Comunicato 7/5/08
Un milione di cittadini europei fa appello al Mediatore Europeo
Ricorso presentato da Antidote Europe contro un progetto della Commissione Europea

Antidote Europe * ha depositato - in seguito ad una prima risposta negativa avuta dal Mediatore Europeo – numerosi elementi aggiuntivi al ricorso già presentato a febbraio 2008 contro un progetto della Commissione Europea che riguarda i test per la valutazione del potenziale cancerogeno delle sostanze chimiche. Antidote Europe vuole in questa occasione sottolineare che le conseguenze molto verosimili di tale progetto saranno: salute dei cittadini europei messa a repentaglio

L’iniziativa di Antidote Europe è sostenuta da 122 associazioni di dodici nazioni, che rappresentano più di un milione di cittadini europei.
Qui di seguito una sintesi della nuova lettera indirizzata al Mediatore europeo a fine aprile 2008.

1) La Commissione Europea (CE) ha elencato più di 100.000 sostanze chimiche, presenti nell’ambiente, la cui tossicità per l’uomo è in parte se non del tutto sconosciuta.
Poiché un ambiente sano fa parte dei diritti umani più fondamentali, l’Unione Europea ha  elaborato il regolamento REACH (per la valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente) che dovrebbe assicurare “un alto livello di protezione della salute umana e dell’ambiente”.
2) Ovviamente, la protezione potrà essere garantita soltanto se saranno usati metodi affidabili per la valutazione di tossicità delle sostanze.
3) I metodi attuali si basano sulla sperimentazione animale. L’ inadeguatezza di tale metodo d’indagine è stata ripetutamente segnalata nella letteratura scientifica internazionale e messa recentemente in forte evidenza anche nel Rapporto “Tossicità del XXI secolo: una visione e una strategia” (giugno 2007) elaborato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti (organo dell’Accademia delle Scienze US). Tale rapporto indica infatti la necessità di un “cambiamento epocale” nella tossicologia, con l’adozione di metodi aggiornati, moderni e scientifici, che facciano uso delle straordinarie possibilità offerte oggi dalla biologia e la genetica.
4) E’ dunque molto urgente procedere alla “validazione” (richiesta per legge) dei nuovi metodi di ricerca basati sullo studio di materiale biologico umano.
5) Tali test esistono. La tossicogenomica
- di cui la carcinogenomica è soltanto un campo particolare di applicazione - fa parte dei metodi maggiormente citati. E’ un metodo di routine per l’industria farmaceutica. Il materiale necessario (diversi tipi di DNA chip, sistemi informatici ecc …) è in commercio da numerosi anni. Svariati studi scientifici dimostrano che la cancerogenomica è un metodo scientificamente accreditato e che appropriate linee cellulari o marcatori genetici umani sono già stati proposti: ciò agevola molto la validazione di questo metodo.
Un altro rapporto dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti pubblicato nel 2007 intitolato “Applicazioni delle tecnologie tossicogenomiche alla tossicologia predittiva e alla valutazione di rischio” sostiene che “si dovrebbero intraprendere azioni per facilitare la validazione tecnica e regolatoria della tossicogenomica” e stima inoltre che “gli ostacoli tecnologici che avrebbero potuto limitare la riproducibilità dei dati generati con la tossicogenomica sono stati risolti”.

6) A fine gennaio 2008 la firma del Protocollo d’Intesa tra EPA e NIEHS (MOU, Memorandum of Understanding) dimostra che il governo degli Stati Uniti s’impegna a seguire la strada proposta dai suoi organi scientifici. Una simile decisione degli Stati Uniti (sostenuta anche da altri organismi internazionali, come l’OECD che ritiene il suo progetto di valutazione molecolare essere un’“opportunità per esplorare l’applicazione regolatoria dei metodi tossicogenomici”) ha suscitato un grande interesse e allo stesso tempo una grande aspettativa da parte degli ambienti scientifici e dell’opinione pubblica sia negli Stati Uniti che in Europa.
7) Il 15 febbraio 2008  il settimanale Science pubblica un articolo (“Toxicology. Trasforming Environmental Health Protection”) redatto dagli stessi responsabili delle agenzie governative che hanno firmato il Protocollo d’Intesa negli Stati Uniti, mentre il quotidiano francese Le Monde presenta questo accordo come “il segnale della rivoluzione metodologica” (19 febbraio 2008).
Com’è possibile che le autorità europee non traggano profitto dalle ricerche e dai documenti pubblicati negli Stati Untiti? E’ questa la domanda che ha ispirato il ricorso di Antidote Europe.
8) Già nel 2006, come dimostra il rapporto pubblicato il 21 marzo su Environmental Health Perspectives intitolato “Validation of Toxicogenomics-Based Test Systems: ECVAM-ICCVAM/NICEATM Considerations for Regulatory Use”, l’ECVAM lavorava per “definire i principi applicabili alla validazione di piattaforme tossicogenomiche” ed esortava senza esitazione ad “incoraggiare l’utilizzo immediato dei metodi basati sulla tossicogenomica”.
Non vi è dunque alcuna logica per la CE nel finanziare un progetto (il PL037712) per lo “sviluppo della tossicogenomica” che avrà una durata di 5 anni, mentre i suoi stessi esperti scientifici ritengono già da tempo (almeno dal 2006) che tale metodo sia pronto ad affrontare la tappa successiva, ovvero la “validazione “. Ancora meno logico il fatto che l’ECVAM partecipi al progetto dopo avere proposto lo studio della validazione della tossicogenomica già nel 2006.
9) Il Mediatore Europeo dovrebbe inoltre considerare il fatto che la tossicogenomica è ormai adottata ovunque in ambito scientifico. Ad esempio, il FDA, Food and Drug Administration, fornisce un canale privilegiato a chi, nel richiedere un’autorizzazione, produce uno studio di tossicogenomica e le industrie chimiche ne fanno ovunque abbondante uso. Oggi la tossicogenomica non dovrebbe più essere oggetto di sviluppo ma piuttosto di validazione. Il progetto PL037712 che mira al suo sviluppo e prevede una durata di 5 anni priverà per lo stesso periodo di tempo i cittadini europei di uno dei metodi di ricerca moderni maggiormente citati, facendo in modo che essi siano esposti alle sostanze  cancerogene non ancora individuate. Per queste ragioni il progetto PL037712 va in direzione esattamente contraria a quella del regolamento REACH entrato in vigore il 1° giugno 2007.
I finanziamenti non ancora utilizzati, destinati al progetto PL037712 sulla carcinogenomica – che, ripetiamo, è una delle applicazioni della tossicogenomica - dovrebbero essere indirizzati alla validazione di quest’ultima.
10) La maggiore esposizione dei cittadini europei alle sostanze tossiche sarà all’origine, oltre che di sofferenze individuali per i nuovi casi di tumore, anche di un aumento esponenziale delle spese sanitarie. Ciò proprio mentre la CE stima oggi che una prevenzione efficace con applicazione corretta di REACH permetterebbe di risparmiare 52 miliardi di euro sui bilanci sanitari nei paesi della comunità.
11) Inoltre, ritardando di 5 anni l’inizio eventuale della validazione della tossicogenomica, il progetto reca danno alle aziende produttrici privandole di un metodo che consente di:

in violazione stridente dell’obiettivo di REACH, che è quello di migliorare “la competitività e l’innovazione” e di “tenere in particolare conto l’incidenza potenziale del regolamento sulle piccole e medie imprese (PME) che rischiano di esser fortemente aggravate dai costi dei test di cancerogenesi fatti su animali (di gran lunga superiori ai costi dei test di tossicogenomica)”.

* Antidote Europe è un’associazione senza fine di lucro, costituita da scienziati provenienti dal CNRS (Centro Nazionale di Ricerche) di Parigi, che operano per una migliore prevenzione nel campo della salute umana.

Ufficio stampa
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