Comunicato 24/10/08
40.000 Firme contro il brevetto sul broccolo

In un sit-in davanti al Ministero delle Politiche Comunitarie in Piazza Nicosia, il Comitato Scientifico EQUIVITA ha espresso, insieme ad una rappresentanza dei Verdi (tra i quali l’On. Camillo Piazza, responsabile Ambiente) la protesta dei cittadini europei di fronte alla paurosa escalation dei brevetti che vengono rilasciati dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) con disinvoltura e assoluta irregolarità.

Parallelamente alla manifestazione di Roma si è svolta a Monaco di Baviera una marcia di molte centinaia di persone dirette all’EPO per la consegna ufficiale di 40.000 firme raccolte contro il brevetto sul broccolo (Brassica), concesso nel 2002 alla società Plant Bioscience. Tale manifestazione era organizzata da numerose Ong europee, in testa alle quali figuravano Swissaid, EvB, Greenpeace, No Patents on Life, Misereor.

Il brevetto sul broccolo (Brassica) EP 1069819B1, non il primo su di una pianta convenzionale, disattende persino la già contestatissima Direttiva Europea 98/44. Questa, infatti, pur consentendo la brevettabilità degli organismi geneticamente modificati (Ogm), la vieta per “processi essenzialmente biologici finalizzati alla produzione di piante o animali” (e non si può non ricordare che la Convenzione Europea dei Brevetti (EPC) del 1972, nata insieme all’EPO, che aveva il compito istituzionale di applicarla, vietava il brevetto su qualsiasi organismo vivente!)

Per il brevetto sul broccolo, l’EPO ha preparato una decisione che potrebbe creare un precedente giuridico  dalle conseguenze molto più ampie: la brevettabilità di piante e animali convenzionali. Esso è dunque diventato un caso giuridico nel dibattito che da lungo tempo contrappone l’EPO alle molte associazioni impegnate nella difesa delle risorse genetiche del pianeta (il “bene comune” più prezioso che possediamo, composto da piante, animali e corpo umano stesso) e dei diritti umani. Un dibattito, o meglio una battaglia, che ha visto la revoca di altri brevetti su piante convenzionali impropriamente brevettate, come il riso basmati e l’albero di neem.

Il brevetto EP 1069819B1 si basa su di un metodo di riproduzione, assolutamente convenzionale, (basato sulla selezione assistita da marcatori) che consente l’accrescimento di una sostanza anticancerogena (glucosinolato).

La strategia usata dall’EPO è sempre stata quella di forzare i limiti imposti dalle leggi e di fare in modo che il suo operato fosse poi riconosciuto - grazie anche alla mancanza di una Corte esterna - creando così il precedente giuridico.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene estremamente pericolosa la privatizzazione sempre più estesa di piante e animali ottenuta attraverso i brevetti (prima rilasciati sugli Ogm e ora anche su piante e animali convenzionali). Tale privatizzazione mette l’alimentazione umana (e non solo) nelle mani di alcune, poche, transnazionali, consentendo ad esse il controllo della vita sul pianeta.

Dobbiamo a tutti i costi opporci ad una strategia che, con l’imposizione di colture brevettate, intensive e destinate all’esportazione (che vanno a sostituire, nei paesi poveri, l’agricoltura di sussistenza) è causa primaria dell’aggravarsi della fame nel mondo.

Comitato Scientifico EQUIVITA

Tel. +39.06.3220720, +39.335.8444949

E-mail: equivita@equivita.it, www.equivita.org

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