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Grazie all'aiuto di tutti voi che avete firmato, EQUIVITA ha consegnate all’On. Guido Sacconi più di 1000 firme raccolte in Italia a sostegno dell’emendamento 152 nel testo finale di Reach.

Leggi il comunicato

 

APPELLO ALL'ON. SACCONI

sull'uso della Sperimentazione Animale nel Regolamento REACH

 

Gentile On. Sacconi,

abbiamo molto apprezzato il Suo grande impegno nel portare avanti il progetto REACH, proposto dalla Commissione Europea. Tale impegno è infatti rivolto ad un settore che fino ad oggi era stato scandalosamente trascurato: la tutela, con una reale prevenzione, della salute pubblica e dell’ambiente, entrambi messi a grave rischio dalle sostanze chimiche che sempre più inquinano il nostro ambiente di vita.

Tuttavia, il nostro apprezzamento è forzatamente legato alla effettiva capacità che ha REACH di soddisfare il compito di tutela che si è prefisso.

E’ abbastanza evidente infatti che l’aspetto più delicato di questa meritevole iniziativa è il livello di affidabilità della valutazione di tossicità delle sostanze, livello che deve essere tale da produrre dati attendibili e precisi.

I metodi di sperimentazione proposti nella prima bozza di REACH si valgono in grande parte del “modello animale”. Questo non riflette il pensiero scientifico aggiornato del XXI° secolo. I test sugli animali non possono essere considerati metodi affidabili per valutare in maniera significativa il rischio tossico, a causa delle infinite differenze che intercorrono tra le specie. Tale opinione è stata espressa in svariate riviste scientifiche di rilievo, tra le quali, in un editoriale importante di Alison Abbott, dal n° di “Nature” del 10/11/05, che, parlando proprio dei test di tossicità

che si rendono necessari per l’attuazione del Regolamento REACH, definisce la sperimentazione animale “cattiva scienza”, in quanto non predittiva per l’uomo, ed auspica la sua sostituzione con “metodi che abbiano reale valore predittivo”.

L’uso degli animali porterebbe dunque alla vanificazione del Regolamento REACH.

Gli sviluppi recenti della biologia hanno condotto a metodi scientifici che possono fornire una valutazione di tossicità di gran lunga più affidabile di quella fornita dai test su animali; ad esempio, la tossicogenomica, sviluppata negli anni ’90 e metodo attualmente in maggiore espansione, anche negli USA. La tossicogenomica richiede anche tempi e costi di gran lunga inferiori a quelli della sperimentazione animale (e non bisogna scordare che tempi e costi dei test delle molte migliaia di sostanze chimiche già in uso sono la causa principale del freno opposto dalle industrie chimiche all’ applicazione di REACH).

E’ importante rilevare che nella bozza finale di REACH, approvata in prima lettura al Parlamento Europeo il 17/11/05, la tossicogenomica è riconosciuta come metodo alternativo.

Va anche rilevato che la direttiva 86/609/CEE dichiara che nessun esperimento con animali deve essere effettuato se può essere utilizzato per lo stesso scopo un metodo senza animali. Poiché la tossicogenomica è attualmente riconosciuta dal Parlamento Europeo come metodo alternativo, l’uso degli animali nel progetto REACH costituisce un’infrazione alla direttiva 86/609/CEE.

Riteniamo dunque obbligatorio escludere dal testo di REACH la sperimentazione su animali per la valutazione di tossicità per l’uomo, sia per consentire al futuro regolamento di fornire dati per noi attendibili, sia per aderire alla direttiva europea 86/609/CEE.

Speriamo che Lei, gentile Onorevole Sacconi, consideri con la dovuta attenzione questi punti che le abbiamo illustrato.

Con l’espressione della nostra più grande stima e con molti cordiali saluti

Seguono più di mille vostre firme.

Grazie a tutti!

Petizione alla Food and Drug Administration (FDA) per l'uso obbligatorio di metodi non animiali


Fonte: Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM)

 

Gentili colleghi,

una coalizione di comitati scientifici di Stati Uniti e Gran Bretagna è andata elaborando negli ultimi anni una petizione da presentare alla Food and Drug Administration per chiedere, per fondate ragioni scientifiche ed etiche, che l’attuale approccio animale alla sperimentazione pre-clinica di farmaci e sostanze chimiche sia sostituito con metodi non animali scientificamente validi (anche noti come ‘metodi alternativi’).

La petizione, un documento di 24.000 parole corredato delle necessarie prove, è ora ultimato e la coalizione sta cercando aderenti tra soggetti in possesso di qualifiche medico-scientifiche e gruppi professionali.

La coalizione è costituita da: Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM); New England Anti-Vivisection Society (NEAVS); In Defence of Animals (IDA); Association of Veterinarians for Animal Rights (AVAR); British Union for the Abolition  of Vivisection (BUAV).

Vi saremmo grati se voi e la vostra organizzazione decideste quanto prima di sottoscrivere il documento e di unirvi all’elenco dei firmatari.

Una sintesi della petizione è disponibile cliccando qui.

Il documento dovrebbe essere presentato entro i prossimi due mesi. Vi saremmo grati, inoltre, se poteste comunicarci la vostra decisione entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta.

Nel caso la sintesi fosse insufficiente a informare la vostra decisione, vi invitiamo a prendere visione dell’intero testo richiedendone l’invio al Comitato Scientifico EQUIVITA (equivita@equivita.it). In caso di dubbi o quesiti, non esitate a contattarmi. Spero sia evidente il netto progresso per la scienza e gli animali derivante dall’iniziativa e che tra tanti impegni troviate un minuto di tempo da dedicare alla considerazione di questa richiesta.

Con l’augurio di un veloce riscontro,

Dr Jarrod Bailey

Consulente per la ricerca

‘Physicians Committee for Responsible Medicine’

5100 Wisconsin Ave., N.W., Ste. 400

Washington, DC 20016

Indirizzo e-mail: jarrod.Bailey@newcastle.ac.uk

Modalità di adesione

Per sottoscrivere la la petizione è sufficiente inviare una e-mail al dottor Jarrod Bailey dichiarando di voler aderire e indicando la propria qualifica professionale.

Diciamo no a nuove autorizzazioni di mais gm!


Fonte: Save our Seeds

 

Cari amici di Save our seeds e Gmo-free Europe,

mercoledì 28 novembre la Commissione europea prenderà una decisione di vasta portata per il futuro della coltivazione degli Ogm in Europa.

Vi chiediamo per questo di agire immediatamente.

Il Commissario europeo per l’Ambiente Stavros Dimas ha per la prima volta proposto di non autorizzare la coltivazione di due nuove varietà di mais gm: Bt-11 (Syngenta) e 1507 (DuPont/Pioneer).

Modificate con il pesticida Bacillus thuringiensis, entrambe le varietà risultano tossiche per una vasta gamma di farfalle notturne e diurne, tra cui la piralide del mais, parassita diffuso in alcune aree d’Europa che danneggia la resa dei raccolti, in particolare delle monocolture di mais. Secondo il Commissario, nonostante l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) abbia emesso parere positivo sulla sicurezza dei due mais gm, nuove prove scientifiche evidenziano i rischi a lungo termine provocati dalla loro coltivazione.

L’industria degli Ogm si oppone con ogni mezzo all’adozione di questo lodevole approccio precauzionale e spera che gli altri membri della Commissione ribaltino la proposta di decisione di Dimas. Ci risulta che alcuni Commissari siano effettivamente intenzionati a compiere tale passo minando l’autorità del Commissario responsabile e creando un precedente per le future operazioni di lobby dell’industria.

Secondo la nostra valutazione, il Commissario Dimas ha preso l’unica decisione lecita in base al principio di precauzione sancito dalla legislazione europea. L’automatica approvazione degli Ogm da parte dell’EFSA è stata ampiamente criticata in passato, anche dalla Commissione e da vari stati membri dell’Unione.

E’ nostra convinzione, inoltre, che nell’adottare la propria decisione, la Commissione debba non soltanto tenere conto delle valutazioni scientifiche del rischio ma anche considerare le conseguenze che derivano dall’autorizzare il rilascio commerciale degli Ogm nell’ambiente dal punto di vista della gestione del rischio. Ciò comporta, inevitabilmente, mettere in conto che l’attuale conoscenza scientifica su di un Ogm possa apparire in futuro insufficiente o persino falsa. Ciò è di fatto accaduto frequentemente con l’autorizzazione di pesticidi e la valutazione scientifica di altre sostanze tossiche.

Riteniamo, infine, che la Commissione abbia insieme il diritto e il dovere di prendere in considerazione anche altri fattori cosiddetti socio-ecomomici ed etici, compresi il rifiuto generalizzato degli Ogm da parte dei cittadini europei e l’illecito fardello della potenziale contaminazione da Ogm che grava sugli agricoltori dell’UE, contrari alla coltivazione di mais gm.

Per queste ragioni vi esortiamo a inviare lettere per e-mail, fax e posta ai Commissari tentati di mettere in minoranza la proposta del Commissario per l’Ambiente su questa cruciale decisione, mostrando loro che la loro scelta è al centro dell’attenzione dei cittadini europei.

Per maggiori informazioni: www.saveourseeds.org

Di seguito sono riportati gli indirizzi e-mail di alcuni Commissari e una proposta di testo che è possibile utilizzare per inviare una lettera di sostegno alla decisione del Commissario Dimas.

Per un elenco completo di tutti i Commissari UE:

http://ec.europa.eu/commission_barroso/index_en.htm

Vi ringraziamo per il vostro sollecito aiuto e vi chiediamo di diffondere questo appello.

Benedikt Haerlin

Save our Seeds

Foundation on Future Farming

Marienstr.19-20, 10117 Berlin, Germany

tel +49 30 27590309, fax +49 30 27590312

www.saveourseeds.org +++ www.planet-diversity.org +++

www.gmo-free-regions.org

Indirizzo e-mail di alcuni Commissari

Presidente - Barroso:

sg-web-president@ec.europa.eu

Vicepresidente - Guenter Verheugen:

guenter.verheugen@ec.europa.eu

Vicepresidente - Margot Walström:

margot.wallstrom@ec.europa.eu

Commissario per la Salute - Markos Kyprianou:

markos.kyprianou@ec.europa.eu

Commissario per l’Agricoltura - Mariann Fischer-Boel:

Mariann.Fischer-Boel@ec.europa.eu

Commissario per l’Ambiente - Stavros Dimas (inviate anche a lui una copia della vostra lettera) stavros.dimas@ec.europa.eu

Gentili Commissari europei,

scrivo per esprimere pieno sostegno alla proposta del Commissario per l’Ambiente Stavros Dimas contro l’autorizzazione delle due varietà di mais geneticamente modificate (BT11 e 1507) sviluppate dalle aziende chimiche Syngenta e Pioneer/Dow. Gli scienziati hanno recentemente dimostrato che questi Ogm danneggiano l’ambiente e che, diversamente da quanto si riteneva, possono arrecare più danni che vantaggi.

Vi esorto a prendere in considerazione i risultati di tali studi scientifici e di agire affinché queste colture rischiose e dagli effetti imprevedibili non siano commercialmente coltivate in Europa. Tale approccio precauzionale sarebbe in linea con la posizione adottata da un numero sempre maggiore di stati membri in cui la coltivazione degli Ogm è stata sospesa o proibita.

Opponendosi all’autorizzazione dei due mais gm, la Commissione agirebbe in accordo con quanto prescritto dalla legge europea sull’implementazione del principio di sicurezza e sulla valutazione dei rischi. La maggioranza dei cittadini europei ha ribadito più e più volte la propria opposizione agli Ogm.

Mi auguro che la Commissione europea metta la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini prima degli interessi commerciali di due aziende chimiche.
Vi chiedo di privilegiare la salute e l’ambiente e di sostenere la proposta del Commissario Dimas contro l’autorizzazione delle due nuove varietà di mais gm.

NO AI BREVETTI SULLE SEMENTI E GLI ANIMALI CONVENZIONALI


Fonte: No Patents on seeds

(http://www.no-patents-on-seeds.org/)


Fermiamo l’espropriazione ai danni di contadini e selezionatori

La crescente brevettazione delle sementi, delle specie vegetali e delle razze animali rappresenta una notevole  espropriazione dei diritti dei contadini e  dei selezionatori: i contadini non sono più liberi di conservare le sementi dei loro raccolti e i selezionatori non possono operare che in modo molto limitato con le sementi brevettate.

Nel corso degli ultimi anni l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) ha progressivamente dilatato i limiti della brevettabilità minando le restrizioni prima esistenti nell’interesse delle imprese multinazionali. La nostra sicurezza alimentare si trova sempre più nelle mani di pochi gruppi transnazionali operanti nel campo della chimica e delle biotecnologie.

Ora l’Ufficio europeo dei brevetti intende pronunciarsi di nuovo su di una questione di principio:

la brevettazione di piante e animali convenzionali!

Nel pronunciarsi su una domanda di brevetto sui broccoli (EP 1069819) la Commissione di appello dell’Ufficio europeo dei brevetti si appresta a prendere una decisione di principio sulla brevettabilità delle piante convenzionali.

La decisione della Commissione d’appello (Dossier T 0083/05) si applicherà infatti a tutte le domande di brevetto pendenti ma anche a quelle riguardanti gli animali e la loro discendenza.

In una lettera aperta alla Commissione d’appello, i responsabili di questo sito web, insieme a un gran numero di organizzazioni agricole del mondo intero, riaffermano la propria opposizione ai brevetti sulle sementi e gli animali convenzionali.

APPELLO GLOBALE

Appello globale contro i brevetti sulle sementi e gli animali convenzionali

Lettera aperta collettiva rivolta a:

Commissione d’appello dell’Ufficio europeo dei brevetti

Rappresentanti di governo

Consigli di amministrazione delle aziende agro-alimentari

Fermiamo i brevetti sulle sementi e gli animali convenzionali

Da molti anni vengono rilasciati nel mondo brevetti su sementi e animali geneticamente modificati. Le conseguenze nefaste di tale fenomeno per gli agricoltori, privati del diritto di  conservare le proprie sementi, e per i selezionatori, non più liberi di utilizzare i semi brevettati per ulteriori fini riproduttivi, sono ben note.

In Canada e negli Stati Uniti, ad esempio, la multinazionale delle sementi Monsanto ha citato in giudizio diversi agricoltori per presunte violazioni di brevetto (1). La stessa azienda ha pure avviato azioni legali contro le gli importatori di soia argentina in Europa, pur non detenendo in Argentina

alcun brevetto sul prodotto (2).

La possibilità di brevettare le sementi, inoltre, ha favorito il costituirsi di una struttura di mercato fortemente concentrata, in cui 10 sole multinazionali dominano circa la metà del mercato internazionale. Numerose organizzazioni di agricoltori e Ong del mondo si battono contro la concessione di questi brevetti. Ma poiché in molti paesi gli Ogm non sono ancora coltivati e sono utilizzati solo in un numero ristretto di colture, gli effetti negativi dei brevetti non sono ancora evidenti a tutti.

Oggi, tuttavia, si delinea una nuova allarmante tendenza: le domande di brevetto non vengono depositate solo per gli Ogm, ad esempio i semi di soia Round-up Ready, ma anche per  varianti vegetali convenzionali. E’ il caso della domanda di brevetto presentata per una varietà di soia a composizione oleosa migliorata (3). La richiesta riguarda intere porzioni del genoma della pianta utilizzate nel quadro di tecnologie convenzionali per migliorare gli esiti della selezione convenzionale (ad esempio la selezione assistita da marcatori).

Uno degli esempi più preoccupanti di tale fenomeno riguarda le domande di brevetto depositate dalla Syngenta su porzioni immense del genoma del riso (4) e sul loro impiego nella coltivazione di qualsiasi vegetale alimentare che sia dotato di informazioni genetiche simili a quelle del riso (ad esempio mais e grano).

L’Ufficio europeo dei brevetti ha inoltre concesso un brevetto su piante composite resistenti agli afidi, ottenute con la tecnica della selezione assistita da marcatori (5). Anche altre recenti richieste di brevetto della Monsanto sui maiali sono legate ai normali metodi di riproduzione (6) e ciò dimostra il crescente rischio di concentrazione delle risorse agro-genetiche mondiali nelle mani di poche multinazionali che potrebbero alla fine agire in condizione di monopolio.

La Commissione d’appello dell’Ufficio europeo dei brevetti, inoltre, dovrà a breve pronunciarsi su un’altra richiesta di brevetto di questo tipo, per un metodo che consente l’incremento di uno specifico composto nelle specie di Brassica.

Questa decisione sarà determinante per la brevettabilità delle sementi convenzionali in Europa.

Mentre la concessione di brevetti su piante convenzionali è ormai una pratica corrente negli Stati Uniti, molti altri paesi, specie quelli in via di sviluppo, non consentono di brevettare piante o animali. La storia recente, tuttavia, dimostra che gli standard definiti e utilizzati negli uffici brevetti europei, giapponesi e statunitensi influenzano gli accordi internazionali (Accordo sancito nel WTO sui diritti di proprietà intellettuale legati al commercio [TRIPS] e Organizzazione Internazionale della Proprietà intellettuale [WIPO]). Gli uffici brevetti di tutto il mondo ricevono forti pressioni affinché norme e pratiche interne siano modificate mediante regolamenti internazionali o accordi bilaterali. L’India, per esempio, ha appena approvato un terzo emendamento sui brevetti al fine di rendere conforme la propria legislazione ai regolamenti del TRIPS.

Questa preoccupante nuova tendenza delle politiche sui brevetti danneggerà molti più agricoltori e allevatori di quanti siano stati colpiti dai brevetti sugli Ogm. In ogni parte del mondo, quel che resta dei diritti degli agricoltori e degli allevatori sarà spazzato via: essi non saranno più liberi di attingere al patrimonio comune delle varietà vegetali e delle razze animali per la selezione e la riproduzione.

I brevetti distruggeranno il sistema dei diritti degli agricoltori e privilegi degli allevatori vitale per la loro sopravvivenza, per la sovranità alimentare e per la tutela della biodiversità in agricoltura. La vasta maggioranza degli agricoltori dei paesi in via di sviluppo è costituita da piccoli agricoltori che dipendono completamente dalla conservazione e dallo scambio delle sementi.

Per garantire la sopravvivenza dell’agricoltura indipendente, della selezione e dell’allevamento degli animali e quindi della sicurezza alimentare delle generazioni future, i firmatari di questa petizione, agricoltori, ricercatori, allevatori e organizzazioni delle società civile di tutto il mondo, riaffermano il proprio rifiuto di qualsiasi brevetto sulla vita e chiedono ai governanti e agli uffici brevetti di agire rapidamente per fermare qualsiasi concessione di brevetti su piante o animali sviluppati in modo convenzionale, sulle sequenze geniche utilizzate con tecniche di selezione convenzionali, nonché con metodi di riproduzione convenzionali di piante e animali.

Allo stesso modo chiediamo alle aziende di non richiedere alcun brevetto di questo tipo.

Per firmare l'appello:

http://www.no-patents-on-seeds.org/index.php?option=com_content&task=view&id=56&Itemid=39

(1) http://www.centreforfoodsafety.org/Monsantovsusfarmersreport.cfm

(2) Da gennaio 2006 diversi carichi di soia argentina sono stati bloccati nei porti europei a causa di azioni legali intentate dalla Monsanto contro i produttori di soia. Questi sono stati accusati di non avere versato i diritti all’azienda, che in Europa detiene il brevetto sulla soia RR.

(3) WO 2004/006659; Monsanto rivendica la proprietà di una varietà di soia a composizione oleosa migliorata ottenuta con metodi convenzionali.

(4) WO 03/027249 , resp. EP 1576163

(5) EP 921720 ; azienda Rijk Zwaan

(6) WO 2005/017204 , WO 2005/015989 e WO 2005/078133

NO ALLA PROPOSTA DI LEGGE N°53 - ex Pdl 2157 - sulla sperimentazione animale

A. Premessa: appello, motivazione e modalità di adesione
B. Posizione delle associazioni, già facenti parte del Comitato per la revisione del dlgs 116/92
C. Dichiarazione del Prof. Gianni Tamino (biologo), Bruno Fedi (medico), Prof. Valerio Pocar (sociologo del diritto).
D. Siti da consultare
E. Lettera Fabrizia Pratesi - Coordinatrice Comitato Scientifico EQUIVITA
F. Elenco organizzazioni contrarie alla pdl 2157: “Disposizioni per la protezione degli
animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici”.

 

A) PREMESSA.

Nel gennaio 2005 veniva presentata alla Camera la proposta di legge C_5442 sulla vivisezione, da parte degli organizzatori del “Comitato per la revisione del decreto legislativo 116/92” promosso dall’on.le G. Schmidt (FI). La proposta di legge non riuscì ad essere approvata in Commissione Affari Sociali della Camera, a cui era stata assegnata in sede “deliberante” (ossia senza necessità di essere discussa alla Camera), entro la fine della passata legislatura. Oggi, a distanza di due anni, essa viene riproposta tale e quale (v. pdl AC_2157) ed assegnata sempre alla suddetta Commissione, nonostante il dissenso espresso a suo tempo da 4 delle 6 organizzazioni antivivisezioniste che avevano partecipato direttamente ai lavori del suddetto Comitato, nelle innumerevoli sedute del relativo “tavolo”.

I suggerimenti espressi sono stati ignorati, con grande rammarico di quanti hanno dedicato ogni sforzo a mettere in evidenza l’inaccettabilità di tale proposta, così come le critiche fatte al metodo della sperimentazione animale dagli stessi operatori del settore, ed il risultato del recente sondaggio sull’opinione pubblica effettuato dalla Commissione europea.

Inoltre, la sperimentazione sugli animali viene considerata, nella “Premessa” della pdl stessa, come “praticamente obbligatoria” in quasi tutti i campi, mentre è noto che lo è – a livello europeo – solo per i test pre-clinici dei farmaci di nuova formulazione e le sostanze chimiche (in tutti gli altri campi essa è semplicemente tollerata, ove non sia addirittura vietata).

Appello.

Al fine di mettere al corrente di quanto sopra i nostri parlamentari, che dovranno esaminare  la detta proposta, e gli italiani, che dovranno giudicarne l’operato,  rivolgiamo con la presente un appello alle organizzazioni per la difesa dell’ambiente e della salute, ed a quelle per la difesa degli esseri non umani affinché si uniscano alla lista delle associazioni contrarie alla pdl 2157, per dire NO alla sua approvazione. C’è infatti il rischio – dati gli interessi in gioco - che essa venga  approvata in Commissione Affari Sociali, alla Camera, e poi approvata in analoga Commissione al Senato evitando così la discussione nelle rispettive aule, e sottoposta in entrambi i casi a peggioramenti.

Motivazione.

Al di là dei peggioramenti alla attuale normativa nazionale introdotti con tale proposta di legge, l’abolizione della vivisezione,  e non il suo rilancio più o meno “regolamentato” deve infatti essere l’unico obiettivo al quale chi ritiene che la vivisezione debba essere abolita dovrebbe tendere. Tale obiettivo è quello che si prefigge l’attuale Programma di Governo, detto Programma dell’Unione, che recita: « ..in linea con la normativa comunitaria e alla luce dei più recenti studi scientifici in materia, occorre promuovere e favorire la ricerca effettuata con metodi alternativi all'utilizzo di animali e progressivamente abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso». Sollecitiamo quindi - con queste righe - il Governo a porre in atto tale parte importante del Programma con successivi provvedimenti legislativi che vietino gradualmente la sperimentazione su animali in tutti campi. E’  peraltro previsto dalla normativa nazionale (v. dlgs 116/92), e dalla direttiva europea (86/609) che sia il Ministero della Salute, sia i paesi membri possano adottare misure più rigorose per la protezione degli animali utilizzati nella sperimentazione, senza limite alcuno, e – ovviamente - senza necessariamente concedere contropartite agli operatori interessati (industrie, atenei, istituti di ricerca, ecc..) come è avvenuto (per espressa ammissione degli stessi operatori) con la pdl in questione.

Per aderire.

Le organizzazioni e i gruppi che desiderano aderire a questo appello, ed essere inseriti nella lista anti-vivisezione sotto riportata, sono pregati di inviare i loro estremi (denominazione, sede, nome del rappresentante legale, e indirizzo e-mail, a: Coordinatore Lista Anti-Vivisezione: comunicazioni@antispec.org . La lista è pubblica, e verrà utilizzata solo per gli atti a ciò relativi.

 

Grazie.

B) POSIZIONE DELLE ASSOCIAZIONI già partecipanti al Comitato per la revisione del dlgs 116/92.

Le associazioni

Comitato Scientifico EQUIVITA                                                                          
ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali

Movimento Ecologico Nazionale UNA                                                               
Animalisti Italiani
Movimento Antispecista
dichiarano che

la proposta di legge 2157 di Benedetto Della Vedova rappresenta per la difesa della salute umana, degli animali e dell’ambiente:

UN GRAVISSIMO DOPPIO ERRORE

L’errore politico si aggiunge all’errore scientifico sul quale da due secoli si basa l’uso della sperimentazione animale.

 

L’errore politico si aggiunge all’errore scientifico sul quale da due secoli si basa l’uso della sperimentazione animale.

- Mentre sta crollando la credibilità scientifica della sperimentazione animale, con editoriali ed articoli su: Nature, British Medical Journal, New Scientist, Scientific American, Sapere, Biologi Italiani, Corriere Salute, l’Espresso, ed altri importanti organi di informazione;
- mentre in tutta Europa si avvia il progetto REACH che – per tutelare la salute e l’ambiente – prevede che sia valutata la tossicità di migliaia di sostanze chimiche diffuse intorno a noi;
- mentre Thomas Hartung, direttore dell’ECVAM (Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi) si lascia sfuggire, in una intervista su “Nature” (10/11/06), che “la sperimentazione su animali è cattiva scienza” e che REACH è un’”occasione unica per rendere la tossicologia una scienza rispettabile” promuovendo i metodi sostitutivi (ovvero quelli senza utilizzo di animali);
- mentre i nuovi metodi d’indagine della scienza moderna (come la tossicogenomica, la proteomica e l’epigenetica) danno risultati di gran lunga più affidabili, più dettagliati, più rapidi ed economici della sperimentazione animale;
- mentre al Parlamento Europeo si discute sulla modifica della direttiva europea 86/609 sull’utilizzo degli animali per la sperimentazione, che la nostra legislazione dovrà recepire,

in una logica del tutto incomprensibile, l’On. Della Vedova di Forza Italia, con la LAV, Lega Anti Vivisezione hanno presentato il 14 giugno 2007 una proposta di legge, la 2157 (ex 5442 del 2005), fortemente promossa anche da Farmindustria (e perfino dall’istituto di ricerca

Mario Negri), che dovrebbe sostituire l’attuale decreto legislativo 116/92 sulla sperimentazione animale, sostenendo che essa rappresenti:

  • il risultato di un accordo tra i rappresentanti del mondo dell’industria e della ricerca, e quelli delle organizzazioni animaliste e di difesa della salute già facenti parte del “Comitato per la revisione del decreto legislativo 116/92”;
  • un miglioramento nella tutela della salute umana e del benessere degli animali “da laboratorio”.

Circa il presunto “ACCORDO”:
non è vero che tutte le organizzazioni facenti parte del Comitato hanno condiviso il testo della proposta di legge 5442 (ora 2157): quelle che sono state direttamente invitate a partecipare alla sua stesura si sono tutte al contrario, con l’eccezione inspiegabile della LAV, Lega Anti Vivisezione e del “Progetto riabilitazione animali da laboratorio”, ufficialmente dimesse dal Comitato, o dissociate successivamente dalla proposta definitiva. Si tratta di:

ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali
Comitato Scientifico
Equivita,
Animalisti italiani,
Movimento Ecologico UNA,
Movimento Antispecista
.

Altre hanno ritirato la delega data al “Progetto riabilitazione animali da laboratorio” dopo la presentazione della proposta di legge, esprimendo il loro dissenso (Oltre la specie e Gruppo Bairo).

Circa il presunto “MIGLIORAMENTO”:
L’analisi della proposta di legge 2157 rivela che, rispetto al decreto legislativo 116/92 essa è, sia per la difesa della salute umana, sia per quella degli animali e dell’ambiente:

in termini quantitativi
: SOLO APPARENTEMENTE MIGLIORATIVA in minimi punti. Infatti alla riduzione del numero di animali dovuta al divieto di utilizzarli per la didattica scolastica e universitaria e la cosmesi (il divieto per la cosmesi è già stato previsto entro il 2009 dalla UE) vanno infatti aggiunti gli animali (molti di più) che verranno usati per l’enorme incremento dato alla formazione ed a nuovi campi applicativi quali le tesi di laurea, i dottorati di ricerca, gli usi “tecnologici”, i saggi biologici per le piante, ecc...
in termini qualitativi: DECISAMENTE PEGGIORATIVA, in molti punti.

Ecco solo alcuni di questi punti:


1)   Introduce il silenzio-assenso, per l’autorizzazione a tutti gli esperimenti, anche quelli che attualmente richiedono la risposta scritta (cani, gatti, primati, e prove senza anestesia e con forte dolore), imponendo termini brevi per il rifiuto e “togliendo – come dice trionfalmente Farmindustria nel documento di elogio alla 5442 presentato all’audizione alla Camera del 19/10/05 – ogni carattere di eccezionalità alla sperimentazione animale”.
2)   Riconosce e ufficializza la creazione di animali transgenici, permettendone la soppressione ove sofferenti o eccedentari (quelli “mal riusciti”).
3)   Estende i campi applicativi, includendovi inoltre la “formazione” degli operatori, trasformandola quindi da “mezzo” a “fine”, per creare un mercato di specialisti da utilizzare per il progetto REACH, là dove sarebbe ben più utile potenziare e incentivare la formazione solo per i metodi sostitutivi.

4)   Delega in pratica la valutazione degli esperimenti ai Comitati interni agli istituti di ricerca, ed elimina l’obbligo di una valida documentazione per  dimostrare la necessità dell’esperimento.

Inoltre, la proposta di legge 2157

non tiene conto del dilagare del movimento antivivisezionista, sia scientifico (le ultime ricerche consultabili su Pubmed, indicano che la risposta dell’animale è sovrapponibile a quella umana solo nel 18% dei casi), che etico, e pertanto:
* non introduce alcun incentivo per i nuovi metodi sostitutivi, in grande espansione anche negli USA, e non rende obbligatori quelli validati da ECVAM e/o OCSE;
* ritarda il rinnovamento scientifico che è alle porte e in tal modo posiziona l’Italia nella retroguardia del progresso scientifico (ma all’avanguardia dello spreco di risorse economiche) ridando vigore e credibilità alla sperimentazione animale come metodo di ricerca riconosciuto;
* spinge l’Italia a perdere l’occasione di avere nella tossicologia “una scienza rispettabile”,  come dalla dichiarazione del dr. Thomas Hartung (v. sopra),  che ci tuteli dai disastri ambientali e farmacologici oggi così frequenti (e che non lasci le malattie iatrogene al 4° posto nelle cause di morte nei paesi industrializzati).

PROMUOVERE LA 2157 SIGNIFICA

-  lasciare nelle mani delle aziende chimiche, insieme alla “formazione” degli operatori nei test di tossicità, il controllo di REACH
. Tali aziende potranno ottenere la risposta desiderata scegliendo la specie animale su cui si farà il test. Ciò è ancor più grave se si mette in evidenza che dopo questi test non vi sarà il secondo vaglio delle prove cliniche (prove effettuate sull’uomo) come avviene per l’autorizzazione dei farmaci, e se si considera inoltre che i test su animali forniscono l’alibi dell’”incertezza della prova” a coloro che causano danni chimici, evitando loro la responsabilità civile;

-  vanificare l’intento primario del progetto REACH,
in particolare non prevedendo l’utilizzo obbligatorio delle metodologie sostitutive validate dai centri di ricerca internazionali a ciò preposti (ECVAM e/o OCSE), impedendo, in tal modo, la riduzione delle malattie, in spaventosa crescita, dovute all’inquinamento chimico (cancro, soprattutto nei bambini, ma anche malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, oltre a sterilità, disordini del sistema endocrino, asma, allergie, ecc. ecc.). Ed impedendo, inoltre, che venga risparmiata la vita a milioni di animali.

 

C) DICHIARAZIONI.

Per quanto riguarda le considerazioni in merito alla proposta di legge 2157 dell’on.le Della Vedova, riportiamo quelle di alcuni eminenti studiosi in tre branche fondamentali del mondo scientifico e culturale particolarmente attinenti alla problematica in questione: la biologia (Prof. Gianni Tamino), la medicina (Prof. Bruno Fedi), la sociologia del diritto (Prof. Valerio Pocar), in ordine di materia:

Biologia -Prof. Gianni Tamino (ordinario di biologia, ex parlamentare italiano ed europeo).

Sinceramente pensavo che non saremmo arrivati a perdere del tempo prezioso in diatribe ormai superate sull’opportunità o meno di essere parte attiva in una proposta di legge che legittima la vivisezione, metodo scientificamente sbagliato (un errore metodologico, come ci ha insegnato Pietro Croce).

Ho espresso questo dubbio fin dall'inizio del tavolo proposto a suo tempo dall'onorevole Schmidt: ho partecipato ad una sola riunione, nella quale era ben chiaro che, per quella strada, avremmo permesso ai vari Garattini e a Farmindustria di continuare ad utilizzare animali col consenso di associazioni animaliste.

Questo è il motivo per cui in quasi dieci anni di attività alla Camera dei Deputati non ho mai presentato una proposta di regolamentazione della sperimentazione animale, ma solo una proposta sulla sperimentazione umana e un'altra sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale (ripresentata con successo nella legislatura successiva da Stefano Apuzzo). Avevo invece firmato la proposta Fiandrotti, totalmente abolizionista, corrispondente all'attuale proposta dell'on. Zanella.

Anche al Parlamento Europeo mi sono sempre battuto, sia nell'Intergruppo sugli animali, sia nella Commissione Ambiente, per l'abolizione della vivisezione, a partire dall'attuazione della Direttiva che elimina la sperimentazione sugli animali nella produzione di cosmetici (il fallimento dell'obiettivo finora è stato determinato da governi sensibili alle industrie chimico-farmaceutiche, ma dal 2009, se non vi saranno ulteriori proroghe, il divieto entrerà in vigore anche in assenza di metodi alternativi validati).

La logica della proposta Schmidt, ora Della Vedova, è quella delle 3R, da sempre caldeggiata dai vivisezionisti. Da questo punto di vista condivido quanto affermava Marina Berati nel 2001 (tratto da www.novivisezione.org): “Il concetto di alternativa alla sperimentazione animale risale alla definizione elaborata da Russel e Burch nel 1959 e comunemente definita delle 3R: Refinement (Raffinamento), Reduction (Riduzione) Replacement (Rimpiazzamento).

Con Raffinamento si intende il miglioramento delle tecniche sperimentali, compiute pur sempre su animali, in modo da ridurre la loro sofferenza; in alcuni casi, si cerca di usare animali filogeneticamente meno evoluti; con Riduzione si intende la riduzione del numero di animali usati, o l'aumento di informazioni ottenute con lo stesso numero di animali (1); con Rimpiazzamento si intende la sostituzione dell'animale con l'utilizzo di metodi alternativi.
Di queste, solo l'ultima "R" è davvero accettabile: da un punto di vista scientifico non ha alcun senso continuare a sperimentare sugli animali, cambiando solo il numero di animali, o la specie, e le modalità dell'esperimento (2). Quanto ricavato sugli animali non sarà applicabile all'uomo. Potrà esserlo o non esserlo, ma lo si saprà solo DOPO aver provato la sostanza in esame sull'uomo. Ed allora sarà troppo tardi, e l'esperimento sugli animali sarà stato del tutto inutile, perché non avrà fornito alcuna informazione.
In generale, comunque, quando si parla di "metodi alternativi" si continua ad applicare la regola delle 3-R, e quindi non tutti quelli che sono definiti come "alternativi" sono metodi senza l'uso di animali (vivi o morti)”.

Del resto anche la LAV afferma: “Delle 3 R teorizzate da Russell e Burch, la LAV sostiene solo il replacement. Ci sono invece organizzazioni che sostengono anche il refinement ed il reducement”.

Ma purtroppo caldeggiare la proposta Della Vedova significa appoggiare tutte e tre le R!

Infatti in tutta la proposta di legge non c'è alcun aspetto che metta in discussione la validità della vivisezione, e per questo ha trovato l’appoggio di chi da sempre sostiene in Italia le 3R, come la dott.sa Flavia Zucco, che nel 2004 affermava: "L'animale, però, è un modello che riproduce al meglio la complessità del nostro organismo. È quindi importante valutare l'attendibilità che può essere attribuita a test su cellule e tessuti, proprio in riferimento alla complessità del corpo umano".

Un simile cedimento alla logica delle 3R avviene proprio mentre la situazione sembra più favorevole del passato per affermare la fallacia della sperimentazione animale e quindi per aprire rilevanti varchi a favore di metodi scientifici senza l'impiego di animali. Basterà citare l'articolo apparso sul British Medical Journal (n.328 del 28 febbraio del 2004) in cui alcuni studiosi, coordinati da Ian Roberts, in una recensione sistematica degli esperimenti sugli animali, concludono che “non si dovrebbero effettuare nuovi esperimenti su animali fino a quando non sarà stata valutata la loro validità”. Oppure le dichiarazioni di Alison Abbott sul numero del 10 novembre 2005 di Nature: “La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo”, e inoltre:”Le pressioni commerciali e politiche spingono l’Europa a mettere fine all’uso della sperimentazione animale in tossicologia. Un cambiamento che porterà ad una scienza migliore”. Ma vanno ricordati anche altri articoli recentemente apparsi in altre prestigiose riviste, come New Scientist, Scientific American, Sapere, Biologi Italiani, ecc.

Credo che l'unica via percorribile dal punto di vista legale sia quella che ci hanno insegnato Ruesch e Croce: mettere al bando un metodo mai validato, che non ha basi scientifiche e che ha favorito non certo la salute dei cittadini ma i profitti delle aziende farmaceutiche. In tal senso occorre operare sia verso il governo italiano che verso le autorità europee. Nel suo programma elettorale questa coalizione di Governo aveva scritto: « ..in linea con la normativa comunitaria e alla luce dei più recenti studi scientifici in materia, occorre promuovere e favorire la ricerca effettuata con metodi alternativi all'utilizzo di animali e progressivamente abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso»; si tratta di una proposta, ben più forte della logica delle 3R e della proposta di legge 2157, da cui chiunque abbia a cuore l'abolizione della vivisezione dovrebbe partire, pretendendo il rispetto dell'impegno assunto alle elezioni dall'attuale maggioranza! Ma anche a livello europeo è possibile agire almeno affinché l'ECVAM sia coerente con quanto affermato sulle pagine di Nature dal suo attuale direttore, Thomas Hartung, cioè che la sperimentazione sugli animali non è mai stata validata e che è una «cattiva scienza». Pertanto, considerata la scadenza del 2009 per l'eliminazione della vivisezione a livello dei cosmetici e la necessità di validare metodi scientifici senza uso di animali, vi sono le condizioni per un'azione seria per la messa al bando in ogni settore del metodo vivisezionista.

Questi, a mio avviso, sono argomenti più che sufficienti per non appoggiare una proposta voluta da Farmindustria e basata sulle famigerate 3R, come la PdL Della Vedova. Quest’ultima non sembra avere, neanche nel merito, carattere migliorativo rispetto alla norma vigente.

Condivido infatti pienamente i vari documenti firmati, fin dal 2005, dalle Associazioni Equivita (di cui sono il Presidente), Movimento Ecologico Nazionale UNA, Animalisti Italiani, Movimento Antispecista ed ENPA, ai quali rimando per un'analisi dettagliata del testo e che, in sintesi, affermano che la proposta :

1) peggiora in maniera evidente e in diversi aspetti importanti il precedente D.Leg. 116/92;
2) perde l'opportunità storica di dichiarare la necessità di una severa valutazione dei metodi che utilizzano animali;

3) introduce il gravissimo criterio di silenzio-assenso generalizzato per le autorizzazioni.

Ma in particolare vorrei soffermarmi su alcuni presunti miglioramenti della proposta in questione, cioè la riduzione del numero di animali da sottoporre a sperimentazione, la riduzione della loro sofferenza e la loro riabilitazione in rifugi dopo il trattamento vivisettorio.

Si afferma che bisogna essere realisti, che non si può proporre l’abolizione della vivisezione come “vuota dichiarazione di principio”, che comunque è importante salvare la vita di migliaia di animali. Ma sulla base di calcoli approssimati il Movimento Antispecista ha stimato che probabilmente il numero di animali che sarebbero utilizzati in più come conseguenza dell’approvazione della proposta supererebbe il numero di quelli salvati dalla stessa (essenzialmente a livello di didattica); in ogni caso il calcolo, a mio avviso, va fatto rispetto a quegli animali che si potrebbero salvare attraverso una adeguata azione per porre al bando la vivisezione o quanto meno rispetto a quelli che non verrebbero impiegati con lo sviluppo di metodi scientifici senza vivisezione.

Per quanto riguarda la riduzione della sofferenza, siamo in un tipico ambito da 3R. Comunque non mi sembra che si riducano le sofferenze prevedendo che: ”Nessun animale può essere impiegato in più di una procedura che ha provocato forte dolore o danni durevoli”, testo simile alla norma in vigore, ma con l’aggiunta peggiorativa: “tranne quando la procedura successiva è praticata sotto anestesia generale da cui l’animale non si risveglia”. In ogni caso mi pare si dimentichi completamente che la vera sofferenza per gli animali da laboratorio è la vita di laboratorio, in condizioni totalmente innaturali e senza vita di relazione, al di fuori delle caratteristiche ecologiche ed etologiche della specie.

L’unico aspetto parzialmente positivo della proposta è forse la maggiore possibilità di affidare gli animali già sottoposti a vivisezione a strutture di accoglienza (o rifugi, come previsto anche dalla legge in vigore), tuttavia è confuso e farraginoso il meccanismo di affidamento (sono coinvolte tre diverse figure: veterinario, responsabile del progetto e responsabile delle procedure).

Condividere una proposta di legge a favore della vivisezione solo perché si riduce il numero di animali impiegati nella didattica (ma possono crescere in altri settori) e perché c’è qualche speranza in più (3) che, se restano vivi, siano affidati a centri di riabilitazione, mi sembra veramente incredibile! Del resto preoccuparsi dei rifugi più che della fallacia del metodo è come, a livello di salute, preoccuparsi delle cure palliative, senza fare nulla per prevenire le malattie.

Non può dunque stupire che la proposta Schmidt, ora Della Vedova, abbia suscitato l’entusiasmo di Farmindustria, che nel documento presentato il 16/10/05 all’audizione alla Camera dichiarò: “È stato cancellato ogni carattere di eccezionalità all’utilizzo degli animali per fini scientifici e tecnologici (…) è previsto il silenzio assenso (…) Farmindustria, pertanto, conferma la condivisione sui contenuti della pdl Schmidt ed auspica che sia rapidamente esaminata ed approvata”. Ed abbia fatto contento il Prof. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerca Mario Negri, da sempre difensore accanito della sperimentazione animale, che, sul Corriere della Sera del 17/12/05, ha auspicato l’approvazione della proposta di legge 5442, attuale 2157.

Ndr:

(1) Questa estensione del concetto di “Riduzione” (“l’aumento di informazioni con lo stesso numero di animali”) lascia sgomenti, e sembra fatta apposta per ingannare l’opinione pubblica. Non a caso, non è recepita né dalla direttiva europea 86/609, che incoraggia come “metodi alternativi” solo quelli che riducono il numero di animali usati o le loro sofferenze, né dalla letteratura scientifica sull’argomento (v. relazione dell’AISAL - Associazione italiana scienza animali da laboratorio - in “Professione veterinaria, n. 10/2002 pag. 19) che ribadisce la riduzione del numero come unico significato di “Riduzione”.  Ma è inserita nella pdl 2157 (art.8).

(2) Peccato che proprio il “Rimpiazzamento” non trovi sostegno nella pdl 2157, in quanto, per bocca del suo stesso presentatore (v. la “premessa” alla pdl sulla Gazzetta ufficiale, pag. 3) “risulti ancora di difficile attuazione”.

(3) Ricordiamo che la pdl 2157 non impone il rilascio degli animali sopravvissuti (così come la legge attuale) ai centri di riabilitazione, né lo incentiva in alcun modo. Anzi, lo rende più difficile imponendo il ricorso al parere di 3 diversi responsabili anziché del solo veterinario come oggi previsto, ed autorizza l’uccisione dell’animale ove presso i centri suddetti non via sia capienza!

Medicina - Prof. Bruno Fedi (urologo, già primario di anatomia patologica).

“La pdl 2157 è antiscientifica soprattutto perché non si propone alcun progresso scientifico. E’ nota l’importanza fondamentale, per il progresso di qualunque paese, della ricerca scientifica, senza la quale si ha un arretramento generalizzato, anche economico e sociale. Attualmente, in Europa, con il progetto REACH, viene offerta a chi vorrà approfittarne una grande occasione di progresso nel campo biologico. Sviluppare metodi alternativi, meglio se sostitutivi, alla ricerca condotta con l’uso di animali, che permettano di testare tutte le sostanze chimiche presenti nell’ambiente in breve tempo, con risultati certi e spese contenute, rappresenta questa grande occasione. L’Italia potrebbe impegnarsi; effettuare un vero balzo nel settore biologico, perché l’ECVAM ha fino ad ora validato solo 4 metodi alternativi “in vitro” (corrosione cutanea e fototossicità acuta: v. Relazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo del 3.5.2007). Dunque, è stata poco efficiente. Ma l’Italia non fa questo: con la miopia tipica di chi non vede l’immediatezza del futuro e di chi vuole massimizzare i guadagni nel breve andare, le industrie chimico-farmaceutiche pensano che si presenti invece una buona occasione per formare un gran numero di tecnici in breve tempo, nel settore della ricerca basta sulla sperimentazione animale. Le stesse industrie, per essere certe di fare un buon affare, pensano ad una legge che favorisca e finanzi la formazione di questi tecnici. L’occasione è fornita dalla pdl 2157. Ci saranno, ovviamente per i vivisettori, molti vantaggi: 1) La necessità della ricerca basata sull’utilizzo degli animali sarà confermata. 2) Si formeranno molti più tecnici e scuole di formazione che avranno interesse a difenderla. 3) Le spese ricadranno sui cittadini inconsapevoli. (1).

Questo rappresenta un modo di venire incontro ai problemi economici ed organizzativi posti dal regolamento REACH, ma anche di arrestare il progresso scientifico, affidandosi ad un metodo di ricerca antiquato e anti-etico, anziché cercarne di nuovi.

Dunque, niente tossicogenomica, niente ricerca nei settori più avanzati. Per realizzare tutto questo, è anche opportuna l’approvazione di qualcuno che non rappresenti i soli <addetti ai lavori> .

Ndr:

(1) La pdl 2157 prevede infatti, all’art. 9 (commi 12 e segg.), che - allo scopo di uniformare la formazione degli operatori, anche al fine di armonizzare le figure professionali agli indirizzi comunitari e di agevolare la libera mobilità dei lavoratori in ambito europeo e internazionale attraverso il mutuo riconoscimento delle competenze - sia costituita una Commissione per la didattica, la quale avrà tra le varie competenze la valutazione dei docenti per l’attività didattica dei corsi (spesa pubblica!).  Saranno autorizzati a svolgere attività formativa in materia di preparazione professionale le Università, l’Istituto Superiore di Sanità, le associazioni scientifiche di settore (es. AISAL) e gli enti pubblici o privati accreditati dalla Commissione per la didattica (la quale deve anche elaborare un Piano didattico di concerto con i Ministeri della sanità e dell’Istruzione).

Sociologia del diritto - Prof. Valerio Pocar (ordinario di sociologia del diritto).

Per quanto riguarda gli aspetti procedurali della pdl 5442 (ora riproposta come pdl 2157), ossia l’assegnazione della stessa alla Commissione Affari Sociali della Camera in sede “deliberante” (il che significa che se ne escluderebbe la discussione in aula, essendo sufficiente l’approvazione a maggioranza in Commissione), ed alla proposta del Movimento Antispecista di far invece percorrere alla pdl l’iter normale parlamentare di essere discussa in aula, il Prof. Pocar si era a suo tempo (giugno 2005) così espresso:

“Gli argomenti critici (…omissis) nei confronti della proposta sono certamente ben noti, perché ne è stata data ampia comunicazione. Io non temo il rischio di uno stravolgimento peggiorativo della pdl come conseguenza della proposta di emendamenti, per due buone ragioni:

1. Il testo della proposta non è soddisfacente, a mio modo di vedere, e se anche solo qualche proposta di emendamento venisse accolta, sarebbe comunque una buona cosa. Dare una corsia preferenziale alla pdl (suppongo, affidandola alla Commissione la sede deliberante) non garantisce affatto che la pdl non sia modificata in Commissione e magari in senso peggiorativo; (1)

2. Se la commissione opera in sede redigente, è tutto sommato più facile che il testo venga trasformato con emendamenti migliorativi, salvo poi naturalmente che l'aula faccia quello che vuole.

Insomma, i nostri nemici ovvero gli amici dei vivisezionisti ci sono in commissione come in aula, e i rischi di un peggioramento ovviamente ci sono, ma davvero non vedo perché dovremmo avallare proprio noi un testo che non ci convince, testo che nel nostro silenzio verrebbe a rappresentare il massimo ottenibile, col consenso anche di coloro che forse sono disposti a migliorarlo, restando noi esposti alla critica di aver taciuto prima e all'obbligo di continuare a tacere poi se la pdl passasse così com'è.”

Ndr:

(1) ricordiamo, a questo proposito, l’iter della L. 189/04 (c.d sui Maltrattamenti) che – benché approvata all’unanimità alla Camera - in sede di Commissione, al Senato, fu stravolta nei suoi principi.

D) SITI DA CONSULTARE.

Per chi desiderasse approfondire le critiche rivolte alla pdl 2157 (ex pdl 5442) suggeriamo di consultare – oltre ai documenti allegati alla presente:

www.antispec.org (vedi: Iniziative > Legislative > critica analitica alla pdl 5442);

E) LETTERA di Fabrizia Pratesi – Coordinatrice Comitato Scientifico EQUIVITA.

Cari amici,

è alquanto stupefacente che coloro che si schierano contro di noi sulla questione Pdl 2157 (Della Vedova, FI, ex Pdl 5442 Schmidt, FI) non si siano mai chiesti come possa essere favorevole alle nostre posizioni  antivivisezioniste una legge che ha l’entusiastico supporto di Farmindustria e addirittura di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, ambedue nostri antagonisti storici sul fronte della sperimentazione animale.

Farmindustria ha espresso il suo entusiastico sostegno alla 5442 Schmidt già il 19/10/05 con un documento presentato alla Camera in un’audizione su tale proposta di legge,  in cui elenca con vanto i numerosi pregi della pdl (tra essi l’introduzione del silenzio-assenso) ed aggiunge che essa “toglie ogni carattere di eccezionalità alla sperimentazione animale” …  per poi concludere incitando i parlamentari a sottoscriverla.

Silvio Garattini (direttore dell’Istituto Mario Negri e per tutta la vita difensore della sperimentazione animale  in ogni luogo del mondo in cui vi sia un dibattito su di essa) si pronuncia sul Corriere della Sera definendola un’ottima proposta di legge.

L’alleanza tra LAV e Garattini, come quella tra LAV e Farmindustria lascia chiunque incredulo.

Ma che dire del nostro stupore durante le lunghe sedute del “tavolo di lavoro” indetto dall’On Schmidt, quando gli argomenti dei difensori della sperimentazione animale venivano privilegiati in mille modi e quando la LAV e il gruppo di Tettamanti, a differenza di tutte le altre associazioni antivivisezioniste, non sentirono l’obbligo di ritirarsi. Ritirarsi era l’unico modo per non rendersi conniventi con la proposta di legge che stava prendendo corpo, mentre partecipare al “tavolo”, dove nulla veniva verbalizzato, significava consentire la strumentalizzazione della nostra presenza. Infatti iniziarono, prima che ci congedassimo con una lettera formale all’On. Schmidt, ad uscire articoli in cui gli organizzatori si vantavano di “avere messo d’accordo vivisezionisti ed antivivisezionisti”.

Accettando di aderire al tavolo di lavoro, avevamo anche noi, all’inizio, riposto una lieve speranza nell’iniziativa di Forza Italia: questo perché l’on. Schmidt prometteva una legge “migliorativa” per gli animali. Una speranza che avrebbe potuto avverarsi se la legge avesse contenuto un elemento innovativo, se avesse recato la testimonianza dell’importante rivoluzione già in atto nel mondo della scienza, con il riconoscimento del nuovo pensiero antivivisezionista. Una legge nella quale si fosse potuto scorgere, anche ad uno stadio iniziale, l’avvento del nuovo paradigma, avrebbe infatti potuto rendere la fine della vivisezione più vicina. Ma la nostra richiesta in questo senso non fu proprio ascoltata e la speranza non si avverò.

Ancora una volta tenterò di spiegare perché, ai fini dell’abolizione della sperimentazione animale, l’eventuale approvazione della proposta di legge che maturò in quella occasione (la pdl 5442 Schmidt, poi divenuta, senza alcuna modifica, la pdl 2157 Della Vedova) - che si limita a proporre qualche piccolo ritocco all’attuale regolamentazione della ricerca su animali - può avere effetti soltanto negativi, anche nel caso in cui i suddetti ritocchi la rendessero effettivamente un poco migliorativa.

Sarà forse più facile comprendermi con un esempio: se negli anni in cui si preparava la legge Merlin, che abolì le case di tolleranza - e con esse il riconoscimento da parte dello Stato della mercificazione del corpo femminile - si fosse approvata una legge per “migliorare” le condizioni delle donne che nelle case lavoravano… tale legge, rinnovando il riconoscimento ufficiale delle case, avrebbe sicuramente rinviato la loro chiusura.

E’ facile capire anche che una legge non viene quasi mai ridiscussa entro pochi anni dalla sua approvazione. Se la 2157 venisse approvata, la sperimentazione animale avrebbe un nuovo supporto legale per svariati anni (ed è ciò che rende la pdl 5442 o 2157 così importante per Farmindustria!). Oggi invece, con la legge del ’92 ancora in vigore, rimane aperta la strada ad una modifica  sostanziale: abbiamo una carta da giocare e la dobbiamo giocare molto bene.

Questi concetti sono sempre stati espressi dagli scienziati che hanno guidato il movimento antivivisezionista; essi, non a caso, si sono sempre strenuamente opposti alla politica delle 3R (che la 2157 sostiene ufficialmente di adottare nella stessa sua presentazione), una politica molto astuta delle aziende chimico-farmaceutiche..

Tra i testi che esprimono questo pensiero è sufficiente leggere la pagina 117 dell’ultima edizione (Calderini) di “Vivisezione o scienza” di Pietro Croce – celebrato e sempre ricordato quale nostro maestro dalla LAV, anche nel corso della presentazione della pdl Della Vedova (!) - che inizia un apposito capitolo “RRR: un generoso regalo ai vivisettori” con le seguenti parole: “I vivisettori e vivisezionisti dovrebbero professare una immensa gratitudine a Russell e Burch, che nel 1959 ebbero questa brillante idea a sostegno della vivisezione”.

Ma tra i numerosi altri testi che si potrebbero citare su questo argomento è di particolare interesse, in questo caso, la pagina 15 del testo “Tossicità legale 2” dello stesso Massimo Tettamanti. Egli scrive: “Questa ennesima truffa scientifica non riguarda soltanto i cosmetici, ma è con questa categoria di prodotti che si è avuta la conferma che la strategia di Ridurre, Raffinare e Rimpiazzare (le famose 3R) le prove su animali è una strategia sbagliata” …

Le 3R sono in definitiva un’elemosina concessa agli oppositori della sperimentazione animale per metterli a tacere, in cambio dell’accettazione del principio (errato) del modello animale. Su questo principio si sono arroccati fino ad oggi i più grandi poteri legati all’industria ed alla scienza. Delle 3R, la sola R che il nostro movimento può accettare è “Rimpiazzare”, ma, vedi caso, è la sola R che la legge Della Vedova dice apertamente nella sua introduzione di non poter applicare!

Nell’esporre le ragioni della nostra opposizione alla pdl Della Vedova abbiamo fin qui fatto l’ipotesi che essa fosse nel suo complesso almeno un poco migliorativa per gli animali da laboratorio.

Va a questo punto detto che tale ipotesi è immaginaria. La pdl Della Vedova è oltre tutto, nel suo complesso, molto peggiorativa per gli animali da laboratorio. Le molteplici ragioni sono illustrate nel documento della “Lista Antivivisezione”, che vi preghiamo di consultare, essendo del tutto superfluo elencarle nuovamente. Mi limiterò e citare le prime due, delle quali una sola sarebbe più che sufficiente a far rifiutare la legge: la prima è ’introduzione del silenzio-assenso (tanto gradito a Farmindustria) per l’autorizzazione a tutti gli esperimenti (la legge attuale stabilisce sia necessaria la risposta scritta per gli esperimenti su cani, gatti, primati, nonché gli esperimenti con forte dolore e senza anestesia …); la seconda è il riconoscimento ufficiale della creazione di animali transgenici.

Si potrebbero tirare in ballo anche molti altri argomenti, ma è giunta l’ora, io credo, di cambiare pagina, e di lavorare infine per l’ABOLIZIONE della Sperimentazione animale.

E’ giunta l’ora infatti  in cui infine si apre davanti a noi una nuova era storica: quella in cui il “modello animale” sarà messo da parte.

Chi ce lo dice?

Ce lo dice l’organo che forse a livello mondiale ha il maggiore potere per influenzare la politica nell’ambito della Scienza: il National Research Council degli USA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, facente parte della Academy of Science), che ha appena pubblicato un Rapporto sul futuro della ossicologia, il quale inizia così:

“Vi sono eventi che, nella storia della scienza, hanno costituito il cardine di un cambiamento storico e hanno spalancato le porte all’avvento di una nuova era. Tra questi, la scoperta della penicillina, quella della doppia elica del DNA, la nascita del primo computer.

Grazie alle straordinarie innovazioni avvenute nella biologia e nella biotecnologia, la tossicologia si sta avvicinando ad un simile evento, di rilevanza epocale.”“Le valutazioni di tossicità passeranno da un sistema basato sullo studio dell’animale intero ad un sistema basato principalmente sugli studi in vitro,  che usano cellule o linee cellulari, preferibilmente di origine umana, e rendono possibile l’interpretazione dei processi biologici, grazie ai progressi della tossicogenomica, bioinformatica, biologia sistemica, epigenetica, e tossicologia computazionale”.

 

Il rapporto è stato commissionato dall’EPA, Environment Protection Agency (Agenzia per la Protezione ell’Ambiente, che sostituisce il Ministero dell’Ambiente in USA e serve anche come organo di controllo, e ne ha abbastanza di valutazioni di tossicità… ridicole).

Questo evento conferma che il varo di una legge sulla vivisezione come pdl la 2157 Della Vedova è oggi a dir poco folle.

Possiamo tutti insieme gioire di avere vissuto questo momento così importante e possiamo tutti nsieme lavorare affinché la volontà del NRC e dell’EPA si realizzi in tempi rapidi, senza troppi ostacoli, come potrebbe essere proprio quello posto da una legge quale quella suddetta.

Il NRC e l’EPA sanno che dovranno affrontare l’opposizione, che sempre avviene nei momenti storici in cui nasce un nuovo paradigma, di coloro che vogliono mantenere lo “status quo”, ma sono molto determinati a vincerla..

Sul sito di EQUIVITA troverete, dopo il 3 settembre, il relativo Comunicato del 10/08/07 e maggiori nformazioni su questo straordinario, storico evento.

Fabrizia Pratesi

F-) ELENCO ORGANIZZAZIONI  CONTRARIE ALLA PDL 2157: “Disposizioni per la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici”.

Sono riportate tra le “Associazioni” le organizzazioni regolarmente registrate; i “Gruppi” rappresentano associazioni di fatto. Sono escluse emanazioni della stessa Associazione ove non godano di autonomia decisionale. Per le Associazioni, sono riportati solo i nomi dei rappresentanti legali.

 

Aggiornamento al 31 dicembre 2007 (ordine alfabetico).

 

Associazioni

1. A.C.A. SICILIA – A. Lisi – Catania.

2. Animalisti italiani – W. Caporale – Roma.

3. Associazione A-Mici Randagi, onlus – E. Miraglia – Varese.

4. Associazione Animalista Livornese, onlus – E. Meniconi – Livorno.

5. Associazione “Baffi e code per amici” – L. De Bari – Stagno (LI).

6. Associazione “Gli amici di Sandy” – M. Pagano – Ischia (NA).

7. Associazione “Qua la zampa Diamante” – A. Vanni – Diamante.

8. Associazione “Il Randagio” – G. De Carlonis – Tortoreto (TE).

9. Associazione vegetariana animalista – F.L. Manco – Roma.

10. AYUSYA, Ass. di protezione della vita, onlus – E.S. Rebecchi – S. Colombano Certenoli (GE).

11. CIVIS Italia, Centro informazioni vivisezionistiche int.li scientifiche – A. Chierici – Milano.

12. Comitato Scientifico EQUIVITA – G. Tamino – Roma.

13. CRCSSA, onlus, Centro Ricerca Cancro Senza Sperim.ne Animale – M. Barbieri – Genova.

14. Ente Nazionale Protezione Animali  - C. Rocchi – Roma.
15. Gruppo Bairo, onlus – P. Tedoldi – Milano.

16. Gruppo Bairo, onlus – E. Baiocchi – Cremona.

17. Gruppo Bairo, onlus – D. Romagnoli – Roma.

18. Il Randagio – N. Pace – Borgaro (TO).

19. Io Non Ti Abbandono  Ass. Animalista, onlus – P. Calcabrini – Civitanova Marche (MC).

20. L.A., Lega animalista di protezione animali di Napoli – M. Scotto di Santolo – Napoli.

21. LIDA, Lega Italiana dei Diritti dell’Animale (sez. di Genova);

22. Movimento dell’amore universale – F.L. Manco – Roma.

23. Movimento Ecologico Nazionale UNA – E. Dalle Fabbriche – S. Piero a Sieve (FI).

24. Movimento Antispecista  - M. Terrile – Correzzana (MI).

25. Oltre la specie – A. Galbiati – Cambiago (MI).

26. PATT (Partito Animalista Trasversale) – M. Barbieri – Genova.

27. Pluto Progetto Fauna, onlus – A. Maggiori – Porto San Giorgio (AP).

28. U.N.A. Cremona, onlus – F. Catelani – Cremona.

29. U.N.A. Foligno, onlus – M. Bacchettoni – Foligno.

30. U.N.A. Genova, onlus – S. Costantini – Genova.

Gruppi

1.Animaliamici-vicenza (www.animaliamicivicenza.it) – M. Massalongo – Vicenza.

2. Associazione culturale “Oltrelospecchio” – A. Intartaglia – Follonica (GR).

3. Associazione No-alla-caccia (info@noallacaccia.org).

4. Bollettino animalista (www.bollettinoanimalista.it) – Genova.

5. Comitato antiellettrosmog – A. Donati .

6. Difendiamoli.it (www.difendiamoli.it) – F. Villano – Roma.

7. Free trees – S. Rauli – (www.thefreetrees.splinder.com) – Cinisello Balsamo (MI).

8. Forum vegetariano- F.L. Manco - Roma.

9.Randagismo.info (http://randagismo.info) – A. Tuccia – Torino.

10. Zampette (www.zampette.it) – L. Bufarale  - Pescara.



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