Comunicato 04/04/11
La "Franken-mucca": nuova trovata sul fronte Ogm


In Cina un’equipe di scienziati della “China Agriculture University”, in collaborazione con la società privata “Gene Protein Biotechnology”, ha introdotto nel DNA della mucca due geni con il fine di renderne il latte più simile a quello umano.
Dalla progenie di tale mucca, ottenuta per clonazione, sarà ricavato il latte Ogm per neonati (“Frank-milk”).
La notizia, presentata quale nuova importante conquista delle biotecnologie (che è ben lontana dall’essere poiché l’inserimento di due geni non garantisce la qualità ne’ la sicurezza del prodotto) ha scatenato accese polemiche:

1. non vi è ragione di nutrire, proprio i bambini, con prodotti derivati da animali clonati dei quali sono tuttora ignoti i rischi, ma non sono ignote le sicure patologie (vedi Repubblica 29/04/02, “L’allarme del padre di Dolly: i cloni hanno difetti genetici […] La clonazione é un procedimento ancora imperfetto […] Dobbiamo procedere con cautela”, intervista a Jan Wilmut).
2. Per quanto riguarda gli Ogm in generale, va precisato che tre quarti dei cittadini della UE sono ad essi contrari e che nell’Unione le colture transgeniche sono in netto calo (-23% rispetto al 2008). Anche perché le promesse di maggiore produttività e di minore inquinamento, fatte per imporli in tutto il mondo, si sono tradotte nell’esatto contrario: riduzione della produttività nel giro di qualche anno (-10%); aumento di quattro volte dell’inquinamento chimico, dovuto all’enorme uso dei diserbanti; aumento della tossicità nell’aria, nell’acqua e nel suolo.
Gli Ogm, invece di sconfiggere la “fame nel mondo”, sono una della cause principali della crisi alimentare in molti paesi. Si è reso sempre più evidente che l’unico beneficio arrecato dagli Ogm è destinato ai bilanci delle aziende biotech e deriva dal brevetto che li copre. Le aziende puntano a estendere sempre più queste loro “proprietà”, fino ad includervi ogni pianta di interesse alimentare e ogni animale destinato alla zootecnia (anch’essi modificati a tale fine). Chi detiene un monopolio fa quello che vuole: riduce la qualità e aumenta i prezzi, senza il minimo riguardo per la sovranità alimentare e per la sicurezza alimentare dei popoli più poveri.

La notizia della mancata regolamentazione della carne clonata (prodotta con animali modificati e poi clonati) e quella del latte da produrre con le mucche Ogm (anch’esse modificate e poi riprodotte con la clonazione) del 31/03/11 e del 4/04/11 segnano un nuovo passo avanti nella strategia per il controllo della catena alimentare.

Non occorre essere degli esperti per capire che è giunta l’ora di opporsi a chi, con il monopolio di tutta la produzione mondiale di cibo, vuole controllare le nostre esistenze future. Non si può continuare a subire passivamente questa guerra di conquista economica.

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