COMUNICATO EQUIVITA
13.10.2015

 Una risposta per Caterina

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1) Il Comitato Scientifico Equivita  ribadisce il suo profondo rammarico per gli insulti giunti in passato alla studentessa Caterina – comparsa ieri sul TG 1 in difesa dei test su animali per la ricerca medica - da parte di persone inqualificabili, incapaci di rispetto per la sua sofferenza.

2) Equivita si augura, ancora una volta, che Caterina si documenti a fondo e - ragionando da sola - capisca che è FALSO parlare di un conflitto tra i diritti degli animali e i diritti della scienza. ENTRAMBI vanno infatti nella stessa direzione, che è il superamento della sperimentazione animale, unico metodo di ricerca del quale non sia mai stata fornita la validazione scientifica... e del quale è stata ripetutamente dimostrata la fallacità.

 

3) Il movimento scientifico antivivisezionista, diffuso in tutto il mondo, si batte in difesa della salute umana, per la crescita di un nuovo paradigma (già auspicato dall'Accademia Nazionale delle Scienze USA, con il documento "Toxicity testing in the 21st century"), ovvero per la sostituzione dei test su animali con metodi di ricerca più validi e predittivi. Ma i suoi avversari, non potendo controbattere agli argomenti scientifici, spostano il dibattito sul fronte dell'etica e dei diritti degli animali.

4) Il rifiuto di replicare alle evidenze prodotte dai più illustri organismi scientifici del mondo è stato adottato anche dalla Commissione Europea, non dando, ad oggi, alcuna risposta al voluminoso DOSSIER DI STUDI SCIENTIFICI ad essa presentato l'11 maggio scorso, in occasione dell'audizione concessa ai cittadini europei firmatari della ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) "STOP VIVISECTION", che chiedeva fossero avviati i primi passi per giungere, in difesa della salute umana, ad una revisione delle attuali procedure, in quanto i test su animali costituiscono un freno al progresso della medicina, non solo per la mancanza di affidabilità, ma anche per i tempi ed i costi infinitamente maggiori.

5) Il cambiamento auspicato negli USA dall’Accademia Nazionale delle Scienze con il documento “Toxicity testing in the 21st Century” e poi messo in pratica nei programmi federali quinquennali di tossicologia cellulare (ricordiamo che i test di tossicologia rappresentano in Europa la maggior parte delle prove su animali) consiste nel mettere da parte, in quanto non predittivi per la nostra specie, gli animali da laboratorio, e nel sostituirli quanto prima possibile con la ricerca in vitro su cellule e tessuti umani, che, oltre a ridurre i costi, fornisce risposte assai più predittive, esaurienti e veloci.

6) l’Europa continua invece (vedi paragrafo 4) ad abbarbicarsi ai vecchi e inutili test su animali, non tutelando la nostra salute nè l’ambiente (nonostante l’inquinamento si riveli sempre più causa del pauroso aumento di tumori, in particolare nei bambini, di malattie neurodegenerative, malformazioni, sterilità, ecc. ecc.).

Usare le prove su animali, disponendo oggi di metodi di valutazione di gran lunga più affidabili, significa sperperare immense risorse, causare sofferenze inutili e un ritardo irrecuperabile nella ricerca, come quella sulle malattie rare. (*)

 

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(*) Herman Koeter, già direttore dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha scritto: “Le nuove tecnologie generano una mole di conoscenza mai raggiunta né individuata. L’uso degli animali diverrà obsoleto in un futuro assai vicino”.