva infatti in qualche modo portato a termine la sua missione. Perché il 2007 è stato l’anno che  ha segnato la pietra miliare della sperimentazione animale e l’inizio di un nuovo, assai promettente, paradigma scientifico.

E’ stato l’anno in cui non uno scienziato qualunque, bensì il Consiglio Nazionale delle Ricerche statunitense ha dato la prima spallata al vecchio paradigma scientifico diffuso in tutto il mondo, che aveva conservato, ancora nel secolo XXI, una tradizione oscurantista e insensata, una barbarie del passato: la sperimentazione animale. Ha dato la spallata pubblicando il rapporto (richiesto dalle EPA, Agenzia Nazionale per l’Ambiente “Toxicity in the 21st century: a vision a strategy”):

“La tossicologia, dice questo rapporto, si sta avvicinando a un evento epocale, di quelli che hanno dato un nuovo corso alla storia della scienza, come la scoperta della penicillina, quella del DNA, la nascita del primo computer. Essa è in procinto di avvalersi delle rivoluzioni avvenute nella biologia e nella genetica (…) Le prove di tossicologia saranno trasferite da un sistema basato sullo studio dell’animale intero ad un sistema basato principalmente sui metodi in vitro, questi ultimi essendo in grado di valutare i cambiamenti nei processi biologici con l’osservazione di cellule (…) preferibilmente di origine umana”

Nel corso del congresso annuale dell’AAAS (Associazione Americana per l’Avanzamento delle Scienze) il suggerimento del NRC viene accolto dalle principali agenzie di controllo (NIEHS, EPA,FDA, ecc) che firmano un protocollo d’intesa su di un progetto nazionale quinquennale di tossicologia cellulare. La decisione degli Stati Uniti, sostenuta da organismi internazionali come l’OECD, suscita aspettativa in tutti i continenti. Ma l’Unione Europea agisce in senso inverso ….nello stesso anno modifica la bozza per la Revisione della legge 86/609 rendendo il ricorso ai test sostitutivi della sperimentazione animale in mille modi più difficile … poi produce, l’8 settembre 2010, la “direttiva della vergogna” la 2010/63

Oggi ci vediamo infatti costretti ad un impegno ancor maggiore per superare le grosse ostilità e difficoltà che da sempre, nella storia dell’umanità hanno accompagnato le maggiori rivoluzioni scientifiche (leggere i testi dell’epistemologo Thomas Kuhn per capire come voler mutare gli assunti metodologici di una comunità scientifica abbia sempre richiesto tempi lunghi e sforzi eroici; riflettere alle vessazioni subite da Galileo Galilei). Sforzi ingigantiti dagli interessi dei massimi poteri economici, ma che non ci impediranno di:

- tentare una momentanea sospensione della direttiva 2010/63
- opporci al recepimento di una legge che lascia inalterata la realtà di sempre: centinaia di milioni di animali torturati ogni anno per dare un alibi ai produttori di sostanze chimiche.
- opporci al fatto che le sostanze chimiche che invadono la nostra vita e il nostro ambiente vengano valutate in base al danno che producono ai roditori . Si susseguono gli studi scientifici che rivelano l’importanza dell’inquinamento chimico nell’aumento delle patologie più gravi.
- agire affinché venga rispettato il desiderio espresso dall’86% dei cittadini europei (sondaggio della Commissione Europea del 2006) contrari alla sperimentazione animale e desiderosi di vedere applicato l’articolo N° 13 del Trattato UE, che richiede rispetto per gli animali definendoli “esseri senzienti”
- fare il possibile per impedire alla UE di compiere un inaccettabile balzo all’indietro per quanto riguarda un indispensabile aggiornamento scientifico, diventando, nel mondo, il fanale di coda nella storia del progresso scientifico.