Comunicato 2/10/09
Maiali con l'Alzheimer: nessun progresso in vista

“La ricerca di Cremona sui maiali clonati per la quale è stato chiesto il via libera alla Regione Lombardia è molto discutibile per almeno quattro ragioni”, dichiara Fabrizia Pratesi, coordinatrice del Comitato Scientifico EQUIVITA:

1-) Come lo stesso Professor Galli, autore del progetto, dichiara, riferendosi al topo, il modello animale non è idoneo allo studio delle patologie umane. Ma questo principio vale quale che sia la specie prescelta, dunque anche per il maiale. Tale certezza è emersa chiaramente nelle conclusioni finali del “VII Congresso mondiale sui metodi alternativi e l’uso di animali nelle scienze biomediche” recentemente tenutosi a Roma (Cavalieri Hilton, 30/08/09 – 3/09/09).

2-) Inoltre, ben tre articoli su “Nature” (10/11/05; 9/07/09; 27/08/09) hanno documentato la nascita del nuovo paradigma scientifico, che dagli Stati Uniti si sta rapidamente diffondendo nel mondo e che prevede, per quanto riguarda la medicina umana e la ricerca del futuro, la sostituzione della sperimentazione animale con gli studi in vitro, su cellule e tessuti, in un’alleanza tra microbiologia, chimica, tossicogenomica, proteomica, epigenetica, e … altre nuovissime e rivoluzionarie branche della scienza.

3-) La malattia artificiosamente indotta con manipolazione genetica nell’animale non ha alcuna somiglianza con la malattia che spontaneamente insorge nell’uomo. Infatti la sperimentazione animale non solo non ha in generale aiutato la ricerca medica, ma ha ostacolato il progresso della medicina in molte circostanze. Un solo esempio tra tanti che riguardano le malattie neurodegenerative. Lo studio di Prineas e Barnell dell’Università di Sidney (New Scientist 28/02/04), durato alcuni anni, ha dimostrato che la Sclerosi Multipla (SM) è dovuta alla morte delle cellule cerebrali che producono mielina, mentre gli studi fino ad allora condotti su animali avevano sempre erroneamente fatto credere che fosse dovuta al cattivo funzionamento del sistema immunitario. Questo perché, dice lo studio, si assimilava la EAE (Experimental Allergic Encephalitis), indotta artificialmente negli animali, alla SM.

4-) Come ampiamente dimostrato dalla storia di Dolly, l’animale clonato (la clonazione è necessaria per conservare nella discendenza le caratteristiche introdotte) è soggetto a malattie specifiche e a invecchiamento precoce.
Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene che la Regione Lombardia darebbe prova di saggezza nel destinare i fondi di cui dispone per la prevenzione delle malattie neurodegenerative in così grande crescita.

Numerosi sono i documenti di scienziati indipendenti che denunciano i danni provocati alla salute umana dall’inquinamento chimico dilagante, in particolare per l’uso massiccio di pesticidi (utilizzati senza alcuna cautela, regolamentazione, o difesa degli abitanti, anche per le disinfestazioni antizanzara nei centri urbani!).

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