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Comunicato 14/07/10
Una mela avvelenata per i cittadini europei

Indifferente alle raccomandazioni dei 27 Ministri che nel dicembre 2008 hanno all’unanimità richiesto ufficialmente una valutazione degli effetti non solo ambientali e sanitari, ma anche socio-economici degli Ogm più approfondita e più indipendente (visto che fino ad oggi essa si è basata sui dati forniti dalle stesse aziende produttrici di Ogm),
la Commissione europea, come già preannunciato un mese fa, rinuncia alla tutela dei cittadini europei e propone, a livello europeo, un’autorizzazione accelerata delle nuove colture Ogm (le nuove autorizzazioni includono 16 varietà vegetali già in lista d’attesa).

A fronte di questa concessione alle multinazionali biotech (uniche interessate - in quanto detentrici dei brevetti che coprono le piante, gli animali e tutta la loro discendenza - alla diffusione degli Ogm) la Commissione dichiara di consentire agli Stati membri, da ora in poi, la libera scelta sul transgenico (saranno consentiti i divieti nazionali).

Un doppio raggiro dei cittadini europei in quanto:

1) in una Comunità in cui le frontiere commerciali sono state cancellate sarà impossibile limitare la contaminazione dei cibi convenzionali da parte di quelli geneticamente modificati; ciò renderà dunque assai difficile se non impossibile preservare la libera scelta alimentare dei cittadini, direzione nella quale si era cercato di agire in tutti questi anni in Europa
2) gli Stati membri non disporranno di basi legali adeguate per esercitare il loro diritto di divieto e si troveranno esposti alle rovinose sanzioni del WTO
3) la proposta, quale è stata formulata, si traduce in una liberalizzazione di fatto degli Ogm in Europa.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene che il Governo italiano debba assumersi, in particolare in questo momento di grave crisi, la responsabilità di proteggere:

  • la salute dei cittadini italiani ed europei
  • gli interessi ambientali ed economici degli stessi (con la tutela della produzione agricola basata su colture tradizionali e di qualità)
  • le preferenze da loro espresse ripetutamente.

Come è emerso dalle reazioni della società civile e delle istituzioni, il dissenso sulla proposta di Barroso è generale. Esso dovrà essere espresso con decisione dal Parlamento e dai Ministri, se non si vuole che l’immagine di un’Unione europea democratica decada ancora una volta.


Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org




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