▪    COMUNICATO EQUIVITA

03.10.2015

NO agli Ogm in ITALIA:
 una notizia attesa da ventʼanni, un nuovo percorso per tutelare i cittadini europei

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già CSA, esprime grandissima soddisfazione per il divieto espresso alla coltivazione di Ogm dall'Italia, che oggi si aggiunge ufficialmente ai già numerosi stati europei dichiaratisi OGM-free.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA è stato sin dallʼinizio degli anni ʼ90 in primissima fila nella lotta europea, e poi globale, contro lʼuso improprio delle biotecnologie e contro la brevettabilità della materia vivente.

Va infatti ricordato che la caratteristica principale ed unica degli OGM è di essere coperti da brevetto, ovvero proprietà privata delle mutinazionali chimico-farmaceutiche-biotech e che i diritti che esse maturano ad ogni ciclo riproduttivo sono la sola ragione per cui gli Ogm vengono spinti sul mercato con tanta prepotenza (non hanno dimostrato, in tutti gli studi scientifici fatti, di avere alcuna caratteristica migliorativa rispetto ai prodotti tradizionali, anzi...)

Il Comitato scientifico EQUIVITA, o CSA, vede oggi coronato un suo impegno ultraventennale che aveva già raggiunto alcuni importanti successi: ad esempio il ricorso dellʼItalia del 1999 contro la direttiva 98/ʼ44 sui brevetti sul vivente, ad esempio lʼavere bloccato in Italia nel gennaio 2010 un tacito "via libera agli OGM", che doveva avvenire nel corso di una Conferenza Stato-Regioni.

La notizia di ieri premia il lavoro instancabile delle tante organizzazioni e dei tanti individui che, in ogni modalità e in ogni luogo possibile, hanno cercato di sbarrare la strada agli OGM e ancor più alla privatizzazione della materia vivente del pianeta, nostro bene comune più prezioso e mai tutelato; hanno cercato di opporsi alle deliranti leggi brevettuali approvate dal 1980 in poi, (in Europa alla direttiva 98/44, che consente di privatizzare anche le parti del corpo umano, ad esempio i geni).

Il risultato che oggi si è ottenuto non riguarda soltanto i cittadini e gli agricoltori, non riguarda soltanto la tutela della biodiversità (compromessa dalla omologazione) e della salute umana (compromessa in modo particolare dall'aumento di quattro volte dellʼuso dei pesticidi con le colture biotech).

Il risultato che oggi si è ottenuto ci tutela anche dalla “colonizzazione” dei nostri territori cui mirano le multinazionali biotech; riguarda la sovranità alimentare di tutti i popoli - oggi spesso privati di un'agricoltura di sostentamento della loro popolazione, a favore di quella da esportazione.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA si augura dunque che il nostro Governo, dopo avere compiuto un passo così importante, vada oltre … e si faccia promotore di un’azione europea per bloccare al più presto lʼopera incontrollata e irregolare dellʼEPO (Ufficio Europeo dei Brevetti).

Dopo i tanti brevetti concessi sugli OGM con il pretesto della modifica genetica introdotta, l’EPO è infatti giunto negli ultimi anni a rilasciare - senza esitazione - brevetti anche su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali (che non hanno subito modifiche genetiche). Nonché sulla filiera intera dei prodotti alimentari.

Ciò è avvenuto nonostante il 10/05/12 il Parlamento Europeo avesse adottato una risoluzione che si appella allʼEPO affinchè non rilasci più alcun brevetto su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali, che sono in contrasto perfino con la direttiva 98/44 da noi ampiamente contestata.

Noi chiediamo al Governo Italiano, in particolare ai ministri Gian Luca Galletti, Beatrice Lorenzin e Maurizio Martina, di procedere nella loro importante opera di riforma e di salvezza, richiedendo, per la tutela della nostra sovranità alimentare:

la Revisione della direttiva 98/44CE

 

Comitato Scientifico EQUIVITA
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